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giovedì 30 ottobre 2014

Il "fronte demografico" nella battaglia spirituale contro il modernismo


Ormai tra il movimento tradizionale e il modernismo è in corso una sorta di “guerra totale”, cioè una guerra su tutti i fronti, utilizzando tutti i mezzi a disposizione. Uno dei fronti principali è quello demografico. La storia insegna che i popoli giovani e fecondi sono destinati a dominare sui popoli isteriliti che volgono inesorabilmente al tramonto. Noi oggi vediamo che il popolo modernista invecchia sempre di più, ed è costretto a una drammatica e rovinosa ritirata, cioè è costretto ad abbandonare importanti posizioni strategiche. Non solo fanno pochi “proseliti”, ma procreano anche pochi figli. Ciò non mi stupisce, infatti i modernisti considerano moralmente lecito l'uso degli anticoncezionali, e quindi è raro che le loro coppie abbiano più di uno o due figli. Invece i fedeli legati alla Tradizione Cattolica accettano il Magistero perenne della Chiesa, il quale in diverse occasioni ha condannato l'uso degli anticoncezionali definendolo gravemente ed intrinsecamente immorale. Nel fronte tradizionale non è raro trovare delle giovani coppie con numerosi figli. Lo scopo principale del matrimonio cristiano è quello di procreare ed educare cristianamente la prole, dunque non bisogna considerare degli irresponsabili coloro che eroicamente collaborano con il Creatore per mettere al mondo tanti nuovi membri della Chiesa Militante, che un giorno saranno cittadini del Cielo, se vivranno da veri seguaci del Redentore Divino.

Ci sono dei popoli africani che 70-80 anni fa erano meno di un terzo della popolazione italiana, mentre adesso sono diventati più numerosi di noi. Una cosa del genere sta avvenendo nella Chiesa: i fedeli tradizionali aumentano di giorno in giorno e hanno un'età media abbastanza giovane, quelli modernisti sono sempre più anziani e ormai sono nel panico perché non riescono quasi più a reclutare giovani leve. A parte tra gli studenti di Scienze Religiose, conoscete qualche giovane “under 35” che legge i libri di Rahner, Küng, Marciano Vidal, Teilhard de Chardin, Schillebeeckx, o di altri teologi amati dai modernisti? Probabilmente nessuno o quasi. Al contrario sono molti i giovani fedeli laici affascinati dal Magistero perenne della Chiesa, dal tomismo, dagli scritti spirituali dei santi, e in generale dagli scritti dal sapore tradizionale. Anche su internet non c'è partita: i siti filo-modernisti sono poco visitati (lo si vede dalle statistiche) mentre i siti filo-tradizionali hanno numerose visite ogni giorno, e molti di questi siti hanno totalizzato centinaia di migliaia di visite, e in certi casi addirittura milioni. Anche io, sommando i contatori dei miei blog, ho totalizzato circa un milione e mezzo di visite.

I fatti sono fatti, stiamo avanzando su tutti i fronti, anche su quello demografico, ormai i novatori non hanno scampo, per quanto tempo potranno ancora reggere l'onda d'urto delle giovani truppe tradizionali? Nel giro dei prossimi 20 o 30 anni, se non si saranno già estinti da soli, dovranno alzare bandiera bianca e arrendersi alle nostre condizioni: totale abbandono di tutte le disastrose novità che hanno più o meno abusivamente introdotto tra i fedeli, e il ripristino di tutto ciò che di tradizionale hanno demolito e gettato via.

Incoraggio tutti i lettori sposati a continuare la buona battaglia contro il modernismo sul fronte demografico.   Prima o poi la vegliarda e rattrappita “sintesi di tutte le eresie” cadrà sotto le sferzate del giovane movimento tradizionale.

Alcuni diranno: “Per te è facile parlare, visto che sei celibe. Dato che sei giovane, perché non ti sposi? Così vediamo se sei capace di tirare su una famiglia con 10 figli”. :-) Sì, mi rendo conto che per me è  facile “parlare” di famiglie numerose sul blog, però penso che con l'aiuto di Dio anche le imprese difficili possono essere compiute. Penso ad esempio al Servo di Dio Settimio Manelli (1886-1978), papà di Padre Stefano Maria Manelli. Dopo aver combattuto la Prima Guerra Mondiale, Settimio Manelli intraprese la professione di insegnante. Nel 1924 divenne figlio spirituale di Padre Pio, il quale in seguito lo definì “un cristiano tutto d'un pezzo”. Nel 1926 si sposò con Licia Gualandris (anche lei Serva di Dio), autentica donna cristiana dalla quale ebbe 21 figli. Dio benedice le famiglie feconde e non fa mancare loro il suo aiuto se si affidano con fiducia alla Divina Provvidenza.

Spero che i lettori del blog che sono chiamati alla vita matrimoniale, seguano l'esempio di Settimio Manelli, cioè scelgano di sposare una donna virtuosa come Licia Gualandris, e formino delle vere famiglie cristiane, le quali tra l'altro non di rado sono dei vivai di numerose e sante vocazioni. E oggi la battaglia contro il modernismo bisogna combatterla soprattutto sul fronte vocazionale.

mercoledì 29 ottobre 2014

Circa la lettera di Benedetto XVI

Coetus Internationalis Summorum Pontificum
Comunicato del 29/10/2014

SULLA LETTERA DEL PAPA EMERITO AL NOSTRO DELEGATO GENERALE

Siamo molto felici della diffusione data al messaggio che Sua Santità il Papa emerito Benedetto XVI ha rivolto, attraverso il nostro delegato generale, a tutti i pellegrini del popolo Summorum Pontificum e in particolare ai giovani di Juventutem.

Tuttavia rimaniamo stupiti delle tante interpretazioni più o meno fantasiose che si stanno dando alle sempre chiarissime parole del Papa fautore della riconciliazione liturgica.

Vogliamo far presente a tutti che il testo di Benedetto XVI è una risposta a un nostro invito a partecipare alla Santa Messa celebrata sabato scorso da Sua Eminenza il cardinale Burke in San Pietro a conclusione della nostra annuale solenne processione per le vie di Roma.

L’invito era stato presentato al Papa emerito con una lettera del 21 agosto, consegnatagli in mani proprie il 1 settembre durante l'udienza privata che ha voluto concedere a Juventutem e a noi.

Il riferimento di Sua Santità emerita alla “piena pace della Chiesa” nella quale vive ora la liturgia tradizionale non è né ironico, né ingenuo, ma è la risposta puntuale a ciò che gli avevamo scritto il 21 agosto: “Siamo particolarmente consapevoli che con il Motu Proprio del 2007 Vostra Santità ha voluto conservare alla Chiesa il tesoro del Messale antico, avendo cura di non ferire la compattezza della Chiesa stessa: la celebrazione della forma straordinaria ha ormai corso pacificamente, senza polemiche, in seno a parrocchie dove si celebra abitualmente la forma ordinaria. Come Vostra Santità ha già avuto modo di dire, ciascuno di noi fa parte di una qualche concreta porzione del Popolo di Dio, in cui trova fratelli e sorelle di ogni sensibilità. Per cui il nostro pellegrinaggio riunisce un gran numero di seminaristi diocesani e di sacerdoti di parrocchia, molti dei quali celebrano secondo le due forme del rito.”

Sappiamo bene che esistono ancora molte resistenze e ostilità al provvedimento di Papa Benedetto e siamo certi che anch’egli ne sia consapevole: volevamo, però, ringraziarlo della nuova realtà che si sviluppa in tante parrocchie dell'Orbe cattolico e che i pellegrini laici ed ecclesiastici, giunti a Roma per il pellegrinaggio, hanno testimoniato.


Guillaume Ferluc Giuseppe Capoccia
Segretario generale Delegato generale

Messa tridentina presso la Badia di San Salvatore a Vaiano (PO)

Domenica 9 novembre, alle ore 11.15, nella chiesa dell’antica abbazia di San Salvatore di Vaiano (Prato) sarà celebrato il Santo Sacrificio della Messa in rito antico. È il settimo anno consecutivo che in occasione della festa titolare di San Salvatore, festa patronale dell’antica abbazia benedettina-vallombrosana, torna la Santa Messa in Rito Romano antico. Alla fine della Messa sarà possibile venerare la reliquia del crocifisso miracoloso conservata per secoli dai monaci vallombrosani di Vaiano.

Anche quest'anno partecipa la Società Corale Corte Bardi di Vernio, diretta dal M° Elisabetta Ciani, un coro attento alla promozione dell'autentica musica sacra.

Una peccatrice pentita può diventare suora?


Tempo fa una ragazza mi ha chiesto se Gesù può chiamare alla vita religiosa anche una persona che si è macchiata di peccati mortali (cioè colpe gravi commesse con piena avvertenza e pieno consenso della volontà).



Ciao, mi chiamo […] e ho 26 anni. È davvero molto bello il tuo blog, e anche io vorrei chiederti un consiglio. Ho incontrato Gesù quando ero piccola, e nella mia vita faccio parte di un gruppo cattolico, ogni settimana ci incontriamo e preghiamo insieme. Il Signore mi ha dato tante grazie e doni, e io da piccola ho sempre sentito di essere sua sposa e nel mio cuore avevo fatto la mia promessa, ma poi mi sono lasciata andare alle cose del mondo fino a commettere peccati mortali, e in parallelo continuavo a fare il mio cammino di preghiera, pentendomi e confessandomi, per poi ricadere. Mi resi conto che ero legata e schiava, e per questo non riuscivo a liberarmene. Appena cadevo soffrivo e mi angosciavo perché consapevole di ciò che avevo fatto. Una settimana fa, in un periodo in cui non pregavo più e non mi confessavo da tanto tempo, ho sentito qualcuno che mi chiamava. Non so spiegarlo ma ho sentito una voce interiore così all'improvviso, e sono corsa in chiesa. Lì, guardando Gesù negli occhi del quadro, ho sentito tutta la mia indegnità, i miei crimini, i miei orrori, e sembrava che Gesù piangesse per il male che gli ho fatto. Ho pianto amare lacrime e sentivo che ormai ero dell'inferno e che non meritavo il suo amore. Sono stata in preda a tormenti interiori e a pensieri come ad esempio che ormai per me in paradiso non c'era più posto, che non sono degna di niente. Ma dentro di me sentivo anche che volevo il cielo, che volevo amare Gesù  veramente, che il mondo non è niente e che il tutto è Gesù. E in mezzo a questi pensieri dentro di me c'era un desiderio di santità e un desiderio di consacrarmi a Lui, misto a pensieri del tipo: “È impossibile che Gesù vuole una sposa del genere, che ha commesso peccati mortali”. Alcuni giorni dopo sono andata a visitare una Basilica, e lì ho visto i confessori che confessavano...andavo avanti e indietro indecisa se confessarmi o no, perché non avevo il coraggio di confessare i miei peccati, e ho chiesto a Gesù di aiutarmi a fare una buona Confessione. Appena inginocchiata ho detto a fatica i miei peccati, non perché non volevo, ma perché per il dolore che provavo non riuscivo a parlare, avevo il fiato rotto. […] Non puoi capire come mi sono sentita felice appena finita la Confessione, e sono corsa davanti a Gesù Sacramentato, e lì ho pianto come non mai. Sentivo davvero tutto il dolore dei miei peccati e allo stesso tempo ero felice. Ora sto andando a Messa tutti i giorni e sto chiedendo a Gesù la grazia di riavere il dono della purezza. Ogni tanto i brutti pensieri tornano in mente, ma ora so come fare per mandarli via. Gesù attraverso la Confessione mi ha fatto tornare con i piedi per terra e ho capito che devo amarlo e servirlo nelle cose semplici. […] Intanto il desiderio di consacrarmi in un monastero ce l'ho sempre...devo andare a parlare con un frate che conosco e che può diventare il mio direttore spirituale, al quale voglio dire anche questa cosa che sento...ma Gesù può chiamare alla vita religiosa anche me che ho commesso peccati mortali? Tu hai molta esperienza spirituale e voglio che con me tu sia sincero.

Grazie e continua così!


Carissima sorella in Cristo,
                                            mi è piaciuta molto la tua lettera vocazionale! È commuovente pensare all'infinita Misericordia di Gesù buono, il nostro amorevole Redentore. Sono felicissimo di sapere che ormai ti sei arresa al suo amore per te, e che desideri diventare sua casta sposa. Nessun uomo della terra potrà mai amarti con un amore più grande di quello che Gesù ha per te. Il mondo è traditore, promette di far felici i suoi seguaci, e invece li rende schiavi e infelici. In realtà siamo stati creati per amare Dio, e solo in Lui possiamo trovare la pace e la vera gioia. 

Prima di confessarti hai subito una terribile tentazione che voleva indurti a credere che per te non c'era più speranza di salvezza, e che ormai eri destinata alla dannazione eterna. Ricordati di una cosa: la Misericordia di Dio è più grande di tutti i peccati degli umani messi assieme. Il Signore è felicissimo di perdonare il peccatore pentito, perché Lui ci ama assai e vuole ardentemente il nostro vero bene. Se non ci avesse amato assai, non sarebbe venuto sulla terra per redimerci offrendosi sulla croce come vittima di espiazione per i nostri peccati. Comprendo la grande gioia che hai provato dopo aver ricevuto l'assoluzione sacramentale, è una cosa che ordinariamente sperimentano tutti coloro che si confessano con umiltà, perché la pace della coscienza è un bene maggiore di tutti i beni della terra. Se un uomo è ricco, ma è tormentato dai rimorsi di coscienza per le sue colpe, come potrà essere felice? Al contrario, i santi, pur essendo poveri e perseguitati, erano ripieni di gioia perché avevano Dio nel cuore.

Se il demonio dovesse metterti in testa pensieri peccaminosi di odio, di lussuria, di avidità o di altre cose brutte, ti basterà invocare continuamente i dolcissimi nomi di Gesù e Maria, e la tentazione svanirà.

Mi hai scritto per chiedermi se dopo tutti i peccati che hai commesso è possibile che il Signore ti abbia prescelta per divenire sua casta sposa. Ti rispondo raccontandoti un fatto davvero accaduto. Alessandra di Rudinì Carlotti, figlia di un noto politico italiano, rimase vedova all'età di 24 anni. Era ancora una donna ricca e davvero molto bella, e non avrebbe avuto nessuna difficoltà a trovare un nuovo marito tra i suoi numerosi spasimanti. Un giorno incontrò Gabriele D'Annunzio, il quale si innamorò di lei e incominciò a corteggiarla. Inizialmente Alessandra tentò di resistere alle avances del celebre poeta, ma poi si arrese e diventò la sua donna. Pur non essendo sposati, andarono addirittura a vivere insieme (a quei tempi le “convivenze” erano considerate scandalose, non erano considerate “moralmente lecite” come purtroppo oggi pensano erroneamente in molti).  D'Annunzio era famoso non solo come poeta, ma anche come forsennato conquistatore di donne. Prima le conquistava, poi le abbandonava e passava a corteggiare qualche altra sventurata. Ma la Madonna, essendo una madre affettuosa, vegliava su Alessandra, e il buon Dio le inviò un salutare castigo. Il Signore è amore infinito, e quando ci invia qualche croce, lo fa per il nostro bene, ossia per trarne un bene maggiore. Così, ella si ammalò gravemente, e rischiò di morire senza ricevere gli ultimi sacramenti. Quando guarì, D'Annunzio la lasciò. Dopo la malattia, la giovane marchesa di Rudinì Carlotti non era più bella come prima, e poi il poeta si era già innamorato di un'altra donna. Ecco come è fragile l'amore mondano e come svanisce velocemente! Alessandra pianse amaramente il suo amore perduto, ma ben presto si accorse che quell'amore era solo vanità delle vanità. Dopo un lungo periodo di ricerca si sentì attrarre da un Uomo speciale, il migliore di tutti gli uomini, Colui che non tradisce mai: Gesù Cristo, il Re del Cielo. Dopo essersi consigliata col suo direttore spirituale, e aver preso contatti con le suore, entrò in un monastero di clausura francese, dove le venne imposto il nome religioso di suor Maria di Gesù, e visse in maniera esemplare la vita monastica fino alla morte.

Quindi, carissima sorella in Cristo, se il Signore ha voluto come sua sposa un'ex amante di D'Annunzio, può volere anche te. La vocazione religiosa non viene donata in base ai meriti, ma per puro amore di Dio. Pertanto ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale, sarebbe meraviglioso se tu riuscissi ad entrare in monastero! Sarebbe un trionfo della Divina Misericordia! 

Tra gli altri, c'è un motivo in particolare che mi spinge a sperare che Gesù buono voglia prenderti tutta per Sé. Le tue colpe sono state incenerite dall'infinito amore di Cristo nel momento in cui hai ricevuto l'assoluzione sacramentale. Però i peccati che hai commesso in passato hanno prodotto anche dei danni spirituali che hanno reso più debole la tua anima. Se rimani nel mondo, c'è il rischio che a poco a poco possa affievolirsi il fervore della tua conversione, e che tu possa tornare a commettere gli stessi peccati del passato, e forse peccati ancora più gravi e disgustosi. Invece se entrassi in un buon monastero saresti al riparo da tante occasioni di peccato, quindi sarebbe molto più facile vivere in grazia di Dio e fare vita devota.

Che fare? Contatta un buon monastero o un buon convento e vai a trascorrere alcuni giorni di preghiera e discernimento per comprendere la volontà di Dio su di te. Se non sai dove andare puoi scrivere al mio indirizzo e ti segnalerò dei conventi e monasteri fervorosi e osservanti da poter contattare.

Coraggio, non arrenderti! Spero che Gesù buono ti catturi presto in qualche istituto religioso fervoroso e osservante! 

Se vuoi, puoi continuare a scrivermi ogni volta che lo desideri, per me è una gioia aiutare le anime che cercano Dio. 
  
Prego la Regina del Cielo di darti la forza di restare fedele a Gesù buono fino alla morte. Così sia.

Cordialiter

martedì 28 ottobre 2014

Avviso da Pistoia

A Pistoia, presso la Chiesa di San Pantaleo in Via San Pantaleo, venerdì 31 ottobre, alle ore 21, verrà celebrata la Santa Messa in rito romano antico per la Festa di Ognissanti, a seguire Santo Rosario e Litanie dei Santi con Esposizione del Santissimo Sacramento. Al termine i partecipanti potranno "estrarre" un Santo che li accompagnerà per tutto l'anno. La Santa Messa in rito romano antico delle 17,30 sabato 1 novembre non sarà celebrata, mentre riprenderà come di consueto da sabato 8 novembre Santo Rosario e confessioni dalle 17 e Santa Messa in Rito Romano antico alle ore 17:30 presso la Chiesa di San Pantaleo.


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Un uomo, un Papa, un Condottiero!

Grande deve essere la nostra gratitudine nei confronti del Redentore Divino per aver donato alla Chiesa un grande Pontefice, Pio XII, che tanto bene ha procurato alle anime durante il suo pontificato e continua ancora oggi a procurare grazie al suo aureo e intramontabile Magistero, il quale non solo conferma nella fede cattolica (e di questi tempi ce n'è un gran bisogno, vista la grande confusione dottrinale che dilaga nel mondo), ma con il suo entusiasmante modo di esprimersi infonde tanto coraggio a proseguire con intrepido ardore la battaglia spirituale contro i nemici del Corpo Mistico di Cristo.

Pio XII era un uomo dalla fede virile, un vero soldato di Gesù Cristo, anzi un grande Condottiero della Chiesa Militante. La sua granitica fede e la sua incrollabile certezza nella vittoria del Redentore Divino, ci siano di sprone e d'esempio. A tal proposito riporto alcuni brani del discorso che Papa Pacelli pronunciò domenica 12 ottobre del 1952 in Piazza San Pietro dinanzi a 150.000 uomini di Azione Cattolica (all'epoca governata dall'eroico Luigi Gedda).

[...] Noi ben sappiamo quali minacciose nubi si addensano sul mondo, e solo il Signore Gesù conosce la Nostra continua trepidazione per la sorte di una umanità, di cui Egli, Supremo Pastore invisibile, volle che Noi fossimo visibile padre e maestro. Essa intanto procede per un cammino che ogni giorno si manifesta più arduo, mentre sembrerebbe che i mezzi portentosi della scienza dovessero, non diciamo « cospargerlo di fiori », ma almeno diminuire, se non addirittura estirpare, la congerie di triboli e di spine che lo ingombrano. [...] 

Diletti figli! [...] In quell'ormai lontano settembre del 1947 Noi benedicemmo il vostro Labaro e vi appuntammo una medaglia d'oro. Vogliamo dirvi qui, al cospetto di Roma e dell'Italia, che voi avete ben corrisposto alla Nostra aspettazione in questi anni di lotte acute per la civiltà cristiana e italiana. Quella medaglia sta bene là, sul vostro vessillo, perchè voi siete stati fra i principali artefici della resistenza, che l'Italia, per sè e per il mondo, ha opposta alle forze del materialismo e della tirannia.

[...] Oggi non solo l'Urbe e l'Italia, ma il mondo intero è minacciato. Oh, non chiedeteCi qual è il « nemico », nè quali vesti indossi. Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale dell'unità nell'organismo misterioso di Cristo. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l'autorità; talvolta l'autorità senza la libertà. È un « nemico » divenuto sempre più concreto, con una spregiudicatezza che lascia ancora attoniti: Cristo sì, Chiesa no. Poi: Dio sì, Cristo no. Finalmente il grido empio : Dio è morto; anzi : Dio non è mai stato. Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che Noi non esitiamo ad additare come principali responsabili della minaccia che incombe sulla umanità: un'economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio. Il « nemico » si è adoperato e si adopera perchè Cristo sia un estraneo nelle Università, nella scuola, nella famiglia, nell'amministrazione della giustizia, nell'attività legislativa, nel consesso delle nazioni, là ove si determina la pace o la guerra. Esso sta corrompendo il mondo con una stampa e con spettacoli, che uccidono il pudore nei giovani e nelle fanciulle e distruggono l'amore fra gli sposi; inculca un nazionalismo che conduce alla guerra.

Voi vedete, diletti figli, che non è Attila a premere alle porte di Roma; voi comprendete che sarebbe vano, oggi, chiedere al Papa di muoversi e andargli incontro per fermarlo e impedirgli di seminare la rovina e la morte. Il Papa deve, al suo posto, incessantemente vigilare e pregare e prodigarsi, affinché il lupo non finisca col penetrare nell'ovile per rapire e disperdere il gregge [...]. Ma questo oggi non basta: tutti i fedeli di buona volontà debbono scuotersi e sentire la loro parte di responsabilità nell'esito di questa impresa di salvezza.

Diletti figli, Uomini di Azione Cattolica! L'umanità odierna disorientata, smarrita, sfiduciata, ha bisogno di luce, di orientamento, di fiducia. [...] Allora, mentre gli empi continuano a diffondere i germi dell'odio, mentre gridano ancora : « Non vogliamo che Gesù regni sopra di noi »: « nolumus hunc regnare super nos » (Luc. 19, 15), un altro canto si leverà, canto di amore e di liberazione, spirante fermezza e coraggio. Esso si leverà nei campi e nelle officine, nelle case e nelle strade, nei parlamenti e nei tribunali, nelle famiglie e nella scuola.

Diletti figli, Uomini di Azione Cattolica! Fra qualche istante Noi impartiremo con tutta l'effusione del Nostro cuore paterno l'Apostolica Benedizione a voi, ai vostri cari, alle vostre opere, alle vostre Associazioni. Poi riprenderete il vostro cammino, tornerete alle vostre dimore, ritroverete il vostro lavoro. Portate dappertutto la vostra azione illuminatrice e vivificatrice. E sia il vostro canto un canto di certezza e di vittoria. Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!

lunedì 27 ottobre 2014

Pillole di Teologia Morale: i giudizi temerari

Inauguro oggi una nuova rubrica del blog intitolata "Pillole di Teologia Morale". Onde evitare di fare la parte del "maestrino" (che non sono), mi limiterò a citare brani tratti dagli scritti del Patrono dei Confessori e dei Moralisti o di altri dotti autori.

Nella "prima puntata" ho deciso di trattare un argomento su cui si fa molta confusione: i giudizi temerari. Per chiarire questo tema lascio la parola al mio amatissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori, riportando alcuni brani tratti da diversi suoi manuali di Teologia Morale.

* Il giudizio temerario allora è peccato grave, quando senza bastante fondamento giudichiamo, che il prossimo abbia certamente commesso un grave male. Dal che si deduce, che tali giudizi per lo più sono scusati da colpa mortale, o perché il fondamento si giudica bastante, o perché non sono giudizi, ma sospetti, i quali, benché temerari, non giungono a peccato mortale, se non fossero dubitando, che persone di buona fama fossero ree di colpe gravissime, come d'ateismo, d'eresia, d'incesto commesso coi propri genitori, e simili. In questa materia dunque avverta bene il confessore, che molti rozzi si accusano di aver fatti giudizi temerari: in ciò bisogna far loro intendere per 1., che quando vi sono sufficienti motivi di così giudicare di qualche fatto, il giudizio non è temerario, ma giusto, e perciò non è colpevole. Per 2., che per lo più questi non sono giudizi, ma sospetti, che i padroni ed i padri di famiglia alle volte sono anzi obbligati a farli, per impedire qualche peccato: per esempio, acciocché le figlie non pecchino praticando cogli uomini, e cose simili. Solamente loro s'avverta, che tali sospetti poi non li comunichino ad altre persone senza necessità.

* Chi giudica senza certa ragione, che alcuno abbia commesso un peccato mortale, si fa reo di colpa grave. Se poi solo ne sospettasse temerariamente, almeno farebbe peccato veniale. Ma quando però vi è fondamento certo di giudicare o sospettare, allora non vi è peccato. Ma chi ha la vera carità, crede bene di tutti, e discaccia così i giudizi come i sospetti

* Non confessarsi dei giudizi temerari, perché per lo più son sospetti, non giudizi. E se sono giudizi, saranno fondati su qualche ragione, onde non saranno temerari. I sospetti poi, per ogni minima ragione che vi sia, sono scusati anche del peccato veniale.

domenica 26 ottobre 2014

Avviso da Arona e Pallanza

Venerdì 31 di ottobre 2014, ore 18.30 

Chiesa di Santa Marta a Arona (Novara)

Santa Messa in  Rito Antico  nella solennità di Ognissanti



Sabato 1 di novembre 2014, ore 11.30 

Chiesa di San Giuseppe a Verbania Pallanza (Verbania)

Santa Messa in  Rito Antico nella solennità di Ognissanti

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In genere la Messa in Rito Antico viene celebrata ad Arona il sabato alle 18.30, mentre a Pallanza la domenica alle 11.30.




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Un Pellegrinaggio memorabile

Ieri migliaia di pellegrini giunti a Roma da vari Paesi dell'orbe cattolico hanno avuto la grazia di poter assistere al Santo Sacrificio della Messa celebrato nella Basilica di San Pietro dal zelante Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. È stato un successo strepitoso! Un eventuale flop  sarebbe stato disastroso per il movimento tradizionale, infatti i modernisti avrebbero avuto un'occasione imperdibile per dipingerci come “quattro gatti” che fanno solo caciara. E invece si sono presentati nel centro della cristianità migliaia di  arditi leoni pronti a combattere senza tregua la buona battaglia della fede.

Bisogna essere grati al Cardinale Burke per aver accettato di celebrare la Messa Pontificale. È edificante lo zelo di questo Principe della Chiesa! Un ringraziamento va anche ai sacerdoti, ai seminaristi e ai cantori che hanno curato il servizio liturgico. È chiaro che tutta questa meraviglia non è accaduta per caso. Dietro c'è stato l'impegno di un gruppo di generosi volontari. Faccio i miei complimenti a coloro che hanno lavorato sodo per organizzare il Pellegrinaggio. Apprezzo molto l'impegno di coloro che si battono a favore della Tradizione con opere concrete, non con semplici lamentele.

Solo una decina di anni fa, chi di noi poteva immaginare una Messa del genere in San Pietro? Chi avesse osato sognare una cosa del genere sarebbe stato etichettato come “vittima di idee anacronistiche” e forse anche come “scismatico”. Le speranze che ieri sembravano folli sogni, oggi sono realtà. Che cosa ci aspetta il futuro? Un giorno la Messa tridentina sarà celebrata persino all'altare del Bernini? Staremo a vedere ciò che accadrà nei prossimi anni, ma una cosa è chiara a tutti: dopo l'11 febbraio 2013 (giorno dell'annuncio delle dimissioni di Papa Benedetto XVI), non c'è stato nessun “rompete le righe”. Se qualche modernista con l'acquolina in bocca si aspettava che il nuovo movimento liturgico si sfaldasse, è rimasto a bocca asciutta. 

I fedeli legati alla Tradizione Cattolica quando iniziano una buona battaglia, la combattono fino alla fine. La battaglia non è solo sul fronte liturgico, ma su tutti i fronti della vita cristiana. Bisogna abbattere la “rivoluzione culturale” modernista che da decenni ha sfigurato l'immagine del cattolicesimo. Non ne possiamo più delle Messe show e degli abusi liturgici! Siamo stanchi dei teologi che negano che Cristo sia l'unico salvatore del genere umano! Basta con la secolarizzazione degli Ordini religiosi!

Ormai è chiaro, i modernisti avranno ancora filo da torcere, la lotta spirituale continua su tutti i fronti sino a quando non sarà estirpata definitivamente la “sintesi di tutte le eresie”.

sabato 25 ottobre 2014

Ringraziare Gesù per la vocazione religiosa

Tempo fa una lettrice del blog sulla vocazione religiosa ha registrato una bella preghiera scritta dal zelantissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori.

Vi consiglio di ascoltare il file mp3, cliccando qui.

Oportet illum regnare!

Sub Christi Regis vexíllis militáre gloriámur!


In confessionale col telefonino

Pubblico la lettera di una lettrice sul tema della Confessione.


Caro D.,
               ricordo che preferisci il tu e così veniamo al dunque!

Stamattina sono entrata in una Basilica per confessarmi prima di partecipare alla Santa Messa anche perchè oggi inizia la novena per le anime del Purgatorio. Cosa mi trovo davanti? Un giovanotto col confessionale aperto, stola viola al collo ed invece di avere un buon libro di meditazione fra le mani, armeggiava col cellulare al quale non aveva abbassato la suoneria e si sentiva perfettamente ogni tasto che schiacciava! Tutto questo ovviamente fatto in modo plateale, davanti a tutti e soprattuttto nell'indifferenza generale dei fedeli che passavano di là e potevano vederlo perfettamente! Ho cambiato strada ed ho aspettato che lasciasse il confessionale per cedere il turno ad un confratello più devoto e composto. Non è il primo prete che vedo usare il cellulare in confessionale, specie con le porte spalancate. Avendo il cellulare acceso (perchè si capiva che stava inviando sms o forse giocava?) mi chiedo che succede durante una confessione: potrebbe squillare il cellulare o forse sente arrivare un sms e si distrae. E' normale tutto ciò?  Anche in altri luoghi ho visto questo  comportamento...che tristezza!

Magari puoi scrivere tu qualche riflessione sull'argomento...io non ho più parole!
Sursum corda!

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo, 
                                         la situazione ecclesiale è semplicemente drammatica, con le lacrime agli occhi bisogna supplicare il Signore di inviarci presto numerosi e santi sacerdoti che zelino davvero il bene delle anime.

La Confessione non è una chiacchierata tra amici, ma è un sacramento che va trattato con rispetto. Io apprezzo tanto quei sacerdoti che confessano vestiti in maniera idonea (non con abiti secolari), che usano il confessionale con la grata, che sanno ascoltare i penitenti, ecc. Ma soprattutto gioisco quando mi accorgo che hanno una buona preparazione dottrinale, cioè sono esperti in Teologia Morale. In passato facevo molte domande in Confessione per cercare di capire cosa fosse peccaminoso e cosa no, ma spesso ricevevo delle risposte fumose, contraddittorie, o che comunque mi lasciavano insoddisfatto e perplesso. Per questo motivo mi sono messo a leggere diversi manuali di Teologia Morale scritti da dotti autori del passato (Sant'Alfonso, Frassinetti, Jone, Piscetta, e altri) dove ho potuto finalmente trovare le risposte a tante domande che mi ponevo, e purtroppo ho potuto constatare che diverse risposte che mi avevano dato certi confessori erano errate. 

Purtroppo, gli scritti degli autori che ho citato, pur essendo ancora in gran parte validi, tuttavia avrebbero bisogno di essere “aggiornati” (nel senso buono del termine), sia perché molte leggi ecclesiastiche sono cambiate, sia perché il dibattito teologico su molti temi è andato avanti. Gli stessi autori che ho citato avevano opinioni diverse su diverse questioni: per esempio certe cose che per Sant'Alfonso (XVIII secolo) erano considerate occasioni prossime di peccato mortale, per altri autori di buona dottrina (di secoli successivi) invece non erano considerate prossime alla colpa grave, e in qualche caso erano considerate addirittura occasioni necessarie.

Purtroppo, spesso i manuali moderni sono troppo generici e non fanno capire cosa è peccato e cosa non lo è, cosa è grave e cosa è veniale. Lo so, quelli che la pensano come me vengono accusati di amare la casistica, ma non me ne importa. Anche Sant'Alfonso veniva accusato di fare casistica, eppure lui non solo si è fatto santo, ma ha pure salvato tante anime, mentre i suoi detrattori non sappiamo che fine hanno fatto.

Il problema non è “fare casistica”, ma è riuscire a  sbrogliare i dubbi di coscienza della gente, ciò che non fanno i teologi modernisti con i loro prolissi, fumosi, e sociologici discorsi.

Insomma, auspico che vengano scritti dei moderni manuali di Teologia Morale, ma con lo “stile antico”, cioè spiegando caso per caso quel che è peccato, quel che è grave e quel che è veniale.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter

venerdì 24 ottobre 2014

Siamo all'apostasia

Il sacro non è soltanto il rito: è la presenza nel rito della realtà significata. Quando si mitizza il rito, si perde il senso della sostanza che contiene. Non ci si meravigli poi che l’Eucarestia divenga per taluni una semplice festa dell’unità umana, in cui Dio è semplicemente spettatore. Qui, siamo non alla eresia, ma alla apostasia.


[Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla rivista "Renovatio", VI, 1970]

Il modernismo annebbia le coscienze

Una signora mi ha scritto una breve riflessione circa uno dei peggiori danni causati dal modernismo.


Ciao D.
Apprezzo che tu mantenga l'anonimato dei lettori.

[…] È vero ciò che dici tu, che i modernisti hanno raggiunto un'età avanzata ed è solo questione di tempo, ma hanno fatto tanti danni. Nel mio piccolo lo vedo: molti di quelli che sono più fedeli alla preghiera e ai sacramenti, hanno come perso la bussola, non sanno più distinguere il bene dal male, non hanno una conoscenza vera dell'insegnamento della Chiesa. 

Cerchiamo di fare, ognuno nel proprio ambito, il massimo del bene che possiamo fare, di combattere la buona battaglia come dice S. Paolo. Poi, se le cose migliorano, bene; in caso contrario, nessuno ci può togliere la pace che il Signore ci dona. E la certezza che Lui vince, ha già vinto.

Cari saluti
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                            pubblico in forma anonima le e-mail che mi scrivono i lettori anche perché in questo modo non scoraggio dallo scrivermi coloro che temono di veder pubblicato il proprio nome sul blog.

Per quanto riguarda la tua riflessione sugli effetti devastanti del modernismo, devo dirti che anche io ho notato che ci sono molti fedeli che pur facendo vita devota (pregano, vanno a Messa, partecipano a pellegrinaggi, fanno letture spirituali, ecc.), tuttavia hanno le idee confuse su ciò che è moralmente lecito e ciò che non lo è. Spesso su temi spinosi come la fornicazione, l'omosessualità, la contraccezione, le mode indecenti, gli spettacoli scandalosi, e tante altre cose, la pensano più o meno come i laicisti, magari tentando di fare assurdi compromessi tra Vangelo e mondanità.

I modernisti si stanno estinguendo come i mammut (conosci qualche giovane under 35 che legge i libri dei teologi eterodossi? Penso proprio di no), ma stanno lasciando devastazioni e macerie spirituali alle loro spalle. Bisogna rimboccarsi le maniche e ricostruire ciò che hanno distrutto, a cominciare da una vita cristiana vissuta nella fedeltà a ciò che la Chiesa ha sempre insegnato. Vivere il cristianesimo in maniera coerente è un potente mezzo di apostolato. 

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

giovedì 23 ottobre 2014

Le “bufale” contro i Francescani dell'Immacolata

Il demonio non sa più cosa inventarsi pur di seminare zizzania contro i Francescani dell'Immacolata. Sentite cosa mi ha raccontato una lettrice.


Carissimo D.,
                         come stai? È tempo che non ti scrivo, ma seguo quotidianamente il tuo blog. Certe volte alcune risposte le ricevo proprio da lì. Grazie.

Da tempo volevo chiederti il parere a proposito dei Frati Francescani dell'Immacolata: in un incontro con le componenti dell'Associazione di cui faccio parte [...] ho sentito dire che i Frati dell'Immacolata nelle Sante Messe fanno delle “boiate”. Non è stato specificato cosa si intende per quel termine; [...] inoltre sembra che portino avanti più Maria che Gesù. Sono rimasta un po' sorpresa.

Cosa ne pensi? Può essere un fatto isolato? […] Da tempo noto invece molti sacerdoti della mia zona che dicono la Messa settimanale in 20 minuti! Non riesco a pregare cosi.

[…] Sono molto d'accordo con te quando parli degli Ordini di stretta osservanza, ho amicizia con delle Clarisse a poca distanza da me e, senza giudicare, la differenza si vede, come pure le Monache Benedettine di [...]. Che grande Grazia la loro amicizia!

Un grande Grazie da parte mia a te per il blog e per l'amicizia: mi sono di conforto nei momenti di solitudine e di tristezza (purtroppo sono molti per la situazione che conosci).

In Gesù e Maria ti saluto,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo, 
                                         per quanto riguarda la celebrazione della Messa, i Francescani dell'Immacolata sono tra i migliori che conosca. La celebrano con devozione e sacralità, sforzandosi di evitare di commettere i soliti abusi liturgici che invece commettono tanti altri sacerdoti, sia del clero diocesano che del clero regolare (cioè appartenenti ad istituti religiosi).

Sant'Alfonso Maria de Liguori criticava severamente il comportamento di quei preti che celebravano la “Messa strapazzata”, cioè commettendo degli abusi liturgici. Soprattutto criticava la fretta nel celebrare. Secondo lui è peccato mortale celebrare la Messa troppo in fretta (ad esempio in un quarto d'ora), perché in così breve tempo non può essere celebrata senza “mangiarsi” le parole e “strapazzare” le cerimonie, e senza mancare gravemente alla riverenza e gravità richiesta dal Santo Sacrificio dell'altare,dando tra l'altro un grave scandalo ai fedeli.

Magari tutti i sacerdoti celebrassero la Messa come fanno i Francescani dell'Immacolata! Invece assistendo a una Messa celebrata male, senza devozione e sacralità, con canti “profani” (o perlomeno non adatti a un rito sacro), e con abusi liturgici di vario tipo, c'è il rischio che qualche fedele perda la fede. Del resto, se molte chiese, pur essendo situate in quartieri popolati da migliaia di cattolici, sono quasi deserte anche di domenica, ci sarà una spiegazione. Le “Messe strapazzate” allontanano le anime da Dio e dalle chiese!

Per quanto riguarda l'accusa secondo cui i Francescani dell'Immacolata sarebbero troppo devoti alla Madonna, si tratta di una vera e propria ridicola stupidaggine. Diceva Santa Teresa di Lisieux che non dobbiamo preoccuparci di “amare troppo” la Madonna, perché tanto non riusciremo mai ad amarla tanto quanto l'ama Gesù. Anche San Luigi Grignon de Montfort, San Massimiliano Maria Kolbe, Sant'Alfonso Maria de Liguori e tanti altri santi, vennero ingiustamente accusati di parlare troppo della devozione alla Beata Vergine Maria, trascurando in questo modo Dio, che è il fine ultimo della nostra esistenza. La realtà è esattamente all'opposto, infatti la devozione alla Regina del Cielo non è fine a se stessa, ma conduce le anime a Gesù. San Bernardo diceva che chi non è devoto alla Beata Vergine Maria è moralmente impossibile che si salvi, perché è come se chiudesse il canale delle grazie. Infatti Ella è la Mediatrice di tutte le grazie che Dio ci dona, quindi commettono un grosso errore coloro che non la amano con un tenero amore filiale e non si rivolgono a Lei per chiederle aiuto. Del resto, è Dio stesso che desidera che nel mondo si propaghi la devozione alla Madonna (in particolare al suo Cuore Immacolato), come venne confidato a suor Lucia di Fatima nel corso di un'apparizione della Beata Vergine.

Anche San Francesco ebbe una visione nella quale vide che coloro che cercavano di andare direttamente a Gesù senza l'aiuto della Madonna, non riuscivano a raggiungerlo, invece coloro che si affidavano alla Beata Vergine Maria riuscivano a raggiungere Cristo. 

I Francescani dell'Immacolata fanno benissimo a diffondere la devozione alla Madre del Redentore Divino. Se vuoi saperne di più su questo argomento ti consiglio di leggere “Le Glorie di Maria” di Sant'Alfonso Maria de Liguori e “Trattato della vera devozione a Maria” di San Luigi Grignon de Montfort. 

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

mercoledì 22 ottobre 2014

Parole sagge

Riporto un brano di un interessante articolo di Mons. Mario Oliveri, apparso sulla rivista "Studi Cattolici" del gennaio 2009.

"Si sta forse prendendo atto che là dove il Concilio Vaticano II è stato interpretato come discontinuità con il passato, come rottura, come rivoluzione, come cambiamento sostanziale, come svolta radicale, e, dove è stato applicato e vissuto come tale, è nata davvero un’altra chiesa, ma che non è la Chiesa vera di Gesù Cristo; è nata un’altra fede, ma che non è la vera fede nella Divina Rivelazione; è nata un’altra liturgia, ma che non è più la Liturgia Divina, ma che non è più la Liturgia tutta intessuta di Trascendenza, di Adorazione, di Mistero, di Grazia che discende dall’Alto per rendere davvero nuovo l’uomo, per renderlo capace di adorare in Spirito e Verità; si è andata diffondendo una morale della situazione, una morale che non è ancorata se non al proprio modo di pensare e di volere, una morale relativistica, a misura del pensiero non più sicuro di nulla, perché non più aderente all’essere, al vero, al bene."

Premio Stalin per la pace


Spesso quando penso ai modernisti mi vengono in mente i loro compagni comunisti. Quante menzogne hanno seminato i rossi tra la gente! Sapevano mistificare la realtà in maniera spudorata: parlavano di pace, e intanto massacravano milioni di uomini e tenevano in schiavitù interi popoli. Addirittura nel 1950, in contrapposizione al “Premio Nobel per la pace”, istituirono il “Premio Stalin per la pace”. Non sto scherzando, ebbero la sfrontatezza di istituire un premio per la pace dedicandolo a “Baffone”, che durante la sua lunga tirannia causò la morte di decine di milioni di persone. È veramente una cosa assurda!


Anche i modernisti parlano di pace, fratellanza, amicizia, e intanto perseguitano continuamente quei cattolici che secondo loro sono “colpevoli” di voler rimanere fedeli al Magistero perenne della Chiesa. Addirittura hanno la faccia tosta di accusare i cattolici fedeli alla Tradizione di creare divisioni nel Corpo Mistico di Cristo! Mistificano la realtà proprio come i comunisti che sulla “Pravda”, l'organo di stampa ufficiale del Partito Comunista Sovietico, sparavano menzogne a raffica, calunniando, inventando fatti o stravolgendone il significato. Il comunismo e il modernismo sono ideologie fondate sulla menzogna, ed entrambe hanno una visione immanentista della vita.

I modernisti parlano di pace e intanto fanno la guerra, causando la desertificazione spirituale. E se qualche cattolico con la schiena dritta osa ricordare ai novatori il Magistero perenne della Chiesa, viene accusato ingiustamente di fomentare divisioni. Ciò mi ricorda le persecuzioni subite da San Paolo, il quale veniva scacciato dalle città in cui faceva apostolato, accusato di turbare l'ordine pubblico. Noi accettiamo tutti i dogmi di fede e tutti gli insegnamenti dei Sommi Pontefici su questioni morali, eppure siamo accusati di turbare “l'ordine pubblico” nella Chiesa. In realtà ciò che turbiamo è il tentativo dei modernisti di fondare una “nuova religione” senza dogmi definiti e senza una morale vincolante. Che cosa pretendono, che ce ne restiamo in silenzio mentre loro riducono in macerie la Chiesa? Giammai! Daremo battaglia fino all'ultimo respiro! A noi gli applausi del mondo non ci interessano, il nostro scopo è solo quello di dare gloria a  Dio osservando fedelmente la sua santa Legge. Noi non odiamo nessuno, né i modernisti né i rossi, anzi preghiamo affinché lascino i loro errori dottrinali e abbraccino la Fede cattolica nella sua interezza, senza fare sconti o “depenalizzare” alcuni Comandamenti del Decalogo.

Se i modernisti dovessero intestardirsi e continuare la “lotta continua” contro la Tradizione, parlando di pace e fomentando lo scontro nella Chiesa, sappiano che andranno in contro a una disfatta tremenda, peggio di quella di Napoleone a Waterloo. Potranno pure ottenere l'approvazione e gli applausi dei rossi (una sorta di “premio di consolazione”, visto che oggi il “Premio Stalin per la pace” non esiste più), ma non riusciranno a demolire il Corpo Mistico di Cristo. Guai a chi semina scandali e trascina le anime nell'errore! Con Dio non si scherza. 

martedì 21 ottobre 2014

Avviso da Torino


Domenica 26 ottobre 2014, ore 18

Santuario di Cristo Re (suore Povere Figlie di S. Gaetano)

Lungo Dora Napoli 76

Torino

SANTA MESSA CANTATA LATINO- GREGORIANA
nella solennità di N.S. Gesù Cristo Re dell'universo


Celebrante: don Stefano Cheula, Parroco

Omelia di Mons. Massimo Degregori, attaché presso la Missione Permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra

Coro "Abbazia della Novalesa"
Organista:  Marco Capello

al termine della celebrazione canto dell'Inno Te saeculorum principem e recita della preghiera a Gesù Cristo Re Universale


Si segnala che, data la concomitanza delle celebrazioni, la consueta S. Messa cantata dell'ultima domenica del mese presso la parrocchia di Gesù Crocifisso e Madonna delle Lacrime non sarà celebrata.


Programma musicale della celebrazione


Processione d'Ingresso: Improvvisazione d'Organo

Introito: Dignus est agnus (antifona propria gregoriana della solennità di Cristo Re)

Kyrie VII (De angelis) alternatim Schola/fedeli

Gloria VII (De angelis) alternatim Schola/fedeli

Graduale  (Dominabitur: graduale proprio gregoriano della solennità di Cristo Re)

Alleluia - Potestas eius  (proprio gregoriano della solennità di Cristo Re)

Offertorio: Postula a me (antifona propria gregoriana della solennità di Cristo re)

All'incensazione delle offerte: improvvisazione d'organo

Sanctus VII (De angelis)

All'elevazione: Elevazione per organo (Ravanello)

Agnus Dei VII (De angelis)

Alla Comunione:  Lauda Sion - Christus Vincit (Caudana)

Communio: Sedebit  Dominus (antifona propria gregoriana della solennità di Cristo Re)

Ite Missa est VII (De angelis)

All'ultimo vangelo: Salve Regina (antifona gregoriana del tempo) tonus simplex

Dopo la Messa: Te saeculorum principem (inno dei secondi Vespri della Solennità di Cristo Re)

Christus Vincit

Recessionale: improvvisazione d'organo


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Avviso per i pellegrini "Summorum Pontificum"

Uno degli organizzatori del Pellegrinaggio "Summorum Pontificum" mi ha inviato il seguente messaggio:

Potete ricordare per favore ai vostri lettori che il modo migliore per accedere alla basilica sabato per la Messa con il cardinale Burke [di sabato 25 ottobre, n.d.r.] è di unirsi alla processione che partirà da San Lorenzo in Damaso dopo l'adorazione eucaristica?

L'adorazione è alle 9.30, la processione patirà alle 10.30 e giungerà verso le 11.15 in piazza San Pietro (chi non può camminare può aspettarci sotto il portico della libreria L'Ancora o della Sala Stampa).

Grazie! 

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Linguaggio virile e battagliero

Tempo fa ho sorriso quando ho letto l'accusa di un signore anonimo, il quale sosteneva che il mio modo di esprimermi è simile a quello usato dai cinegiornali dell'Istituto Luce del “Ventennio”. Evidentemente costui non ha mai letto i testi dei discorsi di Pio XII (anche lui usava un linguaggio virile e battagliero), penso ad esempio al magistrale discorso “Una gioia”, con cui il 30 dicembre del 1953 benedisse la santa Crociata della purezza indetta dalla gioventù femminile di Azione Cattolica. L'eroico Pontefice, col suo linguaggio tutt'altro che “politicamente corretto”, espresse il suo pensiero sulle storiche Crociate in Terra Santa con queste energiche parole: “Il degno e felice nome di Crociata, da voi scelto e imposto alla bella e grande vostra campagna, mentre s’ingemma della Croce, faro di salvezza al mondo, risveglia i gloriosi ricordi storici delle Crociate dei popoli cristiani, sante spedizioni e battaglie fatte e combattute insieme, sotto i sacri labari, per la conquista dei Luoghi Santi e per la difesa delle regioni cattoliche dalle invasioni e minacce degli infedeli.”

L'8 settembre 1953, così si rivolse agli assistenti ecclesiastici diocesani della Gioventù Italiana di Azione Cattolica. “In questi tempi di tanta trepidazione e così risolutivi per la salvezza degl'individui, per l'ordine nelle nazioni e per la pace fra i popoli, la Chiesa ha chiamato e continua a chiamare a raccolta tutti gli uomini di buon volere, affinchè si considerino come mobilitati per la lotta contro un mondo così disumano, perchè così anticristiano. Noi stessi andiamo ripetendo che, crollate alcune vecchie strutture, occorre intraprendere l'opera della ricostruzione di un mondo in molti aspetti diverso e migliore. Ora Noi guardiamo la Gioventù cattolica come una delle più belle forze, sulle quali si può fare sicuro assegnamento. Oltre 200.000 Iuniores e 300.000 Aspiranti sono certo preziose reclute di un grande, promettente esercito : splendida primavera di giovinezze da poco sbocciate o che stanno per aprirsi alla vita. Ci pare quasi di vedere qui raccolte tutte le anime di questi carissimi figli, pupilla degli occhi Nostri. Voi infatti li portate, in modo misterioso ma vero, nel vostro cuore sacerdotale, e in questo momento state come presentandoli a Noi per invocare su di essi la benedizione di Dio. Dite loro che il Papa li ama di tenerissimo amore e conta su ciascuno di loro. Dite che abbiamo bisogno di giovani eroi, disposti a tutto per amore di Cristo e della sua Chiesa. Noi siamo certi che basterà un Nostro « cenno », una Nostra « voce », perché l'Altare abbia il suo esercito, pacifico ma ardito, pronto alla difesa, alla conquista, alla positiva costruzione.”

Pochi giorni dopo, nell'Allocuzione del 19 settembre, si espresse con queste parole: “Noi abbiamo raccomandato di preparare alla Chiesa un esercito di giovani eroi, pronti a qualsiasi ardimento. Volete anche voi essere coraggiose avanguardie di questo pacifico esercito? Volete corrispondere pienamente a ciò che la Chiesa aspetta dalla sua gioventù studiosa? Dopo il felice successo nel Concorso « Veritas », vi attende un'altra vittoria : quella sopra un mondo senza Cristo, senza Dio. Ma non si combatte e non si vince una tale battaglia spirituale, se non con una fede viva, integra, coerente. Haec est victoria, quae vincit mundum, fides nostra.”

Potrei citare anche altri discorsi, tra cui l'entusiasmante radiomessaggio “Con inmenso gozo”, del 16 aprile 1939, con cui si rallegrò della vittoria delle eroiche truppe della coalizione anticomunista che era riuscita a sconfiggere le milizie “rosse”, liberando così la Spagna dalla feroce, sanguinaria e anticristiana tirannide anarco-marxista.

Quel signore anonimo probabilmente non ha mai letto le parole della Canzone “Bianco Padre”, l'inno della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, che contiene frasi del tipo “falange di Cristo Redentore”, “siamo arditi della fede”, “siamo […] un esercito all'altar”, "Balde e salde s'allineano le schiere [...] ed ogni figlio è pronto alla guerra  [spirituale, n.d.r.]" (testo e musica di Mario Ruccione).

Dunque, come dimostrato, il linguaggio virile e battagliero non è una prerogativa esclusiva dei cinegiornali dei tempi che furono, ma è un linguaggio che ha avuto piena cittadinanza anche nella Chiesa Cattolica. Insomma, io non cerco di ispirarmi ad Achille Starace o a qualche altro gerarca del Ventennio, ma a Pio XII, uno dei più grandi condottieri della Chiesa militante.

lunedì 20 ottobre 2014

L'eroica resistenza del movimento tradizionale

Una fedelissima lettrice del blog mi ha confidato di aver pianto a causa della drammatica situazione in cui versa l'orbe cattolico. Ecco quel che le dico per animarla al combattimento in difesa della fede.


Cara sorella in Cristo,
                                           ti scrivo con la speranza di poter esserti qualche aiuto spirituale.

La situazione generale della Chiesa è semplicemente drammatica a causa di abusi liturgici, rilassamento disciplinare, ambiguità, eresie, ecc., che dilagano tra preti e fedeli. Anche in passato ci sono stati dei periodi burrascosi, penso ad esempio all'epoca dell'eresia ariana e a quella dell'insurrezione luterana, ma la Chiesa è riuscita sempre a risollevarsi. Il Corpo Mistico di Cristo non può morire, e non morirà nemmeno questa volta. È stato lo stesso Redentore Divino a prometterci che le porte dell'inferno non prevarranno giammai.

Quella che stiamo vivendo è una prova di fedeltà a Dio. Quante sofferenze stiamo patendo! Ma è proprio nei momenti difficili che si prova la propria fedeltà al Signore. È facile essere cristiani quando tutto va bene, ma un'anima è nell'ora della sofferenza che dimostra di amare davvero Dio, sopportando eroicamente i patimenti e rimanendo fedele al Signore, senza volgersi indietro verso le lusinghe del mondo traditore.

“Militia est vita hominis super terram”, diceva il Santo Giobbe. È proprio così, la vita su questa terra è un continuo combattimento contro i nemici dell'anima. Però non dobbiamo rattristarci. “Gaudere et exultare nos voluit in persecutione Dominus, quia tunc dantur coronae fidei, tunc probantur milites Dei”, diceva l'eroico vescovo San Cipriano. È così, il Signore vuole che nelle persecuzioni dobbiamo gioire ed esultare, perché è in esse che vengono messi alla prova i soldati di Dio e si riceve la corona della fede.

Insomma, è nei momenti di difficoltà che si vede se una persona ama veramente Gesù. Coloro che lo amano poco, si arrendono, mentre coloro che lo amano assai continuano con ardore la battaglia. I martiri combatterono tenacemente e preferirono la morte anziché tradire il Redentore Divino. Perdere la vita terrena per salvare la vita eterna dell'anima. “Un'anima, un'eternità!”, diceva Santa Teresa d'Avila alle sue seguaci.

L'antidoto alle ambiguità e alle eresie che circolano in giro sta nel nutrire la propria anima col Magistero perenne della Chiesa. Ti consiglio di nutrirti soprattutto degli insegnamenti di Pio XII, il quale non solo parlava chiaramente e confermava nella fede i cattolici, ma spesso usava anche un linguaggio combattivo che dona tanto entusiasmo nella battaglia spirituale. Il “Pastor Angelicus” è stato uno dei più grandi Condottieri della Chiesa Militante. Cerca di leggere tutto di Papa Pacelli, non solo le encicliche, ma anche i discorsi e i radiomessaggi. Ti daranno vigore all'anima!

Ovviamente puoi leggere anche il Magistero dei successori di Pio XII, per esempio l'interessante Costituzione Apostolica “Veterum Sapientia” circa l'importanza del latino nella Chiesa, l'Enciclica “Humanae Vitae”, l'Istruzione "Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali", ecc.

Certo che fai bene a continuare ad andare alla Messa tridentina! Anzi, adesso ne hai bisogno più che in passato, perché hai la necessità di nutrire la tua anima con l'intramontabile Rito Romano antico, che con la sua ineffabile ricchezza dottrinale sprona al combattimento spirituale.

Non preoccuparti, non stai affatto cadendo nell'eresia, infatti tu stai soffrendo proprio perché vuoi rimanere ancorata agli insegnamenti del Magistero perenne della Chiesa. Mica Dio può condannarti perché accetti gli insegnamenti perenni della Chiesa! I santi furono fedeli al Magistero, eppure vennero spesso perseguitati ferocemente (pensa ad esempio a Sant'Atanasio). Ma mentre loro adesso godono in Cielo il premio eterno, chissà che fine hanno fatto i loro persecutori.

Coraggio, non arrenderti! Continua a combattere la buona battaglia in difesa della Fede! Devi essere come un valoroso soldato che non indietreggia di fronte al nemico, ma continua a lottare con indomita volontà e intrepido coraggio fino alla vittoria. In questo momento tutti i cuori dei cattolici fedeli alla Tradizione hanno un solo desiderio: continuare a combattere la buona battaglia!  Noi crediamo, noi vogliamo, noi dobbiamo vincere! 

Alcuni diranno: “Ma come fai ad essere così certo della vittoria finale, visto che il movimento modernista dispone di ingenti mezzi materiali, mentre noi siamo quasi a mani nude?” Rispondo con le parole dell'eroico e intrepido Condottiero delle fulgide vittorie militari dei Maccabei: “quoniam non in multitudine exercitus victoria belli, sed de cælo fortitudo est” (1 Machabæorum 3,19). È proprio così, la nostra vittoria non dipenderà dal numero dei combattenti o dai mezzi materiali a disposizione, la nostra forza viene dal Cielo! Certo, le difficoltà sono enormi, ma maggiori sono le avversità, più bella sarà la vittoria! Sursum corda!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

Sub Christi Regis vexíllis militáre gloriámur!


domenica 19 ottobre 2014

Un ragazzo all'inferno

Viveva a Londra, nel 1848, una vedova di ventinove anni, molto ricca e assai mondana. Tra i damerini che frequentavano la sua casa, si notava un giovane Lord, di condotta poco edificante.

Una notte, verso le dodici, la donna stava a letto leggendo un romanzo per conciliare il sonno. Appena spenta la candela per addormentarsi, si accorse che una strana luce, proveniente dalla porta, si diffondeva nella camera, crescendo sempre più. Meravigliata, spalancò gli occhi non sapendo spiegarsi il fenomeno. La porta della camera si aprì lentamente ed apparve il giovane Lord, complice dei suoi disordini.

Prima che essa potesse proferire parola, il giovane le fu vicino, l'afferrò al polso e disse in inglese: «C'è un Inferno, dove si brucia!».

Il dolore che la poveretta sentì al polso fu tale che svenne. Rinvenuta mezz'ora dopo, chiamò la camerie­ra, la quale entrando nella stanza sentì un forte puzzo di bruciato. La cameriera constatò che la padrona aveva al polso una scottatura così profonda da lasciar vedere l'osso, avente la superficie di una mano di uomo. Osservò ancora che dalla porta il tappeto aveva le impronte di passi d'uomo e che ne era bruciato il tessuto da una parte all'altra.

Il giorno seguente la signora seppe che la stessa notte il giovane Lord era morto.


[Brano di Don Giuseppe Tomaselli tratto da "L'inferno c'è". Imprimatur: Catania, 22-11-1954, Sac. N. Ciancio Vic. Gen.]

sabato 18 ottobre 2014

Avviso da Villafranca in Lunigiana


 Lunedì 20 ottobre 2014, ore 18.30 Santa Messa cantata nella forma straordinaria del Rito Romano.
Celebrante: Don Giovanni Poggiali
Fraternità San Filippo Neri
Viale dei Menhir 8
Villafranca in Lunigiana (MS)

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Avviso da Piacenza

Martedì 21 ottobre, ore 18.30

Santa Messa nella Chiesa di San Giorgino in sopramuro, ove si venera l'effige e la reliquia del Beato.

La S.Messa sarà celebrata dall'assitente ecclesiastico don Romano Pozzi in rito romano antico.




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Magistero del Venerabile Pio XII circa alcune "innovazioni" liturgiche


(Brano tratto dall'Enciclica “Mediator Dei” del Sommo Pontefice Pio XII)


È certamente cosa saggia e lodevolissima risalire con la mente e con l'anima alle fonti della sacra Liturgia, perché il suo studio, riportandosi alle origini, aiuta non poco a comprendere il significato delle feste e a indagare con maggiore profondità e accuratezza il senso delle cerimonie; ma non è certamente cosa altrettanto saggia e lodevole ridurre tutto e in ogni modo all'antico. Così, per fare un esempio, è fuori strada chi vuole restituire all'altare l'antica forma di mensa; chi vuole eliminare dai paramenti liturgici il colore nero; chi vuole escludere dai templi le immagini e le statue sacre; chi vuole cancellare nella raffigurazione del Redentore crocifisso i dolori acerrimi da Lui sofferti; chi ripudia e riprova il canto polifonico anche quando è conforme alle norme emanate dalla Santa Sede. 


venerdì 17 ottobre 2014

Un boomerang colpisce l'arroganza modernista

La superbia è la madre di tutte le eresie, soprattutto del modernismo, che è la sintesi di tutti gli errori dottrinali.

I seguaci del modernismo da qualche tempo si sono imbaldanziti, e sicuri di sé, forse pensando di non incontrare resistenze, hanno tentato di sfasciare la morale cattolica gettando la maschera e affermando platealmente di voler sdoganare “de facto” le convivenze “more uxorio”, le quali sono contrarie al Sesto Comandamento del Decalogo e offendono gravemente Dio, come ha sempre insegnato la Chiesa Cattolica in venti secoli di storia.

Ma la tracotanza dei modernisti si sta rivelando un boomerang che gli si sta ritorcendo contro. Infatti le loro tesi in campo morale, essendo contrarie alla Legge Eterna di Dio, e quindi non potendo in alcun modo essere accettate (infatti quando un atto umano è intrinsecamente perverso, non può essere compiuto per nessuna ragione al mondo), hanno provocato non solo la dura reazione degli ambienti tradizionali, ma persino quella di ambienti considerati “moderati”. Ormai è in corso una vera e propria sollevazione popolare contro questa deriva progressista. Insomma, i modernisti hanno tirato troppo la corda e adesso si stanno beccando la forte reazione di tutti i cattolici che hanno conservato un minimo di coerenza col Magistero perenne della Chiesa.

Li avete visti i modernisti? Da qualche tempo hanno facce da funerale. Pensavano che le loro tesi avrebbero trovato scarse resistenze, non si aspettavano una sollevazione popolare. Adesso abbassino la cresta e la smettano di diffondere con spavalderia e alterigia errori dottrinali che calpestano la Legge Eterna. Non siamo noi creature a stabilire quel che è giusto e quel che è sbagliato, ma è il Creatore nella sua infinita sapienza. Guai a chi osa sfidare Dio! La Chiesa Cattolica è immortale, nessuno può distruggerla. Sono stati sconfitti Robespierre, Napoleone, Stalin, Hitler, Ceaușescu, e tanti altri persecutori del Corpo Mistico di Cristo, saranno sconfitti anche i modernisti nonostante la prepotenza, l'arbitrio e la tirannide che li contraddistingue. 

giovedì 16 ottobre 2014

La “primavera modernista” è sul viale del tramonto

È da oltre mezzo secolo che la martellante propaganda modernista, “radiogonfiata” dai media gestiti dai loro compagni progressisti, continua a ripetere che la Tradizione Cattolica va accantonata e sostituita con una sorta di “nuova religione” aperta alla mentalità mondana, la quale, secondo loro, fa entrare nella Chiesa l'aria pura della primavera. Ma noi li conosciamo bene i frutti di questa tanto decantata “primavera modernista”: forte calo delle vocazioni sacerdotali, tracollo delle vocazioni religiose, conventi chiusi, seminari deserti, monasteri venduti e trasformati in agriturismo, chiese semivuote, confessionali abbandonati, ignoranza religiosa, templi sconsacrati e adibiti a ristoranti o ad altri usi profani, crollo della pratica religiosa, propagazione delle eresie, divorzi in forte aumento, diffusione delle convivenze prematrimoniali, ateismo dilagante, eccetera. Contro i fatti non c'è argomento che tenga: le “conquiste” e le “vittorie” dei modernisti, strombazzate da una bugiarda e sfrontata propaganda mediatica, sono in realtà dei veri e propri disastri spirituali, altro che primavera! Dove passa lo spirito modernistico avviene una desertificazione spirituale, come se fosse passata un'orda di barbari.

I miliziani della “primavera modernista” parlano tanto di pace, fratellanza, carità fraterna, e intanto perseguitano i cattolici rimasti fedeli al Magistero perenne della Chiesa. Ma cinquant'anni di persecuzioni non sono riusciti ad annientare l'eroica resistenza dei valorosi difensori della Tradizione, che hanno saputo tenere alta la bandiera della cattolicità, contro le aggressioni della vasta “coalizione liberal” dei nemici del Corpo Mistico di Cristo. Il movimento tradizionale si è aperto con la forza delle armi spirituali (preghiera, penitenza, apostolato, ecc.) gli sbocchi vitali necessari alla propria sopravvivenza, compiendo sacrifici di ogni tipo. Le catene moderniste che tentavano di ghettizzare e soffocare il movimento tradizionale sono state spezzate dall'indomita e incrollabile fede dei militanti del “battaglione tridentino”, che nonostante le mille avversità sono ancora in piedi, con la schiena dritta, pronti a continuare la battaglia spirituale per cancellare l'onta del tradimento modernista e riconquistare la completa libertà che consentirà di poter vivere in pace l'esperienza della Tradizione. 


L'immane incendio che divampa su vasti fronti dell'orbe cattolico si spegnerà solo col tramonto delle vegliarde e tracotanti milizie moderniste, le quali stanno rabbiosamente tentando l'ultimo assalto per scardinare la granitica resistenza dei fedeli tradizionali e ridurre in macerie la Chiesa, distruggendo dogmi, princìpi morali e liturgia. È una campale lotta spirituale tra il giovane, forte e virile movimento tradizionale, contro il vecchio e sterile popolo progressista, affamatore e carnefice delle anime. È una lotta tra due concezioni opposte della vita: soprannaturale da una parte, immanentista dall'altra. Bisogna ringraziare Dio per averci concesso l'onore di averci chiamato a combattere in quest'ora grave la buona battaglia della fede per la sua maggior gloria. Adesso stiamo soffrendo assai, mentre i “rossi” sghignazzano con arroganza, ma noi sappiamo bene che gioirà pienamente chi gioirà per ultimo. All'orizzonte già si intravvedono i primi bagliori della radiosa alba del trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat!