
San Tommaso d'Aquino nel suo "Sententia libri Ethicorum" afferma che «si nulla esset communicatio non posset esse amicitia». Questa frase significa letteralmente: «...se non ci fosse alcuna comunicazione (o condivisione), non potrebbe esserci amicizia.»
Per il Dottore Angelico la "communicatio" è costitutiva dell’amicizia perché l’amicizia è una partecipazione reciproca al bene dell’altro; senza condivisione di beni, affetti e volontà non si realizza la relazione amicale autentica.
Fondamento filosofico e teologico
San Tommaso riprende e rielabora Aristotele: l’amicizia non è un semplice rapporto esterno ma una comunione di beni e di vita tra persone simili, fondata sulla volontà di volere il bene dell’altro. Per questo la communicatio — intesa come condivisione e partecipazione — non è un accessorio, ma la struttura stessa dell’amicizia.
Cosa significa "communicatio" nell’amicizia tomista?
La communicatio comprende tre dimensioni integrate: volitiva (la volontà che desidera il bene dell’amico), cognitiva (la condivisione di pensieri, consigli e verità) e operativa (l’aiuto concreto nelle necessità). Tommaso sottolinea che l’amico partecipa non solo ai beni esteriori ma soprattutto alle virtù e al bene morale dell’altro; questa partecipazione è ciò che rende l’amicizia stabile e orientata al bene comune.
Perché senza "communicatio" non c’è amicizia?
Tre ragioni spiegano la tesi tomista:
Ontologica: l’amicizia è una forma di unione morale; senza scambio e partecipazione non si realizza l’unione.
Etica: volere il bene dell’altro implica atti concreti di condivisione; un sentimento isolato che non si traduce in comunicazione non soddisfa la definizione morale di amicizia.
Formativa: la crescita morale avviene nella relazione; senza comunicazione non c’è mutua edificazione né trasmissione di virtù, perciò manca l’elemento che rende l’amicizia “perfetta” secondo Tommaso.
Distinzione tra amicizia naturale e soprannaturale
Tommaso distingue l’amicizia naturale (fondata su utilità, piacere o bene morale) dall’amicizia soprannaturale (fondata sulla carità, cioè l'amore che nasce da Dio). In entrambi i casi la communicatio resta essenziale: nella carità essa è elevata e ordinata a Dio come fine ultimo, ma rimane sempre condivisione di beni spirituali e volontà di santificazione reciproca.
Implicazioni pratiche
Secondo l’Aquinate, coltivare amicizie autentiche richiede onestà, dialogo, consigli fraterni e opere di carità: pratiche che rendono effettiva la communicatio, la quale non è un optional relazionale ma la condizione stessa dell’amicizia: senza partecipazione reciproca ai beni, alla volontà e alla vita morale, non si realizza quella comunione che chiamiamo amicizia.