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venerdì 21 novembre 2014

Pillole di Teologia Morale: compiacersi della morte dell'empio

Ci sono dei casi in cui è lecito compiacersi della morte di persone che si comportano in maniera scandalosa? Ecco cosa insegna in proposito Sant'Alfonso Maria de Liguori, in vari manuali di Teologia Morale: 


* [...] quando il prossimo patisce qualche male d'infermità, di perdita o di altro disgusto, la carità vuole che internamente ne abbiamo dispiacenza, almeno colla parte superiore: dico colla parte superiore, perché quando sappiamo qualche danno avvenuto ad alcuna persona a noi avversa, il nostro senso ribelle par che ne senta compiacenza; ma non vi è colpa, sempreché quella compiacenza noi non la vogliamo. Notate però che talvolta è lecito desiderare o compiacersi di qualche male temporale di taluno, quando si spera da quel male il bene spirituale di lui o degli altri; per esempio, se vi fosse un peccatore ostinato o scandaloso, ben è lecito, dice s. Gregorio, compiacersi della di lui infermità o di altro suo mal temporale, ed anche è lecito desiderare che cada infermo o che diventi povero, acciocché lasci la mala vita, o almeno cessi di scandalizzare gli altri.

* [...] se taluno desiderasse, o si compiacesse del male temporale di qualche peccatore ostinato, affinché si ravvedesse, e lasciasse di dare scandalo, o di vessare gl'innocenti, costui non peccherebbe

* [...] è ben lecito godere, ed aver desiderio del danno temporale del prossimo per lo bene comune, oppure dell'innocente, o dello stesso prossimo

* Onde ben è lecito (sempre però atteso l'ordine della carità) desiderare, o compiacersi dell'infermità, e anche della morte dell'empio, per esempio degli altri, o affinché cessi quegli di dare scandalo, o di far danno d'altro modo all'anime altrui. Così anche è lecito godere del danno temporale del privato, affinché si eviti il danno comune.

giovedì 20 novembre 2014

Messe tridentine celebrate nell'arcidiocesi di Siena

Elenco corretto delle SS. Messe tridentine celebrate nell’Arcidiocesi di Siena e riportate nell’elenco ufficiale delle Messe dell’Arcidiocesi:


Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino (Arcidiocesi):

    1. Siena : Chiesa di San Michele all’Abbadia, detta di S. Donato, piazza dell’Abbadia - Domeniche e feste di precetto: ore 17,30 
- Per informazioni: 0577-936.009 o mail: info@ordo-militiae-templi.org

    2. Poggibonsi: Chiesa magistrale di San Giovanni in Jerusalem - Castello della Magione -Sede dell'Ordo Militiae Templi - Domenica e festivi, S. Messa cantata: ore 9,30 - Venerdì: S. Messa ore 18,40; dal Lunedì al Venerdì: canto del Vespro ore 19,20 - Sabato: canto del Vespro ore 18,30 
– Per informazioni Tel.0577-936.009 o mail: info@ordo-militiae-templi.org


La S. Messa di Staggia Senese è stata soppressa.


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Messe celebrate con poca riverenza

[Riporto un brano di Sant'Alfonso Maria de Liguori tratto da “Selva di materie predicabili”. Per rendere il brano facilmente comprensibile ho tradotto in italiano corrente i termini desueti e ho effettuato qualche piccolo ritocco lessicale. Ciò che leggerete riguarda un problema ecclesiale che a molti sembra ancora d'attualità. Questo zelante Dottore della Chiesa si esprimeva con estrema franchezza. Non penso che queste riflessioni piaceranno molto agli amanti del linguaggio politicamente corretto].


[...] qual conto dovranno dare a Dio i sacerdoti che con poca riverenza celebrano questo gran sacrificio. [...] dov'è la devozione e la riverenza in tanti sacerdoti che dicono messa? Questa, che è l'azione (come abbiam detto) la più eccelsa e sacrosanta, onde dice il Concilio di Trento, che bisogna fare con la maggior devozione interna ed esterna [...] quest'azione, dico, è la più strapazzata dalla maggior parte dei sacerdoti. Certamente che maggiore attenzione essi porrebbero nel far una parte in commedia, che non mettono nel celebrare la messa; giungendo alcuni a dirla in meno d'un quarto d'ora; il che non può scusarsi da colpa mortale [...] perché in tanto breve tempo non può ella celebrarsi senza un grave strapazzo delle parole e delle cerimonie, e senza mancare gravemente alla riverenza e gravità richiesta da un tanto sacrificio, e inoltre senza un grave scandalo dei secolari. Parlando di questo punto, ci vorrebbero lacrime, ma lacrime di sangue. Nel giorno del giudizio, poveri sacerdoti che celebrano così! E poveri vescovi che li ammettono a celebrare, perché essi, come avvertono comunemente i dottori, ed è certo dal Concilio Tridentino, son tenuti con obbligo stretto a proibire la celebrazione a tali sacerdoti che dicono la messa con tale irriverenza, chiamata empietà dal Concilio [...].  Quindi i vescovi, per adempiere il precetto del Concilio [...] sono obbligati a vigilare continuamente, ed informarsi del come si celebrano le messe nelle loro diocesi, e sospendere dalla celebrazione coloro che dicono la messa senza la conveniente attenzione e gravità. E questa obbligazione dei vescovi non è solo verso i sacerdoti secolari, ma anche verso i religiosi [...]. Ma con tutto ciò fa compassione (diciam così) il vedere lo strapazzo che fanno ordinariamente i sacerdoti di Gesù Cristo nel celebrare questo gran mistero. E ciò che fa più meraviglia è che si vedono anche religiosi di ordini osservanti e riformati celebrare le messe in modo che darebbero scandalo anche ai turchi e agli idolatri. È vero che il sacrificio dell'altare è sufficiente a placare Dio per tutti i peccati del mondo; ma come può placarlo per le ingiurie che gli fanno i sacerdoti nello stesso tempo che glielo offrono? poiché, celebrando con tanto poca riverenza, gli recano più disonore che onore. [...] È reo l'eretico che non crede la presenza reale di Gesù Cristo nella messa; ma è più reo chi la crede e non le usa rispetto; e di più si fa causa, come si fa causa il sacerdote che celebra con poca riverenza, che gli astanti perdano il concetto e la venerazione che si deve alla maestà d'un sì gran sacrificio. Il popolo dei giudei ebbe inizialmente una gran venerazione per Gesù Cristo; ma quando poi lo vide disprezzato dai sacerdoti, ne perdette in tutto la stima: e così al presente i popoli nel veder la messa trattata con tanta negligenza e indevozione dai sacerdoti, ne perdono la venerazione. Così come una messa celebrata con devozione infonde devozione anche agli altri; così al contrario l'irriverenza del sacerdote diminuisce la venerazione ed anche la fede negli astanti. Come può l'indevozione del sacerdote, che è il ministro di questo sacrificio e il depositario del corpo di Gesù Cristo, ispirare agli altri sentimenti di devozione e di rispetto? Qual concetto può infondere negli altri, della santità e maestà d'un tanto mistero, quel sacerdote che ne dimostra più disprezzo che venerazione?

mercoledì 19 novembre 2014

Messa tridentina a Savona


A Savona la Messa tridentina viene celebrata tutte le domeniche e feste di precetto alle ore 18, presso l'Oratorio dei Santi Pietro e Caterina, in via dei Mille n. 4 (vicino piazza Marconi). La celebrazione viene organizzata grazie all'impegno degli attivisti dell'associazione “Beato Ottaviano Vescovo”, federata all'associazione “Una Voce”.

La "rivoluzione permanente" dei progressisti

In un primo momento si è gettata una confusione nel campo delle idee. [...] In un secondo momento, dopo aver gettato la confusione nella Fede, fondamento di tutto, si è aggredita la morale, per rendere nulla la norma e lasciare libertà di espressione ad ogni atto umano. A questo punto si sono attaccati gli elementi esterni che «tenevano insieme la compagine ecclesiastica del Clero»: abito, seminari, studi, con una confusione estrosissima di iniziative culturali innumerevoli. Poi si è immessa la idea sociologistica del paradiso in terra al posto del Cielo, della rivoluzione permanente invece della pace e si è dato un valore simbolico agli atti di culto verso un Signore ormai confinato nelle nebbie. Si è discusso del celibato sacerdotale, anche da maestri, ignorando che la Chiesa non era stata più in grado — almeno questo! — di migliorare e fare avanzare i popoli dove il celibato era abolito. Ultimo e permanente ritrovato: discutere su cose certe, come se non lo fossero, e non lo fossero da Gesù Cristo. Non tutti sono arrivati in fondo, molti sono arroccati senza aver una idea delle conseguenze sugli stati intermedi, altri hanno di pari passo saltato tutto e tutti. Al di sotto resta ancora il popolo, che è buono e al quale pensa Dio evidentemente. Si moltiplicano gli slogans, non si insegna il catechismo; si parla di pastorale e si disertano gradatamente tutti i ministeri; si parla della Parola di Dio e si insegna tranquillamente che è quasi tutta una fiaba, si disserta della vicinanza con Dio e si irride o la si tratta come se fosse risibile, la Santissima Eucarestia. Almeno in pratica.

[Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla "Rivista Diocesana Genovese" del gennaio 1975]

martedì 18 novembre 2014

Avviso di Torino


S. Messa cantata in forma straordinaria (messale del 1962 - latino/gregoriano) nella festa della Presentazione al Tempio della Beata Vergine Maria

Venerdì 21 novembre 2014 ore 19.15
  
Chiesa della Arciconfraternita della Misericordia
 Torino, V. Barbaroux 41

Celebrante: rev. don Giovanni Falchero


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Francesco “censurato” dai media progressisti

Ieri il Papa ha condannato le adozioni da parte delle coppie gay, sostenendo che i bambini hanno bisogno di un papà e di una mamma. Peccato che i giornalisti progressisti si siano “dimenticati” di riportare ampiamente la notizia. Consoliamoci pensando che almeno per questa volta non abbiamo sentito sbraitare i laicisti, in genere sempre pronti ad accusare di “omofobia” coloro che accettano l'ideologia gender.  

Purtroppo, molti media, invece di “fare informazione”, manipolano l'opinione pubblica con la propaganda laicista. Sant'Alfonso Maria de Liguori diceva ai mondani “Alla valle vi aspetto!”, intendendo la valle di Giosafat, ove avverrà il Giudizio Universale. Gioirà bene chi gioirà in quella valle.

Il "martirio bianco" dei cattolici fedeli alla Tradizione

Il 24 gennaio 2010, l'allora Mons. Raymond Leo Burke (non era ancora stato creato Cardinale), celebrò il Santo Sacrificio della Messa presso la parrocchia di San Sebastiano, ad Artallo (Imperia). Nella splendida Omelia esaltò il martirio di San Sebastiano, il quale preferì la morte anziché tradire il Redentore Divino. Burke tra l'altro disse: "Noi oggi ci troviamo in una situazione molto simile a quella di San Sebastiano. Non è che noi ci confrontiamo con una persecuzione sanguinosa della Chiesa di Cristo, ma certamente affrontiamo una forza terribile di secolarizzazione che ci indurrebbe a tradire Cristo e il nostro amore verso di Lui. Ogni giorno nei vari settori della nostra vita e specialmente con i mezzi della comunicazione, il mondo ci offre una falsa liberazione passeggera, che in verità è una schiavitù, in cambio della vera libertà che conseguiamo per l’obbedienza alla volontà di Dio, ai Suoi comandamenti, cioè per la sequela fedele e generosa di Cristo."

Oggi appare ancora più evidente la persecuzione che subiscono i cattolici rimasti fedeli al Magistero perenne delle Chiesa. Ma il grande vescovo americano ci ricorda la consolante promessa di Gesù: "Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli".

Ecco il testo integrale dell'Omelia:

Sia lodato Gesù Cristo. 

San Sebastiano, l’amatissimo patrono della vostra Parrocchia, è uno dei più venerati Santi della Chiesa. Egli continua, come ha fatto nella sua breve vita, a condurre gli altri a Cristo, nostro unico Salvatore. Egli ha scelto la professione di soldato nelle legioni dell’Imperatore romano non per il suo proprio interesse, ma per un solo scopo, cioè per aiutare i confessori e martiri, i membri della Chiesa perseguitati per la loro fedeltà a Cristo. La testimonianza della sua vita e i favori straordinari concessi dal Signore per le mani di San Sebastiano, hanno dato coraggio e forza ai fratelli cristiani sotto persecuzione e, in più, hanno attratto molti a diventare cristiani, membri della Chiesa. Quando la persecuzione della Chiesa a Roma diventava più feroce, San Sebastiano, per volontà del Romano Pontefice, è rimasto al suo posto dando incoraggiamento e sostegno a quelli arrestati e soggetti a varie forme di tortura perché rifiutavano di tradire il loro amore per Cristo. Avendo aiutato tanti fratelli ad essere fedeli fino alla morte, come martiri, San Sebastiano stesso è stato arrestato e condannato a morte. Dopo il suo martirio, i pii cristiani hanno cercato il suo corpo e lo hanno seppellito nelle catacombe che oggi portano il suo nome. Nelle Catacombe di San Sebastiano il nostro patrono continua a condurre pellegrini a Cristo e a manifestare a loro i segni dell’amore misericordioso del Signore.

Nella Lettera agli Ebrei, il Signore ci insegna che i Suoi fedeli amici, come i grandi profeti dell’Antico Testamento, per la loro fede “Conquistarono regni, esercitarono la giustizia, conseguirono le promesse, chiusero le fauci dei leoni, spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trassero forza dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero invasioni di stranieri” ( Eb. 11, 33-34). Il Signore ci insegna che i Suoi amici rifiutarono una liberazione passeggera, offerta a loro in questo mondo, “per ottenere una migliore risurrezione” nel mondo che verrà ( Eb. 11, 35). Seguendo l’esempio dei grandi amici del Signore, che hanno fedelmente ed eroicamente aspettato l’adempimento delle Sue promesse, San Sebastiano erede della salvezza promessa per i profeti, ha rifiutato una liberazione materiale per conservare la sua libertà di coscienza e conseguire la liberazione perfetta ed eterna nel Regno dei Cieli. Nella vita di San Sebastiano vediamo la verità dell’insegnamento del Signore: Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti (Lc. 6, 22-23).

San Sebastiano ha sofferto la passione e morte di martire per il suo fedele amore del Signore. I nemici del Signore hanno pensato di distruggere San Sebastiano e la Chiesa, Corpo Mistico di Cristo. Invece, il Signore ha dato a lui la grazia della vita eterna, la grazia di partecipare nella risurrezione alla vita nella Comunione dei Santi nei cieli. Così, San Sebastiano rimane vivo nella Chiesa, continuando ad attrarci a Cristo e ad intercedere incessantemente per le nostre intenzioni.

Noi oggi ci troviamo in una situazione molto simile a quella di San Sebastiano. Non è che noi ci confrontiamo con una persecuzione sanguinosa della Chiesa di Cristo, ma certamente affrontiamo una forza terribile di secolarizzazione che ci indurrebbe a tradire Cristo e il nostro amore verso di Lui. Ogni giorno nei vari settori della nostra vita e specialmente con i mezzi della comunicazione, il mondo ci offre una falsa liberazione passeggera, che in verità è una schiavitù, in cambio della vera libertà che conseguiamo per l’obbedienza alla volontà di Dio, ai Suoi comandamenti, cioè per la sequela fedele e generosa di Cristo. La persecuzione della Chiesa oggi, se non è sanguinosa, non è meno pericolosa, perché trasforma la società cristiana in un popolo alienato da Dio e dalle fonti della vita eterna, specialmente la sana dottrina e i Sacramenti, che Dio ci offre incessantemente e senza limiti nella Chiesa. Nella situazione della secolarizzazione della società dobbiamo pregare per intercessione di San Sebastiano per la grazia che sia dato incoraggiamento e sostegno ai nostri fratelli nella Chiesa, perché rimangano fedeli nell’amore di Cristo e così adempiano la nuova evangelizzazione del nostro mondo. Il santo patrono ci da un esempio da seguire, essendo coraggiosi noi stessi ed aiutando i fratelli ad essere coraggiosi.

In modo speciale preghiamo oggi per la vostra Parrocchia di San Sebastiano come una grande famiglia di famiglie cristiane, perché tutte le case trovino l’aiuto in parrocchia per essere veri santuari di Dio, case nelle quali l’amore di Cristo anima tutti e si estende ai vicini e a tutti i fratelli della comunità più estesa. Nel mondo di oggi c’è una grande sete di Cristo e della libertà che Egli solo ci offre. Nelle case cristiane e nella parrocchia i nostri fratelli devono trovare le fonti di acqua viva, le fonti di grazia divina, le fonti del Magistero della Chiesa e dei Sacramenti, specialmente, la Penitenza e la Santa Eucaristia, che osso estinguere la sete spirituale di un mondo secolarizzato. Preghiamo perché voi parrocchiani cresciate nell’amore di Cristo e portiate questo amore in ogni settore della vostra attività quotidiana. Che San Sebastiano interceda per voi perché seguiate il suo esempio nel difendere e sostenere la vita della Chiesa contro tutto quanto può farla venir meno. 

Adesso eleviamo i nostri cuori, per il Sacrificio Eucaristico, al glorioso Cuore trafitto di Gesù, aperto dalla lancia del centurione, e sempre pronto ad accoglierci affinché, nell’incontro col Signore Eucaristico, possiamo essere fortificati per divenire, con San Sebastiano, una fonte viva di incoraggiamento e sostegno nella sequela di Cristo per i nostri fratelli. Uniti interiormente al Cuore Eucaristico di Cristo, diventiamo con Cristo, come San Sebastiano, un’oblazione di puro e gratuito amore per i nostri fratelli. E’ nel Cuore Eucaristico di Cristo che troviamo l’ispirazione e la forza per essere, con San Sebastiano, forti e affidabili testimoni di Cristo e della Sua Chiesa, e così le vostre case e la vostra parrocchia diventeranno centri della nuova evangelizzazione, della trasformazione della nostra società secondi il Cuore di Cristo.

Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità, 
abbi pietà di noi; Cuore Immacolato di Maria, prega per noi;
San Giuseppe, prega per noi;
San Sebastiano, martire, prega per noi.



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lunedì 17 novembre 2014

Apologia del Cardinale Burke

Spesso i media progressisti descrivono il Cardine Raymond Leo Burke in maniera negativa, quasi fosse un freddo e arcigno rigorista in odor di giansenismo. Invece coloro che lo conosco di persona lo descrivono come un uomo pio, cordiale e caritatevole. A tal proposito ho intervistato Chantal (che da alcuni mesi collabora col blog), la quale conosce personalmente il Cardinale americano...


- So che hai conosciuto personalmente il Cardinale Burke. Ti è sembrato un uomo arrogante e pieno di alterigia, oppure un uomo umile e cordiale?

- Ho avuto la vera "grazia" di poter conoscere personalmente Sua Eminenza lo scorso maggio, durante il pellegrinaggio da me compiuto a Lourdes con l'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, che, come ben sai, occupa uno speciale posto nella mia vita spirituale. Ero "curiosa" di poter avvicinare di persona questo ammirevole Princeps Ecclesiae, che tanto mi ricorda il compianto Cardinale Giuseppe Siri: ebbene, la sua affabilità e "sapientia cordis" unita ad una cultura e memoria d'eccezione, ne fanno per me un autentico faro per la guida spirituale dei fedeli di tutto il mondo. Ho avuto modo di rafforzare questa positiva opinione nel luglio scorso, potendo nuovamente parlare con Sua Eminenza e riceverne la benedizione. L'arroganza e l'egocentrismo non appartengono affatto al Cardinale Burke, a differenza di tanti altri "potenti" (anche, purtroppo, ecclesiastici) che nascondono questi difetti sotto una parvenza di falsa umiltà ed ostentato pauperismo (ricordi i “sepolcri imbiancati”?).

- Molti personaggi famosi non rispondono alle lettere della gente comune, invece il Cardinale Burke ti ha scritto alcune volte. Hai apprezzato questi suoi gesti di fraterna amicizia?

- Certamente! È stato per me un immenso onore ricevere, ad ogni mia lettera manoscritta, una sua puntuale e personale risposta. Lo ribadisco: non capita quasi mai che persone di tale livello siano attente anche a simili gesti, che una volta di più rafforzano la mia stima nei suoi confronti.

- Per quale motivo hai tanta stima nei confronti del Cardinale Burke?

- Ho sempre provato per Lui una grande stima, fin dalla prima volta che lessi il suo nome, nell’ormai lontano 2003, quando fu pubblicato un bell’articolo sulla riconsacrazione del St. Mary’s Oratory a Wausau, nel Wisconsin (restaurato a cura dell’ICRSS ed affidato alla cura pastorale dei Sacerdoti di tale Istituto) dall’allora Vescovo di La Crosse (sua diocesi natale). Da allora ho continuato a seguire il suo alto apostolato, che l’ha portato a diventare Arcivescovo per cinque anni di Saint Louis, in Missouri, e, dal 2008, Prefetto (ora Emerito) del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, presso la Curia Romana. Inoltre, se posso permettermi un ulteriore ricordo personale, lo ammiro anche perché non perde occasione di esaltare la figura luminosa di una Santa italiana, Gianna Beretta Molla (come mi ha anche confermato la figlia Emanuela, che ho avuto la grazia di poter conoscere personalmente) e partecipa sempre alla Marcia per la Vita, battendosi con coraggio e senza timore di apparire “impopolare”, per la difesa dei più deboli, iniziando dai concepiti. 

- I giornalisti progressisti sono molto critici nei confronti del Cardinale Burke. Pensi che sia ovvio che coloro che sono fedeli al Magistero perenne della Chiesa debbano essere disprezzati dal mondo?

- Lo diceva già Gesù nel Vangelo: "Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me” (Gv. 15, 18). Sono dispiaciuta per le critiche rivolte al Cardinale Burke, ma (come hai scritto tu in un memorabile post di qualche giorno fa) il Signore saprà trarre sicuramente il Bene da ciò che a noi poveri peccatori appare male. Io so soltanto che per tanti cattolici nordamericani (ma non solo) che vogliono vivere autenticamente la verità rivelata da N.S. Gesù Cristo, S. Em. Rev.ma il Cardinale Burke rappresenta una forte “guiding light”.

- So che le devastazioni causate dal modernismo ti stanno facendo molto soffrire, eppure le e-mail che mi scrivi hanno un sapore “positivo”, cioè hai un tono pieno di speranza, non disfattista e catastrofista. Che cos'è che ti fa sperare in un futuro miglioramento della drammatica situazione dell'orbe cattolico?

- Come già ti risposi nella prima intervista che mi facesti, sono due le certezze che mi sostengono, e derivano la prima dalla parola stessa di N. S. Gesù Cristo, il consolante "Non prevalebunt", e la seconda dalla promessa di Maria Ss.ma a Fatima "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà". Certo, prima dovremo meditare sulle lacrime versate da Notre Dame alla Salette, ma non potremmo dirci cattolici se non avessimo una granitica fede nella Parola di Dio!

domenica 16 novembre 2014

Servono insegnanti davvero cristiani

Riporto un brano tratto dall'Enciclica "Divini illius Magistri" del Sommo Pontefice Pio XI.



Le buone scuole sono frutto, non tanto dei buoni ordinamenti, quanto principalmente dei buoni maestri, i quali, egregiamente preparati ed istruiti, ciascuno nella disciplina che deve insegnare, e adorni delle qualità intellettuali e morali richieste dal loro importantissimo ufficio, ardano di amore puro e divino per i giovani loro affidati, appunto perché amano Gesù Cristo e la Sua Chiesa, di cui quelli sono figli prediletti e per ciò stesso hanno sinceramente a cuore il vero bene delle famiglie e della loro patria. E però, Ci riempie l'animo di consolazione e di gratitudine verso la Bontà Divina, il vedere come insieme con i religiosi e le religiose insegnanti, così grande numero di tali buoni maestri e maestre - anche uniti in congregazioni di associazioni speciali per meglio coltivare il loro spirito, le quali perciò sono da lodare e promuovere come nobilissime e potenti ausiliarie dell'Azione Cattolica - lavorano con disinteresse, zelo e costanza in quella che San Gregorio Nazianzeno chiama "arte delle arti e scienza delle scienze" (Oratio II P. G., t. 35, 426) del reggere e formare la gioventù. E nondimeno anche per essi vale il detto del Divino Maestro: "La messe è veramente copiosa, ma gli operai sono pochi" (Matt. IX, 37). Supplichiamo pertanto il Signore della messe che mandi ancora molti di tali operai dell'educazione cristiana, la cui formazione deve essere sommamente a cuore dei Pastori delle anime e dei supremi moderatori degli Ordini religiosi.

sabato 15 novembre 2014

Modernismo pratico nel clero

Riporto un interessante brano di una lettera del grande Papa San Pio X, datata 10 luglio 1913:

«Un altro dolor piuttosto, che mi turba ed angustia, è il diffondersi spaventoso del modernismo, specialmente nel clero secolare e regolare; un modernismo teorico in pochi, ma nei più pratico, che però trascina alle medesime conseguenze del primo, all'indebolimento e alla perdita totale della fede. In questo è l'avversario terribile che affigge la Chiesa e il papa e contro il quale devono combattere i buoni per mantenere intatto il deposito della fede e salvare tante anime che corrono alla rovina»

venerdì 14 novembre 2014

Povero in spirito

I desideri terreni […] sono come bevande gassose: dilatano lo stomaco ma non lo saziano; i desideri celesti invece sono come linfa benefica che si diffonde in tutte le fibre della vita e la fa fiorire.

Povero di spirito è chi è distaccato da tutto, pur possedendo, o chi, non avendo nulla, non desidera altro, e si acquieta nella vita, confidando in Dio solo. Povero di spirito o nello spirito è chi non ha l'anima infarcita di sapienza umana, ma si apre con semplicità alla luce di Dio. Povero di spirito è chi volontariamente abbandona ogni suo avere per abbracciarsi, senza ostacoli, al Sommo Bene, chi sopporta con sapienza la perdita dei beni, chi tollera in pace la sopraffazione ingiusta, e spregia i beni che gli vengono rapiti, chi rinunzia alle sue agiatezze per consolare i poveri, e diventa come acquedotto della carità […]. Povero di spirito è soprattutto chi confida in Dio solo, e riguarda come nullità le cose presenti, fissando gli occhi sempre alla dolce paternità del Signore, chi si crede nullità e non confida nelle proprie forze, ma fa appello alla bontà ed alla misericordia di Dio.

Beati sono ancora i poveri di beni materiali, che mutano la loro povertà in ricchezze spirituali, uniformandosi alla divina Volontà e confidando nel Signore. La fiducia toglie l'angustia che cagiona la povertà materiale, poiché Dio interviene sempre per soccorrere chi gli si abbandona, e rende non solo sopportabile ma beata la condizione di chi non ha niente.

[Brano tratto dal libro “La Sacra Scrittura”, volume XX, Vangelo secondo Matteo, Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa]

Salvare il matrimonio

Tempo fa una signora mi ha scritto una lettera sul tema dei coniugi in difficoltà, dando vari consigli per salvare il matrimonio e superare le crisi matrimoniali che flagellano molte famiglie.



Caro Cordialiter,

[...] ti scrivo per far giungere, se possibile, questo piccolo sostegno ed incoraggiamento ai coniugi in difficoltà. Non abbiamo alcuna ricetta né bacchette magiche affinché le difficoltà familiari o fra coniugi si risolvano magicamente, siamo chiamati a combattere una battaglia, e non servono eroi, ma persone che attraverso il personale combattimento, siano disposte ad offrire generosamente la propria eroicità! Parlo per esperienza perché, come molti, anche noi abbiamo attraversato un periodo di difficoltà tanto da rischiare una separazione [...]

Non possiamo pretendere mai una uguaglianza fra coniugi, pertanto la prima difficoltà da superare è quell'accettarsi entrambi nelle differenze che ci sono proprie e che non dividono affatto, ma al contrario contribuiscono ad un arricchimento reciproco! Ai "ferri corti" ci si arriva spesso e soprattutto quando uno dei due o entrambi i coniugi pretendono il superamento del personale individualismo e allora, solitamente, chi mantiene un buon equilibrio è proprio la DONNA non per nulla "regina del focolare" come la tradizione autentica ha ragionevolmente identificato da sempre... Sì! il maggior peso di questo equilibrio grava sulle spalle della Donna e non perché il marito non debba fare nulla, ma perché è proprio del ruolo familiare che l'Uomo si preoccupi di questioni più materiali e la Donna li superi, amalgamando il tutto e dando al tutto un giusto peso e quindi un buon equilibrio....

Non so quali problemi gravi pesano o gravano su questa Famiglia che ha scritto, ma non esiste alcun problema che non possa essere risolto se davvero lo si vuole! Oltre alla partecipazione e contributo individuale che darò con la Preghiera, posso solo offrire questa piccola esperienza che seppur circoscritta alla personale situazione familiare vissuta, sicuramente ci sono punti che ogni Famiglia in questo può condividere! E' importante che il primo approccio per affrontare una difficoltà non menzioni MAI e dico mai, l'eventualità di una separazione... infiltrare, infatti, la COMODA soluzione di una separazione per "riflettere", solitamente è invece l'anticamera di una separazione annunciata, perché separandosi NON si affrontano i problemi e li si esorcizzano con pericolosi silenzi...

E' importante farsi aiutare da un buon Sacerdote! Non importa se uno dei due coniugi non crede, se egli ha a cuore davvero la risoluzione dei problemi, finirà per accettare ogni buon aiuto!
E' importante accettare il fatto che abbiamo sempre bisogno di un aiuto, pensare di cavarsela da soli rischierebbe di far aumentare l'incomprensione, in certi casi è necessario un arbitro, ma per pietà, non servitevi mai di avvocati matrimonialisti […]. Non date retta a chi dice che i figli NON possono stare in un ambiente dove si discute... i figli invece imparano che la vita non è una passeggiata e che nessuno ti regala niente, che nulla è scontato e che se vuoi qualcosa DI BUONO E POSITIVO DEVI COMBATTERE LA BUONA BATTAGLIA, devi guadagnartelo, anche discutendo; imparano che esistono valori grandi come la Famiglia per cui vale la pena di DISCUTERE e di battersi per mantenerla unita, certo non si intende ovviamente fare la guerra, la battaglia vera è quella che annienta I NOSTRI INDIVIDUALISMI ED EGOISMI non imponendo, ma OFFRENDOSI sempre l'altro con umiltà e fermezza, ossia quel credere in ciò che di buono è stato costruito...

E' importante constatare che in momenti così delicati è indispensabile buttare via ogni maschera che ci siamo costruiti nel tempo, occorre davvero SPOGLIARSI di tutto e rivestire veramente l'abito NUZIALE dell'umiltà, di quelle PROMESSE fatte che possono aiutare a comprendere che è proprio nelle difficoltà che si vincono le battaglie e non quando "tutto va bene"... E' importante comprendere che per risolvere i vari problemi l'umiltà della DONNA è davvero in grado di vincere ogni battaglia!

Sì! potrà apparire assurdo che debba essere la Donna a dover rinunciare a molto per salvare un matrimonio, ma se si vuole davvero salvare un'unione è proprio il ruolo DELLA MATERNITA' - la quale non è solo quella di mettere al mondo i figli fisicamente - che può garantire una stabilità ed un equilibrio costante...

Certo, tutto questo costa sacrifici, ma siamo davvero disposti a combattere la buona battaglia?

Poi naturalmente ci sono casi disperati e che non dipendono più da "noi"..... in questi casi non bisogna farsene un senso di colpa...l'importante è aver fatto quanto era possibile umanamente e confidare sempre in DIO....invocare la Beatissima Vergine Maria, anch'Essa MADRE la cui Maternità si estende infatti come esempio e testimonianza nella Chiesa, principio di unità e stabilità per tutte le Famiglie che vogliano dirsi ecclesialmente cattoliche....

Coraggio allora! RINUNCIARE A SÉ STESSI per un bene più grande è ciò che davvero salva un matrimonio ed apre il cuore all'altro coniuge... Come vedete non sono ricette o bacchette magiche, ma dei cammini che ognuno di noi deve percorrere per giungere alla meta! Ed infine ma non per ultimo, la Donna PRENDA IL ROSARIO IN MANO OGNI GIORNO! Una Donna non bigotta, ma veramente credente e che prega, è più convincente di mille parole....le testimonianze di matrimoni che si sono così salvati, sono molte!

Non ultimo vorrei segnalare questo episodio narrato nella vita di sant'Antonio!

Un giorno una donna disperata si reca dal Santo: - aiutatemi! mio marito viene a casa, bestemmia, mi picchia, ha sempre da ridire su tutto! Sono esausta non ce la facciamo più!!

Il Santo le disse: - fate così: vi do quest'acqua particolare.... quando vostro marito entra in casa, bevetene un sorso, ma non ingoiatela, tenetela in bocca finché potete e per tutto il tempo che vostro marito avrà da ridire! Fate così ogni giorno, poi tornate da me a riferire come è andata!

La donna così fece per una settima, ed un altra, ed un altra ancora! Dopo un po' di tempo, ritorna dal Santo tutta entusiasta: - Che Dio vi benedica padre!! Quest'acqua è proprio miracolosa!! Pensate che ogni giorno che passa ci sono stati miglioramenti, ed ora mio marito non si arrabbia più, non bestemmia più, è diventato buono e parliamo di ogni cosa!

Il Santo rispose: - deve sapere che quell'acqua non ha nulla di miracoloso! Solo che mentre la tenevate in bocca non potevate rispondere ALLO SFOGO DI VOSTRO MARITO, e così anche lui ha capito quanto voi siete capace di ascoltare.....

Buona riflessione e davvero non "auguri" ma come diceva san Francesco per augurare il vero Bene: BUONAVENTURA a tutti!

(lettera firmata)

giovedì 13 novembre 2014

La massoneria vuole distruggere la Religione

[Dagli scritti della Beata Maria Deluil-Martiny]

Di fronte alla Chiesa di Cristo si erge quasi svelata, resa ardita dalle sventure dei tempi, l'infernale chiesa di Satana, che per lungo tempo ha ordito le sue congiure nell'ombra e ha coperto col segreto più profondo i suoi abominevoli errori, i suoi ignobili misteri e i suoi odiosi disegni. Essa cerca pazzamente di annientare i diritti di Dio in questo mondo, di rovesciare la Chiesa e ogni base dell'ordine sociale cristiano; di esaltare la pretesa perfezione naturale dell'uomo e la sua indipendenza da Dio, la distruzione di ogni autorità, il dominio della materia, del disordine, dell'empietà; infine la negazione stessa di Dio: né Dio, né padrone! Ecco, care Sorelle, il riassunto delle dottrine di questa scuola infernale.

E se volete conoscere la causa di questi fatti dolorosi e strani, la santa Chiesa stessa vi risponde con la voce di Pio IX: "Colui che avrà ben compreso il carattere, le tendenze, lo scopo delle sette segrete, massoniche o altre, la natura e lo svolgimento della lotta universale dichiarata alla Chiesa, non potrà mettere in dubbio che la presente calamità va attribuita principalmente, come propria causa, alle astuzie e alle macchinazioni delle medesime, di cui la sinagoga di Satana è composta».

Causa agente di questo male immenso sono dunque specialmente le Società Segrete, la cui diffusione è diventata prodigiosa, e che, in un modo o nell'altro, sembrano far capo alla massoneria; e a questo male si dà, sia pure con interpretazioni diverse, il nome di Rivoluzione sociale e religiosa.

E notate bene, care Sorelle, che qui non si tratta di politica; la politica è una maschera per le sette; esse accettano qualsiasi forma di governo, purché possano guidarlo, corromperlo e raggiungere per suo mezzo il loro scopo infernale. Stolta ed empia utopia! Hanno persino creduto, dicono, dimenticando l'intervento divino e le promesse fatte da Gesù Cristo alla sua Chiesa, di poter un giorno metter le mani sul Papato e collocare uno dei loro sulla cattedra di Pietro per rendere la rivoluzione padrona del mondo, e sostituire il regno di Gesù Cristo con quello di Satana.

Questi infami disegni sono costantemente sventati dall'assistenza soprannaturale che Dio dà alla sua Chiesa. Governare le anime per il trionfo del male, tale è lo scopo delle sette segrete. La Chiesa sola ha il diritto e il potere di governarle per condurle a Dio, la setta invece si sforza di compiere il disegno di Satana e dell'uomo insieme uniti nella ribellione a Dio.

Il disegno infernale, che è l'attuazione della dottrina della massoneria, sostituisce i pretesi diritti dell'uomo ai diritti e alla legge di Dio, e, sconvolgendo ogni principio di ordine, pone l'uomo fine a se stesso. E' l'empia e satanica apoteosi dell'umanità, ossia l'uomo sacrilegamente messo al posto di Dio. Persino l'idea religiosa deve scomparire; tutto diventa umano, cioè indipendente dalla legge divina e da ogni fine soprannaturale, l'organizzazione, il potere, i mezzi e lo scopo.

La ragione ribelle e una falsa scienza soppiantano la fede e la verità; l'idea, impropriamente chiamata laica, e che si dovrebbe invece chiamare satanica, è sostituita all'idea religiosa.

La setta segreta assale, insegue e vuol distruggere insieme la religione, la morale, la famiglia, la proprietà, l'educazione cristiana, ogni onesto governo, la vera libertà ed infine il Papato, che essa considera come il centro e la garanzia di tutte queste grandi cose che costituiscono la società, e che le fanno da base. La setta mira a tutto distruggere per arrivare a ciò che essa chiama lo stato di natura, che è in realtà l'anarchia, la forza selvaggia, la barbarie; non più culto a Dio, ma l'autoadorazione dell'uomo; non più doveri, ma egoismo sfrenato e la soddisfazione degli istinti più mostruosi, con qualsiasi mezzo.

mercoledì 12 novembre 2014

Avviso da Torino


S. Messa  in forma straordinaria (messale latino di S. Giovanni XXIII del 1962) 
(S. Messa prefestiva della XXIII Domenica dopo la Pentecoste)

Sabato 15 novembre 2014 - ore 16.30

Parrocchia Beato Pier Giorgio Frassati
Via Pietro Cossa 280/2, Torino

Celebrante rev. don Primo Soldi



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Le "parrocchie personali" legate alla liturgia tradizionale sono vivai di vocazioni sacerdotali

Un carissimo lettore italiano che vive in Francia, mi ha confidato di essere membro di una "parrocchia personale" legata alla liturgia tradizionale. Ne ho approfittato per intervistarlo... 


- So che frequenti una “parrocchia personale” legata alla liturgia antica. Alla Messa festiva vengono molti parrocchiani? Tra voi c'è uno spirito di collaborazione? Vi incontrate solo alla Messa domenicale, oppure vi vedete anche in settimana per partecipare alle attività parrocchiali?

- Sì, alla Messa domenicale partecipano molti parrocchiani da tutta le regione, perché è la sola Messa Tridentina nel nostro dipartimento. Pertanto, non si può dire che la Parrocchia sia un centro di aggregazione solo del quartiere. Tuttavia, da quanto posso vedere esiste una vera e propria comunità formatasi e solidificatasi in 25 anni di attività della suddetta Parrocchia. Queste persone si dividono i compiti in maniera esemplare, organizzano attività di socializzazione e pellegrinaggi e si rendono attive cercando di far fruttare i propri talenti sotto tutti i punti di vista. La Parrocchia ha anche la fortuna di avere una corale mista molto esperta che è guidata da un organista francese  di fama. La maggior parte dei fedeli deve viaggiare anche per decine di chilometri per raggiungere la Parrocchia, mentre la mia famiglia ha il grande privilegio di abitare a 250 metri dalla suddetta, pertanto abbiamo la fortuna, secondo i nostri impegni, di poter partecipare alla Messa Tridentina quasi quotidianamente. Nella nostra Parrocchia, la Messa Tridentina è celebrata cinque giorni alla settimana, per questo mia moglie ed io nei due giorni restanti andiamo alla Messa Novus Ordo perché la cosa più importante per noi è di poterci comunicare tutti i giorni. 

- Per quanto riguarda le scuole cattoliche di stampo tradizionale, qual è la situazione nella tua zona?

- Nella nostra città ci sono nove scuole cattoliche, ma solo in una di esse (la più recente) si insegna la sana dottrina cattolica scevra da ogni contaminazione dall'ideologia gender e dal relativismo culturale. È indicativo che la suddetta scuola è stata fondata da una coppia di devoti nostri parrocchiani amanti della liturgia tradizionale. Sinceramente, ci auguriamo che la scuola in questione possa crescere e rafforzarsi negli anni a venire divenendo così un punto di riferimento ed ispirazione per le altre scuole cattoliche (che per ora lo sono solo di nome).

- Come è nato il tuo amore per la Messa tridentina?

- Il mio amore per la Messa Tridentina è cominciato lentamente ed in maniera graduale cinque anni fa quando abitavo con la mia famiglia in Austria. Al di là dell’impulso interiore una delle ragioni che mi ha spinto verso la liturgia Tradizionale è stata la passione per il canto gregoriano e la lingua latina come lingua universale della Chiesa. Scavando nella memoria, ricordo di aver cominciato a frequentare la Santa Messa domenicale presso la Peterskirche a Vienna (retta da Sacerdoti Opus Dei) celebrata in latino ma secondo il Novus Ordo. 

- La prima volta che sei andato a una Messa in rito antico, ti sei trovato subito a tuo agio, oppure sei rimasto un po' spaesato?

- Dopo aver frequentato per un lungo periodo la sopracitata Messa in latino secondo il Novus Ordo, verso il 2010 decisi di assistere alla prima Messa Tridentina vera  e propria, sempre a Vienna, ma sinceramente l’ho trovata abbastanza fredda ed asettica (devo ammettere di non essermi preparato a dovere e di non essermi nemmeno procurato un Messale apposito). L’impressione che ho avuto è stata quella di trovarmi più ad un “certamen ciceronianum” che ad un rito sacro. La mia risposta è pertanto no, non mi sono subito trovato a mio agio durante la Messa Tridentina, anche se oggi so che è forse stato per colpa mia. Pertanto, quando ci siamo trasferiti in Francia circa quattro anni fa, non abbiamo attivamente cercato una Parrocchia dove si celebrasse la Messa in rito antico (pur sapendo che in Francia esistono maggiori possibilità che altrove di trovarne). Tuttavia, l’amore per la Tradizione millenaria della Chiesa continuava a rafforzarsi dentro di me, grazie soprattutto alla lettura di autori come i Cardinali Biffi, Siri e Journet, Garrigou-Lagrange,  Louis Bouyer, Calmel, Madiran, etc...così come l’attenzione verso diversi blog tradizionalisti (di cui il tuo secondo me ha il privilegio di essere ispirato da un sano senso di ottimismo ed humilitas). Di conseguenza in me ed in mia moglie, con la quale respiro all'unisono, è cominciata a sorgere una sete sempre maggiore  per il silenzio durante la Santa Messa, sete di sacralità, sete di Gesù verso il quale relazionarsi spiritualmente ma anche corporalmente durante la celebrazione del Santo Sacrificio, sete di Cristo Re che sta al centro dell’universo e dei nostri cuori. E dove poter trovare tutto ciò con armonia se non nella Messa Tridentina, dove tutto è orientato verso di Lui, dove il Tabernacolo sta al centro e dove nostro figlio può crescere nella fede che Gesù Cristo è veramente presente nel Santissimo Sacramento? Questa sete è stata soddisfatta da Nostro Signore in quella perla divina che è la Santa Messa di sempre....

- Che tu sappia, nella tua parrocchia sono sorte vocazioni sacerdotali e religiose?

- Questo è uno dei punti di onore ed orgoglio di maggior rilievo della nostra Parrocchia, la quale nonostante il numero  limitato di fedeli, ha prodotto ben 17 vocazioni religiose nei suoi 25 anni di storia. Per quanto ne sappia, si tratta per la maggior parte di vocazioni all’interno di ordini francesi tradizionalisti quali i Benedettini di Le Barroux e di Fontgombault, i “Chanoines Réguliers de la Mère de Dieu” di Carcassonne,  i Servi di Gesù e Maria, etc.... 

- Tuo figlio lo porti con te a Messa? Si distrae oppure rimane incantato dalla liturgia tradizionale?

- Nostro figlio di dieci anni partecipa, secondo i suoi impegni, alla Messa Tridentina come chierichetto quattro volte alla settimana. Lo fa volentieri per una chiara ragione: ha una grande ammirazione per il nostro Parroco. Penso sinceramente che il suo attaccamento alla liturgia tridentina sia legato, alla luce della sua età, al nostro esempio di genitori, così come alla sopracitata ammirazione nei confronti del nostro Parroco. Pensiamo sia un buon inizio perché la Fede, come ci è stato ricordato più volte da Papa Benedetto XVI, si sviluppa anche per attrazione. Nostro figlio frequenta anche la Catechesi settimanale tenuta dal nostro Parroco così come gli altri bambini.

- Saresti contento se da grande tuo figlio ti confidasse di sentirsi  attrarre dal Redentore Divino allo stato sacerdotale?

- Certamente, sarebbe una grandissima Grazia! Mia moglie prega per la stessa sin dalla sua nascita (lo abbiamo avuto con difficoltà e Deo volente è rimasto figlio unico), ma tutto ciò deve essere esclusivamente secondo la volontà Divina. Esiste comunque una particolarità a questo riguardo, lui è nato il 2 febbraio, festa della Presentazione di Nostro Signore al tempio, Purificazione della Vergine Maria, che si celebra come giorno di discernimento delle vocazioni.  Pertanto, rimettiamo questo desiderio alla Santissima Vergine Maria perché con le proprie mani purissime lo liberi da ogni egoismo e imperfezione e, dopo averlo decorato ed abbellito, l’offra su di una coperta dorata alla Santissima Trinità secondo le Sue Sante intenzioni. Credeteci, nessuno sarebbe più contento di noi se il nostro primo ed unigenito figlio si donasse a Nostro Signore perché possa diventare Sacerdote in eterno alla maniera di Melchisedech...

In  Cordibus Jesu et Mariae

martedì 11 novembre 2014

L'abito non fa il monaco, ma serve a riconoscerlo

Tempo fa una studentessa universitaria mi ha detto di essere dispiaciuta per il fatto che molti preti si vestono con abiti secolari, disobbedendo così al Codice di Diritto Canonico. 

Cara Anima buona, 
                                 vorrei innanzitutto ringraziarti per aver creato questo magnifico blog il quale mi è stato di molto aiuto e tuttora lo visito perché è di estremo interesse. Io mi chiamo [...], sono una ragazza di 22 anni e ti scrivo dalla provincia di [...]. Tre anni fa è avvenuta la mia seconda nascita: sono rinata in Cristo. Dopo un'adolescenza passata alla ricerca di qualcosa che potesse colmare la sensazione di vuoto esistenziale e che potesse dare un senso alla mia vita, ecco che, finalmente, la soluzione si fa chiara e arriva poi ad essere certezza assoluta. Sì, ho incontrato Gesù, in quel 21 settembre di tre anni fa. Quel Gesù che avevo conosciuto da piccola (grazie all'educazione datami dai miei genitori) ma che poi avevo abbandonato crescendo. Da tre anni sono in cammino e, se non fosse per Gesù, mi sarei già fermata a causa della mia pigrizia, della tiepidezza e tante altre cose. Ultimamente sto cercando di fare discernimento e capire cosa Dio vuole da me. Io so con certezza cosa voglio: AMARE DIO CON TUTTA ME STESSA. Non mi illudo, so che è facile a dirsi e difficile a farsi. Ma con il Suo aiuto tutto è possibile. Però ci vuole anche un po' del nostro contributo ... devo cominciare, giorno per giorno, a fare piccoli sacrifici, piccole mortificazioni, sopportare le umiliazioni quotidiane e offrire tutto a Lui, come insegnava l'amata Santa Teresina. 

Bene, a parte questa breve presentazione iniziale, il motivo vero per cui ti scrivo è un altro. Da settembre di quest'anno sono iscritta all'Istituto Superiore di Scienze Religiose dell'Università di [...]. Studio per una formazione personale più solida anche se so che la vera teologia la si fa non sui libri ma davanti al SS.Sacramento (questa è la mia opinione). Tutto mi piace a parte una cosa: non ho ancora visto un sacerdote-insegnante con la "divisa" da sacerdote. Le prime volte sia io che i miei compagni non riuscivamo a capire se il nostro professore di Sacra Scrittura fosse un sacerdote o no. Non c'è nemmeno un minimo segno distintivo. Non indossano né talare, né clergyman, ma nemmeno una crocetta appostata sulla giacca! Niente! Vestono con camicia e giacca come un qualsiasi impiegato di banca! Abbiamo persino un religioso che ci insegna Teologia il quale ha tutto tranne che del religioso! Indossa una camicia semplice senza nessun distintivo. Ma l'abito del suo Ordine dove ce l'ha? 

Questo modernismo a me non piace per niente, mette confusione sia ai consacrati che ai laici. Non si capisce più nulla. Vorrei tornare indietro nel tempo e assaporare il gusto della Tradizione. [...] Bisogna ricominciare prendendo spunto da ciò che abbiamo abbandonato con troppa facilità. I nostri Santi ci insegnano come e cosa dobbiamo fare. [...] Dobbiamo tornare alla vera devozione, alla vera Tradizione, in ciò sta l'innovazione. Finché non lo capiremo continuerà a perdurare questa crisi di vocazioni. 

Ti ringrazio anticipatamente per il tempo che dedicherai a leggere questo mio messaggio. Un caro saluto e che Dio ti benedica!

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                 ho letto con molto interesse la tua e-mail. Innanzitutto è edificante sapere che hai scoperto gli inganni che dilagano in questa società materialista e secolarizzata, hai compreso qual è il vero senso della vita e ti sei convertita a Dio. È commuovente meditare sulla Divina Misericordia! Il Signore, Re d'immensa maestà, è sempre pronto a riabbracciare coloro che ritornano a Lui col cuore contrito e umiliato. Come è possibile non amare un Dio così innamorato delle sue creature? Dopo averci dimostrato il suo amore sulla croce, espiando al posto nostro la pena meritata dalle nostre colpe, che altro doveva fare per farsi amare da noi? Ohimè, ciononostante l'Amore non è amato!

Sono contento che stai riflettendo sullo stato di vita da eleggere e che non escludi di abbracciare lo stato più perfetto, cioè la vita religiosa, divenendo così vera sposa di Cristo. Spero tanto che Gesù buono riesca a catturarti e tenerti tutta per Sé. Sia fatta la volontà di Dio!

Per quanto riguarda i preti, il Codice di Diritto Canonico al canone 284 ordina che devono indossare l'abito ecclesiastico, cioè l'abito talare oppure un altro abito consentito dalla Conferenza Episcopale (il clergyman). Purtroppo, in certe diocesi sono pochi i preti che si vestono da preti, e a volte nascono anche degli spiacevoli equivoci, poiché i sacerdoti vengono scambiati per semplici fedeli laici.

Questa piaga della secolarizzazione del clero è un sintomo del rilassamento che ha devastato la disciplina ecclesiastica negli ultimi decenni. Circa il tema dell'utilizzo dell'abito talare (e anche su tanti altri argomenti) la penso esattamente come il grande Cardinale Giuseppe Siri (Arcivescovo di Genova dal 1946 al 1987), i cui scritti sono per me un faro luminoso in questi tempi drammatici di confusione dottrinale. La mancanza dell'utilizzo dell'abito ecclesiastico è solo la punta dell'iceberg della crisi ecclesiale che stiamo vivendo. Il problema più grave sono gli errori dottrinali che vengono largamente diffusi dai teologi infetti dal morbo del modernismo. Non si tratta di “casi isolati”, anzi è un fenomeno molto diffuso. Il grande Papa San Pio X condannò il modernismo nella memorabile Enciclica “Pascendi Dominici gregis”, nella quale lo definì la “sintesi di tutte le eresie”. Inoltre, ammise che a diffondere questi errori dottrinali non erano solo dei semplici fedeli laici, ma anche non pochi sacerdoti.

I teologi neo modernisti negano verità di fede insegnate dalla Chiesa, ad esempio negano che Cristo sia risorto, che Gesù sia davvero presente nel Santissimo Sacramento, che il Redentore Divino sia l'unico Salvatore del genere umano, che la Madonna rimase sempre vergine, che il Purgatorio esista, che l'inferno sia eterno, che la Sacra Scrittura sia stata ispirata dallo Spirito Santo, che il Papa sia infallibile quando proclama un dogma, ecc.

Per questo motivo, coloro che scelgono di studiare Scienze Religiose devono fare attenzione a scegliere un'università nella quale insegnano dei professori fedeli al Magistero della Chiesa, altrimenti potrebbero essere guai.

C'è tanto bisogno di numerosi e santi sacerdoti che zelino il bene delle anime! Quando un sacerdote è ben preparato dottrinalmente e pratica le virtù cristiane, conduce tante anime a Dio, cioè alla salvezza eterna. Proprio come facevano il Curato d'Ars, Don Bosco, Padre Pio, Sant'Alfonso Maria de Liguori, San Francesco Saverio, San Francesco di Sales e tanti altri santi sacerdoti.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

lunedì 10 novembre 2014

La Messa tridentina facilita il raccoglimento interiore

Un lettore del blog mi ha raccontato che da quando ha scoperto la liturgia tradizionale ha ritrovato l'entusiasmo di andare a Messa.


Gentile Cordialiter,
                                  innanzitutto vorrei ringraziarti per la tua opera di diffusione dell'amore per l'ortodossia e per gli ordini religiosi. La diffidenza e l'incomprensione dell'importanza degli ordini oranti e mendicanti è proprio una caratteristica del periodo contemporaneo, e un sintomo inconfondibile della scomparsa, o per lo meno dello sbiadirsi, dentro il nostro cuore, dell'immagine delle cose di lassù.

Vorrei ringraziarti anche del tuo contributo a ravvivare l'interesse dei giovani per la messa di sempre. E a proposito volevo scriverti qualcosa riguardo alla mia esperienza di incontro con la liturgia antica. È avvenuto in un momento dei miei studi universitari, qualche anno fa, dopo che avevo abbandonato per più di un anno la frequentazione alla messa domenicale. La ragione del mio abbandono era la noia, la stanchezza per la ripetizione di parole che a me apparivano ormai vuote, e che avevo sentito, sempre quasi uguali, ogni domenica fino a quel momento. Mi presi quindi "un periodo di riflessione", in cui, ben conscio tuttavia dell'importanza della mia fede, anche se facevo fatica a percepirla, mi misi a leggere molti libri, alla ricerca di argomenti che sciogliessero quei dubbi sulla fede che nessuno si era mai preso la briga di fugare. Una delle cose che non riuscivo a digerire era l'atteggiamento "un colpo al cerchio, uno alla botte", che mi sembrava trasparire da vari discorsi di alcuni uomini di Chiesa. Un altro che non capivo era il fatto che molti sacerdoti, già in scarso numero e spesso incompresi dalla società, non perdessero occasioni per criticarsi a vicenda. Infine mal tolleravo la tendenza di vari sacerdoti alla "prolissità verbale", ovvero la loro tendenza a parlare troppo, e ascoltare poco, tanto che già vari anni prima avevo abbandonato la direzione spirituale per evitare di essere rintronato da discorsi che, per quanto ben fatti, mi stomacavano ormai come una torta troppo dolce. Decisi insomma di trovare la direzione spirituale nella lettura.

 Vi furono vari autori che mi aiutarono tantissimo, il primo è il cardinale Giacomo Biffi, con il suo stile ortodosso e umoristico allo stesso tempo, che non si tratteneva dall'essere tagliente. Poi Vittorio Messori, tra i viventi, e Chesterton e Guareschi tra gli autori del passato. Infine ebbi la fortuna di poter frequentare, nella città in cui studiavo, una messa tridentina celebrata da un sacerdote molto amante della liturgia, e anche della buona arte e della buona musica, tanto che le messe erano animate spesso da studenti del conservatorio, che rendevano le celebrazioni veramente tutte degne di una messa pasquale, anche nel tempo ordinario. Tra tutto ciò che mi ha colpito, due cose in particolare mi hanno fatto riflettere sull'ingiusta fama che questa messa ha tra molti sacerdoti e fedeli. Innanzitutto, il sacerdote parlava molto meno, e questo mi lasciava molto più spazio per la preghiera e il raccoglimento personale, la riflessione sul mistero e sul Vangelo. Una cosa che mal tolleravo di molte celebrazioni a cui avevo assistito in passato era il fatto che il sacerdote non perdesse occasione per far sentire la sua voce, anche con commenti personali, durante la messa, tanto che mi sembrava di andare ad una conferenza piuttosto che ad una celebrazione eucaristica.

Un altro aspetto è proprio il fatto che il sacerdote sia rivolto versus Deum, cosa che in teoria dovrebbe essere vera anche in un novus ordo ben celebrato, da quanto capisco. E questo fatto mi sembrava particolarmente "democratico", a dispetto di quanto si dice sulla messa tridentina. Infatti il sacerdote è rivolto nella stessa direzione di tutti i fedeli, e questo dà un chiaro segnale dell'uguaglianza di tutti davanti a Dio, davanti a cui tutti si devono inginocchiare. Al contrario di una celebrazione in cui alla posizione centrale dell'altare si sostituisce quella della "cattedra", quasi a stabilire che il sacerdote è più sapiente e più importante di tutti i fedeli, che siedono invece in basso, nei banchi. Proprio come all'università, o a una conferenza [...].

Ti ringrazio per la pazienza con cui hai letto queste considerazioni, e per la tua dedizione al compito che ti sei preso di diffondere l'amore per Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                             la Messa in rito antico è stata davvero provvidenziale per te, perché ti ha aiutato a partecipare in maniera “spiritualmente attiva” alla rinnovazione incruenta del Santo Sacrificio del Redentore Divino, e a tornare a frequentare la Messa domenicale.

Molte volte mi è capitato di andare alla Messa di Paolo VI per assolvere al precetto festivo, facendo però molta più fatica a partecipare in maniera “spiritualmente attiva” come invece capita quando vado alla Messa di San Pio V. Per questo motivo spero che la liturgia antica possa diffondersi ampiamente, per consentire a tutti coloro che lo desiderano, di poter beneficiare del rito che ha edificato le anime di innumerevoli schiere di cattolici nel corso dei secoli. 

Che io sappia, nella mia diocesi solo un prete celebra “more antiquo”. C'è bisogno di rinforzi! Per questo motivo bisognerebbe lanciare una crociata vocazionale in favore degli istituti legati alla liturgia tradizionale.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

domenica 9 novembre 2014

Circa il nuovo incarico del Cardinale Burke


Ho una grande stima nei confronti del Cardinale Raymond Leo Burke, perché è fedele al Magistero perenne della Chiesa ed è anche un zelante successore degli Apostoli. Quando era vescovo di La Crosse (Stati Uniti d'America) la sua diocesi sembrava un'oasi, e i fedeli legati alla Messa tradizionale potevano tranquillamente soddisfare le proprie aspirazioni liturgiche (sto parlando di diversi anni prima che Benedetto XVI venisse eletto, e quindi non era ancora stato promulgato il Motu Proprio “Summorum Pontificum”). In seguito Giovanni Paolo II lo promosse alla guida dell'arcidiocesi di Saint Louis, dove, grazie anche al suo zelo pastorale, le vocazioni sacerdotali aumentarono di circa il 100%, e l'allora Mons. Burke, per poter accogliere il massiccio afflusso di seminaristi, fu costretto a far eseguire dei lavori per ampliare il seminario diocesano.


Nel 2008 Benedetto XVI lo nominò Prefetto della Segnatura Apostolica, e nel 2010 lo creò Cardinale. Ieri è stato trasferito all'incarico di Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta. Caro lettore, immagino che vorrai sapere cosa ne penso in proposito. Ti accontento subito.

I modernisti hanno una visione immanentista della vita; noi invece dobbiamo avere una visione soprannaturale di tutto ciò che accade. Non conosciamo quali sono gli arcani decreti della Divina Provvidenza al riguardo di questo zelante Principe di Santa Romana Chiesa, tuttavia sappiamo che nulla accade per cieco caso, ma tutto è voluto o permesso da Dio in vista di un bene più grande. Anche i peccati commessi nel mondo vengono tollerati in vista di un bene più grande. Per esempio, il Signore non voleva che i sabei rubassero il bestiame al Santo Giobbe, ma non impedì che ciò avvenisse perché voleva trarne un bene maggiore. Infatti quel sant'uomo dimostrò di avere una pazienza eroica (perché sopportò con serafica rassegnazione tutte le avversità che lo colpirono), accumulando così grandi meriti per il Cielo.

Come ho già detto, non conosciamo gli arcani decreti della Santissima Trinità, quindi non sappiamo qual è il progetto di Dio sul Cardinale Burke, sappiamo solo che è un progetto buono, perché il Signore è capace di fare e desiderare solamente il bene.

Umanamente parlando, l'incarico di Prefetto della Segnatura Apostolica è più “prestigioso” rispetto a quello di Patrono dei Cavalieri di Malta, ma noi seguaci di Gesù Cristo non dobbiamo pensare al prestigio terreno, ma solo alla maggior gloria di Dio.

Svolgendo il proprio apostolato tra i Cavalieri dell'Ordine di Malta, penso che il Cardinale Burke potrà fare un gran bene alle loro anime, come ha fatto in America quando era vescovo diocesano. E se anche una sola anima dovesse essere salvata dall'infinita misericordia di Dio mediante il lavoro apostolico del Cardinale Burke, ne sarà valsa la pena perdere un incarico prestigioso, visto che quell'anima è costata immensi patimenti al Redentore Divino per redimerla sulla croce del Golgota. San Francesco Saverio, pur di salvare una singola anima, non avrebbe esitato a nessun sacrificio.

Inoltre, adesso che l'eroico porporato statunitense non ha più il faticoso incarico di Prefetto della Segnatura Apostolica (che è un Tribunale della Chiesa), il quale gli assorbiva molto tempo per studiare attentamente le cause che doveva giudicare, potrà dedicarsi ancora di più alla direzione spirituale delle anime desiderose di crescere nel cammino di perfezione cristiana, e potrà anche celebrare più spesso in giro per il mondo la liturgia tradizionale, attirando le folle e facendole innamorare del Santo Sacrificio della Messa.


Insomma non dobbiamo vedere la nuova nomina come una tragedia, perché dietro c'è sicuramente qualche meraviglioso ricamo dell'infinita misericordia di Dio.

sabato 8 novembre 2014

Distruggere i libri di Karl Rahner

Secondo il Cardinale Giuseppe Siri (un vero bastione inespugnato del cattolicesimo) i testi scritti dal gesuita tedesco Karl Rahner (nella foto a lato vestito in giacca e cravatta, come era solito fare) hanno causato danni gravissimi alla Chiesa Cattolica, distruggendo il senso del soprannaturale. Per quanto mi riguarda, aderisco volentieri al Magistero siriano.

Tempo fa mio padre aveva un vecchio libro di teologia di Karl Rahner che aveva ricevuto in dono da una suora. Appena ho saputo che doveva buttare un po' di libri in eccesso presenti in casa, ho tentato di convincerlo a buttare per primo quello rahneriano, ma lui era titubante, poiché pur non avendolo mai letto, ne aveva sentito parlare bene in giro. Allora gli ho spiegato quel che diceva al riguardo il Cardinale Siri, e alla fine gli ho strappato il permesso di buttarlo via, cosa che ho eseguito prontamente. Sapeste che piacere è stato per me buttarlo nel bidone della raccolta differenziata! Ovviamente, onde evitare che qualcuno potesse recuperarlo e rivenderlo nei mercatini di libri usati, ho provveduto a staccare la copertina. :-)

Basta con la "svolta antropologica"! Per uscire dalla crisi ecclesiale c'è bisogno di un'opera di "derattizzazione" dei libri della "nuova teologia progressista": a mali estremi, estremi rimedi.

venerdì 7 novembre 2014

Andare all'inferno banchettando e cantando


(Pensiero tratto dagli scritti si Sant'Alfonso Maria de Liguori)


Si pensa ad accumulare ricchezze, si pensa a banchettare, a festeggiare, a darsi al bel tempo: e Dio non si serve, e a salvar l'anima non ci si pensa, e il fine eterno si tiene per bagatella! E così la maggior parte dei cristiani, banchettando, cantando e suonando se ne va all'inferno. Oh se essi sapessero che vuol dire inferno! O uomo, stenti tanto per dannarti, e nulla vuoi fare per salvarti!


Tracollo del clero diocesano in Francia

I numeri non sono né tradizionalisti né modernisti, sono dati di fatto di cui prendere atto. In Francia ci sono ormai solo 14.000 preti diocesani, dei quali circa la metà ha un'età media superiore ai 75 anni. Ciò significa che la situazione è drammatica. Guidare una sola parrocchia è già un compito impegnativo, ma in Francia è divenuta una cosa “normale” per un parroco (magari anche anziano) occuparsi di una decina di parrocchie, in ognuna delle quali la Messa viene celebrata solo una volta ogni tanto. Addirittura nella diocesi di Langres ogni prete deve occuparsi di una cinquantina di parrocchie. Insomma è una catastrofe spirituale. Quel che fa quasi “cascare le braccia” dallo sconforto, è il numero delle ordinazioni sacerdotali che nel 2009 sono ammontate a sole 89 unità (record negativo degli ultimi secoli), del tutto insufficienti a sostituire i presbiteri che nel frattempo sono deceduti. Questi numeri sembrano un bollettino di guerra; c'è davvero da piangere.

Fortunatamente dagli istituti legati alla liturgia tradizionale giungono notizie incoraggianti. Spero che possano essere aperti ulteriori seminari “more antiquo”. Non c'è pericolo che rimangano vuoti poiché tra i giovani c'è tanto interesse per “l'esperienza della tradizione”.

giovedì 6 novembre 2014

Messa a Montechiaro d'Acqui (Alessandria)



Montechiaro d'Acqui (AL)
Chiesa di San Giorgio
Domenica 9 novembre h.15

S.Messa in latino e canto gregoriano nella forma straordinaria In Festo Dedicationis Basilicae Lateranensis

Al termine della santa messa seguirà la turificatio delle reliquie dei santi e delle Sante Spine.

Ufficialità corale della " Corale Santa Cecilia" di Visone



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¡ A las barricadas ! (La resistenza modernista contro la liturgia antica)

Allo scoppio della guerra civile spagnola, gli anarchici (che insieme a comunisti-trotzkisti, comunisti-stalinisti, socialisti e compagnia bella, formavano il fronte dei “rossi”) al grido di “¡ A las barricadas !” incitavano la popolazione civile a prendere le armi e a ergere le barricate per impedire l'avanzata delle truppe nazionali. Intanto, Dolores Ibárruri, la “pasionaria” segretaria del partito comunista spagnolo, alla radio incitava alla lotta lanciando il motto "¡No pasarán!", non passeranno!

La Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo, pertanto non dovrebbero esserci tensioni, litigi e fratture al suo interno. Purtroppo, ci sono taluni elementi che perseguitano tenacemente i poveri fedeli legati alla Tradizione Cattolica, i quali non chiedono altro che poter vivere in pace “l'esperienza della Tradizione”. Pubblicamente nessuno ha lanciato slogan da guerra civile spagnola, ma “de facto” sembra che certe persone abbiano eretto delle “barricate”, come se l'antica liturgia latina fosse un pericolo da combattere. Quando dei cattolici vengono ingiustamente perseguitati a causa delle loro legittime aspirazioni liturgiche, è come se risuonasse il grido "¡No pasarán!".  Del resto non mi stupirei più di tanto se qualcuno dei denigratori della Messa di San Pio V affermasse che preferirebbe leggere i discorsi dell'anarchico Buenaventura Durruti o della marxista filo-sovietica Dolores Ibárruri, anziché leggere gli splendidi canoni del Concilio di Trento sul Santo Sacrificio della Messa.

Comunque le persecuzioni non devono spaventarci. Così come il sangue dei martiri fu semente per la moltiplicazione dei cristiani, anche le lacrime dei fedeli legati alla Tradizione Cattolica stanno facendo moltiplicare il numero degli amanti della Messa tradizionale. Non dobbiamo vedere la situazione in maniera immanentista, come fanno i modernisti, dobbiamo avere invece una visione soprannaturale di tutto ciò che accade: Dio non vuole le persecuzioni, ma permette che avvengano per trarne un bene maggiore. Quindi si può dire che i nostri persecutori, anche se indirettamente, sono i più efficaci propagatori della Messa tridentina. Adesso, accanendosi con maggiore tenacia nelle persecuzioni, indirettamente stanno spianando la strada alla definitiva risoluzione della “questione tradizionale”, in senso a noi favorevole.

mercoledì 5 novembre 2014

Messa in onore del Beato Carlo d'Austria



Mercoledì 19 Novembre 2014, ore 18.30

 Santa Messa nella forma straordinaria del Rito Romano.

Fraternità San Filippo Neri
Viale dei Menhir 8
Villafranca in Lunigiana (MS)


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Un confronto. Cattolico o liberale?

[Dagli scritti di San Luigi Guanella (1842-1915). Preciso che per rendere più facile la lettura ho effettuato alcuni piccoli ritocchi lessicali].


Giova assai in tempo di combattimento discernere i soldati valorosi dai vili, i cristiani buoni dai cristiani inutili e sciocchi. A discernere in questo proposito il Signore nell'Ecclesiastico ci dà norma assai sicura. Dice Iddio: "L'uomo santo rimane nella sua sapienza come il sole, invece lo stolto muta come la luna". Ponderiamo questa massima e da essa impariamo norma per regolarci nella vita.

Guardiamo dunque al sole, e successivamente alla luna. Il sole è sempre eguale, sempre chiaro, benché a noi appaia più in un dì che in un altro, in una più che in altra stagione. L'uomo giusto è anche sempre eguale a sé: eguale nel buon umore, eguale nell'amare chicchessia, eguale in non querelarsi vanamente delle cose e delle persone. L'uomo giusto è costante nel suo proposito di bene e non muta mai. Anzi cresce sempre più, come il sole che più vibra i suoi raggi quando è venuto più vicino al nostro mezzogiorno. Invece la luna è or povera ed or pomposa, cammina manca e lascia scorgere variazioni e alterazioni continue. E così fa lo stolto. Quando vedete cristiani che vogliono oggi quello che ripudiarono ieri, che mutano di proposito come la moda, che si mettono in un'opera buona e poi che subito se ne pentono, voi ritenete come sospetta gente cosiffatta. Che fiducia si ha a riporre in persone che cambiano come la luna? Nessun di voi sia sciocco come la luna. Tutti dobbiamo essere stabili e fissi come il sole nel suo splendore e nel calor suo.

Chi è fisso nel proposito di bene mostra d'aver virtù. Udite. Fabrizio, generale romano, era venuto alle mani con Pirro, generale dell'Epiro. Questi mandò doni e poi dispiegò minaccie perché Fabrizio tradisse la bandiera sua, ma fu vano. Poco stante venne il medico di Pirro per dire a Fabrizio: "Che volete darmi se io avveleno il vostro avversario?". Tolse la penna Fabrizio e scrisse a Pirro: "Guardatevi dal medico vostro, perché è disposto a tradirvi". Esclamò allora Pirro: "Generoso e forte Fabrizio! Più facile è far declinare il sole dal suo corso che te dalla via dell'onore e dell'onestà". Ma ai dì nostri son pochi i Fabrizi. Molti si dà che si mostrano pii con i devoti, che si mostrano liberi con i rozzi; sono cattolici nella chiesa, liberali e framassoni fuori chiesa. Sanno stare con tutti e così fanno appunto come la luna, che non avendo in sé splendor proprio deve ricevere luce dal sole. Gli stolti, che sono i peccatori, non hanno virtù di sorta, e perciò si accomodano al parere di ognuno. Stolti cristiani, stoltissimi! Fino a quando vi sosterrà Dio e la società cristiana?

Distinguete ancor meglio con me. L'uomo santo è come il sole che sempre tende a far bene alla terra, benché ci mandi i suoi raggi ora più intensi ed ora meno. I giusti hanno in proposito una cosa sola: fare il bene e dar gloria a Dio. Quanto poi al modo, se cambiano con operare ora ad un modo e quando all'altro e con intensità un dì maggiore o minore che l'altro, lo fanno secondo le circostanze, a fine di giovar meglio al prossimo e a sé. Intanto i giusti operano sempre. Ora lavorano in esercizio di carità e ora in raccoglimento di orazione. Ad ogni modo si conosce che fanno il bene. Gli stolti lavorano, ma non si sa con quale fine si muovano e che cosa operino di bene. L'effetto del loro lavoro bisogna sempre indovinarlo  [...]. Ponete attenzione a ciò che invero costituisce regola eccellente per discernere i buoni dai cattivi cristiani.

A discernere gli stolti vale soprattutto quest'altra regola. Se voi bene avvertite, questo è proprio degli stolti: il credersi sapiente. Gli stolti non vogliono avere il torto in qualsiasi discorso, non il torto in qualsiasi fatto. Quanti cristiani stolti!, quanti, quanti! Si direbbe che degli stolti è infinito il numero. Son troppi quelli che si vantano per sapienti. Tutti si vantano di ritenere il proprio parere e di imporlo agli altri. Preferiscono il proprio consiglio a quello dei saggi conosciuti, delle persone autorevoli. Tutti si fanno gagliardi a sostenere: "Bisognerebbe fare in questo modo e non altrimenti... dirigere con tali massime e non con altre". Poveri cristiani, come si fanno conoscere presto di essere stolti consiglieri e traditori vili!

Finalmente osservate quest'altro segno. Ha dei cristiani che si impegnano in qualche opera buona, ma che al primo soffiare di qualche difficoltà indietreggiano e si arrestano. Questi è possibile che siano buoni? Chi è saggio non ha timore. Non teme gli umani riguardi, non teme le adulazioni, non teme le minacce. Non ha paura dei parenti e non si lascia sorprendere dagli estranei. Scorgete i confessori invitti, i martiri intrepidi? Questi sono i gagliardi. Ermenegildo era giovine, era in mezzo alla corte dissoluta del monarca, ma non si abbassò mai alle carezze della carne, alla lusinga del senso. Sfidò le lusinghe di premio, le minacce di castigo. Sostenne la prigionia e amò meglio la mannaia uscita dalle stesse mani paterne piuttosto che declinare un istante dalla via della virtù. Or quanti ne abbiamo oggidì di cristiani cosiffatti? Ma se sono pochi, noi teniamo nondimeno fisso lo sguardo a questi e curiamo di imitarli.

Riflessi

 1. Un confronto. Cattolico o liberale?
 2. Il cattolico è costante, il liberale muta di pensiero.
 3. Muta lo stolto perché non ha virtù.
 4. Il buon cristiano mostra buona intenzione sempre e dà buoni frutti.
 5. Gli stolti si credono sapienti e così sono incorreggibili.
 6.  Se incominciano un'opera di bene la sospendono a metà.