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lunedì 25 maggio 2015

Circa il pericolo comunista

Si sente spesso ripetere dalla propaganda progressista che oggi il pericolo comunista non esiste più. In realtà ci sono ancora circa un miliardo e mezzo di persone che in diversi Stati vivono sotto il tallone della tirannica oppressione dei rossi. L'esempio più spaventoso è quello della Korea del Nord, che a livello di terrore nella popolazione può essere paragonata più o meno all'Unione Sovietica di Stalin.

In Cina è sorto un mostro con due teste: il capital-comunismo. Da un punto di vista economico non c'è più il comunismo di stampo maoista, ma si è passati a un capitalismo selvaggio che sfrutta i lavoratori; e intanto da un punto di vista dei diritti umani il comunismo è rimasto vivo e vegeto, basti pensare alla persecuzione che subiscono i cattolici, oppure alle restrizioni circa la procreazione della prole.

Anche in altri Stati i comunisti continuano a governare in maniera tirannica. Ma anche i rossi dell'occidente mi preoccupano molto, perché si sono “mimetizzati”. Non sventolano più la bandiera rossa con la falce e il martello, dicono di essere democratici ma in realtà stanno instaurando una dittatura relativista che calpesta la Legge Eterna di Dio, imbavaglia gli oppositori, e perseguita chi non la pensa come loro (basti pensare alle varie leggi sull'omofobia in vigore in molti Stati, le quali non sono altro che dei subdoli modi per mettere a tacere chi non è d'accordo con il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali). Anche se non si chiamano più “comunisti”, sono rimasti “rossi” dentro, e sono ancora più pericolosi di prima, perché si sono alleati con il mondo dell'alta finanza, la quale controlla il sistema dell'informazione e manipola l'opinione pubblica.

I regimi dittatoriali relativisti apparentemente non assomigliano ai regimi totalitari di stampo stalinista e maoista, ma i danni che causano sono altrettanto disastrosi. Pensiamo ad esempio ai milioni di bimbi assassinati “democraticamente” grazie alle leggi che hanno legalizzato l'aborto in quasi tutti i Paesi occidentali. Insomma, il lupo rosso ha perso il pelo ma non il vizio di uccidere.

Ovunque governano i comunisti, sia quelli di stampo stalinista, sia quelli “radical-chic” da salotto (in voga nei Paesi occidentali), causano sempre miseria, persecuzioni, sofferenze e morti. I rossi vogliono costruire un mondo “senza Dio”, ma in questo modo causano un mucchio di disastri. Solo osservando la Legge di Dio i governanti possono ottenere risultati positivi per il bene comune.

domenica 24 maggio 2015

Come restaurare l'orbe cattolico?

Riporto alcuni brani di una lettera che tempo fa ho scritto a un prete.


Rev.mo Don [...],
                          sono contento che Lei utilizzi per il suo apostolato gli scritti che trova sui miei blog. Voi preti potete fare tanto per le anime. Conosciamo bene la grave crisi che sta vivendo il cattolicesimo a causa degli errori diffusi dai teologi modernisti che negano il soprannaturale e distruggono la morale tradizionale. La situazione è drammatica, tuttavia bisogna assolutamente fare qualcosa per ridare slancio alla vita cristiana. La soluzione è la stessa usata in passato. Nel Medioevo, per risollevare le sorti della Chiesa, il Signore inviò molti zelantissimi religiosi come San Francesco e San Domenico, i quali col loro esempio attirarono numerose vocazioni di tanti giovani che con l'apostolato restaurarono ampi settori del Corpo Mistico di Cristo. Nel Rinascimento Iddio inviò quell'ardimentosa milizia spirituale fondata da Sant'Ignazio di Loyola, che ben presto divenne un possente esercito agli ordini del Papa nella lotta contro l'eresia. Oggi, per contrastare la piaga del modernismo, la soluzione è ancora la stessa: servono numerose e sante vocazioni religiose e sacerdotali. Per questo motivo bisogna far conoscere il più possibile gli ordini che tendono con maggiore ardore alla perfezione cristiana e all'apostolato per la salvezza delle anime. Voi preti diocesani potete fare molto, incoraggiando i giovani delle vostre parrocchie a riflettere attentamente sulla delicata questione dell'elezione dello stato di vita, e ad abbracciare con entusiasmo un'eventuale vocazione alla vita consacrata.

Quando celebrerà il Santo Sacrificio le chiedo di ricordare i lettori del blog vocazionale, alcuni dei quali ne hanno davvero molto bisogno.

Approfitto dell'occasione per porgerle i miei più cordiali e fraterni saluti in Cristo Re e Maria Regina di tutte le Vittorie della Chiesa,

Cordialiter

sabato 23 maggio 2015

Campo estivo in Umbria

Chantal segnala che l'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote sta organizzando un campo estivo in Umbria per bambini dai 9 ai 13 anni. 

Per ulteriori informazioni cliccare qui.











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Chiusura del Mese Mariano a Napoli

Domenica 31 maggio, Festa della SS.ma Trinità e ultimo giorno del Mese Mariano, presso la Chiesa dell’Arciconfraternita di S. Maria del Soccorso all’Arenella (piazzetta Giacinto Gigante 34, Napoli), alle ore 18:00, il Rev. Don Michael Houser, Segretario del Card. Raymond Leo Burke, celebrerà la S. Messa cantata in Rito Romano antico.












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Ideologia intrinsecamente perversa

[Il comunismo] procura di attirare le folle con vari inganni, nascondendo i propri disegni dietro idee che in sé sono buone ed attraenti. Così, vedendo il comune desiderio di pace, i capi del comunismo fingono di essere i più zelanti fautori e propagatori del movimento per la pace mondiale; ma nello stesso tempo eccitano a una lotta di classe che fa correre fiumi di sangue, e sentendo di non avere interna garanzia di pace, ricorrono ad armamenti illimitati. Così, sotto vari nomi che neppure alludono al comunismo, fondano associazioni e periodici che servono poi unicamente a far penetrare le loro idee in ambienti altrimenti a loro non facilmente accessibili; anzi procurano con perfidia di infiltrarsi in associazioni cattoliche e religiose. Così altrove, senza punto recedere dai loro perversi princìpi, invitano i cattolici a collaborare con loro sul campo così detto umanitario e caritativo, proponendo talvolta anche cose del tutto conformi allo spirito cristiano e alla dottrina della Chiesa. Altrove poi spingono l’ipocrisia fino a far credere che il comunismo in paesi di maggior fede o di maggior cultura assumerà un altro aspetto più mite, non impedirà il culto religioso e rispetterà la libertà delle coscienze. Vi sono anzi di quelli che riferendosi a certi cambiamenti introdotti recentemente nella legislazione sovietica, ne concludono che il comunismo stia per abbandonare il suo programma di lotta contro Dio.

Procurate, Venerabili Fratelli, che i fedeli non si lascino ingannare! Il comunismo è intrinsecamente perverso e non si può ammettere in nessun campo la collaborazione con esso da parte di chiunque voglia salvare la civilizzazione cristiana. E se taluni indotti in errore cooperassero alla vittoria del comunismo nel loro paese, cadranno per primi come vittime del loro errore, e quanto più le regioni dove il comunismo riesce a penetrare si distinguono per l’antichità e la grandezza della loro civiltà cristiana, tanto più devastatore vi si manifesterà l’odio dei « senza Dio ».

[Brano tratto dall'Enciclica "Divini Redemptoris" del Sommo Pontefice Pio XI]

venerdì 22 maggio 2015

Avviso da Torino

 S. Messa cantata in forma straordinaria nella festa di Pentecoste
Domenica 24 maggio 2015, ore 16:30
SANTUARIO DI S. GIUSEPPE

VIA SANTA TERESA 22, TORINO



                                                                                                                                                                         xzx

L'ultimo assalto del diavolo

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)

In punto di morte.

Durante la vita noi non siamo lasciati in pace da Satana; in punto di morte gli assalti infernali s'intensificano.

D'ordinario il demonio lavora attorno ai moribondi in modo invisibile; spinge i buoni alla disperazione, portando loro innanzi le miserie commesse in vita, ingrandendole; spinge i cattivi alla bestemmia o all'indifferenza, suggerendo che non c'è un'altra vita e che è cosa ridicola il confessarsi. Alle volte il demonio si presenta visibilmente, per riuscire meglio nel suo scopo.

San Martino.

Era sul letto di morte San Martino. Egli aveva trascorsa la vita nell'esercizio della mortificazione e in opere di bene; non aveva da paventare il giudizio di Dio. Infatti era tranquillo. I discepoli che lo assistevano, pregavano per lui.

Il demonio volle tentarlo prima di morire e gli si presentò in forma sensibile. San Martina lo guardò con occhio di disprezzo e poi gli disse: Perché sei venuto, o infernale nemico? ... Che cosa aspetti? ... In me non trovi niente di funesto che abbia fatto! - E mentre diceva questo, l'anima sua lasciava la terra e dagli Angeli veniva portata a Dio. 

Un fatto.

Nella storia dei Santi la comparsa del demonio non è rara, specialmente nella ultima ora della vita. Ma anche alle anime pie può accadere lo stesso.

Alcuni anni fa era in fin di vita una mia parente intima, sorella di mio padre. Da bambina sino ad età avanzata aveva servito Dio nello stato di verginità; frequenza quotidiana alla Santa Comunione, opere di carità e di apostolato, formavano la sua gioia. Mancavano poche ore per morire; era in perfetta lucidità di mente. Invidioso Satana di quest'anima, mandò alcuni suoi seguaci per disturbarla.

Si presentarono attorno al letto diversi demoni, in forma paurosa. La morente chiamò subito le mie sorelle, le quali accorsero; disse loro: Per carità non mi lasciate sola! Come sono brutti questi demoni! Pregate, pregate per me! -

Una delle sorelle corse a prendere l'Acqua Benedetta ed asperse il letto; poi mise vicino un'immagine della Madonna; l'altra sorella pregava con fede.

I demoni non poterono più resistere ed alla fine partirono. La moribonda, prese la mano di mia sorella e disse: In questo momento se ne sono andati ... Come sono contenta! ... Il più grande favore che voi nipoti mi abbiate potuto fare in vita è stato questo. - Dopo qualche ora, moriva.


(Brano tratto da "Gli angeli ribelli", di Don Giuseppe Tomaselli)

giovedì 21 maggio 2015

Non dobbiamo lasciare il movimento tradizionale nelle mani degli “snob”

Una carissima lettrice dei due blog mi ha scritto una lettera in cui manifesta il suo dolore causato dal cattivo comportamento di certi fedeli che frequentano la Messa tridentina. Ecco alcuni brani della mia risposta.


Carissima sorella in Cristo,
                                          quando nel 2001 conobbi il mondo legato alla Messa tradizionale, esultai di gioia, perché credevo di aver trovato finalmente il mio habitat naturale all'interno della Chiesa Cattolica. Pensavo che tutti i tradizionalisti fossero persone devote, fervorose e spirituali. Col tempo rimasi profondamente deluso nel constatare che mi ero illuso. Anche secondo me, l'essere legati alla Messa tradizionale dovrebbe spingere i fedeli a vivere il cristianesimo in maniera più profonda e soprattutto più caritatevole. Purtroppo, ho notato certi comportamenti che sono davvero incompatibili col cristianesimo, e che mi amareggiano molto perché rischiano di annacquare il “movimento tradizionale”. Ad amareggiarmi è il comportamento “liberal” di coloro che conciliano la Tradizione Cattolica con la vita mondana. Per loro non c'è nulla di male nell'andare in discoteca, nel frequentare cattive compagnie, nell'andare al cinema a vedere certi filmacci, nell'indossare vestiti immorali, nell'avere un tenore di vita pieno di agiatezze e lussuosità... insomma, nel vivere mondanamente.

Le persone che sono cadute in questa palude sono facilmente riconoscibili. A loro i discorsi spirituali in stile San Francesco di Sales o Sant'Alfonso Maria de Liguori, sembrano non interessare più di tanto. Fanno poco o nulla per la conversione e la salvezza delle anime, anzi, col loro comportamento sono spesso di scandalo. Appartenendo ai ceti più abbienti, sembra che la “questione sociale” non li riguardi, ed erroneamente l'abbandonano nelle mani di comunisti e no-global. Disprezzano coloro che tentano di vivere uno stile di vita umile, raccolto e ascetico. A loro piacciono molto le forme esteriori del rito antico, e soprattutto piace fare “critiche da bar” su blog e forum, seminando tristezza e disfattismo nelle anime buone, alle quali a volte sembra che ormai sia tutto perduto.

La loro opera è devastante anche all'esterno del movimento tradizionale, perché danno l'impressione che i fedeli legati alla liturgia antica siano solo una massa di liberisti appartenenti alla medio-alta borghesia, disinteressati alle sofferenze dei poveri, e dediti solo a una vita comoda e a conversazioni salottiere su cappe magne, fibbie d'argento, pianete broccate, pizzi e merletti.

Ovviamente non sto generalizzando, non sto dicendo che tutti vivono in maniera mondana, dico solamente che anche nelle nostre fila ci sono persone che vivono in modo poco edificante, e che col loro comportamento rischiano di infangare tutto il movimento. Il cristianesimo è la Religione della carità, perché “Deus caritas est”. Se manca la carità (mi riferisco principalmente alla “carità spirituale”) la vita cristiana è morta, anche se si frequenta la Messa di San Pio V.

Ho molta stima per i fedeli legati ai Francescani dell'Immacolata. In genere sono cattolici che umilmente coltivano la vita spirituale. Pur essendo anticomunisti, non disdegnano di interessarsi delle sofferenze dei poveri e delle persone in difficoltà.

Dunque, che dobbiamo fare in concreto? Non dobbiamo arrenderci! Non dobbiamo permettere che gli annacquatori del movimento tradizionale prendano il sopravvento! Dobbiamo continuare a combattere la buona battaglia con ardore e coraggio. Ti confesso che a volte ho avuto il pensiero di abbandonare i miei blog, ma poi ho pensato che così avrei fatto del male a centinaia di persone che ogni giorno vengono a visitarli, e spesso mi scrivono per dirmi che si sentono incoraggiati e confortati nel leggerli.

Auspico che un gruppo di cattolici con le nostre sensibilità “liturgiche” e “spirituali” possa fondare un movimento ecclesiale laicale che consenta ai fedeli di poter fare “l'esperienza della Tradizione” senza sentirsi isolati e abbandonati. L'amicizia spirituale tanto raccomandata da San Francesco di Sales serve appunto per rincuorarsi e aiutarsi a vicenda nella vita spirituale.

Ti incoraggio a continuare a vivere in maniera ritirata, raccolta e devota come stai facendo adesso, nella speranza che tu possa abbandonare presto il mondo per abbracciare la vita carmelitana alla quale ti senti attratta dall'infanzia.

In Cordibus Jesu et Mariae

Cordialiter

mercoledì 20 maggio 2015

Avviso da Correggio (Reggio Emilia)

Comunicato del gruppo stabile "Beato Rolando Rivi" di Correggio (Reggio Emilia).

Cari Amici,
                          vi comunichiamo che la Messa in forma straordinaria inizialmente prevista a per il 5 giugno, sarà anticipata a venerdì 29 maggio, giorno della memoria liturgica diocesana del Beato Rolando Rivi, nostro Patrono. 
La celebrazione si terrà, come di consueto, al santuario della Madonna della Rosa a Correggio (RE), alle ore 19.

Avremo così la gioia di poter celebrare una Santa Messa cantata in onore del Beato Rolando martire; sarà inoltre presente una sua reliquia, che, al termine della Messa, verrà offerta alla venerazione dei fedeli.





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Il suo idolo era Stalin

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)

Il treno da tempo è in moto. All'avvicinarsi della prossima stazione, alcuni viaggiatori si dispongono a scendere. Un operaio, con qualche arnese di lavoro sotto il braccio, guarda con occhio scrutatore all'intorno e si avvia allo sportello per scendere. E’ fornito di biglietto ferroviario.
Nell'istante in cui il treno si ferma, sale in vettura l'ispettore dei controllori s'imbatte per primo nell'operaio.
- Favoritemi il biglietto!
- Io non ho biglietto; sono montato in treno adesso; sto per scendere.
- Bugiardo! Prima ancora che il treno si fermasse, io sono entrato in questo scompartimento; nessun passeggero ancora è salito in questa vettura. -
L'operaio giura e spergiura e, non essendo creduto, pronunzia alcune bestemmie.
- È inutile negare! ... Chi dei passeggeri si prende la responsabilità di affermare che costui è salito adesso sul treno? -
Nessuno parla.
- Si faccia il verbale; intanto consegnatemi la tessera personale!
- L'operaio, sprovvisto di moneta, supplica l'ispettore ad avere un po' di compassione.
- Devo compiere il mio dovere. Fra giorni vi arriverà l'invito di presentarvi in questura! -
Io assisto alla scena e provo un senso di amarezza.
Che disgrazia per questo operaio! Dovrà forse perdere alcuni giorni di lavoro per le pratiche penali.
Mi presento all'ispettore: Scusi, è proprio necessario che paghi lui il biglietto? Se pagasse un altro?
- A me importa che qualcuno versi la somma richiesta.
- Allora pago io. Ecco la somma; si distrugga il verbale e tutto sia finito!
- L'operaio mi guarda trasecolato, mi afferra la mano e la bacia commosso.
- Reverendo, come posso ringraziarvi?
- Non datevi pensiero! Restiamo amici. -
L'ispettore mi si avvicina e mi stringe la mano.
- Reverendo, così va bene! Per il mio ufficio, io non ho potuto agire diversamente. -
Il treno riprende la corsa sulla linea Siracusa - Ragusa. Alla stazione di Avola sale sulla vettura un altro operaio. Sembra una faccia proibita e porta gli occhiali neri.
Prende il posto dirimpetto a me e, rivolto al vicino, dice sottovoce: Oggi non si arriverà a destinazione; capiterà qualche disgrazia!
- Già, soggiungo io, perchè viaggiate con un Prete! ... Eppure quantunque io viaggi più di voi, non ho potuto assistere ad alcun disastro ferroviario...
- Eppure, riprende l'operaio, viaggiare con un Prete è cattivo augurio.
- È la vostra ignoranza che ve lo fa dire. O voi credete che c'è Dio, ed allora dovreste convincervi che Dio aiuterà facilmente il suo Ministro e ci sarà più sicurezza nel viaggio; o voi non credete in Dio, ed in tal caso il Prete sarebbe una persona qualsiasi, innocua come tante altre.
- Il mio Dio è Stalin!
- Raccomandatevi a lui per un buon viaggio. Persuadetevi però che il Signore c'è!
- No, Dio non c'è! Se esistesse, non mi avrebbe rovinata la vista! Mi hanno strappato un occhio e c'è pericolo per l'altro. Io porto odio a Dio, ai Santi e ai Preti!
- Avete ricevuto male dai Sacerdoti o forse da me?
- I Preti sono tutti delinquenti, uno più lazzarone dell'altro!
- Troppo caldo mi sembrate! -
Qualcuno dei presenti mi dice: Non fate caso, Reverendo! Costui non sa ciò che dice!
- Dunque, essendo Prete, io sono un delinquente; voi, perchè operaio, siete un fior di galantuomo! -
La discussione si protrae ancora un poco, perchè alla successiva stazione l'operaio scende.
Un viaggiatore allora mi dice: Padre, voi non conoscete quel tale; in questi pressi è conosciuto bene. Ha abbandonato la moglie ed i figli e convive con un'altra donna. Inoltre è un imbroglione di nuovo conio.
- E che imbroglione! - soggiunge un altro. Mi ha frodato del denaro e, per non aver da fare con lui, rinunzio a fargli la lite! -
Io Prete, perché delinquente, pago il biglietto ad un infelice; lui, perchè galantuomo, ruba al prossimo! ... Ora comprendo meglio perché davanti al Prete ha tenuto quel contegno! Più che cieco di un occhio, è perfettamente cieco di anima; per questo egli odia Dio e i Sacerdoti.

(Brano tratto da “Abbasso i preti”, di Don Giuseppe Tomaselli)

martedì 19 maggio 2015

Il pelagianesimo dei modernisti


Il Magistero della Chiesa insegna che il modernismo è la sintesi di tutte le eresie, dunque anche dell'eresia pelagiana. Infatti i modernisti negano che discendiamo da Adamo, e quindi più o meno esplicitamente negano, come facevano gli eretici pelagiani, l'esistenza del peccato originale. Noi cattolici fedeli alla Tradizione crediamo che il peccato originale contratto da Adamo si sia trasmesso per generazione, poiché tutti noi discendiamo da lui. Lo crediamo perché lo insegna il Magistero perenne della Chiesa Cattolica. Ecco cosa afferma in proposito il grande Papa Pio XII nella splendida Enciclica “Humani generis”:

Rimane ora da parlare di quelle questioni che, pur appartenendo alle scienze positive, sono più o meno connesse con le verità della fede cristiana. Non pochi chiedono instantemente che la religione cattolica tenga massimo conto di quelle scienze. Il che è senza dubbio cosa lodevole, quando si tratta di fatti realmente dimostrati; ma bisogna andar cauti quando si tratta piuttosto di ipotesi, benché in qualche modo fondate scientificamente, nelle quali si tocca la dottrina contenuta nella Sacra Scrittura o anche nella tradizione. Se tali ipotesi vanno direttamente o indirettamente contro la dottrina rivelata, non possono ammettersi in alcun modo.

Per queste ragioni il Magistero della Chiesa non proibisce che in conformità dell'attuale stato delle scienze e della teologia, sia oggetto di ricerche e di discussioni, da parte dei competenti in tutti e due i campi, la dottrina dell'evoluzionismo, in quanto cioè essa fa ricerche sull'origine del corpo umano, che proverrebbe da materia organica preesistente (la fede cattolica ci obbliga a ritenere che le anime sono state create immediatamente da Dio). Però questo deve essere fatto in tale modo che le ragioni delle due opinioni, cioè di quella favorevole e di quella contraria all'evoluzionismo, siano ponderate e giudicate con la necessaria serietà, moderazione e misura e purché tutti siano pronti a sottostare al giudizio della Chiesa, alla quale Cristo ha affidato l'ufficio di interpretare autenticamente la Sacra Scrittura e di difendere i dogmi della fede (Cfr. Allocuzione Pont. ai membri dell'Accademia delle Scienze, 30 novembre 1941; A. A. S. Vol. , p. 506). Però alcuni oltrepassano questa libertà di discussione, agendo in modo come fosse già dimostrata con totale certezza la stessa origine del corpo umano dalla materia organica preesistente, valendosi di dati indiziali finora raccolti e di ragionamenti basati sui medesimi indizi; e ciò come se nelle fonti della divina Rivelazione non vi fosse nulla che esiga in questa materia la più grande moderazione e cautela.

Però quando si tratta dell'altra ipotesi, cioè del poligenismo, allora i figli della Chiesa non godono affatto della medesima libertà. I fedeli non possono abbracciare quell'opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l'insieme di molti progenitori; non appare in nessun modo come queste affermazioni si possano accordare con quanto le fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale, che proviene da un peccato veramente commesso da Adamo individualmente e personalmente, e che, trasmesso a tutti per generazione, è inerente in ciascun uomo come suo proprio (cfr. Rom. V, 12-19; Conc. Trident., sess. V, can. 1-4).

Ecco cosa affermano gli infallibili Canoni (sono dogmi di fede) del Sacrosanto Concilio di Trento:

Sessione V (I7 giugno 1546)

Decreto sul peccato originale.

Perché la nostra fede cattolica, senza la quale è impossibile piacere a Dio, rimossi gli errori, resti integra e pura e perché il popolo cristiano non sia turbato da ogni vento di dottrina dal momento che l’antico, famoso serpente, sempre nemico del genere umano, tra i moltissimi mali da cui è sconvolta la chiesa di Dio in questi nostri tempi, ha suscitato nuovi e vecchi dissidi, anche nei riguardi del peccato originale e dei suoi rimedi il sacrosanto, ecumenico e generale concilio tridentino, legittimamente riunito nello Spirito santo, sotto la presidenza degli stessi tre legati della sede apostolica, volendo richiamare gli erranti e confermare gli incerti, seguendo le testimonianze delle sacre scritture, dei santi padri, dei concili più venerandi ed il giudizio e il consenso della chiesa stessa, stabilisce, confessa e dichiara quanto segue sul peccato originale.

1. Chi non ammette che il primo uomo Adamo, avendo trasgredito nel paradiso il comando di Dio, ha perso subito la santità e la giustizia, nelle quali era stato creato e che è incorso per questo peccato di prevaricazione nell’ira e nell’indignazione di Dio, e, quindi, nella morte, che Dio gli aveva prima minacciato, e, con la morte, nella schiavitù di colui che, in seguito, ebbe il potere della morte e cioè il demonio; e che Adamo per quel peccato di prevaricazione fu peggiorato nell’anima e nel corpo: sia anatema.

2. Chi afferma che la prevaricazione di Adamo nocque a lui solo, e non anche alla sua discendenza; che perdette per sé soltanto, e non anche per noi, la santità e giustizia che aveva ricevuto da Dio; o che egli, inquinato dal peccato di disobbedienza, abbia trasmesso a tutto il genere umano solo la morte e le pene del corpo, e non invece anche il peccato, che è la morte dell’anima: sia anatema. Contraddice infatti all’apostolo, che afferma: Per mezzo di un sol uomo il peccato entrò nel mondo e a causa del peccato la morte, e così la morte si trasmise a tutti gli uomini, perché in lui tutti peccarono.

3. Chi afferma che il peccato di Adamo, uno per la sua origine, trasmesso con la generazione e non per imitazione, che aderisce a tutti, ed è proprio di ciascuno, possa esser tolto con le forze della natura umana, o con altro mezzo, al di fuori dei meriti dell’unico mediatore, il signore nostro Gesù Cristo, che ci ha riconciliati con Dio per mezzo del suo sangue, diventato per noi giustizia, santificazione e redenzione; o nega che lo stesso merito di Gesù Cristo venga applicato sia agli adulti che ai bambini col sacramento del battesimo, rettamente conferito secondo il modo proprio della chiesa: sia anatema.

lunedì 18 maggio 2015

Ondata di ordinazioni per la liturgia tradizionale

Post scritto da Chantal.

Sabato 16 maggio, nove seminaristi di Wigratzbad sono stati ordinati diaconi da S.E. Mons. Elmar Fischer, Vescovo Emerito di Feldkirch in Austria, nella chiesa di Gestratz, che già aveva ospitato la cerimonia di Suddiaconato e degli Ordini Minori nel febbraio scorso. I neo-diaconi sono di diverse nazionalità: quattro Francesi, due Tedeschi, un Ceco, un Anglo-australiano  ed un Austriaco. Nel Seminario di Denton (USA) l'anno accademico va da agosto a maggio. Il 7 febbraio scorso S.E. Mons. Joseph Perry, Vescovo Ausiliare di Chicago, ha conferito il Suddiaconato a quattro Seminaristi. Sempre in quattro hanno ricevuto il Diaconato il 14 marzo, dalle mani di S.E. Mons. Glen Provost, Vescovo di Lake Charles in Louisiana. Le nove ordinazioni sacerdotali del Seminario di Wigratzbad avranno luogo sabato 27 giugno 2015, nella chiesa  di Lindenberg, e saranno  conferite da Mons. Nicolas Brouwet, Vescovo di Tarbes e Lourdes. Invece, a Denton sei preti saranno ordinati il prossimo 30 maggio, da  S.E. Mons. James Conley, Vescovo di Lincoln, la diocesi nel Nebraska dove si trova il Seminario.

domenica 17 maggio 2015

Avviso per i sostenitori del blog

A seguito di una fusione tra banche, si avvisano i gentilissimi sostenitori del blog che a partire dal 25 maggio 2015 cambierà il codice IBAN del conto corrente bancario a me intestato, sul quale effettuavate le donazioni per consentirmi di continuare a dedicarmi al blog. Il nuovo IBAN sarà il seguente:   IT96S0308301612000000010306

Chi volesse effettuare un bonifico prima del 25 maggio dovrà utilizzare il vecchio codice IBAN  IT13Y0316501600000011210306

Ringrazio di cuore tutti i sostenitori del blog. Senza il vostro aiuto non so se avrei potuto continuare ad avere il tempo per rispondere alle numerose e-mail dei lettori e pubblicare i post. Dio vi ricompensi coi suoi ineffabili doni spirituali!








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Pellegrinaggio a Norcia



Il CNSP organizza il

Pellegrinaggio Nazionale

dei Coetus Fidelium del Summorum Pontificum



SULLE ORME DI BENEDETTO

al ritmo della liturgia tradizionale

 insieme ai Monaci di Norcia (OSB)

Ecco il programma:

venerdì 3 luglio 2015

dalle h. 17,00: accoglienza dei pellegrini

h. 19,45: Compieta in Basilica con i Monaci

dalle h. 20,00: cena libera

sabato 4 luglio 2015

dalle h. 07,00: confessioni in Basilica

h. 07,30: partenza per chi vuole fare tutto il percorso a piedi

h. 08,30: trasferimento in pullman alla Conca di Ancarano (punto di partenza della traversata a piedi verso l’Abbazia di S. Eutizio)

h. 09,00: inizio della traversata a piedi verso l’Abbazia di S. Eutizio (circa 3 ore); l’Abbazia sarà raggiungibile anche in pullman

h. 12,00: Santa Messa secondo il Messale di San Giovanni XXIII

h. 13,30: pranzo al sacco

h. 15,00: rientro a Norcia in pullman

h. 17,30: Vespri in Basilica con i Monaci

h. 18,00: conferenza spirituale: Il discernimento vocazionale

h. 19,45: Compieta in Basilica con i Monaci

h. 20,30: cena del Pellegrinaggio

domenica 5 luglio 2015

h. 10,00: Santa Messa conventuale in Basilica

h. 11,45: commiato dei pellegrini

Per la partecipazione al pellegrinaggio, ai pellegrini di età maggiore di 16 anni è richiesto un piccolo contributo, secondo le possibilità di ciascuno, da versare direttamente in loco. Il contributo minimo richiesto è di € 5,00 per i singoli, € 10,00 per le famiglie.

La sistemazione (vitto e alloggio) dei pellegrini è libera. Per l’alloggio a Norcia, chi volesse può rivolgersi alla “Bianconi Ospitalità” (Corso Sertorio 12, 06046 Norcia; tel. 0743/816513; fax 0743/817342; mail: info@bianconi.com), che ha concordato con l’organizzazione le seguenti proposte agevolate:



PERNOTTAMENTO E PRIMA COLAZIONE

Best Western Hotel Salicone (*):

Camera singola:                         €   72,00

Camera doppia:                         €   90,00

Camera tripla:                            € 105,00

Camera quadrupla:                   € 120,00

Hotel 3 stelle (*):

Camera singola:                         €   64,00

Camera doppia:                         €   84,00

Camera tripla:                            €   99,00

Camera quadrupla:                   € 114,00

Dependance e Monastero, 2 stelle (*):

Camera singola:                         €   50,00

Camera doppia:                         €   63,00

Camera tripla:                            €   78,00

Camera quadrupla:                   €   93,00

(*) NB: 10% di sconto sulla seconda notte.



Cena dei pellegrini (sabato sera):

€ 25,00 a persona per gli adulti, bevande incluse.

pasti convenzionati per gli altri giorni:

€ 15,00, bevande incluse.

pranzo al sacco (sabato mattina):

€ 8,00 a persona (minimo 40 partecipanti)



Il costo del pullman andata / ritorno per e dall’Abbazia di Sant’Eutizio

è coperto dal contributo richiesto dall’organizzazione.



PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI,

RIVOLGERSI DIRETTAMENTE A:

Bianconi Ospitalitá

Corso Sertorio 12 – 06046 Norcia – Umbria – Italy
Tel +39 0743 816513
Fax +39 0743 817342
Mail: info@bianconi.com

NOTA BENE

I pellegrini che intendessero usufruire del pullman andata / ritorno

per e dall’Abbazia di Sant’Eutizio sono tenuti a prenotarsi entro il 24 giugno 2015 all’indirizzo mail: norcia2015@libero.it

IN MANCANZA DI PRENOTAZIONE,

L’ORGANIZZAZIONE NON GARANTISCE IL TRASPORTO.



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Avviso da Arezzo


DOMENICA 27 MAGGIO - FESTA DELLA PENTECOSTE

PARROCCHIA DI SAN BERNARDO, AREZZO (Via Margaritone, 6)

ORE 17: RECITA DEL S. ROSARIO

ORE 17,30: S. MESSA IN RITO ANTICO (MESSALE DEL 1962)


Per informazioni: Associazione Regina Sacratissimi Rosarii, tel. 347-0374100; email: arsr.arezzo@gmail.com 


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Convegno sul Summorum Pontificum

Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum

Giovani e Tradizione

4° Convegno sul Motu proprio Summorum Pontificum di S.S. Benedetto XVI

“Un tesoro per tutta la Chiesa”

Roma, Pontificia Università San Tommaso (Angelicum), 13-14 giugno 2015



Programma:

Sabato 13 giugno 2015



Chiesa dei Ss. Domenico e Sisto (Angelicum)

Ore 8,30 Santa Messa Prelatizia di S.E.R. il Sig. Card. Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Servizio liturgico: Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum



Aula Minor

Ore 9,15: Accoglienza e iscrizioni in segreteria.

Canto del Veni Creator.

Ore 9.45: Prolusione di P. Vincenzo M. Nuara O.P., Moderatore del Sodalizio Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum e Presidente onorario dell’Associazione Giovani e Tradizione.

Sessione mattutina.  

Ore 10,00: Introduzione: S.E. R. il Sig. Card. Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta: “La Tradizione come fondamento della liturgia cattolica”.

Ore 10.30: 1^ Relazione:“Lex orandi-lex credendi nel Motu proprio Summorum Pontificum: un approccio teologico”, Prof. Dom. Cassian Folsom, O.S.B. (Pontificio Ateneo Sant’Anselmo- Roma).

Ore 11.10: pausa 

Ore 11.30: 2^ Relazione: “Giustizia, religione, vero culto : la prospettiva di San Tommaso d’Aquino”, Prof. Giovanni Turco (Università degli Studi- Udine).

Ore 12.10: 3^ Relazione: “Il culto in spirito e verità: liturgia e simbolismo”, Don Marino Neri (Università degli Studi- Pavia).



Ore 13.00: pausa pranzo (Sala delle Colonne)



Sessione pomeridiana. 

Ore 15.30: Introduzione:  S.E. R. il Sig. Card. Gerhard Ludwig  Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei : “La Tradizione come principio proprio della teologia cattolica”. 

Ore 16.00: 4^ Relazione: “Dove il cielo si apre: l’altare paleocristiano in  liturgia e arte”, Prof. Mons. Stefan Heid (Pontificio Istituto di Archeologia cristiana – Roma). 

Ore 16.45: pausa

Ore:17.00: 5^ Relazione: “La dimora di Dio tra gli uomini: l’altare e i suoi tesori”, Mons. Marco Agostini (Segreteria di Stato – Città del Vaticano). 

Ore 17.30: 6^ Relazione: “Il tesoro dell’altare: l’ineffabile maestà della santa Comunione” S.E.R. Mons. Athanasius Schneider (Vescovo ausiliare della diocesi della SS. Madre di Dio in Astana).

Ore 18.10: Conclusioni



Chiesa dei Ss. Domenico e Sisto (Angelicum)

Ore 18,30: Canto del Te Deum e Benedizione eucaristica

Presiede: S.E. R. il Sig. Card. Walter Brandmüller, Presidente emerito del Pontificio Comitato di Scienze storiche.

Servizio liturgico: Fraternità Sacerdotale San Pietro



Domenica 14 giugno 2015

(III domenica dopo Pentecoste)

(Mattina)



Basilica papale di San Pietro in Vaticano, Solenne Santa Messa Pontificale.

Celebrante: S.E.R. il Sig. Card. Velasio De Paolis, Presidente emerito della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede.  

Servizio liturgico: Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote

(Coro della Cappella Musicale di Trinità dei Monti in Roma diretta dal M° Ildebrando Mura che eseguirà la “Missa quatuor vocum” di Domenico Scarlatti). 



Sede del convegno:

Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum) P.U.S.T.

Largo Angelicum, 1 – 00184 ROMA –

Organizzazione: info@giovanietradizione.org
amiciziasacerdotale@gmail.com


Quota di partecipazione (light lunch incluso): E. 20.00





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Avviso da Pistoia


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La vita cristiana è una lotta

1° La vita cristiana è, come abbiamo visto, una lotta, lotta penosa che, con peripezie diverse, non termina che alla morte; lotta di importanza capitale, perchè la posta ne è la vita eterna. Come insegna S. Paolo, ci sono in noi due uomini: a) l'uomo rigenerato, l'uomo nuovo, con tendenze nobili, soprannaturali, divine, prodotte in noi dallo Spirito Santo per i meriti di Gesù e per l'intercessione della SS. Vergine e dei Santi; tendenze a cui ci studiamo di corrispondere mettendo in opera, sotto l'influsso della grazia attuale, l'organismo soprannaturale di cui Dio ci ha dotati. b) Ma al suo fianco c'è l'uomo naturale, l'uomo carnale, il vecchio uomo, con le tendenze malvage che il battesimo non ha estirpato dall'anima nostra: è la triplice concupiscenza che abbiamo dal primo nostro nascere, e che il mondo e il demonio stuzzicano e rinforzano, tendenza abituale che ci porta all'amore disordinato dei piaceri sensuali, della nostra eccellenza e dei beni della terra. Questi due uomini vengono fatalmente a conflitto: la carne o l'uomo vecchio desidera e cerca il piacere senza curarsi della sua moralità; lo spirito ben gli rammenta che vi sono piaceri proibiti e pericolosi che bisogna sacrificare al dovere, vale a dire alla volontà di Dio; ma, insistendo la carne nei suoi desideri, la volontà, aiutata dalla grazia, è obbligata a mortificarla e occorrendo crocifiggerla. Il cristiano è dunque un soldato, un atleta, che lotta per una corona immortale e lotta fino alla morte.

 2° Questa lotta è perpetua; perchè, non ostante i nostri sforzi non possiamo liberarci dall'uomo vecchio; non possiamo che indebolirlo, incatenarlo, e fortificare nello stesso tempo l'uomo nuovo contro i suoi assalti. Da principio la lotta è quindi più viva, più accanita, e i contrattacchi del nemico più numerosi e più violenti. Ma a mano a mano che, con sforzi energici e costanti, riportiamo vittorie, il nostro nemico s'indebolisce, le passioni si calmano, e, salvo certi momenti di prova voluti da Dio per elevarci a più alta perfezione, godiamo d'una calma relativa, presagio della vittoria definitiva. Alla grazia di Dio ne dobbiamo il buon esito. Non dimentichiamo però che le grazie concesseci sono grazie di combattimento non di riposo; che siamo lottatori, atleti, asceti, e che dobbiamo, come S. Paolo, lottare sino alla fine per meritar la corona: "Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è serbata la corona di giustizia che il Signore mi darà: Bonum certamen certavi, cursum consummavi, fidem servavi. In reliquo reposita est mihi corona iustitiæ quam reddet mihi Dominus". È questo il mezzo di perfezionare in noi la vita cristiana e d'acquistare copiosi meriti.

(Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928) 

sabato 16 maggio 2015

Avviso da Genova

Chantal mi ha gentilmente segnalato che a Genova, lunedì 18 maggio, presso la storica chiesa di Nostra Signora del Carmine e di Sant'Agnese (situata in via Brignole De Ferrari 3), alle ore 18.30, i monaci benedettini di Le Barroux celebreranno una Messa Abbaziale nella forma straordinaria del Rito romano. La Messa sarà preceduta di Vespri alle ore 17.45.







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Il comunismo è un'ideologia materialista


La dottrina che il comunismo nasconde sotto apparenze talvolta così seducenti, in sostanza oggi si fonda sui princìpi già predicati da C. Marx del materialismo dialettico e del materialismo storico, di cui i teorici del bolscevismo pretendono possedere l’unica genuina interpretazione. Questa dottrina insegna che esiste una sola realtà, la materia, con le sue forze cieche, la quale evolvendosi diventa pianta, animale, uomo. Anche la società umana non ha altro che un’apparenza e una forma della materia che si evolve nel detto modo, e per ineluttabile necessità tende, in un perpetuo conflitto delle forze, verso la sintesi finale: una società senza classi. In tale dottrina, com’è evidente, non vi è posto per l’idea di Dio, non esiste differenza fra spirito e materia, né tra anima e corpo; non si dà sopravvivenza dell’anima dopo la morte, e quindi nessuna speranza in un’altra vita. Insistendo sull’aspetto dialettico del loro materialismo, i comunisti pretendono che il conflitto, che porta il mondo verso la sintesi finale, può essere accelerato dagli uomini. Quindi si sforzano di rendere più acuti gli antagonismi che sorgono fra le diverse classi della società; e la lotta di classe, con i suoi odi e le sue distruzioni, prende l’aspetto d’una crociata per il progresso dell’umanità. Invece, tutte le forze, quali che esse siano, che resistono a quelle violenze sistematiche, debbono essere annientate come nemiche del genere umano.

[Brano tratto dall'Enciclica "Divini Redemptoris" del Sommo Pontefice Pio XI].

venerdì 15 maggio 2015

Messa di Don Pavesi a Torino


S. Messa cantata in forma straordinaria

Domenica 17 maggio 2015, ore 16:30

Solennità esterna dell’Ascensione

SANTUARIO DI S. GIUSEPPE
VIA S. TERESA 22, TORINO

Celebrante: Rev. Don Wilmar Pavesi



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Il demonio perseguitava Santa Gemma Galgani

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989).


Tra le Sante che in questo secolo hanno illuminato la Chiesa di Gesù Cristo, è da mettere Santa Gemma Galgani, vergine lucchese. Gesù la ricolmò di specialissimi favori, apparendole di continuo, istruendola nell'esercizio delle virtù e confortandola con la compagnia visibile dell'Angelo Custode. Il demonio si rodeva di furore contro la Santa; avrebbe voluto impedire l'opera di Dio; non riuscendo, tentava di disturbarla e d'ingannarla. Gesù preavvisò la sua Serva: Sta' in guardia, o Gemma, perché il demonio ti farà grande guerra. - Il demonio infatti le si presentava in forma umana. Tante volte egli la batté fortemente con un grosso bastone o con dei flagelli. Santa Gemma non di raro cadeva a terra per il dolore e, narrando il fatto al suo Direttore Spirituale, diceva: Come batte forte quel brutto chiappino! Il peggio è che mi picchia sempre in un posto e mi ha prodotto una larga ferita! - Un giorno che il demonio l'aveva conciata bene a furia di botte, la Santa pianse assai.

Narra essa nelle sue Lettere: « Dopo che il demonio partì, andai in camera; mi sembrava di morire; giacevo a terra. Gesù subito venne ad alzarmi; dopo mi prese in braccio. Che momenti! Soffrivo ... ma godevo! Come ero felice! ... Non so spiegarlo! Quante carezze mi fece Gesù! ... Anche mi baciò! Oh, il caro Gesù, quanto si è umiliato! Pare impossibile. -

Il demonio, per distoglierla dalla virtù, finse di essere il suo Confessore ed andò a mettersi nel confessionale. La Santa apriva la sua coscienza; ma si accorse dai consigli che quel tale era il demonio. Invocò fortemente Gesù e il maligno sparì.

Più di una volta il demonio prese le sembianze di Gesù Cristo, ora flagellato ed ora messo in Croce. La Santa s'inginocchiava a pregarlo; però da certe smorfie che vedeva fare e da certe parolacce, capiva non essere quegli Gesù. Allora si rivolgeva a Dio, aspergeva un po' di Acqua Benedetta e subito spariva il nemico nell'anima sua. Un giorno si lamentò col Signore: Vedi, Gesù, come mi inganna il demonio? Come potrei conoscere se sei tu o è lui? - Gesù rispose: Allorché vedi le mie sembianze, dici subito: Benedetto Gesù e Maria! - ed io ti risponderò allo stesso modo. Se sarà il demonio, non pronunzierà il mio nome. - Difatti la Santa, all'apparire delle sembianze del Crocifisso, esclamava: Benedetto Gesù e Maria! - Quando era il demonio a presentarsi in tale forma, la risposta era: Benedetto... - Scoperto, il diavolo spariva.

La Santa fu presa d'assalto dal demonio della superbia. Vide una volta attorno al suo letto una schiera di bimbi e di bimbe, in forma di angioletti, con una candela accesa in mano; tutti s'inginocchiarono per adorarla. Satana avrebbe voluto farla montare in superbia; la Santa si accorse della tentazione e chiamò in aiuto l'Angelo del Signore, il quale, emesso un leggero soffio, fece sparire tutto.

Un fatto, degno di essere conosciuto, è il seguente. Il Direttore Spirituale, Padre Germano, Passionista, aveva ordinato alla Santa di scrivere in un quaderno tutta la sua vita, sotto forma di Confessione generale. Ubbidiente Santa Gemma, sebbene con sacrificio, scrisse quanto d'importante ricordava della vita trascorsa. Poiché il Padre Germano era a Roma, la Santa conservò, stando a Lucca, il manoscritto dentro un cassetto e lo chiuse a chiave; a tempo opportuno l'avrebbe dato al Direttore Spirituale. Prevedendo il demonio quanto bene avrebbe fatto quello scritto alle anime, lo prese e lo portò via. Quando la Santa andò a prendere il quaderno scritto, non avendolo trovato, chiese alla zia Cecilia se l'avesse preso essa; essendo negativa la risposta, la Santa capì trattarsi di uno scherzo diabolico. Infatti una notte, mentre pregava, le apparve il demonio furibondo, pronto a batterla; ma Dio quella volta non lo permise. Il brutto le disse: Guerra, guerra al tuo Direttore Spirituale! Il tuo scritto è nelle mie mani! - e se ne andò. La Santa mandò una lettera al Padre Germano, che non si meravigliò dell'accaduto. Il buon Sacerdote, stando a Roma, si recò in Chiesa per cominciare gli esorcismi contro il demonio, in cotta e stola e con l'aspersorio dell'Acqua Benedetta. L'Angelo Custode gli si presentò sensibilmente. Il Padre gli disse: Conducimi qua quella brutta bestia, che portò via il quaderno di Gemma! - Subito comparve davanti a P. Germano il demonio. Per mezzo degli esorcismi lo conciò per bene e poi gli ordinò: Rimetti il quaderno là dove l'hai preso! - Il demonio dovette ubbidire e si presentò alla Santa con il quaderno in mano. - Dammi il quaderno! - disse Gemma. - Non te lo vorrei dare! ... Ma sono costretto! - Allora il diavolo cominciò a contorcere il quaderno, bruciando con le mani i margini a molti fogli; si diede poi a sfogliarlo, lasciando le impronte digitali su tante pagine. Alla fine consegnò il manoscritto. Questo quaderno oggi trovasi presso i Padri Passionisti a Roma, nella Casa della Postulazione, attigua alla Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Ai visitatori si lascia vedere. Lo scrivente ha potuto averlo tra le mani e leggerlo in parte. Il contenuto di questo quaderno è già pubblicato sotto il titolo di «Autobiografia di S. Gemma». Vi si trovano delle pagine fotografate, riportanti le impronte digitali del demonio.


(Brano tratto da "Gli angeli ribelli", di Don Giuseppe Tomaselli)

giovedì 14 maggio 2015

I migliori "alleati" dei modernisti

In passato pensavo che i migliori alleati dei modernisti fossero i massoni e i comunisti. Oggi invece penso che siano altri personaggi a cooperare indirettamente a frenare l'inesorabile avanzata del movimento tradizionale. A tal proposito pubblico la lettera di un gentile lettore e la mia risposta. 

Ho avuto la grazia di partecipare  ad una celebrazione domenicale nell’antico rito romano in un noto Santuario poco distante dalla mia Regione. I miei occhi, ancora assonnati, han visto tanti giovani devotamente inginocchiati nei banchi … Guardando meglio mi son chiesto " Sogno o son desto?  Ma qualcuno  lo conosco  "

Difatti ho detto loro : “ Come  mai voi state qua? ”  Essi mi hanno spiegato che quasi abitualmente partecipano a quella messa domenicale organizzandosi con due pulmini …

Allora ho detto loro : “ Ma anche nelle Marche ci sono alcune celebrazioni curate e regolari con questa Liturgia. Perché non ci aiutate ? Siete in tanti … “

Ma loro mi hanno risposto : “ La Messa tridentina sì,  ma i gruppi tradizionalisti no !  Le loro parole scritte nei siti tradizionalisti sconfessano la santità del rito che vorrebbero difendere. Noi stiamo bene qui. “

Cosa ne pensi tu ?

Aff.mo
(lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                                         purtroppo, anche io ho notato che tra i tradizionalisti ci sono alcune frange estremiste che col loro comportamento procurano un sacco di guai al movimento tradizionale, frenandone l'avanzata. Non è coi discorsi cripto-sedevacantisti che si riportano le anime a Cristo. Ti faccio un esempio concreto. Tutti noi abbiamo l'opzione preferenziale per la Messa in rito romano antico. Fin qui siamo d'accordo. Il problema sorge al riguardo dell'atteggiamento che bisogna avere nei confronti del rito moderno promulgato da Paolo VI. Io penso che sia certamente valido perché la Chiesa non può promulgare un rito invalido (seguito dal 99% dei cattolici), altrimenti non si avvererebbe la promessa di Cristo che le porte degli inferi non prevarranno mai sulla Chiesa. Dico solamente che il Novus Ordo Missae andrebbe ritoccato in senso tradizionale, ad esempio proibendo la Comunione sulla mano, reintroducendo le antiche preghiere dell'Offertorio, rigirando gli altari “versus Deum” anziché “verso il popolo”, ripristinando la pratica del celebrante di recitare la preghiera eucaristica sottovoce, ripristinando la Comunione in ginocchio alla balaustra, ecc.

Invece i filo-sedevacantisti giungono addirittura a dire che la Messa di Paolo VI è invalida e quindi in essa non avviene la transustanziazione. Questa tesi assurda danneggia tutto il movimento tradizionale, perché ingenera tra i vescovi diffidenza nei confronti dei fedeli legati all'antica liturgia. Insomma, con queste tesi estremiste fanno il gioco dei modernisti, i quali possono screditarci e condannarci in blocco all'ostracismo.

Pertanto, dobbiamo moltiplicare i nostri sforzi affinché le tesi dei cripto-sedevacantisti non prendano il sopravvento nel movimento tradizionale.  Inoltre bisogna far capire alle gerarchie ecclesiastiche che quelli che hanno idee estremiste sono solo una piccola minoranza del movimento, mentre la maggioranza è costituita da persone che desiderano di poter vivere in pace l'esperienza della Tradizione, praticando una vita cristiana fervorosa e devota, senza avere interesse per le chiassose e aggressive polemiche degli ambienti estremisti.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 13 maggio 2015

Il sacerdote non può salvare le anime senza mirare alla santità

Di Padre Adophe Tanquerey (1854 - 1932).



A) Santificare e salvare le anime, tal è il dovere del proprio stato per un sacerdote. Quando Gesù sceglie gli apostoli, li sceglie per farne pescatori d'uomini "faciam vos fieri piscatores hominum"; perchè producano in sè e negli altri copiosi frutti di salute: "Non vos me elegistis, sed ego elegi vos ut eatis et fructum afferatis et fructus vester maneat". A questo fine devono predicare il Vangelo, amministrare i sacramenti, dar buon esempio e pregar con fervore.

Ora è di fede che ciò che converte e santifica le anime è la grazia di Dio; noi non siamo che strumenti di cui Dio si degna servirsi ma che non producono frutto se non in proporzione della loro unione colla causa principale, instrumentum Deo conjunctum. Tal è la dottrina di S. Paolo: "Io piantai, Apollo irrigò, ma Dio fece crescere. Quindi nè chi pianta è qualchecosa, nè chi irriga, ma chi fa crescere, Dio: Ego plantavi, Apollo rigavit, sed Deus incrementum dedit; itaque neque qui plantat est aliquid neque qui rigat; sed qui incrementum dat, Deus". D'altra parte è certo che questa grazia s'ottiene principalmente con due mezzi, con la preghiera e col merito. Nell'uno e nell'altro caso noi otteniamo tanto maggiori grazie quanto più siamo santi, più ferventi, più uniti a Nostro Signore [...]. Se dunque il dovere del nostro stato è di santificar le anime, vuol dire che dobbiamo prima santificar noi stessi: "Pro eis ego sanctifico meipsum ut sint et ipsi sanctificati in veritate".

B) Arriviamo del resto alla stessa conclusione, facendo passare i principali mezzi di zelo, cioè la parola, l'azione, l'esempio e la preghiera.

a) La parola non produce salutari effetti se non quando parliamo in nome e nella virtù di Dio, "tamquam Deo exhortante per nos". Così fa il sacerdote fervoroso: prima di parlare, prega affinchè la grazia avvivi la sua parola; parlando, non mira a piacere ma a istruire, a far del bene, a convincere, a persuadere; e perchè il suo cuore è intimamente unito a quello di Gesù, fa vibrar nella voce un'emozione, una forza di persuasione, che scuote gli uditori; e perchè, dimenticando sè stesso, attira lo Spirito Santo, le anime restano tocche dalla grazia e convertite o santificate. Un sacerdote mediocre invece non prega che a fior di labbra, e perchè cerca sè stesso, per quanto si venga sbracciando, non è spesso che un bronzo sonoro o un cembalo fragoroso, "æs sonans aut cymbalum tinniens".

b) Il buon esempio non può essere dato che da un sacerdote sollecito del suo progresso spirituale. Allora può con tutta fiducia invitare, come S. Paolo, i fedeli a imitar lui come egli si studia d'imitar Cristo: "Imitatores mei estote sicut et ego Christi". Vedendone la pietà, la bontà, la povertà, la mortificazione, i fedeli dicono: è un sacerdote convinto, un Santo; lo rispettano e si sentono tratti ad imitarlo: verba movent, exempla trahunt. Un sacerdote mediocre potrà essere stimato come un brav'uomo; ma si dirà: fa il suo mestiere come noi facciamo il nostro; e il ministero ne sarà poco o punto fruttuoso.

c) Quanto alla preghiera, che è e sarà sempre il più efficace mezzo dello zelo, qual differenza tra il sacerdote santo e il sacerdote ordinario? Il primo prega abitualmente, costantemente, perchè le sue azioni, fatte per Dio, sono in sostanza una preghiera; non fa nulla, nè dà consiglio, senza riconoscere la propria incapacità e pregar Dio di supplirvi con la sua grazia. Dio copiosamente gliela concede "humilibus autem dat gratiam", e il suo ministero è fruttuoso. Il sacerdote ordinario prega poco e prega male; quindi anche il ministero ne è sterile.

Chi dunque vuol efficacemente lavorare alla salute delle anime, deve sforzarsi di quotidianamente progredire: la santità è l'anima dell'apostolato.




[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

martedì 12 maggio 2015

Ossessione di un luogo

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)


Oltre che di un corpo umano, il diavolo può impossessarsi anche di un luogo. Può essere invasa da Satana una casa o una camera o qualche parte dell'abitazione. Difatti, durante gli esorcismi il Sacerdote dice al demonio prima di cacciarlo da una persona: Ti comando di dirmi se c'è in questa abitazione qualche luogo che è in tuo possesso! - A me il demonio rispose un giorno: Sta' tranquillo che sto per andarmene e non c'è in questa casa alcun luogo in mio possesso! -

Non si confondano certi disturbi naturali che si avvertono in qualche luogo, con i veri disturbi diabolici. Certi rumori notturni, che sembrano misteriosi, possono essere prodotti da animali notturni, da cause naturali che non si possono riscontrare subito. Facilmente il popolino attribuisce all'opera diabolica tali disturbi; ma non è così.

Riporto un fatto che avvenne nel 1941.

Erano presenti una decina di persone: un professore di filosofia, due padri di famiglia, due signore ed alcune signorine. All'improvviso si rompeva un vetro della finestra; poi un altro e poi un altro ancora; si avvertivano sassate sul tetto. Si tenga presente che si era in una abitazione di campagna. Si andava fuori ad osservare e non v'era alcuno. I presenti erano nella stanza a parlare. Vicino al tavolo era un cesto con le masserizie. Senza che alcuno avesse toccato il cesto, ne uscì una veste e si distese da sola sul pavimento; poi usci una coperta, in seguito un asciugamano e così via ... Si rimise ogni cosa nel cesto e subito si ripeté il fenomeno. Nel mezzo della camera c'era un tavolino; questo cominciò a muoversi e a far rumore come se ricevesse tanti pugni. Gli uomini, impressionati, si alzarono e facendo forza con le mani sul tavolo, riuscirono a fermarlo; cessò il rumore. Appena si scostarono dal tavolo, ricominciò il movimento ed il rumore. C'era una scarpa vicino al muro, nell'angolo. Da sola si mosse, attraversò la stanza e si fermò nella parte opposta. D'un colpo si spalancavano porte e finestre. In certi momenti una porta si scuoteva fortemente, mossa da mano invisibile; si accorreva ad essa e tutto cessava, ma cominciava lo stesso fenomeno nell'altra porta della stessa stanza. Di tanto in tanto si sentivano tre colpi di mazza sulla parete. Un Sacerdote Cappuccino, incaricato dal Vescovo, passò una notte dentro quella camera, ma non riuscì a trovare la causa naturale di quei colpi di mazza sulla parete e sugli altri fenomeni.

Gli uomini che assistevano a questi fenomeni curiosi, si convertirono a Dio e si accostarono ai Sacramenti della Confessione e della Comunione, che da molti anni avevano trascurato. 

(Brano tratto da "Gli angeli ribelli", di Don Giuseppe Tomaselli)

lunedì 11 maggio 2015

La “primavera modernista”

È da oltre mezzo secolo che la martellante propaganda modernista, “radiogonfiata” dai media gestiti dai loro compagni progressisti, continua a ripetere che la Tradizione Cattolica va accantonata e sostituita con una sorta di “nuova religione” aperta alla mentalità mondana, la quale, secondo loro, fa entrare nella Chiesa l'aria pura della primavera. Ma noi li conosciamo bene i frutti di questa tanto decantata “primavera modernista”: forte calo delle vocazioni sacerdotali, tracollo delle vocazioni religiose, conventi chiusi, seminari deserti, monasteri venduti e trasformati in agriturismo, chiese semivuote, confessionali abbandonati, ignoranza religiosa, templi sconsacrati e adibiti a ristoranti o ad altri usi profani, crollo della pratica religiosa, propagazione delle eresie, divorzi in forte aumento, diffusione delle convivenze prematrimoniali, ateismo dilagante, eccetera. Contro i fatti non c'è argomento che tenga: le “conquiste” e le “vittorie” dei modernisti, strombazzate da una bugiarda e sfrontata propaganda mediatica, sono in realtà dei veri e propri disastri spirituali, altro che primavera! Dove passa lo spirito modernistico avviene una desertificazione spirituale, come se fosse passata un'orda di barbari.

I miliziani della “primavera modernista” parlano tanto di pace, fratellanza, carità fraterna, e intanto perseguitano i cattolici rimasti fedeli al Magistero perenne della Chiesa. Ma cinquant'anni di persecuzioni non sono riusciti ad annientare l'eroica resistenza dei valorosi difensori della Tradizione, che hanno saputo tenere alta la bandiera della cattolicità, contro le aggressioni della vasta “coalizione liberal” dei nemici del Corpo Mistico di Cristo. Il movimento tradizionale si è aperto con la forza delle armi spirituali (preghiera, penitenza, apostolato, ecc.) gli sbocchi vitali necessari alla propria sopravvivenza, compiendo sacrifici di ogni tipo. Le catene moderniste che tentavano di ghettizzare e soffocare il movimento tradizionale sono state spezzate dall'indomita e incrollabile fede dei militanti del “battaglione tridentino”, che nonostante le mille avversità sono ancora in piedi, con la schiena dritta, pronti a continuare la battaglia spirituale per cancellare l'onta del tradimento modernista e riconquistare la completa libertà che consentirà di poter vivere in pace l'esperienza della Tradizione. 


L'immane incendio che divampa su vasti fronti dell'orbe cattolico si spegnerà solo col tramonto delle vegliarde e tracotanti milizie moderniste, le quali stanno rabbiosamente tentando l'ultimo assalto per scardinare la granitica resistenza dei fedeli tradizionali e ridurre in macerie la Chiesa, distruggendo dogmi, princìpi morali e liturgia. È una campale lotta spirituale tra il giovane, forte e virile movimento tradizionale, contro il vecchio e sterile popolo progressista, affamatore e carnefice delle anime. È una lotta tra due concezioni opposte della vita: soprannaturale da una parte, immanentista dall'altra. Bisogna ringraziare Dio per averci concesso l'onore di averci chiamato a combattere in quest'ora grave la buona battaglia della fede per la sua maggior gloria. Adesso stiamo soffrendo assai, mentre i “rossi” sghignazzano con arroganza, ma noi sappiamo bene che gioirà pienamente chi gioirà per ultimo. All'orizzonte già si intravvedono i primi bagliori della radiosa alba del trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat!