mercoledì 30 maggio 2012

¡ A las barricadas ! (La resistenza contro la liturgia antica)

Allo scoppio della guerra civile spagnola, gli anarchici (che insieme a comunisti-trotzkisti, comunisti-stalinisti, socialisti e compagnia bella, formavano il fronte dei “rossi”) al grido di “¡ A las barricadas !” incitavano la popolazione civile a prendere le armi e a ergere le barricate per impedire l'avanzata delle truppe nazionali. Intanto, Dolores Ibárruri, la “pasionaria” segretaria del partito comunista spagnolo, alla radio incitava alla lotta lanciando il motto ¡No pasarán! non passeranno!

La Chiesa Cattolica è il Corpo Mistico di Cristo, pertanto non dovrebbero esserci tensioni, litigi e fratture al suo interno. Purtroppo ci sono taluni elementi che perseguitano tenacemente i poveri tradizionalisti, i quali non chiedono altro che poter vivere in pace “l'esperienza della Tradizione”. Pubblicamente nessuno ha lanciato slogan da guerra civile spagnola, ma “de facto” sembra che certe persone abbiano eretto delle “barricate” quasi che l'antica liturgia latina sia un pericolo da combattere. Quando dei cattolici vengono ingiustamente perseguitati a causa delle loro legittime aspirazioni liturgiche, è come se risuonasse il grido ¡No pasarán! Del resto non mi stupirei più di tanto se qualcuno dei denigratori della Messa di San Pio V affermasse che preferirebbe leggere i discorsi dell'anarchico Buenaventura Durruti o della marxista filo-sovietica Dolores Ibárruri, anziché leggere i magnifici canoni del Concilio di Trento sul Santo Sacrificio della Messa.

Comunque le persecuzioni non devono spaventarci. Così come il sangue dei martiri fu semente per la moltiplicazione dei cristiani, anche le lacrime dei tradizionalisti stanno facendo moltiplicare il numero dei fedeli legati alla Messa tradizionale. Dio non vuole le persecuzioni, ma permette che avvengano per trarne un bene maggiore. Quindi si può dire che i nostri persecutori, anche se indirettamente, sono i più efficaci propagatori della Messa tridentina. Adesso, accanendosi con maggiore tenacia nelle persecuzioni, indirettamente stanno spianando la strada alla definitiva risoluzione della “questione tradizionalista”, in senso a noi favorevole.

martedì 29 maggio 2012

Lottare contro le truffaldine "ambiguità" moderniste

Tempo fa una cortese lettrice mi ha scritto per esprimere il suo parere circa le “varie sensibilità” all'interno della Chiesa.

Egregio fratello nella fede, [...] vorrei esprimerle un mio parere.

Prima di tutto vorrei dire che oggi per "diverse sensibilità" si intente qualcosa di ben diverso da quello da lei descritto. Sempre più spesso, il modernismo e la Tradizione vengono viste come "diverse sensibilità" ed accettate entrambe. […] Questa idea di "sensibilità" è oramai assai diffusa anche perché i modernisti nella maggioranza dei casi si camuffano da buoni cristiani.

Essi non […] affermano che i dogmi possono cambiare in base alle condizioni culturali, ma bensì possono cambiare i metodi di insegnamento di tali dogmi, ma nella maggioranza dei casi i metodi usati da loro portano un cambiamento totale della dottrina o il rinnegamento di qualche dogma.

Essi non affermano che tutte le religioni sono uguali, ma che bisogna rispettare le idee religiose altrui e con questa scusa smettono di evangelizzare arrivando addirittura ad agevolare la pratica di altre religioni.

Essi non negano la presenza reale di Gesù nel Santissimo Sacramento ma dicono di voler semplicemente mettere in risalto la parola di Dio arrivando di fatto ad equipararla al Sacramento e facendo credere che Gesù sia presente in entrambe allo stesso modo, cioè spiritualmente.

Essi nella maggioranza dei casi non negano apertamente l'esistenza del diavolo ma dicono che non bisogna parlarne tanto, perché la gente potrebbe avere troppa paura ed anche perché bisogna parlare solo di Gesù ecc...

In poche parole, essi non si mostrano apertamente come degli eretici, ma usano molta furbizia nel diffondere le loro idee facendo credere che la loro sia solo una diversa sensibilità, una sensibilità moderna.
Noi tradizionalisti sveliamo facilmente la nostra identità parlando di tradizione ecc... essi invece non si definiscono mai modernisti e non parlano quasi mai del modernismo, ma presentano sempre i loro insegnamenti come cattolici, insegnamenti della Chiesa ecc... In questo modo essi sembrano i veri cattolici, noi invece i fanatici o addirittura gli eretici.
[...]

Cordialmente

sua sorella nella fede

(lettera firmata)

Salve!
          Ciò che lei denuncia è un rischio reale. Se una “diversa sensibilità” è ortodossa, non c'è nulla di male, ma oggi ci sono anche delle “sensibilità” eterodosse. Queste devono essere estirpate senza pietà. Noi cattolici non dobbiamo essere come gli anglicani per i quali è “normale” seguire delle dottrine di fede diverse (pensiamo al “sacerdozio femminile”), per non parlare dei protestanti, i quali sono liberi di interpretare la Bibbia come gli pare e piace.

La Chiesa Cattolica è il Corpo Mistico di Cristo, e le eresie non possono essere tollerate al suo interno. La Teologia Morale insegna che se un cattolico ha autorità su un altro cattolico, ha il dovere di correggerlo quando quest'ultimo sbaglia gravemente. Se non fa la correzione, pecca gravemente (tranne in qualche caso particolare). Quindi, se un bambino bestemmia, il padre ha il dovere di rimproverarlo; se una catechista insegna che è impossibile andare all'inferno, il parroco ha il dovere di correggerla o di sostituirla; se un frate insegna ai novizi che tutte le religioni sono uguali, quel frate deve essere corretto dai propri superiori, ecc. Se coloro che hanno il dovere di fare le “correzioni fraterne”, non le fanno, noialtri che altro possiamo fare se non piangere e pregare? Grazie al Cielo io non ho autorità su nessuno, pertanto me ne sto un po' più tranquillo e sereno. A dir la verità, chiunque può correggere il proprio prossimo (si può anche correggere anche un superiore), ma poiché non c'è certezza di essere ascoltati, non c'è timore di peccare gravemente, e in certi casi non si pecca nemmeno venialmente, come insegnano gravi e dotti autori.

Dunque che fare? Noi cattolici fedeli alla Tradizione dobbiamo continuare a combattere la buona battaglia in difesa della vera Fede, senza demoralizzarci e arrenderci. Quali armi utilizzare? Quelle del soldato di Cristo: preghiera, penitenza, buon esempio, apostolato e denuncia degli errori modernisti.

I seguaci del modernismo non sono tutti uguali. Alcuni hanno gettato la maschera e osano affermare esplicitamente e pubblicamente eresie del tipo “Gesù è risorto solo spiritualmente”, “l'inferno non è eterno”, “la convivenza prematrimoniale ha un valore presacramentale”, e così via. Quelli più pericolosi sono i modernisti “camuffati”. Fu lo stesso San Pio X a denunciare la loro pericolosità, affermando che nei loro scritti, una pagina sembra cattolica, mentre nella pagina seguente vi è negato qualche dogma in maniera nebulosa e ambigua, in modo tale che se vengono richiamati all'ordine si giustificano dicendo che non intendevano proferire qualche eresia, ma che il loro pensiero debba essere interpretato secondo la dottrina cattolica. Questa razza di modernisti è quella più pericolosa, perché è più difficile da stanare, ed è quella che fa più danni alle anime perché riesce ad iniettare il veleno dell'eresia senza farsi accorgere dai fedeli più ingenui, i quali si ritrovano “de facto” eretici senza manco accorgersene. É terribile!

Coraggio, non dobbiamo arrenderci e abbandonare la Chiesa nelle mani dei modernisti. I soldati valorosi non indietreggiano mai di fronte al nemico. L'armata della Tradizione “nec recisa recedit”, non retrocede nemmeno dinanzi alla prepotenza modernista. Meglio la morte che il tradimento.

Cordiali saluti in Cristo Redentore e in Maria Imperatrice dell'Universo.

lunedì 28 maggio 2012

Il liturgicismo, un grave pericolo per il movimento tradizionale

Il nemico del genere umano è imbestialito dal bene spirituale che compiono molti amanti della liturgia tradizionale, pertanto ha escogitato un piano infernale: annacquare il movimento tradizionale cercando di trascinarlo verso la deriva liturgicista che capovolgendo l'ordine dei valori, mette in primo piano la cura dei vari aspetti della forma liturgica e in secondo piano la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio. I frutti di questo “liturgismo”, di questo “rubricismo” insipido, non possono che essere marci. Non voglio essere frainteso. Non sto dicendo che non bisogna avere cura delle norme liturgiche, anzi è necessario rispettarle in virtù di santa obbedienza. Dico solamente che queste cose non devono prendere il primo posto nella gerarchia dei valori, altrimenti si cade in un vuoto estetismo, una sorta di formalismo farisaico. Il fine dell'uomo è Dio, non sono le rubriche liturgiche. E' doveroso obbedire alle norme liturgiche, ma che senso ha essere osservanti in materia liturgica, se poi si trascura la battaglia per la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio? Che giova all'uomo parlare sempre di cappe magne, fibbie, pianete broccate, pizzi, merletti, se poi si trascurano i novissimi, i Dieci Comandamenti e la carità verso Dio e verso il prossimo?

domenica 27 maggio 2012

La peste del «sociologismo»

Tutti quelli che amano essere chiamati progressisti fanno l’occhiolino al sociologismo anche se non sanno che cosa sia. Esso consiste nel trasferire il fine della vita, il Paradiso, al quale tendere, la molla direttiva delle azioni, dal Cielo alla Terra. Pertanto non è il caso di occuparsi della salute eterna, bensì del benessere terreno, concentrare tutto nel dare tale benessere e godimento egualmente a tutti in questo mondo. La manifestazione esterna di questo sociologismo è fare l’agitatore, il demagogo, il rivendicatore di beni fuggevoli, il consenziente a tutte le manifestazioni che esprimano la foga di questa tendenza. Questo costituisce la più comune ed espressiva nota del progressismo. Sia ben chiaro che noi dobbiamo essere con la giustizia e che l’ordine della carità ci impone di avere come primi nell’oggetto dell’amore i bisognosi. Ma si tratta di altra cosa, perché il sociologismo non si cura della salvezza eterna dei poveri ed usa tutti i metodi, anche immorali, che giudica bene o male favorevoli al benessere terreno, cercando di fatto di mandarli all’inferno. Siamo anche qui ben lontani dal credere che tutto quello che si tinge di sociale o di rosso sia sociologismo e che i moltissimi attori di questa scena siano sociologisti coscienti della apostasia insita nel sociologismo. Diciamo solo che in realtà accettano le conseguenze di una concezione materialistica del mondo. Forse non lo sanno, forse sono semplicemente degli imitatori, forse seguono il vento credendo che esso spiri da quella parte; forse credono di far la parte degli stupidi, forse temono soltanto di essere etichettati per conservatori. Viviamo in un’epoca in cui si ha paura persino delle parole! Forse si tratta di un modo per ingraziarsi qualche potente, per fare strada e, quel che è più ovvio, per fare soldi: se ne predica il dovere verso gli altri e intanto si intascano. Gli esempi abbondano! La sociologia pratica è diventata certamente una industria ed anche qui gli esempi non mancano. Le massime del sociologismo avendo qualche — solo qualche — contatto con la dottrina cristiana della giustizia e della carità, pur involvendo altri ideali che tutte le verità cristiane acerbamente smentiscono, sono piuttosto semplici, sbrigative, atte al comizio, al facile consenso, al certo applauso, quasi visive, traducibili in termini di spesa quotidiana e pertanto rappresentano una via brevissima per stare al passo coi tempi! Ma si sa dove vanno i tempi? Questa terribile domanda, con quello che coinvolge, non se la rivolgono. Le esperienze dove sono arrivate, dove si sono fermate? E proprio necessario rinnegare il Cielo, la carità verso tutti, per portare benessere ai nostri simili? E proprio necessario essere rivoltosi, travolgere dighe, distruggere sacre tradizioni per rendersi utili ai nostri simili? Ma, infine, nel Santuario, al quale siamo legati da sacre promesse, tutto questo è progresso, o non piuttosto congiura per strappare agli uomini l’ultimo lembo dell’umana dignità e della speranza eterna?

[Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla "Rivista Diocesana Genovese" del gennaio 1975]

sabato 26 maggio 2012

Messa prelatizia del Corpus Domini celebrata da S.E.R. Mons. Schneider

Visita di Sua Eccellenza Rev.ma

Monsignor Athanasius SCHNEIDER

Vescovo ausiliare di Astana, capitale del Kazakhistan


Mercoledì 6 giugno ore 18.30
chiesa di Santa Giulia


Conversazione con un Vescovo dell’Asia Centrale: missioni nelle terre lontane e devozione verso l’Eucaristia …

Giovedì 7 giugno ore 18

Santuario di Montenero

Messa prelatizia del Corpus Domini celebrata da S.E.R. Mons. Schneider.

A seguire la Processione Eucaristica

Chi vorrà, comunicandolo anticipatamente, potrà rimanere a cena nel parco della Villa Sacro Cuore

Villa SACRO CUORE • Tel. 0586.579910 • Via Numa Campi 9, Livorno.

Kyriale mp3

Davvero grande è il bene spirituale che produce il glorioso e immortale canto gregoriano. I religiosi e i cantori che difendono e propagano il gregoriano, compiono un'opera che va a vantaggio delle anime e quindi coopera alla maggior gloria di Dio. Non possiamo permetterci che questo prezioso tesoro che ci è stato tramandato dai nostri antenati vada disperso. Il modernismo ( maledetta eresia modernista! ) ha tentato di estirpare il principe dei canti liturgici, ma l'operazione è fallita. Troppo forte è la sacralità che emanano questi devotissimi canti, pertanto Iddio non ha permesso che morissero. Stiamo infatti assistendo ad un graduale ritorno della vera musica sacra, e questo è solo l'inizio. Immagino che tra qualche decennio non sarà un evento raro ascoltare i cori parrocchiali cantare la Missa de Angelis, per l'edificazione spirituale delle anime e la maggior gloria di Dio.

Sono stati registrati in maniera amatoriale numerosi canti gregoriani eseguiti dai monaci benedettini di San Paolo del Brasile. E' possibile scaricarli e diffonderli liberamente (non a scopo di lucro), ma il server su cui sono alloggiati è molto lento. Ad esempio per scaricare il kyriale, bisogna impiegare un'intera serata. Pertanto ho raccolto in un unico file zippato l'intero kyriale (circa un'ottantina di file) e l'ho caricato su un server molto più veloce. La qualità delle registrazioni non è professionale, ma questi file sono comunque utili a familiarizzare col gregoriano. Io in genere li ascolto come sottofondo mentre leggo qualche libro spirituale e a volte anche quando prego. Per scaricare il file zippato, cliccate qui. Buon ascolto.

venerdì 25 maggio 2012

L'azione delle sette segrete è essenzialmente satanica

[Dagli scritti della Beata Maria Deluil-Martiny, l'eroica Fondatrice delle Figlie del Cuore di Gesù]

A vedere il trionfo dell'errore, quasi padrone del mondo, o almeno di quanto è forza materiale e potere, quella apparente legalità con la quale si vuole legittimare tanto male, dovremmo noi disperare del presente e dell'avvenire? No, Sorelle, no mai! Gesù Cristo ha vinto Satana e il mondo!

A Gesù Cristo appartiene ogni potenza; al Nome di Gesù Cristo ogni ginocchio si piega anche negli abissi. Le nazioni gli furono date in retaggio. Mentre Egli lascia che il mostro infernale si dibatta ai suoi piedi in fugaci e falsi successi, Egli vince e trionfa. Gli Angeli cantano già la sua vittoria definitiva!

L'azione della rivoluzione e delle sette segrete è essenzialmente satanica: tutto in esse è menzogna, fatale sequela di errori, cieche tendenze verso la distruzione, unite ad una radicale incapacità di edificare qualcosa di durevole per la felicità, anche solo temporale, dei popoli. Le loro idee e le loro massime portano il marchio della bestia infernale; è l'eco della rivolta dell'angelo decaduto che cerca di trascinare con sé l'uomo che Dio ha tanto amato.

Ma, chi è come Dio, Sorelle? Le porte dell'inferno non prevarranno contro la Chiesa da Lui fondata. Il trionfo finale non è per coloro che portano l'insegna del dragone, ma per noi che portiamo il nome di Gesù Cristo sulle nostre fronti e il suo amore nei nostri cuori!

La Provvidenza procede per vie incomprensibili allo spirito umano; solo lassù avremo la gioiosa sorpresa, l'ammirazione del grande disegno divino, di cui ora si scorge soltanto qualche linea, senza vederne l'insieme. Bisognò che Gesù soffrisse ed entrasse così nella sua gloria; bisogna che la Chiesa e le anime passino per la stessa via. La Chiesa non vive soltanto un giorno: quando i Martiri cadevano come fiocchi di neve d'inverno, sembrava che tutto fosse perduto, invece il loro sangue fecondava l'avvenire. Non viviamo per noi, ma dobbiamo vedere tutto attraverso i disegni di Dio. I nostri dolori, quand'anche raggiungessero il colmo e dovessimo essere noi stesse sacrificate nella catastrofe, acquistano e preparano i trionfi futuri della Chiesa. Noi lavoriamo per quelli che verranno dopo di noi; essi raccoglieranno, ad majorem Dei gloriam, il frutto delle nostre lacrime e forse del nostro sangue.

La Chiesa procede di lotta in lotta, di conquista in conquista, sino all'eternità beata. Sbaglierebbe chi volesse, nel momento presente giudicare l'insieme delle cose. Noi abbiamo la promessa e la sicurezza della vita eterna e, quel che conforta, Dio trionfa tanto più grandiosamente quanto più a noi è costata la vittoria.

Torna più comodo vivere in un tempo di pace relativa; ma il vivere in tempi turbolenti è più stimolante, più nobile e meritorio. Il nostro compito è di dissodare, lavorare e smuovere faticosamente il terreno; altri raccoglieranno la messe... ma questa, feconda e copiosa, sarà certamente collocata nei granai del Padre celeste.

Gli sforzi di Satana si faranno perciò sempre più furibondi e disperati, e la santità dei giusti sempre più fulgida, sino a che il tempo non sarà più e Satana sarà ricacciato per sempre nell'abisso.

Modesti operai di questa grande opera, lavoriamo nel silenzio e nella speranza. Preghiamo: è la condizione del successo: ripariamo, poiché il dolore supremo è il vedere Dio oltraggiato e bestemmiato; soffriamo, lottiamo, moriamo se occorre, sicure che lassù una Provvidenza veglia, l'Onnipotenza ci assiste e riuscirà vittoriosa; la Bontà tiene conto di tutto, l'Amore infinito si china verso di noi per condurci ai suoi fini divini. Noi siamo della stirpe di Maria, che Dio stesso ha posto nell'inimicizia perpetua con la razza di Satana, stirpe alla quale Egli ha dato la vittoria per mezzo di Gesù Cristo, senza però esimerci dalla fatica, né privarci dell'onore e del merito della lotta.

Speriamo dunque! Lavoriamo fiduciose e intrepide. Che faremo noi deboli donne? Che faremo? L' abbiamo appena detto: pregheremo, ripareremo, ameremo, soffriremo! Altri saranno apostoli, combattenti attivi nella mischia; noi, con la dolcissima Vergine Maria, saremo olocausti, nascoste in Gesù Cristo, immolate con Gesù Cristo, e con Lui, per Lui e in Lui, otterremo la salvezza del mondo.

La nostra esistenza, la nostra vita sono già per se stesse una protesta contro le opere attuali di Satana. La divina Provvidenza, secondo i bisogni dei tempi, fa nascere i diversi Ordini religiosi che devono, ciascuno secondo il proprio carisma e le proprie forze, aiutare la Santa Chiesa.

Nel silenzio dei nostri monasteri, aiutate dalla grazia divina, cammineremo in senso opposto a Satana; all'empietà e all'odio opporremo l'amore.

giovedì 24 maggio 2012

Foto della Messa celebrata a Lecce dal Card. Brandmüller

Ecco una selezione di foto scattate da un attivista della Scuola Ecclesia Mater in occasione della Messa celebrata a Lecce, presso la splendida chiesa di Santa Chiara, lo scorso 19 maggio dall'eminentissimo Cardinale Walter Brandmüller, degnissimo Principe di Santa Romana Chiesa.








mercoledì 23 maggio 2012

Un giorno con Maria

Domenica 27 Maggio 2012, presso la Parrocchia di S. Maria Assunta in cielo (Frazione Valle, Avellino), si svolgerà l'appuntamento mariano intitolato "Un giorno con Maria" e organizzato dai Francescani dell'Immacolata in collaborazione col giovane parroco di questo paesino irpino, che alle 19 celebrerà la Messa di San Pio V. Ecco gli orari:

9.45 Proiezione del filmato a colori: “I tre Pastorelli” (nella sala, ex oratorio)
10.30 Processione d’entrata con la Madonna di Fatima (in chiesa). Incoronazione. Regina coeli
11.00 Misteri Gaudiosi. Litanie
11.30 S. Messa Solenne: Celebrante: P. Pietro M. Luongo, FI
12.45 Intervallo (Pranzo a sacco nella sala canonica)
15.00 Esposizione del SS.mo Sacramento. Misteri dolorosi. Meditazione mariana di P. Pietro M. Luongo FI. Processione del SS.mo Sacramento. Coroncina della divina misericordia.
Adorazione silenziosa. Consacrazione dei fedeli presenti al Cuore Immacolato di Maria

16.30 Intervallo e momento d’incontro
16.45 Misteri della luce. Adorazione silenziosa
17.15 Vespri solenni. Misteri gloriosi. Benedizione
Imposizione Scapolare e Medaglia miracolosa
19.00 S. Messa Tridentina cantata: Celebrante: Don Luigi Iandolo

Consacrazione della Parrocchia al Cuor Immacolato di Maria
Processione finale della Madonna
Fine 20.00 c.a
Durante la giornata: Possibilità di confessarsi e lucrare l’indulgenza plenaria
Per informazioni 349 6790854

martedì 22 maggio 2012

Conferenza di Mons. Antonio Livi a Firenze

Piazza Antinori – Firenze

Giovedì 31 maggio 2012 ore 21


Conferenza

PER UN’AUTENTICA « SCIENZA DELLA FEDE »

NELL’ATTUALE CONGIUNTURA STORICA


NELL’OCCASIONE SARÀ PRESENTATO

IL LIBRO DI ANTONIO LIVI



VERA E FALSA TEOLOGIA

Come distinguere l’autentica “scienza della fede” da un’equivoca “filosofia religiosa”

CASA EDITRICE LEONARDO DA VINCI
Roma 2012

IL LIBRO DI MONS. ANTONIO LIVI

interverranno:


MONS. ANTONIO LIVI

PADRE GIOVANNI CAVALCOLI O.P.

PROF. PIETRO DE MARCO

PADRE SERAFINO M. LANZETTA F.I.

Fraternità Sacerdotale Sant'Ambrogio

Troppo prezioso è l'antico patrimonio liturgico ambrosiano per il Corpo Mistico di Cristo; esso può rappresentare un potente strumento d'apostolato per riportare un po' di anime milanesi a Dio, visto che a Milano, come nel resto d'Italia, è in corso la drammatica scristianizzazione della società, basti pensare al tracollo vocazionale, alla bassa presenza di fedeli nelle chiese, all'elevato numero di matrimoni civili, all'alta percentuale di bambini nati fuori dal matrimonio, alla dilagante ignoranza religiosa, eccetera.

I fatti dimostrano che nelle diocesi di rito romano l'antica liturgia si è rivelata una potente arma per convertire le anime. Adesso speriamo che anche i milanesi possano beneficiare abbondantemente del rito ambrosiano antico.

Speriamo che il nuovo Arcivescovo di Milano promulghi un decreto per estendere i benefici del "Summorum Pontificum" nella diocesi ambrosiana. Ma la speranza più grande è che possa sorgere una Fraternità Sacerdotale Sant'Ambrogio che grazie all'antica liturgia e a una vita fervorosa e di "stretta osservanza", lavori per riportare le anime dei milanesi a Dio. Magari la nuova Fraternità potrebbe sgorgare dalla nuova "Prelatura Personale San Pio X" che dovrebbe nascere tra qualche settimana. Speriamo davvero che l'antica liturgia di Sant'Ambrogio con i suoi splendidi canti che tanto piacevano al grande Cardinale Schuster, torni ad irradiare la vita dei fedeli dell'arcidiocesi di Milano.

lunedì 21 maggio 2012

L'inferno esiste!

Don Giuseppe Tomaselli nel suo libretto intitolato “L'inferno c'è”, racconta un fatto spaventoso avvenuto alla presenza di numerosi testimoni.

Raimondo Diocré era un professore della famosa università parigina della Sorbona. Quando morì, i funerali vennero celebrati nella Chiesa di Notre Dame con grande concorso di popolo. La bara fu collocata nella navata centrale, coperta da un semplice velo. Durante il rito funebre, a un certo punto si udì una voce sepolcrale: “Per giusto giudizio di Dio sono stato accusato!” I presenti si avvicinarono alla salma e alzarono il velo, ma constatarono che il professore era immobile e freddo. Dopo un po' venne ripresa la funzione religiosa tra il turbamento generale, e ad un certo punto il cadavere si alzò alla presenza di tutti e gridò forte: “Per giusto giudizio di Dio sono stato giudicato!” I fedeli presenti rimasero ancora più spaventati per l'accaduto, alcuni dottori si avvicinarono al cadavere ritornato immobile e verificarono che era davvero morto. Il funerale venne sospeso e rinviato al giorno dopo. Gli ecclesiastici discussero sul da farsi. Secondo alcuni il fatto accaduto in chiesa significava che il defunto era dannato e quindi non bisognava celebrare il funerale, altri invece pensavano che non era certo che il professor Diocré si fosse dannato, poiché aveva solamente detto di essere stato accusato e giudicato. Il vescovo approvò quest'ultimo parere e l'indomani fece ripetere da capo le esequie. Mentre era in corso la nuova funzione funebre, il morto si alzò sulla bara e gridò con voce terrificante: “Per giusto giudizio di Dio sono stato condannato all’inferno per sempre!” A quel punto il funerale venne interrotto e il cadavere venne seppellito, ma non in terra consacrata, essendo ormai certa la sua dannazione eterna.

A causa di questo evento spaventoso, molte persone si convertirono. A che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'anima sua? Tra i fedeli che assistettero al funerale vi era anche San Bruno, che pur essendo un buon cristiano, decise di abbandonare il mondo e di andare a vivere tra i boschi per condurre una vita di penitenza e di orazione, e fondò l'ordine religioso dei Certosini.

domenica 20 maggio 2012

Impegno dei fedeli laici nella diffusione della Messa tridentina

Riporto gran parte del testo di una vecchia, ma interessante lettera scritta da un lettore del blog.


Carissimo,
                 ho letto la bella lettera [...] e ti ringrazio sentitamente per i complimenti che hai voluto rivolgermi. Il mio obiettivo, più che offrire soluzioni definitive, era aprire un dibattito, attirare l'attenzione su un argomento che mi pare troppo poco dibattuto anche fra coloro che si dicono legati alla tradizione liturgica.

A volte la buona battaglia che conduciamo ab extrinseco ci fa perdere di vista i problemi che dovremmo affrontare ab intrinseco. L'antica liturgia è stata liberalizzata e le più formidabili resistenze nei suoi confronti a poco a poco stanno cadendo. Ma siamo veramente certi, per quanto compete a noi laici, di fare il possibile perché i fedeli di oggi, specialmente coloro che sono nati dopo la riforma liturgica, siano messi nelle condizioni adatte per apprezzare la bellezza della forma straordinaria? In molti casi sappiamo che non è così. E la colpa è anche nostra. Non possiamo schermici attribuendo agli ecclesiastici ogni responsabilità. Nel mio articolo ho inteso appunto mettere in luce una serie di problemi, la cui soluzione dipende in massima parte dall'impegno del laicato. Pensare che il clero debba occuparsi di tutto non è soltanto irrealistico, è anche scorretto, poiché i fedeli hanno sempre avuto la loro parte nella celebrazione della liturgia e nell'organizzazione ecclesiastica. Bisogna guardarsi dal reagire all'attivismo oggi imperante, per cui i laici svolgono ruoli che competono ai sacerdoti, con un'inerzia meno appariscente, forse, ma non meno dannosa.

Molti sono convinti che la situazione riceverà una svolta solo in seguito ad un provvedimento della suprema autorità. Personalmente nutro qualche dubbio su questo punto. Prima del motu proprio, si pensava che la liberalizzazione dell'antica liturgia avrebbe comportato l'eliminazione di tutte le difficoltà. Abbiamo visto che non è stato così: molte cose sono migliorate, ma altrettante restano ancora da mettere a punto. Non voglio dire, naturalmente, che la parola e l'esempio del Santo Padre siano di scarsa utilità: tutt'altro! Ma dobbiamo tener conto che una parte del clero e dell'episcopato si sente in diritto di dissentire, anche pubblicamente, dal suo insegnamento; o comunque di esimersi dal portarlo ad effetto. Che cos'è, dunque, che farà la differenza, almeno nel breve periodo? L'impegno e il fervore del laicato. Guardiamo alla situazione francese: l'affermarsi dell'antica liturgia non dipende tanto dagli ecclesiastici, quanto dalla tenacia di alcuni gruppi laicali, che sono riusciti a creare comunità, associazioni, scuole, periodici legati a questa forma rituale e, più in generale, all'autentica tradizione cattolica. Certo, l'Italia non è la Francia. Sarebbe utopico pensare di poter applicare da noi, sic et simpliciter, il modello d'oltralpe. Tuttavia non possiamo non prenderne spunto per orientare il nostro modo di agire. E l'insegnamento più significativo che, a mio avviso, dobbiamo trarne è questo: la necessità che i laici, senza abusare del loro ruolo, si impegnino attivamente a favore della diffusione e della conoscenza della liturgia tradizionale, contribuendo a vincere i pregiudizi e le storture che, in cinquant'anni di propaganda contraria, sono stati diffusi sul suo conto. I provvedimenti dall'alto aiutano, ma, almeno per ora, non bastano a risolvere. Occorre quindi, come si dice, rimboccarsi le maniche e fare ciò che fin d'ora può essere fatto.

Ringraziandoti ancora per la tua lettera, ti prego di accettare l'espressione più sincera della mia stima.

In Cristo e Maria,

(lettera firmata)

sabato 19 maggio 2012

Il comunismo è un nemico della famiglia

Rifiutando alla vita umana ogni carattere sacro e spirituale, una tale dottrina naturalmente fa del matrimonio e della famiglia una istituzione puramente artificiale e civile, ossia il frutto di un determinato sistema economico; viene rinnegata l’esistenza di un vincolo matrimoniale di natura giuridico-morale che sia sottratto al beneplacito dei singoli o della collettività, e, conseguentemente, l’indissolubilità di esso. In particolare per il comunismo non esiste alcun legame della donna con la famiglia e con la casa. Esso, proclamando il principio dell’emancipazione della donna, la ritira dalla vita domestica e dalla cura dei figli per trascinarla nella vita pubblica e nella produzione collettiva nella stessa misura che l’uomo, devolvendo alla collettività la cura del focolare e della prole. È negato infine ai genitori il diritto di educare, essendo questo concepito come un diritto esclusivo della comunità, nel cui nome soltanto e per suo mandato i genitori possono esercitarlo.

[Brano tratto dall'Enciclica "Divini Redemptoris" del Sommo Pontefice Pio XI].

venerdì 18 maggio 2012

La presente situazione della Chiesa è una delle più gravi della sua storia

La dittatura dell’opinione in cui viviamo si ripercuote anche nella vita ecclesiastica. Un’editoria pronta soltanto a sollecitare il fantastico, l’inaudito, l’irreale, a criticare il passato perché passato e a prevedere un futuro di sole luci, di totali vittorie dell’umanità, obbedendo in ciò alla legge della imposizione del prodotto, della ricerca del consumatore, cioè a motivi di lucro, è oggi una delle piaghe anche nella Chiesa. Oggi, ogni teologo che passi per iconoclasta, liberatore, innovatore, è subito captato da un’editoria compiacente, che diffonde per tutti i canali dei mezzi di massa questo dissenso confortevole, questa iconoclastia per amor del comodo e del successo. Il divismo di teologi, di scrittori, di figure della protesta: ecco un dolore, una sofferenza per la Chiesa di oggi: coloro che denigrano il passato della Chiesa per affermare che è proprio dal rinnegamento di esso che la Chiesa riemergerà più autentica. […] La presente situazione della Chiesa è una delle più gravi della sua storia, perché questa volta non è la persecuzione esteriore a impugnarla, ma la perversione dall’interno. Più grave. Ma le porte dell’inferno non prevarranno.

[Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla rivista "Renovatio", VI, 1970]

giovedì 17 maggio 2012

L'infernale chiesa di Satana

[Dagli scritti della Beata Maria Deluil-Martiny, l'eroica Fondatrice delle Figlie del Cuore di Gesù]

Di fronte alla Chiesa di Cristo si erge quasi svelata, resa ardita dalle sventure dei tempi, l'infernale chiesa di Satana, che per lungo tempo ha ordito le sue congiure nell'ombra e ha coperto col segreto più profondo i suoi abominevoli errori, i suoi ignobili misteri e i suoi odiosi disegni. Essa cerca pazzamente di annientare i diritti di Dio in questo mondo, di rovesciare la Chiesa e ogni base dell'ordine sociale cristiano; di esaltare la pretesa perfezione naturale dell'uomo e la sua indipendenza da Dio, la distruzione di ogni autorità, il dominio della materia, del disordine, dell'empietà; infine la negazione stessa di Dio: né Dio, né padrone! Ecco, care Sorelle, il riassunto delle dottrine di questa scuola infernale.

E se volete conoscere la causa di questi fatti dolorosi e strani, la santa Chiesa stessa vi risponde con la voce di Pio IX: "Colui che avrà ben compreso il carattere, le tendenze, lo scopo delle sette segrete, massoniche o altre, la natura e lo svolgimento della lotta universale dichiarata alla Chiesa, non potrà mettere in dubbio che la presente calamità va attribuita principalmente, come propria causa, alle astuzie e alle macchinazioni delle medesime, di cui la sinagoga di Satana è composta».

Causa agente di questo male immenso sono dunque specialmente le Società Segrete, la cui diffusione è diventata prodigiosa, e che, in un modo o nell'altro, sembrano far capo alla massoneria; e a questo male si dà, sia pure con interpretazioni diverse, il nome di Rivoluzione sociale e religiosa.

E notate bene, care Sorelle, che qui non si tratta di politica; la politica è una maschera per le sette; esse accettano qualsiasi forma di governo, purché possano guidarlo, corromperlo e raggiungere per suo mezzo il loro scopo infernale. Stolta ed empia utopia! Hanno persino creduto, dicono, dimenticando l'intervento divino e le promesse fatte da Gesù Cristo alla sua Chiesa, di poter un giorno metter le mani sul Papato e collocare uno dei loro sulla cattedra di Pietro per rendere la rivoluzione padrona del mondo, e sostituire il regno di Gesù Cristo con quello di Satana.

Questi infami disegni sono costantemente sventati dall'assistenza soprannaturale che Dio dà alla sua Chiesa. Governare le anime per il trionfo del male, tale è lo scopo delle sette segrete. La Chiesa sola ha il diritto e il potere di governarle per condurle a Dio, la setta invece si sforza di compiere il disegno di Satana e dell'uomo insieme uniti nella ribellione a Dio.

Il disegno infernale, che è l'attuazione della dottrina della massoneria, sostituisce i pretesi diritti dell'uomo ai diritti e alla legge di Dio, e, sconvolgendo ogni principio di ordine, pone l'uomo fine a se stesso. E' l'empia e satanica apoteosi dell'umanità, ossia l'uomo sacrilegamente messo al posto di Dio. Persino l'idea religiosa deve scomparire; tutto diventa umano, cioè indipendente dalla legge divina e da ogni fine soprannaturale, l'organizzazione, il potere, i mezzi e lo scopo.

La ragione ribelle e una falsa scienza soppiantano la fede e la verità; l'idea, impropriamente chiamata laica, e che si dovrebbe invece chiamare satanica, è sostituita all'idea religiosa.

La setta segreta assale, insegue e vuol distruggere insieme la religione, la morale, la famiglia, la proprietà, l'educazione cristiana, ogni onesto governo, la vera libertà ed infine il Papato, che essa considera come il centro e la garanzia di tutte queste grandi cose che costituiscono la società, e che le fanno da base. La setta mira a tutto distruggere per arrivare a ciò che essa chiama lo stato di natura, che è in realtà l'anarchia, la forza selvaggia, la barbarie; non più culto a Dio, ma l'autoadorazione dell'uomo; non più doveri, ma egoismo sfrenato e la soddisfazione degli istinti più mostruosi, con qualsiasi mezzo.

mercoledì 16 maggio 2012

Foto della Messa di don Nicola Bux a Napoli

Sabato 12 maggio don Nicola Bux ha celebrato a Napoli il Santo Sacrificio della Messa secondo l'antico e venerabile rito romano. La Chiesa di S. Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco era gremita di fedeli, nonostante non fosse un giorno di precetto. Tutto, dallo splendore dei paramenti e dalla precisione dei gesti dei sacri ministri al canto angelico delle Suore Francescane dell'Immacolata, ha contribuito ad elevare le anime dei presenti alla contemplazione della bellezza di Dio e ad assistere con profonda devozione alla rinnovazione incruenta del Santo Sacrificio dell'Altare.

Don Nicola ha celebrato la Messa nell'Ottava della traslazione delle reliquie di S. Gennaro (la traslazione ricorre il sabato che precede la prima domenica di maggio, giorno in cui il busto e le ampolle col Sangue del martire vengono portate in processione fino a Santa Chiara, dove avviene - generalmente - il miracolo). A causa dell'impossibilità di reperire la musica del proprio delle Messe della diocesi di Napoli (si è cercato nella biblioteca nazionale, in quella del conservatorio, in una decina di Chiese, in Cattedrale, senza risultato), la gentilissima Suor Cecilia Pia Manelli, FI, ha composto per l'occasione i canti neogregoriani, veramente bellissimi. A seguire, il teologo barese ha tenuto una conferenza dal titolo "Il pensiero liturgico di Benedetto XVI". Ecco alcune foto della Messa.




martedì 15 maggio 2012

Lecce, convegno sulla Musica Sacra

Comunicato stampa della Scuola Ecclesia Mater

Sabato 19 maggio alle 9,30, nel Seminario arcivescovile in Piazza Duomo a Lecce, si terrà il primo degli incontri nazionali promossi dalla Scuola Ecclesia Mater, dal titolo "Colloqui sulla Musica sacra: cinquant'anni dal Concilio Vaticano II alla luce del Magistero di Benedetto XVI".

La giornata di studi, con il patrocinio dell'Arcidiocesi di Lecce, del Conservatorio "T. Schipa" e del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, sarà un momento di riflessione sull'applicazione della riforma liturgica in campo musicale e contemporaneamente sulla corretta interpretazione della normativa in materia.

Dopo i saluti delle Autorità, interverranno il card. Walter Brandmueller, presidente del Pont. Comitato di Scienze storiche, mons. Juan Miguel Ferrer, segretario della Congr. per il Culto Divino, mons. Valentin Miserachs, preside del Pont. Ist. di Musica Sacra, il M° Fulvio Rampi, gregorianista e docente del Cons. di Torino, p. Alessandro Ratti docente presso la facoltà teologica del Triveneto, la prof. Elsa Martinelli organologa e docente del Conservatorio leccese, il M° Simone Baiocchi compositore e consigliere nazionale dell'AISC. I lavori saranno moderati e chiusi dal M° Giannicola D'Amico, responsabile per la musica in seno alla Scuola Ecclesia Mater.

Nel pomeriggio alle 17 nella chiesa di S. Chiara sarà celebrata dal card. Brandmueller la S. Messa nel rito romano antico, con il servizio dei ministranti della Scuola Ecclesia Mater e la partecipazione del Coro Novum Gaudium dell'abbazia di Noci, diretto da p. Anselmo Susca.

Il successivo incontro nazionale si terrà in Veneto agli inizi dell'autunno, mentre a Roma è previsto a fine anno un momento conclusivo di confronto, a chiusura di questa programmazione "giubilare" che vuole essenzialmente essere di aiuto per i musicisti ed il clero, nel ricalibrare il giusto rapporto fra musica e liturgia, alquanto compromesso negli ultimi decenni.

Non è un caso che l'incontro si svolga a Lecce, in Puglia, una delle regioni in questo momento più attive sul fronte della riscoperta e della difesa della liturgia, dell'arte e della musica sacra alla luce del Magistero della Chiesa e del costante esempio di Benedetto XVI.

lunedì 14 maggio 2012

Sfondamento a sinistra

Per dare un forte impulso all'avanzata del movimento tradizionale è necessario attuare uno "sfondamento a sinistra". Ci sono tanti fedeli che per anni hanno simpatizzato per gli ambienti progressisti, attratti da temi sociali come la fame nel mondo e la questione operaia; tuttavia adesso si stanno accorgendo della desacralizzazione del cattolicesimo e sperano in una "restaurazione". Ad esempio, conosco una suora che in passato elogiava certe innovazioni "moderne", mentre recentemente l'ho sentita auspicare un ritorno a una maggiore osservanza nella vita religiosa e una maggiore sacralità delle funzioni liturgiche con un ritorno del canto gregoriano e magari anche alla Messa in latino.

Insomma c'è tanta gente che si è trovata a "sinistra" in buona fede, e ora è necessario ricondurla nell'alveo della Tradizione. Uno degli errori che bisogna assolutamente evitare è quello di lasciare la “questione sociale” in mano ai modernisti e ai loro amici comunisti. Il vero tradizionalista si interessa della questione sociale ed è sempre schierato dalla parte dei poveri e della gente che soffre.

domenica 13 maggio 2012

Crociata del Rosario

Ieri, uno dei vari preti diocesani che seguono il blog, mi ha incoraggiato a pregare il Rosario affinché il demonio venga "scornato", cioè non riesca ad ostacolare l'approvazione canonica della Fraternità San Pio X. Ecco la mia risposta:


Rev.mo don [...],
                             sì, preghiamo il Rosario affinché si giunga all'erezione canonica della FSSPX. Ci saranno vantaggi per tutti, anche per noi che non siamo membri della Fraternità.

Spero che la nuova Prelatura Personale abbia la facoltà di dar vita a nuovi ordini religiosi fervorosi e osservanti. La storia insegna che nei periodi di maggiore difficoltà per la Chiesa, Iddio ha suscitato nuovi ordini religiosi che hanno zelato assai la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio. Insomma, se vogliamo far rifiorire la Chiesa, dobbiamo riempire conventi e monasteri.

Approfitto dell'occasione per porgerle i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

sabato 12 maggio 2012

Cari modernisti, adesso viene il bello!

Negli ultimi anni c'è stata una forte avanzata movimento tradizionale, e ciò ha seminato il panico tra le truppe moderniste che da tempo hanno iniziato una rovinosa ritirata e ormai vedono all'orizzonte il tramonto della loro “rivoluzione culturale”. Ma il bello viene adesso! La lotta contro il modernismo sta per giungere a un punto di svolta. La nascita di una struttura canonica per tradizionalisti dovrebbe essere ormai questione di giorni. Nel 2000, un autorevole esponente del Vaticano promise alla Fraternità San Pio X un'Amministrazione Apostolica, cioè una sorta di super diocesi indipendente dalle ordinarie diocesi. E' difficile pensare che questa proposta fosse stata fatta senza l'assenso preventivo del Papa. Il giorno in cui la Fraternità verrà eretta in Prelatura Personale, quel giorno rappresenterà l'inizio della fine del modernismo. I priorati della FSSPX verranno presi d'assalto dai fedeli, fuori dai loro seminari si formeranno code chilometriche di giovani, intere comunità religiose chiederanno di federarsi con la Fraternità per entrare sotto la loro sfera d'influenza, Mons. Fellay lancerà una crociata della carità per poter finanziare l'acquisto di chiese, conventi, monasteri e soprattutto seminari abbandonati, nasceranno nuovi ordini religiosi tradizionali, sorgeranno scuole, università, ospedali, centri per anziani, case editrici, emittenti radiofoniche, e addirittura cittadelle della Tradizione.

Dopo il crollo del muro di Berlino, nei Paesi del Patto di Varsavia la gente si sollevò e accelerò la dissoluzione dei regimi totalitari comunisti, come avvenne nella Romania del “Conducător” Nicolae Ceauşescu. Trasformare la FSSPX in una “super diocesi autonoma” significa accelerare la dissoluzione del modernismo, poiché ci sarà una “sollevazione popolare” di innumerevoli cattolici che finalmente potranno spezzare le soffocanti catene dell'oppressione modernista. Che cosa intendo dire? Oggi la gente è stufa dei parroci modernisti (quelli che negano l'immutabilità del dogma, la Risurrezione di Cristo, l'esistenza dell'inferno, la gravità dei peccati mortali e tante altre verità di Fede), quindi saranno milioni i fedeli di tutto l'orbe cattolico che si "solleveranno", cioè aderiranno alla Prelatura Personale per poter respirare finalmente un'atmosfera cattolica. Sarà come una “reazione a catena”: più fedeli, più vocazioni, più ordinazioni, nuove parrocchie, che a loro volta attireranno più fedeli, più vocazioni, più ordinazioni, ulteriori parrocchie, in un vero e proprio circolo virtuoso. In Francia, nel giro di una ventina d'anni, la maggioranza dei fedeli praticanti sarà legata alla Fraternità e ad altri gruppi tradizionali. Ormai i modernisti hanno un'età media di settant'anni e non hanno più rincalzi. Il loro impero si sta autodissolvendo.

Bisogna tener duro ancora pochi giorni e poi potremo finalmente assistere alla tanto sospirata “primavera della Chiesa”, alla “liberazione” di innumerevoli anime oppresse dal modernismo, alla propagazione del Corpo Mistico di Cristo, e quindi alla maggior gloria di Dio.

Adesioni in massa alla Prelatura San Pio X

Presumo che la stragrande maggioranza dei fedeli laici legati alla FSSPX seguirà Mons. Fellay nella Prelatura Personale che nascerà nei prossimi giorni. Anche tra il clero lefebvriano non penso che ci saranno molte defezioni. Comunque, per ogni persona che preferirà restare fuori dalla Prelatura, ce ne saranno almeno venti che faranno richiesta per entrarvi; dunque non c'è da preoccuparsi del vuoto causato dalle eventuali defezioni.

Alcuni affermano che i modernisti stritoleranno e distruggeranno la Prelatura Personale. Se questo timore fosse fondato, i modernisti e i loro amici massoni dovrebbero esultare di gioia all'idea che la FSSPX venga eretta canonicamente, per poi poterla abbattere con più facilità. Io non ho visto scene di giubilo nel fronte modernista. Quando verrà ufficializzata la nascita della Prelatura San Pio X, staremo a vedere se noteremo in giro molte facce tristi come quando venne pubblicato il Motu Proprio “Summorum Pontificum”. Questa sarà la “prova del nove” che accettare l'abbraccio del Papa è stata una scelta saggia, come io penso.

venerdì 11 maggio 2012

Chiese sorelle e Chiesa una

Per fare dell'ecumenismo serio bisogna conoscere bene la teologia. Uscendo da questa, diventano facili tutte le deformazioni o distruzioni, iniziate con termini che possono anche in un primo momento non destare orrore. L'ecumenismo è una cosa troppo seria per lasciarla a coloro che ne fanno solamente una «professione». Questo va premesso per occuparci, come stiamo per fare, delle Chiese «sorelle». La espressione sarebbe innocua quando il sottofondo dottrinale fosse esatto, ma al punto a cui siamo non è più innocua e bisogna farvi attenzione. Alcuni teologi che si occupano dell'ecumenismo, nei confronti delle Chiese orientali, tendono a dare alla espressione «Chiese sorelle» un senso «alternativo», ossia opposto al concetto di «Unità della Chiesa» come è inteso tanto in Oriente che in Occidente. Ecco subito una conseguenza (aberrante quanto il suo principio) di tale alternativa, ossia opposta al concetto di unità della Chiesa. Questi teologi vanno sostenendo che bisognerebbe cominciare a mettere tra parentesi come non veramente ecumenici tutti i Concili dopo il VII (Niceno II). La tesi sarebbe questa: «I dogmi possono essere proclamati solo dalla «Chiesa Una», ossia tanto dalle chiese occidentali che orientali». Ed ecco la spiegazione: «I dogmi proclamati solo dalla chiesa occidentale debbono essere riconosciuti per quello che sono, delle definizioni, che sono state enunciate senza la partecipazione delle chiese sorelle d'Oriente e che debbono essere accettati da un lato dai cattolici dell'Occidente e dall'altro debbono essere ripensati alla luce dello sviluppo e della tradizione propria dell'Oriente». Dunque: dogmi non definitivi, se vanno ripensati. Dunque: ammissione di «riforma» dei medesimi, insomma le braccia alla buona volontà, ma non all'errore. Pertanto, accettare una «carità» che supponga tout court o sostituisca la unità nella Fede è incompatibile con lo stesso concetto di «depositum fidei» e di «Rivelazione», pur comune alla Chiesa Cattolica e alle Chiese orientali. Si avrebbe una ecclesiologia non solo spuria ma fuori del chiaro pensiero del Salvatore, il quale domandò la Fede come inizio di tutto ed indicò quale Fede la accettazione delle verità da Lui proclamate con tutte le loro conseguenze.

(Cardinale Giuseppe Siri, «Renovatio», XI (1976), fasc. 3, 277-278)

giovedì 10 maggio 2012

Non può esser vera la religione sedevacantista

Mi dispiace molto quando qualche cattolico passa nelle file dei sedevacantisti, cioè di coloro che affermano che l'ultimo Papa della Chiesa Cattolica è stato Pio XII. Non è dichiarando vacante la Cattedra di Pietro dal 1958 che si risolvono i problemi che affliggono il Corpo Mistico di Cristo.

Le tesi sedevacantiste sono insostenibili per un cattolico. Ammetterle significherebbe negare l'indefettibilità della Chiesa, e inoltre Gesù verrebbe accusato di non aver mantenuto la promessa che le porte dell'inferno non avrebbero mai prevalso contro di essa.

Del resto, nessun santo vissuto nel periodo postconciliare ha mai aderito alle tesi sedevacantiste. Pensiamo ad esempio a San Pio da Pietrelcina e a Santa Maravillas (degnissima seguace di Santa Teresa), che ebbero frequenti estasi e visioni, ma mai nessun angelo venuto dal Cielo disse loro che Paolo VI non era vero Papa.

Tra l'altro i sedevacantisti non sono nemmeno d'accordo tra di loro; infatti sono divisi in tanti gruppetti, ognuno dei quali segue una particolare tesi sedevacantista. Se un tale decidesse di aderire a questa eresia, avrebbe “l'imbarazzo della scelta” nel decidere a quale di questi gruppetti dare ragione. Sarebbe inutile cercare di comprendere quale gruppetto sedevacantista ha conservato il “Depositum Fidei”, poiché nessuno di essi è stato fondato da Gesù Cristo.

mercoledì 9 maggio 2012

Vogliono intrappolare “Cordialiter”

Non preoccupatevi, questa volta comunisti, modernisti e massoni non c'entrano nulla. Sono altre e più “pericolose” le persone che vogliono “intrappolarmi”, brigando alle mie spalle; sto parlando di suore fervorose e osservanti! Infatti, alcune consacrate appartenenti a diversi istituti religiosi sia di clausura che di vita attiva, di propria spontanea iniziativa stanno pregando per me affinché Gesù buono mi catturi in qualche ordine religioso. La cosa simpatica di questa storia è che me lo hanno confidato in maniera schietta, senza fare troppi giri di parole. Eppure io non gli avevo mai chiesto nulla in proposito. Addirittura ho saputo che un intero monastero di clausura si è coalizzato per unire le forze e ottenere da Dio questa cosa. Che posso dire? Io le conosco le suore, sono come soldati, quando si mettono in testa una cosa vanno avanti fino alla vittoria. Santa Teresa di Lisieux e una novizia si coalizzarono per “catturare” la sorella di quest'ultima, la quale viveva nel mondo applicata alle cose che passano. Per alcune settimane, senza dirle nulla, pregarono per lei per ottenerle la vocazione religiosa. Poco tempo dopo, quella ragazza abbandonò il mondo traditore ed entrò nel Carmelo (questo fatto è raccontato da Santa Teresina nella sua autobiografia). Staremo a vedere se le suore riusciranno a vincere anche questa battaglia. Chissà, forse per questa volta i modernisti faranno il tifo per le suore, così riusciranno a togliersi dai piedi un accanito avversario. :-)

martedì 8 maggio 2012

Festeggiare a Roma il riconoscimento canonico della FSSPX

Sembra ormai molto probabile che entro maggio la Fraternità San Pio X verrà eretta canonicamente dalla Santa Sede. Sarebbe splendido se per festeggiare questo evento si potesse organizzare un mega pellegrinaggio a Roma il prossimo autunno. Già mi immagino la Basilica di San Pietro invasa da migliaia di fedeli legati alla liturgia antica, Mons. Fellay che col permesso del Papa celebra il Santo Sacrificio della Messa all'altare del Bernini circondato da cardinali e alti prelati della Curia vaticana in pompa magna. E poi, dopo la Messa, tutti sul sagrato per ascoltare un discorso del Sommo Pontefice che dalla loggia della basilica esorta i pellegrini a vivere l'esperienza della Tradizione e a combattere la buona battaglia per espandere il Corpo Mistico di Cristo. Prima di congedarsi dai fedeli giunti da tutto l'orbe cattolico, impartisce una speciale benedizione apostolica con annessa indulgenza plenaria... sarebbe magnifico tutto ciò! Sto sognando? Dieci anni fa sembrava un sogno pure la liberalizzazione della Messa tridentina e la riappacificazione con la FSSPX. Continuiamo a confidare in Dio e vedremo ancora splendidi trionfi per la Chiesa fondata da Cristo. Il rigido inverno modernista sta finendo, prope est estas, l'estate è vicina!

lunedì 7 maggio 2012

Entrare in monastero

Pubblico anche qui la bella lettera che mi scrisse una lettrice del blog vocazionale prima di entrare in monastero...


Caro fratello in Cristo,
                                    [...] ho avuto modo modo di continuare a pregare, meditare e riflettere, e ho eletto il mio stato di vita, senza dubbio, in libertà e senza condizionamenti: vita religiosa di clausura, tra le [...], che ho conosciuto grazie al tuo blog. Quando mi hanno accolta nella foresteria, mi sono sentita subito a casa, ho provato una pace grande già dal primo momento, quando varcavo la soglia della loro porta...prima di conoscerle di persona sapevo che ANDAVO PER RESTARE! La Madre è davvero accogliente e comprensiva, mi ha saputa capire ed indirizzare subito: tra qualche tempo entrerò nel loro monastero per cominciare l'aspirantato! Mi pare un sogno...ma è realtà! Non è stato facile vincere le mie resistenze e quelle di chi avevo accanto, ma con l'aiuto della Madonna si può tutto! Ogni giorno ho letto il tuo blog: ogni post è davvero edificante, consola, tiene compagnia, sprona ad andare avanti, fa sentire che ciò che si vive, gioie e sofferenze della vocazione, le vivono pure altre persone, che esistono ancora ordini ferventi e di stretta osservanza, e c'è chi ancora brama di santificarsi in uno di questi... insomma, non mi sono sentita sola!

Davvero mi hanno fatto riflettere i consigli di S. Alfonso sullo stato di vita da eleggere: matrimonio o vita religiosa!

Grazie per i tuoi consigli, [...], OGNI COSA DI QUESTE E' STATA FONDAMENTALE... come tanti piccoli tasselli, che pian piano andavano a formare un meraviglioso mosaico e grazie per aver parlato nel tuo blog delle [...], che non conoscevo e grazie per la tua preghiera silenziosa, ma fervente...che insieme a quella di altre persone ha ottenuto da Dio che la mia vita cambiasse radicalmente, mi ha dato grazia e forza per accettare la chiamata di Dio!

Prega per me e non ti scoraggiare davanti alle difficoltà, il tuo lavoro è prezioso, e Dio ti ripagherà per ogni sofferenza e solitudine che patisci ora! Tra poco e per il futuro, se Dio vuole,un'anima in più pregherà dalla clausura, per te e per i lettori del blog!

NEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA E NEL CASTISSIMO CUORE DI S. GIUSEPPE.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   sono felicissimo della splendida notizia che mi hai dato! Devi essere enormemente grata a Gesù buono per il magnifico dono che ti ha fatto! Ti rendi conto? Diventerai sposa del Redentore Divino in uno dei migliori ordini religiosi presenti in Italia! Che grazia! Ah, se tutte le ragazze della tua età potessero capire queste cose, i monasteri di clausura di stretta osservanza verrebbero invasi da file chilometriche di persone!

Ti incoraggio a perseverare con tutte le tue forze! Il nemico del genere umano potrebbe tentare di insinuare nella tua mente che non sei fatta per la clausura, ma per la vita attiva. Non credergli, è una tipica trappola per far perdere la vocazione, come insegna S. Alfonso. Infatti il diavolo cerca di seminare dubbi e incertezze, poiché nel torbido pesca sempre qualche cosa. Quindi se una persona entra in un ordine contemplativo, lui insinua di passare in uno di vita attiva, e viceversa. Alcune persone sono cascate in questa trappola, sono uscite dal monastero e hanno fatto una pessima vita.

Quando i mondani sapranno che sei partita, diranno: “poveretta, è andata a rinchiudersi in un monastero di clausura”. Loro non sanno che grandi gioie si provano a vivere in monastero! In realtà il mondo non ha mai fatto felice nessuno, basti pensare alla vita triste e angustiata che fanno i potenti della terra, i quali, pur essendo immersi nelle ricchezze, non riescono a trovare la pace nel cuore. Solo Dio può consolare i nostri cuori e farli felici. Il Signore è stato particolarmente generoso con te, chiamandoti a santificarti in un monastero di clausura fervoroso e di stretta osservanza.

Addio, carissima sorella in Cristo! Impegnati assai nella preghiera per la salvezza eterna delle anime e nella ricerca della perfezione cristiana per la maggior gloria di Dio! Arrivederci nella Patria Celeste!

Cordialiter

domenica 6 maggio 2012

Cercasi monastero

Grazie alle numerose vocazioni inviate dal Signore, le monache di clausura del monastero dell'Oasis di Gesù Sacerdote di Argentona (Spagna), rischiano il sovraffollamento, pertanto vorrebbero aprire una nuova fondazione, magari all'estero, e a tal proposito guardano con particolare interesse all'Italia.

Qui da noi ci sono tanti monasteri abbandonati che rischiano di finire tra le mani di gente che li utilizzerebbe per scopi profani. Spero tanto che qualche pio ecclesiastico decida di dare in usufrutto un monastero a queste fervorose suore legate alla Messa tradizionale, come è già successo per altri buoni ordini religiosi. Per quale motivo si dovrebbe fare questo gesto di carità? Per la maggior gloria di Dio!

sabato 5 maggio 2012

I demolitori della Chiesa hanno fatto il loro tempo

La pastorale non è l’arte del compromesso e del cedimento: è l’arte della cura delle anime nella verità. Quando questo è stato detto tutti hanno capito: anche, e soprattutto, quelli che hanno deformato o criticato. Il linguaggio del buon pastore è all’opposto di quello che dicono alcuni teologi del momento. Non credo a possibilità scismatiche. Coloro che usano della loro funzione ecclesiastica per sovvertire la Chiesa contano, in realtà, innanzi agli occhi del mondo solo perché esiste quella Chiesa che essi intendono demolire in nome della «Chiesa futura umanità». Poi ci sono tanti segni, soprattutto fuori d’Europa, che indicano che i demolitori della Chiesa hanno fatto il loro tempo.

[Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla rivista "Renovatio", VI, 1970]

giovedì 3 maggio 2012

Mons. Richard Williamson teme la reazione modernista

Mons. Williamson sembra non essere particolarmente entusiasta (eufemismo) della probabile erezione canonica della Fraternità San Pio X. In una sua recente newsletter ha espresso chiaramente tutti i suoi timori al riguardo.

Che dire? Io credo che bisogna mettersi nella mani di Dio. Nessun modernista potrà torcere un capello ai lefebvriani se il Signore non glielo consente di fare. Anche ai tempi di Sant'Atanasio la situazione della Chiesa sembrava compromessa, ma il Signore non permise che gli eretici prevalessero. È Dio che governa il mondo, non i modernisti. San Paolo Apostolo più volte sembrò intrappolato dai nemici della Chiesa, ma la Santissima Trinità l'aiutò a superare gli ostacoli e a fargli continuare il suo fruttuoso apostolato.

Se Dio vorrà che la FFSPX si espanda dappertutto, i modernisti e i massoni non potranno fare nulla per impedirlo. Adiutorium nostrum in nomine Domini. Qui fecit cælum et terram!