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lunedì 22 settembre 2014

Un movimento ecclesiale tradizionale

Negli ultimi decenni sono sorti numerosi "movimenti ecclesiali" con vari tipi di sensibilità. Però, si sente la mancanza di un movimento ecclesiale per fedeli laici che desiderano fare l'esperienza della Tradizione.

I sacerdoti sono fondamentali per la vita della Chiesa, però da soli son troppo pochi per poter evangelizzare miliardi di anime che vivono sulla terra. C'è bisogno del supporto dei fedeli laici. Se nascesse un movimento ecclesiale tradizionale, credo che i benefici per la Chiesa sarebbero immensi. In questo periodo travagliato della storia del cattolicesimo, c'è bisogno di rilanciare l'apostolato (quello vero, non quello marcio dei modernisti). Io penso che nel mondo c'è tanta gente che vive come se Dio non ci fosse, solo perché nessuno gli ha fatto conoscere la vera Religione. Se costoro conoscessero la bellezza della vita cristiana, così come la vivevano tutti i santi della Chiesa di sempre, in tanti si convertirebbero e si dedicherebbero ad amare il Signore e a praticare la vita devota.

Immagino che siano molti i lettori del blog che condividono questo desiderio. Secondo me questo movimento ecclesiale, qualora nascesse, dovrà essere simile all'Azione Cattolica dei tempi dell'eroico Luigi Gedda, cioè un movimento militante, combattivo, apologetico, ascetico, fervoroso e apostolico.

È solo un sogno? Per il momento sembra di sì, però se Dio vuole che nasca davvero un'organizzazione di fedeli laici legati alla Tradizione Cattolica, nulla potrà impedire al Signore di farla nascere. Già immagino questa poderosa milizia di soldati di Gesù Cristo abbattere con l'apostolato la barbarie modernista.

domenica 21 settembre 2014

Oropa invasa da centinaia di pellegrini della Tradizione

La mia collaboratrice (e generosa sostenitrice del blog) Chantal, ha partecipato al tradizionale Pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Oropa, in provincia di Biella, ed è rimasta colpita dalla partecipazione massiccia di fedeli giunti non solo dal Piemonte, ma anche da altre regioni, e persino dalla Svizzera. È entusiasmante constatare che nonostante il periodo di persecuzioni, sono ancora tanti i fedeli che vogliono seguire il rito antico, senza lasciarsi intimidire dall'oppressione sovietico-modernista.


Buona domenica caro D. 
Non so dove abiti (dal prefisso del telefono che mi avevi dato penso da queste parti): io oggi sono a [...]. Mi farebbe piacere conoscerti di persona, è possibile? Grazie.


[…] Ero intenzionata a farti anzitutto la cronaca (entusiasta) della mia partecipazione al IV Pellegrinaggio della Tradizione al Santuario della "Madonna Bruna" Regina Montis Oropae, organizzato anche quest'anno da due giovani e coraggiosi sacerdoti fedeli alla Tradizione, don Alberto Secci e don Stefano Coggiola, da Domodossola. Il pellegrinaggio, che fa parte di un progetto novennale dal 2011 al 2019, ha visto la partecipazione di numerosissimi fedeli, oltre che dalla diocesi di Novara, dal Piemonte e dalla Lombardia. Inoltre, con un pullman, erano presenti devoti da Losanna (Svizzera), e fra questi ultimi i cantori in gregoriano che hanno curato i canti liturgici durante la Santa Messa delle 10,30 ed il Santo Rosario del pomeriggio. 



Alle 14,30 nella sala dedicata al Beato Piergiorgio Frassati don Alberto ha tenuto un'affollatissima conferenza sulle figure di San Pio X (di cui il 2014 segna il primo centenario della morte) e  al Beato Frassati (che amava il Santuario di Oropa e vi si recava frequentemente in pellegrinaggio), alla presenza di Cristina Siccardi, autrice di numerosi testi cattolici e di due volumi da poco editi, appunto, su queste luminose figure, esempi di santità. 



Il pellegrinaggio si è chiuso alle 16,30 al termine del canto delle litanie mariane e della Salve Regina (rigorosamente in latino) e dell'inno alla Madonna di Oropa.



Sono ripartita con il cuore e l'anima benedicente il Signore e Sua Madre per gli immensi doni di grazia che ci offre costantemente!



Chantal

Conferenza di Don Roberto Spataro a Prato

Mercoledì 1 ottobre alle ore 21.15
presso il centro Comunità Viva – via F. Bini –
della parrocchia del S. Cuore a Prato

Don Roberto Spataro, S.D.B.,
Professore straordinario
di Letteratura cristiana antica greca presso
la Facoltà di Lettere cristiane e classiche
(Pontificium Institutum Altioris Latinitatis)
dell’Università Pontificia Salesiana,
Segretario della Pontificia Academia Latinitatis

terrà la conferenza:
Benedetto XVI “Dottore della Chiesa”


Alle ore 18, nella chiesa del S. Cuore – Via Ofanto –
Don Spataro celebrerà
la S. Messa
secondo la forma straordinaria
del rito romano (V.O.).




Tutti sono invitati


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Conquistare anime a Gesù Cristo

[Brano tratto dalla lettera circolare dell'8 dicembre 1882 della Beata Maria Deluil-Martiny].

Bisogna conquistare anime a Gesù Cristo. Agli sforzi infernali per strappare le anime a Gesù Cristo, opporremo lo zelo e la dedizione dell'amore. Quanto sbaglierebbe l'anima che venisse a cercare in questo Istituto esclusivamente la propria perfezione! Una Figlia del Cuore di Gesù deve essere non solo un altro Gesù Crocifisso per lo spirito di sacrificio e di volontaria penitenza, o come un altro Gesù Ostia per lo spirito di oblazione e di immolazione perpetue, ma deve essere anche un altro Gesù Redentore compiendo in se stessa «ciò che Gesù Cristo deve soffrire in noi, per la formazione del suo corpo che è la Chiesa», per le stesse intenzioni del sacrificio di Nostro Signore, che sono la gloria di Dio e la salvezza delle anime. «Questa umile Società non è fondata soltanto per la salvezza e la santità dei suoi membri, ma perché i suoi membri si adoperino, con l'aiuto della grazia e con tutte le loro forze, alla salvezza delle anime, per il servizio dei sacri interessi del Cuore di Gesù, della santa Chiesa e del Sacerdozio cattolico, per mezzo della preghiera, del sacrificio, della diffusione della devozione verso il Cuore adorabile di Gesù e verso la Vergine Immacolata, Regina e ausiliatrice della Chiesa».

E come potremo noi dal profondo della nostra miseria elevarci a cose tanto sublimi? Sorelle faremo tutto per mezzo di Gesù Cristo; mediante la nostra unione al suo Cuore e al suo sacrificio, l'offerta dei suoi meriti infiniti e del preziosissimo calice del suo Sangue adorabile. Faremo tutto per Maria, l'Associata al divin sacrificio, per la quale venne sempre l'aiuto divino alla Chiesa contro i suoi nemici, e che, dopo aver annientato tutte le eresie, distruggerà certamente anche la grande apostasia sociale dei tempi presenti» [...].

E poiché ad ogni errore è seguito sempre il trionfo spirituale di ciò che esso combatteva, è certo che la Chiesa godrà in futuro di una meravigliosa fioritura di Ordini religiosi e di uno splendido risveglio di vita cristiana.

O Sorelle! ... umiltà profonda, ma fiducia illimitata; abbandono senza riserva all'azione della grazia, perché «poche anime comprendono ciò che Dio opererebbe in esse, se si abbandonassero completamente nelle sue mani e lasciassero agire la grazia divina».

Capirete facilmente come un Istituto che ha simili scopi, non può accettare anime ripiegate su se stesse, meschine, pusillanimi, che cercano le dolcezze della pietà, invece di cercare il sacrificio e la perfezione; esso ha bisogno di anime generose, ardenti nell'immolazione, dimentiche di se stesse e soprattutto piene di quella dedizione amorosa che va dritta al Cuore del Diletto!


Foto del corpo incorrotto dal 1884 della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny.

sabato 20 settembre 2014

Circa i rumors sul Cardinale Burke

Una lettrice del blog mi ha confidato di essere rimasta colpita dalle indiscrezioni giornalistiche riguardanti il Cardinale Raymond Leo Burke. Ecco ciò che penso in proposito.



Cara sorella in Cristo, 
                                        ho una grande stima nei confronti del Cardinale Burke. I modernisti hanno una visione immanentista della vita; noi invece dobbiamo avere una visione soprannaturale di tutto ciò che accade. Non sappiamo se i rumors giornalistici sul suo conto sono fondati oppure no, ma se ad ottobre questo zelante Principe di Santa Romana Chiesa verrà destituito dal suo incarico, ciò avverrà in vista di un bene più grande. Ti confesso che se venisse eletto arcivescovo di Chicago (come si è vociferato), la riterrei una buona notizia, perché lì potrebbe fare del bene a tante anime e formare tanti buoni giovani preti, come ha fatto in passato a La Crosse e anche a Saint Louis. Se invece verrà eletto Patrono dei Cavalieri di Malta, dovremo comunque cercare di vedere la cosa in maniera soprannaturale: nulla capita per cieco caso, ma tutto avviene perché Dio l'ha voluto, o almeno lo ha permesso, per trarne un bene maggiore.

Persino il male viene permesso (permettere non significa volere) in vista di un bene maggiore. Per esempio il Signore non voleva che i sabei rubassero il bestiame al Santo Giobbe, ma permise che ciò avvenisse per trarne un bene maggiore, infatti quel sant'uomo dimostrò di avere una pazienza eroica (perché si rassegnò con pace a tutte le avversità che lo colpirono) e accumulò grandi meriti per il Cielo.

Preghiamo per il Cardinale Burke, affinché accolga con la pazienza di Giobbe qualsiasi decisione che eventualmente verrà presa sul suo conto. Del resto, se andrà davvero tra i Cavalieri di Malta...avrà più tempo libero per andare in giro per celebrare la Messa tridentina e dedicarsi ad altre forme di apostolato attivo.  :-)

Coraggio, confidiamo in Dio e non resteremo delusi.

In Corde Matris,

Cordialiter

venerdì 19 settembre 2014

Massoneria nella Chiesa

La Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo, ciò però non significa che i suoi membri siano impeccabili.

Tempo fa una lettrice del blog mi ha detto che tra i suoi ex colleghi di lavoro c'erano dei membri della massoneria, i quali gli hanno confidato che tra i frammassoni ci sono anche dei religiosi appartenenti a un certo istituto di vita consacrata. C'era da aspettarselo. In effetti certi discorsi fatti da "religiosi" potrebbero benissimo stare in bocca a un qualsiasi membro di una loggia massonica. Quando si mette l'uomo al posto di Dio al centro dell'universo, si spoglia la regalità di Cristo Re, si dissolve il cattolicesimo in un generico sentimento religioso "politically correct", si mettono tutte le religioni sullo stesso livello ...a quel punto si comincia a sentire una brutta puzza. Non dico che costoro siano assolutamente affiliati a qualche loggia massonica, ma almeno hanno cominciato a ragionare in un modo abbastanza simile.

Oggi si sente dire che ognuno ha il "diritto" di fare tutto ciò che gli pare (anche cose peccaminose), anche di credere a una dottrina religiosa erronea. No, non esiste il "diritto all'errore" o il "diritto al peccato", questa è una massima molto cara ai massoni e ai "liberal" di tutte le risme. Nessun gay potrà scusarsi dinanzi a Dio dicendo che la pratica omosessuale era un suo "diritto" sancito dalle leggi di qualche Stato democratico.

Sui vecchi libri cattolici si leggevano spesso delle dure critiche nei confronti delle sette massoniche, oggi invece non se ne parla quasi più, come se il pericolo fosse scomparso. Invece la massoneria è più forte che mai, grazie all'indottrinamento che riceviamo nelle scuole e tramite televisioni e giornali. Ormai molta gente la pensa come i frammassoni senza sapere nemmeno cosa sia la massoneria.

Bisogna estirpare dai cuori l'ideologia delle sette che tramano contro il Corpo Mistico del Redentore Divino. Noi non abbiamo mezzi materiali per poter iniziare il processo di "bonifica", però abbiamo il potentissimo mezzo della preghiera. È una battaglia titanica, ma vale la pena di combatterla. Cristo deve regnare!

giovedì 18 settembre 2014

Prove tecniche di modernismo


Tempo fa una ragazza mi ha raccontato...

Caro Cordialiter,
                                 è da molto tempo che non ti faccio sapere mie notizie. Tu sai bene che mi trovo in una situazione spirituale non delle migliori. Ti scrivo questa e-mail perché mi sono trovata in una situazione incredibile ed avrei bisogno di un consiglio che spero tu mi possa dare. Dopo una piccola ripresa spirituale ho deciso di rifrequentare gli "incontri" dalle suore del mio paese. Oltre ai soliti ragazzi c'era anche un nuovo membro del gruppo ed un parroco venuto da un altro paese. Dopo aver letto il brano evangelico del discorso di Gesù sui  due Comandamenti della carità, la suora ha iniziato a parlarci abbondantemente del secondo comandamento senza  mai citare il primo, ad un certo punto si è incominciato a parlare del rapporto fra cristiani e non cristiani. La suora affermava che tutti possono salvarsi e che in tutte le religioni è presente la verità.  Io provocatoriamente ho chiesto : "Se in tutte le religioni c'è la verità e se tutti possono salvarsi, perché dovremmo evangelizzare, perché dovremmo essere cristiani?" La suora non sapendo rispondere ha "passato la palla" al sacerdote, il quale ha iniziato un lungo discorso nel quale cambiava in modo totale il significato di tutte le parole cristiane. Diceva che [...] la salvezza non è soltanto quella eterna, [...] ma la salvezza è anche quella pienezza di vita che si ha qui sulla terra quando si vive facendo il bene. Poi ha detto che l'evangelizzazione non vuol dire voler convertire gli altri per portarli alla salvezza eterna, ma semplicemente testimoniare la propria personale esperienza di fede, e che anche nelle altre religioni si possono fare esperienze di fede. Poi ha affermato che negli scritti dei santi l'evangelizzazione era intesa come un convertire gli infedeli e portarli alla salvezza eterna, ma per "fortuna" adesso non è più così.  Poi ha detto che Dio non è cattolico e che non bisogna chiudersi in un concetto piccolo di fede. […] A quel punto alcuni hanno sollevato delle obbiezioni soprattutto quando ha affermato che anche gli atei si salvano, l'importante e che si comportino bene amando il prossimo.

[…] Dopo questo incontro sono andata via un po' turbata e come se avessi visto il modernismo in pieno attacco. Forse gli altri non sanno nemmeno della questione modernismo e tradizione, e nemmeno si son resi bene conto della cosa. Io ringrazio il Signore di avermi fatto conoscere la Sacra Tradizione attraverso internet.

A questo punto mi chiedo: devo tornare a questi incontri oppure no? Devo allontanarmi da loro, oppure devo testimoniare la fede tradizionale attraverso i miei interventi che spesso sono la causa del nascere  di un dibattito sul tema?  Chiedo un tuo consiglio.

Fraternamente,

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                         purtroppo, in giro ci sono molti preti accecati dalla mentalità modernista, quindi non mi stupisco affatto quando sento certe corbellerie uscire dalla loro bocca.

Sì, teoricamente coloro che non fanno parte della Chiesa Cattolica possono salvarsi l'anima, purché siano in buona fede e osservino almeno la legge naturale. Ma se pensiamo al fatto che per noi cattolici, nonostante abbiamo il battesimo, la confessione e gli altri sacramenti, è difficile salvarci, figuriamoci per un infedele che è privo di questi potentissimi aiuti soprannaturali. Non dico che tutti gli infedeli vadano all'inferno, dico solo che non è facile salvarsi nelle loro condizioni.

Per quanto riguarda gli atei, anche se non hanno mai sentito parlare di Cristo, sbagliano a negare l'esistenza di Dio, poiché ogni uomo può riconoscere l'esistenza del Creatore col semplice uso della ragione. Come può l'universo essersi creato da solo per puro caso? È irrazionale pensare una cosa del genere! Deve esserci un Essere superiore che ha creato tutto ciò che esiste, ecc.

Ogni persona ha il dovere di aderire alla verità e di rifiutare l'errore.  L'unica vera Religione è quella della Chiesa Cattolica, la quale è stata fondata da Gesù Cristo, che è il Capo della Chiesa. Quindi Dio è cattolico.

Per quanto riguarda il tuo caso, se mi trovassi nella tua situazione, non penso proprio che andrei a quelle riunioni. Molto meglio rimanere a casa propria a leggersi un bel libro di Don Dolindo Ruotolo. Purtroppo, molti fedeli preferiscono dare ragione a un prete, anche se modernista, invece che a un fedele laico fedele alla Tradizione. Quindi, la presenza di un laico davvero cristiano a quelle riunioni, rischia di non ottenere nessun risultato concreto.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 17 settembre 2014

Messe all'Università Cattolica di Milano

Le prossime Messe tradizionali presso l'Università Cattolica di Milano saranno:

Lunedì 29 settembre 2014
Ore 17.45: Santa Messa nella Festa di San Michele Arcangelo

Martedì 30 settembre 2014
Ore 12.00: Santa Messa nella Festa di San Gerolamo,
Sacerdote, Confessore e Dottore della Chiesa

Le Sante Messe saranno celebrate da Padre Konrad zu Loewenstein (FSSP) presso la Cappella san Francesco, sita al primo piano dell'edificio monumentale di Largo Gemelli, lungo l'ambulacro 3 e presso la sommità della scala D.






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Ministri straordinari della Comunione

Una ragazza mi ha scritto per lamentarsi circa l'abuso dell'utilizzo dei ministri straordinari della Comunione.

Ciao, [...]. Questa sera ho avuto l'occasione di accedere al suo blog! (un po' per caso, poiché le mie ricerche erano improntate sulla ricerca di materiale per un incontro di preghiera). Ritrovandomi sul suo blog, ho iniziato a leggere i primi 2 articoli, ma man mano ho fatto scorrere tutta la pagina. E non posso nasconderle che in alcuni articoli ho rivisto le mie stesse situazioni, soprattutto una in cui mi sto trovando proprio in quest'ultimo periodo e per la quale chiedo preghiera, poiché mi trovo a dover fare una scelta decisiva, ma che ancora non è chiara in me! Sono molto combattuta. Comunque, grazie anche alla mia famiglia, Gesù è una parte di me che è entrata a far parte della mia vita e che affascina il mio cuore; da un anno ho anche una sorella che entrata in un monastero di vita contemplativa benedettina.

Volevo comunque sapere [...] vedendo i saggi consigli che dà, mi sento di farle una domanda che da tempo volevo porre a qualcuno che mi potesse dare una risposta neutrale e non influenzata da alcunché. […] Cosa ne pensa dei ministri straordinari della comunione (laici) all'interno della Chiesa? Mi può spiegare quali sono le regole che la Chiesa ha dettato al riguardo?

[…] La prego di scusarmi se mi sono dilungata, ma spero di avere una sua risposta. Intanto la ringrazio e la saluto in Gesù e Maria.

(Lettera firmata)


Gentile lettrice,
                           dammi pure del tu, lo preferisco.

Ti ringrazio di avermi scritto, spero di riuscire a chiarire le questioni che mi hai posto. Mi fa piacere constatare la tua delicatezza di coscienza.

Ci sono dei luoghi (pensiamo ad esempio alle terre di missione) dove i preti sono troppo pochi, e da soli non possono distribuire la Comunione a tutti gli ammalati o ad altre persone che non possono recarsi in chiesa. Pertanto la Chiesa ha saggiamente istituito i ministri straordinari della Comunione, che hanno appunto il compito di aiutare i sacerdoti in casi straordinari. Il problema è che spesso c'è un abuso nel loro utilizzo. La Santa Sede nell'Istruzione “Redemptionis sacramentum” del 2004 ha testualmente affermato: “Soltanto in caso di vera necessità si dovrà ricorrere all’aiuto dei ministri straordinari nella celebrazione della Liturgia. Ciò, infatti, non è previsto per assicurare una più piena partecipazione dei laici, ma è per sua natura suppletivo e provvisorio. […] Se è di solito presente un numero di ministri sacri sufficiente anche alla distribuzione della santa Comunione, non si possono deputare a questo compito i ministri straordinari della santa Comunione. In simili circostanze, coloro che fossero deputati a tale ministero, non lo esercitino. È riprovevole la prassi di quei Sacerdoti che, benché presenti alla celebrazione, si astengono comunque dal distribuire la Comunione, incaricando di tale compito i laici. […] Il ministro straordinario della santa Comunione, infatti, potrà amministrare la Comunione soltanto quando mancano il Sacerdote o il Diacono, quando il Sacerdote è impedito da malattia, vecchiaia o altro serio motivo o quando il numero dei fedeli che accedono alla Comunione è tanto grande che la celebrazione stessa della Messa si protrarrebbe troppo a lungo. Tuttavia, ciò si ritenga nel senso che andrà considerata motivazione del tutto insufficiente un breve prolungamento, secondo le abitudini e la cultura del luogo” (LEV).

Come hai potuto leggere tu stessa, la Sede Apostolica ammette l'uso dei ministri straordinari in chiesa solo in casi rari, ad esempio se c'è un enorme concorso di fedeli.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Se hai altre domande, non esitare a scrivermi.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria.

Cordialiter

martedì 16 settembre 2014

Scoutismo tradizionale

È edificante constatare che in Francia sono presenti numerosi gruppi scout legati alla liturgia tradizionale, i quali vivono lo scoutismo in maniera cristiana, non accontentandosi di fare delle escursioni nei boschi, ma impegnandosi ad approfondire la propria fede e a viverla coerentemente. 

Bisogna fare qualcosa per salvare la gioventù, spero che anche in Italia possa svilupparsi uno scoutismo di stampo tradizionale che offra ai giovani la possibilità di ricevere una buona formazione. Bisogna infondere nei loro cuori lo spirito di abnegazione, lo spirito di sacrificio, il disprezzo per la vita comoda, l'amore per le virtù cristiane, la stima per l'ordine e la disciplina, il cameratismo tra esploratori, l'interesse per i valori evangelici, ecc.

Che tristezza vedere tanti ragazzi fare una vita smidollata e crescere senza sani valori, legati solamente alle cose vane della terra (discoteche, gossip, successo, vita comoda, divertimenti sfrenati, ecc.) che svaniscono nell'ora della morte. La colpa di ciò è principalmente degli adulti che non danno ai giovani un'educazione davvero cristiana.

Ma noi che possiamo fare per salvare la gioventù italiana? Io penso che non possiamo limitarci a criticare il degrado morale e spirituale causato dall'ideologia progressista che dilaga nel mondo. È arrivato il momento di rimboccarci le maniche e fare qualcosa di concreto per contrastare il regime culturale “liberal”. A volte penso: “...E se noi fedeli legati alla Tradizione Cattolica fondassimo una nuova associazione scoutista-tradizionale?” Lo so che sarebbe un'impresa titanica e con molte difficoltà, ma a mio avviso ne varrebbe la pena. A me sembra una “buona battaglia” che merita di essere combattuta.

Ho scritto questo post per “sondare il terreno” e vedere se ci sono altre persone interessate all'idea. Se unissimo le forze potremmo fare qualcosa di buono per la maggior gloria di Dio.

lunedì 15 settembre 2014

Conversione del cuore


Vorrei farvi leggere dei brani di alcune edificanti lettere che tempo fa ho ricevuto da una lettrice.


Salve,
          ti do del tu, perché tu stesso dici che così desideri, e ti faccio i complimenti per i tuoi blog, che propongono delle riflessioni sempre interessanti.

Io ero una pecorella smarrita nel mondo, nella carriera in una grande città, nei costumi moderni. Poi nel giro di due settimane ho lasciato tutto e sono tornata a casa, in ogni senso. Inizialmente non capivo quale forza mi avesse spinto a liberarmi dalla mia schiavitù, poi ho sempre più cercato la vicinanza ai luoghi sacri, alle letture sacre e ho capito chi mi aveva dato la forza. Ora mi segue un buon frate per cercare di capire cosa devo fare di questa mia fede ritrovata così fortemente. Spesso sogno la vita di clausura, ma so bene che è troppo presto! Chiedo anche a te, se puoi, di ricordarmi nelle tue preghiere così da aiutarmi a capire la natura di questo nuovo dialogo con il Signore.

La mia storia è molto lunga e la prima volta che parlai con il frate che mi segue mi disse che gli ricordava quella di Agostino - naturalmente facendo le debite proporzioni!!!

Da sempre ho cercato la verità, ma spesso nei luoghi sbagliati. Mi sono laureata in filosofia e ho preso un dottorato, sempre in filosofia. Ho studiato all'estero e al mio ritorno ho cominciato a lavorare a Milano nel luccicante mondo della cultura. E delle bugie. Già ai tempi dell'università la mia anima era straziata dal dubbio e dal dolore che mi procuravo da me allontanandomi da Dio, tanto che a 21 anni fui ricoverata in ospedale per un esaurimento nervoso. La vita a Milano e il lavoro, le persone che ero costretta a incontrare e le vanità a cui assistevo quotidianamente non hanno fatto altro che acuire il mio malessere. Ma questa volta non mi sono lasciata sopraffare dalla disperazione e ho finalmente seguito il forte sentimento di Amore che provavo, e che era soffocato dalla mia vita artificiale e falsa. Ho ricominciato a leggere Agostino, che mi ha aiutato tantissimo, Teresa D'Avila e la Bibbia. Ho deciso di lasciare tutte quelle falsità, sono tornata a casa e mi sono iscritta a teologia. Ma ancora non mi basta!

La persona che mi segue è, giustamente, molto cauta. E poi se il buon Gesù mi ha aspettata fino ad ora forse è giusto che anche io impari ad essere paziente. Anche perché il cammino è lungo e io voglio affrontarlo con il massimo rispetto. Ho certamente pensato ad un ritiro [...] e anzi, è un momento che sogno!! Ma voglio essere davvero pronta quindi se sai indicarmi qualche ordine accetto volentieri il consiglio, ma aspetterò comunque di sapere cosa ne pensa anche il mio buon frate. Faccio anche parte di un coro gregoriano da un po', insomma sto cercando di lodare il nostro Signore in ogni aspetto della mia vita!

[...] A presto allora e grazie

(lettera firmata)

domenica 14 settembre 2014

Pellegrinaggio al Santuario di Montenero (Livorno)

Il programma definitivo del pellegrinaggio, che si terrà sabato 27 settembre 2014, sarà il seguente:

Ore 9,30 - Ritrovo dei pellegrini in Piazza delle Carrozze (Montenero Basso).

Ore 10,00 - Processione in salita al Santuario con recita del Santo Rosario.

Ore 11,00 - Santa Messa in rito romano antico (Missa in tertiis), celebrata da Padre Stefano Bertolini C.O., con assistenza di S. Ecc.za Rev.ma Mons. Alberto Silvani, Vescovo di Volterra, che pronuncerà l'omelia. 

I canti saranno eseguiti dal coro di San Donato di Lucca, diretto dal Maestro M. Tomei. Il servizio liturgico sarà svolto a cura dell'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote di Gricigliano, che come ogni anno prenderà parte attiva, con i propri sacerdoti e seminaristi, alla processione e alla celebrazione conclusiva del pellegrinaggio. Dopo la S.Messa, sarà possibile fermarsi a pranzo presso la foresteria del Santuario. Onde evitare alcuni problemi verificatisi negli anni scorsi per il pagamento, per il pranzo occorrerà versare preventivamente l'importo di 18 euro, corrispondente al prezzo del pasto completo.  Invitiamo tutti coloro che volessero trattenersi, a contattarci per tempo (e comunque non oltre il 17 settembre) inviando una e-mail al Coordinamento (coordinamentotoscano@hotmail.it) o telefonando al numero 329/0538893. Chiunque non volesse fermarsi a pranzo, ma restare per la conferenza successiva, potrà comunque consumare un pasto al sacco o in altro luogo.

Ore 16.00 - Conferenza Bene psallite Ei. Lo spirito liturgico nell'arte musicale, presso la Sala San Gualberto del Santuario. Interverrà: Rev.mo Mons. Valentino Miserachs Grau, Preside emerito del Pontificio Istituto di musica sacra.

Settimo anniversario della liberalizzazione della Messa tradizionale

Oggi ricorre il settimo anniversario dell'entrata in vigore del Motu Proprio “Summorum Pontificum” che ha liberalizzato l'utilizzo del Missale Romanum del 1962. Senza alcun dubbio si è trattato di un avvenimento epocale che sta già apportando, e apporterà ancora di più in futuro, dei benefici spirituali inestimabili. Il rito antico non è più un qualcosa di “tollerato”, ora è un vero e proprio diritto dei fedeli e dei sacerdoti. Benedetto XVI ha abbattuto la “cortina di ferro" liturgica che per anni ha impedito a tanti cattolici di poter soddisfare le proprie legittime aspirazioni.

Come sono andati questi anni? Se devo essere sincero, quando venne pubblicato il Motu Proprio pensavo che i denigratori della Messa tridentina si sarebbero “limitati” all'ostracismo silenzioso, non mi aspettavo affatto una ribellione così sfacciata, arrivando ad esercitare pressioni, minacce e punizioni nei confronti dei "cattolici di rito antico", e a pubbliche manifestazioni di dissenso nei confronti di Benedetto XVI. Insomma, ci è mancato solo l'olio di ricino nei nostri confronti! :-) Ma come è possibile tutta questa rabbiosa avversione nei confronti di un rito sacro che ha nutrito innumerevoli anime nel corso dei secoli? Questo indica che la situazione spirituale generale è decisamente più grave del previsto. Odiare la Messa di San Pio V significa essere a un passo dalle tesi di Lutero. Comunque, le “purghe moderniste” non sono riuscite ad arrestare l'avanzata del movimento tradizionale. I fedeli interessati alla liturgia antica sono aumentati in maniera esponenziale, nelle librerie hanno spopolato numerosi testi filo-tridentini, i centri di Messa si sono moltiplicati a dismisura, alcuni istituti religiosi hanno aderito in massa al rito antico, circa 400 vescovi di tutto l'orbe cattolico hanno celebrato pubblicamente il Santo Sacrificio secondo l'usus antiquior. Dunque il bilancio è nettamente positivo visto che la situazione è decisamente migliorata rispetto al passato. Certo, bisogna riconoscere che ci sono delle accanite “sacche di resistenza”, ma ormai è impossibile per i denigratori della liturgia antica fermare il movimento tradizionale; sarebbe come tentare di fermare un fiume in piena.

sabato 13 settembre 2014

Non ingannate voi e i fedeli!

Coloro che seguono da tempo questo blog, sanno che apprezzo moltissimo l'illuminante magistero del Cardinale Giuseppe Siri e il suo coraggio nel difendere la purezza della Dottrina Cattolica. Ho ascoltato la registrazione dell'omelia di commiato dalla diocesi di Genova, pronunciata nella Cattedrale di San Lorenzo il 15 ottobre del 1987. Avrebbe potuto fare un discorso “politically correct” per ottenere gli applausi del mondo almeno per una volta in vita sua. Invece, da vero combattente qual era (con la Cresima si diventa soldati di Gesù Cristo), questo eroico Principe di Santa Romana Chiesa esortò i suoi confratelli a non ingannare i fedeli. Ecco un brano dell'omelia:

Abbiamo vissuto un periodo in cui anche la Chiesa ha sofferto. Si capisce benissimo che quando c’è una sofferenza, qualche cosa succede che non è desiderabile. Ma vorrei richiamare coloro che, perduta - perduta, dico - la capacità di capire le cose anche semplici, hanno dedotto, da questo periodo di transizione dell’intero genere umano, conseguenze irrazionali, illogiche, dannose, forse fatali. Bisogna che impariamo a vivere senza diventare i poveri servi delle tenebre e delle nubi che vanno camminando nel cielo e restano nubi. E’ meglio essere servi di Dio che paurosi delle nubi. Questo periodo l’abbiamo vissuto insieme. Domando: chi ha capito? E se non avesse capito faccia presto. Mi rivolgo in modo speciale ai miei confratelli che, dovendo dare agli altri la verità, non possono accettare le tenebre. E questo è l’ultimo invito. Guardatevene bene! Non ingannate voi e i fedeli che hanno il dovere di apprendere da noi la verità di Cristo.

venerdì 12 settembre 2014

Avviso da Monopoli (Bari)

Domenica 14 settembre ricorre il 7 anniversario dell'entrata in vigore del Motu Proprio Summorum pontificum di Benedetto XVI. Per l'occasione nella chiesa di S. Francesco d' Assisi in Monopoli (Ba), alle ore 18,45, celebreremo una S. Messa col messale edito da S. Giovanni XXIII, presieduta da don Nicola Bux. Al termine esposizione e benedizione della reliquia della S. Croce. All'organo il M° D'Amico e la sezione maschile della Schola Cantorum S. Cecilia. 







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Teilhard de Chardin, tra il mito e l'eresia

Anni fa acquistai da un mercante di libri antichi un volumetto intitolato "Teilhard de Chardin, tra il mito e l'eresia", scritto da P. Giacinto Scaltriti O. P. e pubblicato con imprimatur ecclesiastico nei primi anni '60. Nel libro, il dotto sacerdote domenicano confutava alcune tesi del noto teologo gesuita Pierre Teilhard de Chardin, considerato uno dei maggiori esponenti della "nuova teologia".

Qualcuno dirà che quel che pensava Padre Scaltriti gli importa poco, poiché ciò che conta davvero è quel che dice la Santa Sede. Ebbene, la Suprema Sacra Congregazione del Sant'Uffizio, ai tempi dell'eroico Cardinale Alfredo Ottaviani, pubblicò un "Monitum" firmato da Mons. Sebastiano Masala, per mettere in guardia i Vescovi, i Superiori degli Istituti Religiosi, i Rettori di Seminari e i Direttori delle Università, dai pericoli delle opere di P. Theilard de Chardin, poiché (cito) "in materia di Filosofia e Teologia si vede chiaramente che le opere menzionate racchiudono tali ambiguità ed anche errori tanto gravi, che offendono la dottrina cattolica."

Nello stesso giorno in cui veniva pubblicato il Monitum (30 giugno 1962), “L'Osservatore Romano” pubblicava un articolo nel quale venivano confutate alcune tesi teilhardiane. Ecco alcuni passi: “[...] le ambiguità pericolose e gli errori che si riscontrano in certe espressioni del Teilhard riguardanti il concetto cattolico tradizionale di creazione (riportarsi ai Concili Laterano IV e Vaticano I). […] Nella sua concezione dei rapporti tra il Cosmo e Dio, Teilhard de Chardin ha dei punti deboli che non si possono passare sotto silenzio. Egli, è vero, afferma esplicitamente e più volte la necessità e la personalità trascendente di Dio. Tuttavia, nella logica del pensiero teilhardiano la trascendenza divina non viene espressa in un modo sufficiente. Dio viene raffigurato come suprema unità che in qualche modo s'incorpora l'universo; così l'unità divina in qualche maniera diviene partecipe della molteplicità cosmica e Dio in un certo senso viene reso più perfetto dall'assimilazione del Cosmo. […] Nel saggio già citato, “Le Christique”, si legge addirittura - e dice “en sens vrai” - di una “troisième nature” di Cristo, non umana, non divina, ma “cosmica”! Non vogliamo prendere alla lettera e “en sens vrai” quanto scrive il Teilhard a questo punto, altrimenti si tratterebbe di una vera eresia. [...] Anche noi sappiamo che il Teilhard ha fatto non poche volte affermazioni non del tutto coerenti, se non talvolta contrarie o contraddittorie; e vogliamo concedere che il pensiero del Teilhard sia rimasto in una fase di problematicità. Tuttavia, i suoi scritti in molti punti rimangono sempre più o meno contrastanti con la dottrina cattolica. […] Veramente il nostro secolo ha un estremo bisogno di autentici testimoni di Cristo; ma noi ci auguriamo che essi non si abbiano ad ispirare al “sistema” scientifico-religioso del Teilhard. Abbiamo ritenuto necessario formulare le nostre critiche al pensiero, non alla persona - ripetiamo - per mettere in guardia gli studiosi, e specialmente i giovani, contro gli errori e le ambiguità contenute negli scritti del Teilhard. E facendo le nostre riflessioni, riteniamo di avere agito nella mente del Monitum, che viene oggi pubblicato sul nostro giornale.”

giovedì 11 settembre 2014

Riaprono le scuole... anche quelle in mano ai sessantottini

In questi giorni stanno riaprendo le scuole dopo la lunga pausa estiva. Purtroppo, c'è da piangere nel vedere in che condizioni è conciata la “pubblica istruzione”, basti pensare ai professori progressisti che indottrinano i poveri studenti con i loro sofismi e le loro idee perniciose. Certo, ci sono anche degli insegnanti cattolici con la schiena dritta (tra cui diversi lettori del blog), ma sono in minoranza e non possono fare molto per contrastare il bombardamento ideologico dei progressisti, i quali “giocano in casa”.

La soluzione è una sola: bisogna aprire dappertutto delle scuole davvero cattoliche, scuole di stampo tradizionale, senza cedimenti nei confronti della mentalità progressista che dilaga nella società. Devono essere accessibili a tutti, anche ai "figli dei proletari". Il problema è che per aprire queste scuole c'è bisogno di una montagna di soldi. Dove reperirli? Ma c'è soprattutto bisogno di uomini valorosi disposti a combattere questa crociata in favore dei giovani studenti. Ah, ci vorrebbero dei nuovi Don Bosco, San Giovanni Battista de La Salle, San Giuseppe Calasanzio!

mercoledì 10 settembre 2014

Bisogna essere pronti al combattimento spirituale


Non può marciare degnamente nella Chiesa chi non è di animo forte, e chi non è pronto al combattimento.


[Citazione tratta da "La Sacra Scrittura", vol. III, "Numeri - Deuteronomio", di don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa.]

Avviso da Castelfranco Veneto

Il CNSP (Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum) ha organizzato per il giorno sabato 27 settembre, alle ore 16.00, presso il Duomo di Castelfranco Veneto (TV) - Vicolo del Cristo 10 -, la celebrazione di una S. Messa votiva in forma straordinaria in onore di San Pio X.

Celebrerà mons. Marco Agostini, cerimoniere pontificio.

È a Castelfranco che San Pio X ricevette il sacramento dell'ordine sacro il 18 settembre 1858 dal vescovo di Treviso, Mons. Giovanni Antonio Farina, fondatore delle suore dorotee.


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Preghiera da recitare prima della Santa Messa

Tempo fa una gentilissima lettrice mi ha inviato una bella preghiera scritta ai tempi del grande San Pio X, da recitare prima della Santa Messa.


Carissimo Cordialiter, 
                                         come ti ho già scritto in precedenza seguo i tuoi blog molto "salutari" dagli Stati Uniti. Oggi ti scrivo per condividere con te alcune gioie recenti. 

1. Devi sapere che circa un anno fa ho notato che c'erano tre statue non certo angeliche nel giardino di una casa davanti alla quale passo quasi tutte le mattine per andare a Messa o per portare mio figlio a scuola. In inglese queste figure si chiamano gargoyles. Ebbene, dopo avere letto sui tuoi blog e sul Settimanale di Padre Pio quanto anche una sola Ave Maria può essere efficace contro il nostro nemico, ho deciso di pregare la Madonna perché intervenisse in qualche modo a togliere quei tre mostriciattoli da quella casa. Ho così coinvolto mio figlio e tutte le volte che passavamo davanti a quella casa dicevamo un'Ave Maria. Devo essere sincera, dopo alcuni mesi il nostro fervore si era un po' attenuato, ma mai spento del tutto. La Madonna però ci ascolta sempre e al mio ritorno dalle vacanze in Italia ho trovato quella casa disabitata. Chi vi abitava ha traslocato e con le altre cose si è portato via anche le tre statue. Non puoi immaginare la nostra gioia. Adesso, quando passo davanti a quella casa mi viene spontaneo innalzare un canto alla Madonna. Per fortuna sono in macchina. Se qualcuno mi sentisse penserebbe che sono matta. A dire il vero mi sento anche un po' in colpa, perché in qualche momento mi sono un po' scoraggiata e ho dubitato che la mia preghiera sarebbe stata esaudita. 

2. Ho iniziato da alcuni mesi ad andare alla Messa in latino e sto cercando di coinvolgere anche i miei figli. Mio figlio quindicenne ne è entusiasta. Mio marito purtroppo non è cattolico, ma si è un po' incuriosito ed ha espresso il desiderio di venire con noi qualche domenica. Spero tanto che quando deciderà di accompagnarci se ne innamorerà anche lui e comincerà ad avvicinarsi alla nostra religione. 

In questa parrocchia il catechismo viene insegnato solo da sacerdoti e seminaristi. Il velo e un abbigliamento modesto è richiesto e ne è la regola. Addirittura all'entrata della chiesa, in un cestino, ci sono alcuni veli a disposizione di chi non l'ha o se l'è dimenticato. In un armadietto ci sono anche dei vestiti "più coprenti" per chi per qualsiasi ragione ne avesse bisogno. Il silenzio regna in chiesa anche prima e dopo la Messa. Un sacerdote è sempre a disposizione per le confessioni prima di ogni messa e qualche volta anche durante. E la qualità delle omelie! Solo  queste sarebbero un motivo sufficiente per scegliere di andare in questa chiesa. Penso sia una mia immensa fortuna avere questa parrocchia dedicata esclusivamente alla Messa latina a solo quindici minuti da casa mia. Il nostro precedente vescovo, ora in pensione, è stato veramente generoso nel concedere questa parrocchia. 

3. Vorrei condividere con te una preghiera da offrire prima della S. Messa. L'ho trovata sul messalino della Fraternità Sacerdotale S. Pietro a disposizione dei fedeli per seguire la S. Messa. Ti ho allegato un file. Questa preghiera e' stata scritta al tempo di Papa Pio X. 

Il motivo per cui desidero condividerla con te è perché tutte le volte che leggo questa preghiera provo una grande pace interiore. Mi aiuta enormemente a predispormi per la S. Messa. È come se la mia anima si alleggerisse perché Gesù si fa carico di tutto. 

Da una ricerca su internet questa preghiera è tra le preghiere che i messali tridentini editi qui negli Usa suggeriscono di recitare prima della S. Messa. Mi ci è voluto un po' di tempo prima di trovarla in italiano. Forse tu la conosci già. Conosci la preghiera di S. Ambrogio e S. Giovanni Crisostomo da recitare prima della S. Messa? 

Grazie per avermi ascoltata. 
Cordiali, anzi cordialissimi saluti.

(Lettera firmata)


OFFERTA DA FARSI AL PRINCIPIO DELLA S. MESSA

Eterno Padre, mi unisco alle intenzioni e agli affetti che ebbe Maria SS. Addolorata sul Calvario, e vi offro il Sacrifizio che di se stesso fece sulla croce ed ora rinnova su questo santo altare il vostro diletto Figlio Gesù:

1. Per adorarvi e darvi l’onore che meritate, confessando in Voi il supremo dominio su tutte le cose, da Voi l’assoluta dipendenza delle medesime, in Voi il nostro unico ed ultimo fine.

2. Per ringraziarvi degli innumerevoli benefici ricevuti;

3. Per placare la vostra giustizia irritata per tanti peccati e darvene degna soddisfazione.

4. Per implorare grazia e misericordia per me, per... (si indica la persona per cui si vuol pregare), per gli afflitti e tribolati, per i poveri peccatori, per il mondo tutto e per le anime benedette del Purgatorio.


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martedì 9 settembre 2014

L'inno del movimento tradizionale

Se si effettuasse una consultazione del “popolo della Tradizione” per scegliere l'inno del “movimento tradizionale”, probabilmente vincerebbe il celebre canto “Noi vogliam Dio”. In effetti questo canto popolare riassume gli scopi della battaglia spirituale che stiamo combattendo. A noi non interessano gli applausi del mondo, pertanto ci rifiutiamo di ammainare la bandiera della cattolicità per avere in cambio l'approvazione dei “senza Dio” e degli altri nemici di Gesù Cristo. 

Noi vogliam Dio nelle famiglie, nelle scuole, nelle officine, ovunque. Vogliamo che la società venga plasmata dai princìpi cristiani, gli unici che possono contribuire al bene materiale e spirituale dei popoli. Questa non è l'ora dei rimpianti, è l'ora del dovere e del sacrificio, è l'ora del combattimento spirituale. Il vero cristiano legato alla Tradizione Cattolica lotta, soffre e vince per la maggior gloria di Dio. Chi è legato ai valori, alle tradizioni, alla dottrina dell'immortale Chiesa Cattolica, deve avere il coraggio, da vero soldato di Gesù Cristo, di testimoniare in faccia al mondo la propria fede, senza temere la disapprovazione dei mondani. Ai modernisti gli applausi del mondo, a noi la vittoria!

Per dare un nuovo slancio all'inarrestabile avanzata del movimento tradizionale è necessario ravvivare lo spirito combattentistico che dovrebbe caratterizzare ogni membro della Chiesa “militante” (termine caduto quasi in disuso negli ultimi decenni). Militia est vita hominis super terram (Iob 7,1). Dio non ci ha messo su questa terra per fare una vita comoda e ricca di piaceri, ma per combattere la battaglia spirituale per la salvezza eterna dell'anima. Ma mentre i modernisti si sono macchiati dell'onta del tradimento per aver ammainato la bandiera della cattolicità ed essersi piegati alla mentalità mondana, noi non abbiamo nessuna intenzione di deporre la fiaccola della fede.

La feroce repressione modernista ci ha duramente provato, ma non è riuscita a piegare la nostra volontà e a farci perdere la fede nell'incrollabile certezza della vittoria finale promessa dal Redentore Divino alla sua Chiesa. Le difficoltà, le ingiustizie, le persecuzioni nei nostri confronti, invece di farci arrendere, ci hanno temprato ad ogni rinuncia, ad ogni sacrificio, pur di vincere il combattimento spirituale contro la “sintesi di tutte le eresie”.


A noi le “svolte antropologiche” non ci interessano, noi vogliam Dio! La nostra fedeltà alla Tradizione Cattolica non è una questione di “nostalgia”, ma è una testimonianza schietta ed aperta nella soprannaturalità del Corpo Mistico di Cristo. Parafrasando il Vangelo dobbiamo domandarci: “Che giova all'uomo ottenere gli applausi del mondo, se poi perde l'anima sua?”. Non possiamo tradire la Santissima Trinità per ottenere in cambio la misera approvazione dei seguaci della mentalità mondana. Un'anima, un'eternità!


Con l'aiuto divino noi vogliamo, noi possiamo, noi dobbiamo continuare a credere! E alle lusinghe del mondo che è pronto ad applaudirci se prostrati l'adoreremo, noi vogliamo rispondere sino all'ultimo respiro che vogliam Dio che è nostro Padre, vogliam Dio che è nostro Re!

lunedì 8 settembre 2014

Solo Dio può darci il vero conforto quando siamo immersi nella sofferenza

Perché Dio non impedì che a Padre Pio venisse proibito di confessare e di celebrare pubblicamente la Messa? Perché lasciò che il zelante Don Dolindo Ruotolo venisse sospeso a divinis? Perché non impedì che nel 1773 la gloriosa Compagnia di Gesù venisse soppressa? Bisogna avere una visione soprannaturale della vita: non cade foglia che Dio non voglia. Infatti nella vita nulla capita per cieco caso, ma tutto è voluto, o almeno permesso, dalla Divina Provvidenza per il nostro bene spirituale.

Noi non conosciamo gli arcani decreti del Signore, tuttavia sappiamo che Egli è infinitamente sapiente, e certamente ci sono stati dei motivi per cui ha lasciato che nella Chiesa accadessero certe cose. Un giorno vedremo chiaramente il bene che Dio ha tratto da certi avvenimenti che, umanamente parlando, erano difficili da accettare con rassegnazione cristiana.

Perché noi fedeli legati alla Messa tridentina dobbiamo subire ingiuste persecuzioni? Perché siamo condannati all'ostracismo? Nei momenti di difficoltà è inutile cercare la comprensione altrui, solo Dio può consolarci davvero. Molto spesso anche gli amici più stretti voltano le spalle senza comprendere e compatire le sofferenze altrui. Solo Dio non ci abbandona mai. Il Santo Giobbe nonostante fosse diventato povero e infermo senza avere colpe, subì l'incomprensione dei suoi amici, che lo fece soffrire più della stessa malattia e della povertà. Così pronunciò la celebre frase “Il mio occhio piange rivolto verso Dio”, che nel maestoso latino dell'antica Vulgata suona così: “Ad Deum stillat oculus meus”. Nel momento del dolore e della sofferenza, solo Dio può consolarci, come un papà consola il bimbo piccino che piange. Don Dolindo Ruotolo ha scritto bellissime meditazioni sulla Sacra Scrittura. Ecco come ha commentato la frase di Giobbe “Ad Deum stillat oculus meus”:

“Perché ci angustiamo tanto? Volgiamo gli occhi al Signore con fiducia, poiché non è sulla terra il nostro conforto ma nel Cielo. Dio solo ci conosce, Dio solo può compatirci, Dio solo può consolarci. Gli uomini della terra sono verbosi, non sanno dire che parole, non possono dire che parole, spesso urtanti nel medesimo sforzo di renderle consolanti. L’occhio nostro lacrimi in Dio solo: Ad Deum stillat oculus meus. Come è bella questa parola di Giobbe! Stilli a Dio questo occhio che non può essere saziato da nessuna visione terrena, stilli a Dio, poiché non può trovare un padre più tenero di Lui, stilli a Dio depositando nel suo cuore, in mezzo alle lacrime, l’angoscia, la fiducia, l’amore, la speranza, l’unione perfetta alla sua Volontà: Ad Deum stillat oculus meus! Gli anni passano, la via che percorriamo non conosce il ritorno su questa terra, tutto muta intorno a noi, rimane solo Dio come nostra unica speranza: Ad Deum stillat oculus meus! Il nostro testimone è nel Cielo! Dio infatti conosce la nostra fralezza e la compatisce; conosce le nostre miserie e le perdona quando noi ricorriamo alla sua misericordia con sincero pentimento; conosce la condizione del nostro pellegrinaggio e ci aiuta. Quale conforto quando le creature irrompono contro di noi e ci giudicano male, il pensare che il nostro testimonio è nel Cielo e che Dio ci conosce! Oh! il Signore non rende mai vana la nostra speranza, e quando tutto ci sembra perduto, interviene Lui per difenderci e per far luce nelle tenebre. [...] Ripetiamo con Giobbe, quando le tempeste sono più fiere: Ad Deum stillat oculus meus.”

domenica 7 settembre 2014

Precisazione

Temo che il mio post precedente non sia stato compreso bene da tutti. Non era mia intenzione disprezzare gli aspetti marginali della liturgia, ci mancherebbe altro! Anche a me piacciono le belle “opere d'arte” (pianete romane ben decorate, calici cesellati in oro, carteglorie artistiche, ecc.), e desidero che vengano preservate nella liturgia. Tuttavia queste cose devono rimanere “secondarie”, non possono diventare l'aspetto principale della vita cristiana, sostituendosi all'ascetica e alla carità (che è l'amore che nasce da Dio).

La Tradizione Cattolica è dalla parte dei poveri

Uno degli errori che bisogna assolutamente evitare è quello di lasciare la “questione sociale” in mano ai modernisti e ai loro amici comunisti. Il vero tradizionalista si interessa della questione sociale ed è schierato dalla parte dei poveri e della gente che soffre. Purtroppo circola qua e là la falsa opinione secondo cui i tradizionalisti sono una massa di liberisti appartenenti alla medio-alta borghesia o addirittura alla nobiltà, disinteressati alle sofferenze dei poveri, e dediti solo a una vita comoda e a conversazioni salottiere su cappe magne, fibbie d'argento, pianete broccate, carteglorie cesellate in oro, tessuti damascati, eccetera. Anche se alcuni tradizionalisti fossero davvero così (mi auguro di no), non è giusto infangare tutto il movimento tradizionale. Bisogna assolutamente evitare certi comportamenti “snob” che potrebbero dare adito a questa infame accusa. I tradizionalisti sono “i veri amici del popolo” (come disse San Pio X), pertanto non possono essere seguaci né del comunismo ateo e fallimentare, né del liberismo selvaggio e sfruttatore. Lo ripeto, bisogna assolutamente evitare di lasciare la “questione sociale” in mano ai modernisti e ai comunisti.

sabato 6 settembre 2014

Messa tradizionale nel più grande seminario del mondo

Pubblico un brano di un recente articolo scritto da Paix Liturgique.


Guadalajara è la sede di una delle principali arcidiocesi messicane. Di solida tradizione cattolica, conta 2000 sacerdoti e, soprattutto, il più grande seminario maggiore del mondo. Fondato nel 1696, conta oggi più di 600 seminaristi, che vuol dire il 20% del totale dei seminari italiani e più o meno quanto la totalità dei seminari diocesani francesi...

Il 2 giugno 2014, per la prima volta dalla riforma liturgica, un sacerdote è veramente salito all'altare del Signore nella cappella del seminario San Giuseppe di Guadalajara per celebrarvi la Santa Messa secondo il messale di San Giovanni XXIII. E' padre Jonathan Romanoski, uno dei sacerdoti della Fraternità San Pietro installata a Guadalajara, che ha celebrato questa messa alla presenza di circa 300 studenti del seminario. Bisogna dire che anche prima della promulgazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, la diocesi di Guadalajara aveva lasciato uno spazio alla liturgia tradizionale in modo tale che la coabitazione fra le due forme si svolgesse senza intoppi.

Padre Romanoski, originario della Pennsylvania e ordinato nel 2008 dal Cardinale Castrillón Hoyos, aveva precedentemente già avuto occasione di animare degli incontri per la scoperta della forma straordinaria del rito nel quadro del seminario. Tuttavia questi corsi avevano un carattere limitato mentre la messa del 2 giugno ha radunato circa la metà dei seminaristi ed è stata cantata in modo molto ufficiale dalla schola cantorum del seminario.

Prima della celebrazione, organizzata a richiesta dei seminaristi, padre Romanoski ha potuto esporre brevemente le principali caratteristiche della forma straordinaria del rito romano. Scommettiamo dunque che questa messa del 2 giugno 2014 lascerà il segno perché ha consentito a numerosi futuri preti di scoprire le bellezze e le ricchezze della liturgia tradizionale in un ambito assolutamente ufficiale e molto "normale" come quello del loro seminario.

Dando notizia di questi fatti l'articolista spagnolo Fernández de La Cigoña, direttore di un blog ben conosciuto nel mondo ispanico, ha voluto sottolineare che quella celebrata a Guadalajara era la messa dei Cristeros: "Loro non ne conscevano altra. Da lei avevano la grazia di essere cattolici. Ma non semplicemente dei cattolici come noi. Degli eroi, dei martiri, dei santi."

venerdì 5 settembre 2014

Avviso da Pistoia

L’associazione Madonna dell’Umiltà comunica che da sabato 6 settembre la Santa Messa in rito romano antico sara’ celebrata presso la chiesa di San Pantaleo all’Ombrone, Via San Pantaleo, 2 a Pistoia. Dalle ore 17,00 verrà recitato il Santo Rosario e ci sarà la disponibilità per le confessioni, alle ore 17,30 la Santa Messa.









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Atti di carità verso Dio

È molto importante fare spesso degli atti di carità verso Dio. A tal proposito riporto, con l'esplicito incoraggiamento del mittente, una lettera di un caro lettore del blog, alla quale segue la mia risposta.

Caro amico,
                      ormai ti chiamo amico perché tale ti considero anche senza conoscerti, visto che i tuoi consigli valgono molto di più di quelli di tanti amici che si rifanno alla cultura del mondo, tu invece attingi da ben altre fonti e sei sempre così gentile da non lesinare spiegazioni. Poi, leggendo i tuoi articoli, non si può far altro che avere fiducia in un amico come te che pur dicendo le cose come stanno lasci vedere sempre un barlume di speranza, non come tanti autori di blog e riviste che confondono e demoralizzano. Oggi, approfittando sempre della tua disponibilità, volevo un tuo parere su qualcosa che mi tocca personalmente in questo periodo. Come ti dissi io vivo in un Paese dove la nostra Religione non è permessa, quindi non ho l'opportunità di ricevere i sacramenti, inoltre, come ti spiegai, sono in un periodo particolare di fragilità emotiva e confusione sul futuro a causa di problemi materiali e spirituali, tuttavia cerco di non farmi mai mancare la preghiera e ogni giorno cerco di essere costante, anche se non provo più il gusto della preghiera come prima. Però, mi capita a volte di commettere dei peccati gravi, e qui non posso confessarmi, quindi cado in un tunnel di senso di colpa che sfiora la depressione e inizio a pensare alla morte e cose del genere, e mi chiedo addirittura se tutte le mie preghiere in questa situazione diventino vane e inutili, essendo io in stato di peccato, o se il Signore, dall'infinito della sua bontà, le ascolti lo stesso. Spero di avere bene esposto i miei dubbi, ti prego dammi un consiglio.

Grazie, che Dio ti benedica sempre,
(lettera firmata)

Carissimo fratello in Cristo,
                                         hai fatto bene a scrivermi, spero tanto di poter esserti di qualche utilità. Anche se tu fossi l'uomo più cattivo del mondo, il mio Re è morto in croce anche per te, nonostante sapesse che l'avresti tradito col peccato. Dunque, se Lui ti ha amato sin dall'eternità, anche io sono tenuto ad avere nei tuoi confronti sentimenti di carità fraterna. Se devo essere sincero, nutro molte speranze che riuscirai a risollevarti. Infatti, quando una persona si riconosce peccatrice, è già sulla buona strada che la condurrà, se sarà perseverante, ad un'autentica conversione.

È triste sapere che esistono degli Stati in cui il cristianesimo è proibito. Tuttavia, anche se non ci sono sacerdoti, puoi tornare oggi stesso in stato di grazia di Dio. In che modo? Ti basterà recitare con contrizione del cuore un “Atto di dolore”. Poi quando avrai la possibilità di confessarti, i peccati che hai commesso verranno definitivamente cancellati per l'eternità. Per “contrizione del cuore” intendo dire che devi essere dispiaciuto di tutti i peccati mortali che hai commesso, e questo dispiacere deve essere causato non tanto dalla consapevolezza di aver meritato l'inferno, quanto piuttosto dalla considerazione che col peccato hai offeso Dio che è infinitamente buono, e sei stato la causa dell'atroce e dolorosa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Se in questo momento hai questo “dolore perfetto” dei peccati mortali commessi e hai l'intenzione di confessarti quando ne avrai la possibilità, ti ritrovi già in stato di grazia, e se per un incidente dovessi morire, non andresti all'inferno. Per questo motivo è cosa buona recitare ogni giorno l'atto di dolore, oppure potresti anche fare degli atti di carità perfetta verso Dio, dicendogli sinceramente che gli vuoi bene e che preferisci morire anziché offenderlo col peccato. Insegna San Tommaso d'Aquino che la carità non può convivere col peccato mortale, dunque se una persona fa un atto di carità perfetta verso Dio, implicitamente è anche contrita del male fatto, e così nel suo cuore non può più albergare il peccato mortale che viene spazzato via dalla carità perfetta verso Dio. Il Venerabile Don Giuseppe Frassinetti spiega diligentemente questa dottrina nel suo aureo “Compendio della Teologia Morale”.

In certi casi è lecito desiderare la morte, però bisogna dire che ovviamente non è mai lecito uccidersi, ma bisogna uniformarsi alla volontà di Dio. Lui ci ha creato, Lui è nostro Padrone, solo Lui sa quando è giusto far terminare il nostro esilio in questa valle di lacrime. Sant'Alfonso insegna che non è lecito desiderare la morte per rabbia o disperazione, però è lecito desiderarla quando qualcuno stimasse “meno dura la morte che la sua vita penosa, per causa dell'infermità, della povertà, o d'altra tribolazione che patisce.” Inoltre afferma che è lecito desiderare la morte per poter liberarsi dalle tentazioni che infestano il mondo e andare in Cielo ad amare Dio senza più paura di perderlo col peccato. Santa Teresa d'Avila desiderava ardentemente la morte per poter unirsi con Dio, e a tal proposito scrisse una bella poesia il cui ritornello è “Muero porque no muero”.

La preghiera non è mai vana. Se un cristiano è in stato di grazia, la preghiera accresce in lui la carità e i meriti per il Cielo. Se invece è in stato di peccato mortale, la preghiera serve ad ottenere da Dio la grazia della conversione. Quindi, qualsiasi sia lo stato della tua coscienza, continua a pregare senza scoraggiarti. Non è detto che tu debba usare le normali formule, puoi anche parlare in modo familiare con Dio, raccontandogli i tuoi problemi, le tue preoccupazioni, le tue sofferenze. Parlando da cuore a Cuore col Signore, è bene inframmezzare il discorso con degli atti d'amore nei suoi confronti. Devi dirgli che lo ami, che tutte le ricchezze della terra non potranno mai far felice il tuo cuore, poiché l'unica cosa che brami è il suo amore, che vuoi convertirti per dargli gusto, eccetera. Chissà, forse leggendo questa lettera hai fatto qualche atto di carità perfetta verso la Santissima Trinità e sei tornato in stato di grazia. Lo spero tanto!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cristo Re e Maria Regina di tutte le Vittorie della Chiesa,

Cordialiter

giovedì 4 settembre 2014

No ai paramenti sporchi!

Pubblico un breve messaggio di un lettore del blog.

Vivissimi complimenti per l'articolo intitolato "sterili polemiche"! Finalmente qualcuno che ha il coraggio di censurare con garbo e umorismo certi comportamenti al limite del patologico! Mi piacerebbe in futuro leggere un intervento anche su coloro i quali confondono la messa antica con un'occasione per mettere in mostra tutti i gioielli parrocchiali, indipendentemente dal fatto che la necessità lo richieda, utilizzando paramenti sporchi e bisognosi di intensi restauri solo perché "sono antichi" o "il cognato della mia prozia se lo ricordava" o simili amenità.

Grazie

La guerra al modernismo

Il Sommo Pontefice Pio X condannò il modernismo definendolo “la sintesi di tutte le eresie”. Dunque, essendo l'eresia un male intrinsecamente perverso, è cosa degna di lode combatterla e debellarla dall'orbe cattolico. Come denunciò lo stesso San Pio X, il modernismo si è infiltrato non solo tra i comuni fedeli, ma anche tra non pochi del ceto sacerdotale, i quali diffondono errori gravi contro la fede e la morale dai pulpiti e nei confessionili (ammesso che confessino ancora). Pertanto i danni che stanno subendo le anime sono incalcolabili, è una vera e propria strage. Ormai è “normale” sentire dei fedeli affermare che tutte le religioni sono uguali, Gesù è presente nell'Ostia solo simbolicamente, la Madonna ebbe altri figli, e altre fesserie di questo tipo.

Siamo in guerra; guerra spirituale, ma pur sempre guerra. Ma come bisogna combattere la crociata contro il modernismo? Non di certo con i carri armati e le molotov, ma con le armi del cristiano, ossia la preghiera, la penitenza, il buon esempio, l'apostolato e l'apologetica. Militia est vita hominis super terram. I modernisti hanno un potenziale bellico impressionante, dispongono di giornali, riviste, case editrici, emittenti radiofoniche, amicizie influenti nel mondo mediatico e nella massoneria. Noi in confronto a loro siamo praticamente a mani nude, ma abbiamo la fede nel cuore e tanta voglia di lottare fino all'ultimo respiro, siamo risoluti a tutto pur di vincere, anche a combattere con le unghie e coi denti contro i panzer modernisti.

Dal fronte giungono ogni giorno notizie incoraggianti, l'avanzata modernista è stata arrestata, in vari luoghi le loro linee difensive sono state sfondate, e le vegliarde truppe avversarie stanno rovinosamente battendo in ritirata. Ormai è solo una questione di tempo: loro hanno un'età media di settant'anni, noi siamo nel pieno vigore della giovinezza. La Waterloo modernista non è ancora giunta, ma ormai abbiamo in pugno la vittoria; loro non potranno resistere ancora a lungo.

Lo slogan della feroce propaganda modernista è: ¡Los tradicionalistas no pasarán! I tradizionalisti non passeranno! Cari modernisti, rassegnatevi: in venti secoli di storia abbiamo sconfitto Ario, Pelagio, Valdo, Lutero, Calvino e tanti altri eresiarchi; presto sconfiggeremo anche voi!

mercoledì 3 settembre 2014

Esercizi spirituali per sacerdoti

Comunicato dell'associazione "Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum":


Roma, 3 settembre 2014
Memoria di San Pio X, Papa

Reverendi Confratelli nel Sacerdozio,

Cari amici, 

si annuncia con gioia -a diverso titolo e interesse- che il 5° corso degli esercizi spirituale per i sacerdoti, organizzato dal Sodalizio Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum, si terrà a Roma dall' 8 al 14 febbraio 2015 nella Casa dei padri Passionisti al Celio, e sarà predicato da S.E.R. Mons. Vitus Huonder vescovo di Coira (Svizzera).

Vada all'illustre  e stimato Presule, la gratitudine del Sodalizio per aver accettato l'invito.

Agli amici, chiediamo la carità della preghiera per questa nuova iniziativa di ASSP.

Si invitano i sacerdoti interessati a provvedere fin d'adesso all'iscrizione via email (amiciziasacerdotale@gmail.com) e a far conoscere l'iniziativa. 

Affidiamo all'intercessione del  Papa San Pio X, di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita al Cielo, i sacerdoti che parteciperanno al Ritiro, e in particolare il Rev. mo Predicatore.

A tutti vada la nostra gratitudine e l'assicurazione del ricordo orante.

Cordiali saluti.

In Domino,

p. Vincenzo M. Nuara O.P. (moderatore)

d. Marino Neri (segretario)


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