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lunedì 28 luglio 2014

Dialogare familiarmente col Signore

Tempo fa una ragazza mi confidò di dialogare con Gesù e Maria. Ripubblico la risposta che le diedi.

Carissima in Cristo,
                               mi è piaciuto molto leggere la descrizione fatta con semplicità e schiettezza del modo colloquiale con cui dialoghi con Dio. Ciò che fai non è una cosa da matti, anzi! Sant'Alfonso Maria de Liguori scrisse un opuscolo intitolato “Modo di conversare continuamente ed alla familiare con Dio”, nel quale spiega che trattare col Signore con gran confidenza e familiarità non è affatto un mancare di rispetto alla sua maestà infinita. Secondo questo grande Dottore della Chiesa bisogna rivolgersi a Dio con l'amore più tenero e confidente che sia possibile, poiché Egli gioisce quando una sua creatura si rivolge a Lui con quella confidenza, libertà e tenerezza con cui i bimbi si rivolgono alle loro mamme.

Dunque continua pure a dialogare “da cuore a cuore” con Gesù e Maria, e intanto frammezza i tuoi dialoghi con brevi e intese frasi d'amore che saranno come frecce infuocate che vi lancerete reciprocamente. In questo modo ti infiammerai d'amore per il Redentore, mentre Lui già arde d'amore per te fin dall'eternità. Il mondo non esisteva, tu non esistevi, ma Egli già pensava a te e ti amava ardentemente come se tu fossi l'unica persona che avrebbe creato. Quindi ognuno di noi può e deve dire di Gesù (soprattutto quando si riceve devotamente l'Eucaristia), quel che diceva la sposa del Cantico dei Cantici: Dilectus meus mihi et ego illi (Cant. II, 16), il mio amato Dio s'è dato tutto a me e io tutto a Lui mi dono.

Spero che anche altri lettori del blog possano imitare il tuo modo di pregare, prendendo l'abitudine di parlare a Dio da cuore a cuore, familiarmente e con confidenza ed amore come ad un amico, il più amorevole di tutti.

Alcuni domanderanno: ma di quali temi possiamo trattare con Dio? Raccontategli dei vostri affari, dei vostri progetti, delle vostre pene, dei vostri timori e di tutto quello che vi riguarda. Come ho già detto, fatelo con confidenza e col cuore “aperto”, cioè senza soggezione. Potete parlare con Dio ovunque vi troviate, poiché Egli è onnipresente. Dunque, non dimenticatevi mai della sua dolce presenza, come purtroppo fa la maggior parte degli uomini. Parlategli quanto più spesso potete; se voi lo amate, non vi mancheranno cose da dirgli. Il nostro Dio si compiace di abbassarsi a trattare con noi, e gode che noi gli comunichiamo le nostre occupazioni più semplici. Egli ci ama tanto ed ha tanta cura di ciascuno di noi. Dobbiamo avere la confidenza di raccomandargli non solamente le nostre necessità, ma anche quelle degli altri. Piacerà tanto al nostro Dio, che noi, dimenticando alle volte i nostri interessi, gli parliamo dei vantaggi della sua gloria, delle sofferenze altrui, specialmente degli ammalati e dei poveri, delle anime del purgatorio che sospirano la sua visione beatifica, e degli scellerati peccatori che vivono privi della sua grazia.

Se vogliamo compiacere il Cuore amante del nostro Dio, dobbiamo cercare quanto più spesso possiamo di parlare con Lui continuamente e con tutta la confidenza possibile, e Lui non sdegnerà di risponderci. Non si farà sentire con voci sensibili alle orecchie, ma con voci bene intelligibili al nostro cuore, allorché ci staccheremo dalla conversazione delle creature per trattenerci a parlare da solo a solo col nostro Dio. Egli ci parlerà con quelle ispirazioni, con quei lumi interni, con quei tocchi soavi al cuore, con quei segni di perdono, con quei saggi di pace, con quella speranza del paradiso, con quei giubili interni, con quelle dolcezze della sua grazia, con quegli abbracci e strette amorose; insomma ci parlerà con quelle voci d'amore che ben le intendono le anime che egli ama e che non cercano altro che Dio. Su questa terra la Santissima Trinità sia l'unica nostra felicità, l'unico oggetto dei nostri affetti, l'unico fine di tutte le nostre azioni e desideri, fintanto che giungeremo nella Patria Celeste, dove finalmente potremo contemplare da faccia a faccia Colui che abbiamo tanto desiderato d'amare durante il pellegrinaggio terreno.

domenica 27 luglio 2014

Il pensiero dell'eternità

Ho rielaborato per renderne più agevole la lettura, alcune belle meditazioni del mio amatissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori. Ecco a voi delle bellissime riflessioni sull'eternità e sul pellegrinaggio terreno.

Sant'Agostino definiva il pensiero dell'eternità come "magna cogitatio", ossia il gran pensiero. Questo pensiero ai santi ha fatto comprendere che tutti i tesori e le grandezze di questa terra non sono altro che paglia, fango, fumo e sterco. Questo pensiero ha convinto tanti giovani, anche nobili, re e imperatori ad entrare in convento. Questo pensiero ha dato coraggio a tanti martiri di sopportare gli atroci tormenti della morte anziché tradire Dio.

No, non siamo stati creati per questa terra; il fine per cui Dio ci ha posti nel mondo è di farci meritare la vita eterna con le buone opere. A tal proposito Sant'Eucherio diceva che l'unico affare di cui dobbiamo avere premura in questa vita è l'eternità, cioè di guadagnare l'eternità felice del paradiso e di evitare quella infelice dell'inferno: Negotium, pro quo contendimus, aeternitas est. Se ci salveremo saremo per sempre felici, se ci danneremo saremo per sempre infelici.

La fede è ciò che fa vivere i giusti in grazia di Dio e che dà vita alle anime, distaccando i cuori dagli affetti terreni e ricordando loro i beni eterni che Dio propone a coloro che l'amano. Per vincere le passioni e le tentazioni bisogna che spesso ravviviamo la fede, dicendo: Credo vitam aeternam, credo che dopo questa vita la quale presto per me finirà, vi è la vita eterna, o ripiena di gioie o ripiena di sofferenze, che mi toccherà secondo i meriti o demeriti miei. Santa Teresa ripeteva alle sue discepole: "Figlie, un'anima, un'eternità!", volendo dire: figlie, abbiamo un'anima; perduta questa, è perduto tutto; e perduta una volta è perduta per sempre. Insomma dall'ultimo istante di vita su questa terra dipende l'essere per sempre felici o per sempre disperati.

Un pensiero di viva fede circa l'eternità che ci aspetta può farci santi. Scrive San Gregorio che coloro che pensano all'eternità non si inorgogliscono nelle vicende prospere né si abbattono nelle avverse; poiché non desiderando nulla di questo mondo, di nulla temono. Quando ci tocca di patire qualche infermità o persecuzione ricordiamoci dell'inferno; facendo così ci sembrerà leggera ogni croce e ringrazieremo il Signore di non averci fatto morire quando stavamo in peccato mortale.

Mentre siamo in questa vita siamo pellegrini che vagano per la terra, lontani dalla nostra vera patria, il cielo, dove il Signore ci aspetta a godere eternamente la sua bella faccia: Dum sumus in corpore, peregrinamur a Domino, scrive l'Apostolo. Se dunque amiamo Dio, dobbiamo avere un continuo desiderio di uscire da questo esilio e di andare a vederlo. Questo desiderio era quel che sospirava sempre San Paolo.

Non c'è da meravigliarsi se i malvagi vorrebbero vivere sempre in questo mondo, poiché temono di passare dalle pene di questa vita alle pene eterne ed assai più terribili dell'inferno; ma chi ama Dio ed ha una moral certezza di stare in grazia, come può desiderare di continuare a vivere in questa valle di lacrime, in continue amarezze, angustie di coscienza, e pericoli di dannarsi? e come può non sospirare di andar presto ad unirsi con Dio nell'eternità beata, ove non c'è più pericolo di perderlo?

E quando siamo afflitti dai travagli o veniamo vilipesi dal mondo, consoliamoci con la gran mercede che apparecchia Dio a chi patisce per suo amore. Dice San Cipriano che il Signore vuole che gioiamo nei travagli e nelle persecuzioni, perché in quelle occasioni si provano i veri soldati di Dio e si distribuiscono le corone a coloro che sono fedeli: Gaudere et exultare nos voluit in persecutione Dominus, quia tunc dantur coronae fidei, tunc probantur milites Dei.

Ecco, sono pronto ad ogni croce che mi invierà il Signore. No, non voglio delizie e piaceri in questa vita; non merita piaceri chi ha offeso Dio. Sono pronto a patire tutte le infermità e traversie che mi colpiranno, son pronto ad abbracciare tutti i disprezzi degli uomini. Sono contento, se così piace a Gesù, che io venga privato di tutti i sollievi corporali e spirituali, purché non venga separato dall'amore di Dio. Ciò non lo merito, ma lo spero da quel sangue che il Redentore ha sparso per me. Voglio amare per sempre Dio, mio amore, mio tutto. Io vivrò in eterno ed in eterno lo amerò, come spero, e il mio paradiso sarà godere del suo gaudio infinito e lodare la sua infinita misericordia.

sabato 26 luglio 2014

Programma del tradizionale pellegrinaggio presso il Santuario della Madonna di Montenero

Il pellegrinaggio si svolgerà sabato 27 settembre 2014, con un programma assai ricco. La giornata inizierà, come di consueto, alle 9.30, con il ritrovo dei pellegrini presso piazzale delle Carrozze, a Montenero basso, da dove alle ore 10 essi partiranno per la processione in salita verso il Santuario. Durante la salita, di circa un chilometro, verrà recitato il Santo Rosario, accompagnato da canti mariani. Coloro che saranno impossibilitati, per problemi fisici, a fare la salita, potranno attendere i pellegrini direttamente sul sagrato del Santuario.

Quest'anno la S. Messa solenne in rito antico (Messale del 1962) sarà officiata da Padre Stefano Bertolini C.O., uno dei sacerdoti più attivi nella promozione del venerabile rito, che egli celebra abitualmente presso la propria parrocchia, Santa Cristina a Pimonte di Prato. Assisterà alla celebrazione Sua Ecc.za Mons. Alberto Silvani, Vescovo di Volterra, che fin d'ora ringraziamo per aver accettato il nostro invito. Il servizio liturgico sarà assicurato dai sacerdoti dell'Istituto Cristo Re di Gricigliano, grazie alla cui disponibilità sono assicurate diverse SS. Messe in rito antico nei dintorni (Livorno, Bientina e Cecina, oltre a Firenze). Il Coordinamento è lieto di informare tutti i partecipanti che la Penitenzieria Apostolica ha concesso anche quest'anno l'Indulgenza plenaria, alle stesse condizioni (Confessione, S. Comunione e preghiera secondo l'intenzione del Pontefice regnante).

Dopo la S. Messa, seguirà il pranzo presso la foresteria del Santuario oppure, per coloro che vorranno, al sacco. Ulteriori dettagli, sia sulla sacra funzione che sul pranzo (che sarà con la formula del pasto completo a prezzo fisso), verranno forniti più a ridosso dell'evento, insieme ad altre indicazioni logistiche.

Sfruttando la formula usata nella scorsa edizione, che ha avuto un buon successo, anche quest'anno il Coordinamento propone una conferenza pomeridiana per approfondire un tema specifico. Se nel 2013 abbiamo commemorato la ricorrenza dell'editto di Milano (313), quest'anno vogliamo dedicare l'incontro, che si svolgerà alle 16.00 sempre nei locali del Santuario (Sala S. Giovanni Gualberto), alla musica sacra e siamo molto onorati di ospitare il preside emerito del Pontificio Istituto di musica sacra, Mons. Valentino Miserachs Grau, che terrà una conferenza dal titolo "Bene psallite Ei: Lo spirito liturgico nell'arte musicale", dedicata anche alla commemorazione del grande Maestro, recentemente scomparso: Sua Eminenza, il cardinale Domenico Bartolucci.

venerdì 25 luglio 2014

Non le sembra di esagerare?

Tempo fa una lettrice mi ha scritto per dirmi...

Egregio fratello nella fede, ho letto il suo ultimo post sul blog Cordialiter.

Anche io spero che tutto quello che lei ha descritto si avveri veramente, ma non le sembra di esagerare? Crede forse che i modernisti se ne staranno con le mani in mano? [...]

Io credo che dovremmo molto pregare l'Immacolata affinché tutto vada per il verso giusto.

Un cordiale saluto

(lettera firmata)

Carissima in Cristo,
                               ammetto che a volte utilizzo un tono un po' “trionfalistico”, ma del tutto giustificato dalle condizioni attuali della Chiesa. Comunque, a parte i toni utilizzati, le confesso che sono convinto di ciò che ho scritto, e cioè che con la creazione di un'Amministrazione Apostolica per i tradizionalisti, l'impero modernista sia destinato a sgretolarsi come l'impero sovietico. Se sorgesse una cosa del genere, le ordinazioni sacerdotali di stampo tradizionale aumenterebbero in maniera esponenziale. Oggi molti giovani scartano la vocazione sacerdotale perché sono delusi dal cattivo esempio dei modernisti. Ma quando le parrocchie passeranno nelle mani dei tradizionalisti, le vocazioni aumenteranno considerevolmente, creando così un circolo virtuoso.

I modernisti resteranno con le mani in mano? Probabilmente cercheranno di mettere il bastone tra le ruote, ma se non hanno più rincalzi, quanto tempo potranno continuare a resistere all'avanzata del movimento tradizionale? Loro diminuiscono sempre di più, noi invece aumentiamo. È chiaro che ormai la sorte del modernismo è segnata. Del resto, osservando la storia, vediamo che anche gli eretici ariani sembravano sul punto di vincere, ma poi vennero sconfitti. La Chiesa non è una creatura umana, è il Corpo Mistico di Cristo, e nessuna eresia potrà mai avere il sopravvento. Portae inferi non praevalebunt! E' una promessa del Redentore Divino! Anche Diocleziano, gli iconoclasti, Lutero e Napoleone sembravano sul punto di annientare la Chiesa, ma loro adesso sono polvere, mentre il Corpo Mistico di Cristo continua a vivere. Il modernismo farà la stessa fine dell'eresia iconoclasta, scomparirà dalla faccia della terra mentre la Tradizione Cattolica continuerà a vivere.

Qualche compromesso non proibito dalla Teologia Morale io lo accetterei volentieri pur di ottenere un vantaggio utile al bene delle anime. Il movimento tradizionale diverrà una delle tante sensibilità della Chiesa? Io credo che non ci sia nulla di male se esistano varie sensibilità nella Chiesa Cattolica (pensiamo ai vari riti orientali), purché queste sensibilità non siano eterodosse. Il problema di oggi è che non pochi cattolici hanno aderito all'errore (pensiamo ad esempio a quelle persone che non credono più alla Presenza Reale e alla Risurrezione corporale di Cristo). Ma se il movimento tradizionale riuscirà ad espandersi, gli effetti positivi ricadranno anche su tutti gli altri cattolici. Molti sono caduti nell'errore solo perché i teologi modernisti gli hanno insegnato le falsità spacciandole per verità di fede. Quando i teologi fedeli alla Tradizione si saranno propagati, automaticamente diminuiranno i seguaci dell'errore.

Sono pienamente d'accordo con lei quando dice che dobbiamo pregare la Madonna. L'ora è grave, ma con l'aiuto della Mediatrice di tutte le grazie e Condottiera di tutte le vittorie, certamente vedremo il trionfo della Tradizione Cattolica. Coraggio! Non facciamoci prendere dal timore della reazione modernista! Se Dio è con noi, chi può essere contro di noi?

In Cordibus Jesu et Mariæ,

Cordialiter

giovedì 24 luglio 2014

Basta con lo stalking!

Certe persone mi inviano e-mail di insulti e molestie. Costoro sappiano che ho impostato il mio account di posta elettronica affinché le loro e-mail vengano automaticamente smistate nello spam oppure nel cestino. Non le leggo nemmeno, quindi è inutile continuare a fare stalking. Se il mio blog non vi piace, nessuno vi costringe a leggerlo.

Avanziamo su tutti i fronti!

In un'epoca in cui impera nella società la mentalità “politically correct”, onde evitare fraintendimenti, credo sia conveniente fare alcune precisazioni al riguardo di alcune espressioni contenute nel post che segue. Quando parlo di “nemici”, intendo riferirmi al demonio e agli errori che ammorbano il mondo. Per “armi” mi riferisco ovviamente solo a quelle “spirituali”, ossia la preghiera, la penitenza, l'apostolato, il buon esempio, ecc.

La Chiesa pellegrina sulla terra è chiamata anche “Chiesa militante”, perché i suoi membri sono continuamente impegnati nella dura lotta contro il demonio, il mondo e la carne. In questo quadro bellico giungono da tutti i fronti notizie incoraggianti. Continua infatti inarrestabile la poderosa avanzata della Tradizione Cattolica. Certo non si tratta di una “guerra lampo”, il conflitto sarà ancora lungo, ma è evidente che la devastante avanzata dell'eresia neo-modernista (sviluppatasi a dismisura a partire dagli anni sessanta) è stata arrestata ed ora batte rovinosamente in ritirata. Al nemico infernale non resta che leccarsi le ferite inferte dai colpi della martellante artiglieria tradizionalista.

Mi diranno: Non pensi di stare esagerando nel descrivere la situazione? Come fai a dire che stiamo avanzando su tutti i fronti?

No, non penso di esagerare. I fatti sono fatti, osserviamoli insieme. Pensiamo ad esempio alla liturgia tradizionale. Fino ad una decina di anni fa, quanti erano i fedeli interessati ad essa? Molti di noi ne ignoravano persino l'esistenza. Oggi possiamo affermare che in questi anni c'è stato un travolgente aumento di fedeli legati a questa antica e venerabile forma liturgica, che addirittura è stata liberalizzata dal Sommo Pontefice (solo dieci anni fa era inimmaginabile). E' vero o non è vero ciò che ho detto? Pensiamo anche al forte incremento del numero dei fedeli attratti dal canto gregoriano, dal canto polifonico, dalla “Somma Teologica” di San Tommaso d'Aquino, dal Catechismo di San Pio X, dalle opere di Sant'Alfonso Maria de Liguori. Ed ancora, pensiamo al rifiorire degli ordini religiosi di stretta osservanza, al ritorno d'interesse per l'abito talare, alla costruzione di nuove chiese in stile tradizionale.

L'ermeneutica della rottura sta battendo in ritirata perché non è coerente con il Vangelo e non riesce più ad attrarre i giovani, i quali non sopportano un cattolicesimo mediocre e insipido. Le linee difensive neo-moderniste sono state sfondate ed è cominciata la controffensiva della Tradizione. Come ho già detto, non si tratta di una guerra lampo, ma ormai abbiamo in pugno la vittoria. Ai giovani non interessa un cristianesimo annacquato. O scelgono la Tradizione Cattolica oppure confluiscono nell'ateismo pratico. Tertium non datur. Non c'è più spazio per l'ermeneutica della rottura, la quale emancipandosi dalla Tradizione, ha perso attrattiva sui fedeli.

Non dico che oggi la situazione sia tutta rose e fiori, ma è innegabile che si respira un'aria diversa. Dieci anni fa se uno si azzardava a dire che apprezzava la Tradizione Cattolica, rischiava di essere considerato un fanatico estremista. Ora l'atmosfera è diversa, la buona battaglia è ancora in corso, ma si incominciano a vedere i segnali della riscossa.

La battaglia decisiva non è ancora giunta, il combattimento spirituale continua serrato. Coraggio! Non demoralizziamoci per qualche sconfitta che ogni tanto subiamo. Confidiamo nella promessa del Redentore Divino: non prævalebunt!

mercoledì 23 luglio 2014

Abolire la Comunione sulla mano!

Tutti coloro che amano assai il Santissimo Sacramento dell'altare sperano ardentemente che un giorno possa essere abolita la pratica della Comunione sulla mano. Leggete questa testimonianza che mi ha inviato un lettore del blog.


Un carissimo amico sacerdote che svolge la Sua missione - una missione dura, faticosa e che lo impegna 24 ore su 24 7 giorni alla settimana, ma indispensabile (lo sanno tutte le anime che per mezzo dei sacramenti da Lui impartiti e dei Suoi saggi consigli hanno varcato la soglia del Paradiso) in una diocesi adiacente alla nostra, si offrì, nei pochissimi momenti liberi, di aiutare il parroco di una parrocchia vicina al luogo ove Egli compie il Suo mandato. In particolare, di sostituirlo per la celebrazione della S. Messa Domenicale in caso di bisogno.
 
Qualche tempo dopo capitò appunto che il Nostro dovesse celebrare la S.Messa delle 11 di Domenica, in sostituzione del parroco, assente per motivi personali. Durante l'omelia, Egli, mostrando tutto il Suo Amore verso Gesù Eucaristia, parlò della S. Comunione, dell'importanza del Sacramento, e fra l'altro, chiese con molta cortesia ed educazione che, potendo, si evitasse di accogliere Gesù Eucaristia sulle mani, e di riceverLo direttamente sulla lingua, per evitare la dispersione dei Sacri Frammenti e per tutti i motivi che noi ben conosciamo e che non sto qui ad elencare nuovamente.
 
Al momento della distribuzione della Santa Comunione, un padre si avvicinò al sacerdote e, abbracciando il giovane figlioletto davanti a lui, stese le mani per ricevere la Santa Ostia su di esse, con gesto palesemente e vistosamente accentuato, in modo da dimostrare la sua contrarietà a quanto predicato dal Nostro durante l'omelia.
 
Non potendosi rifiutare, con molto dispiacere e con tutto il rispetto possibile, il nostro amico sacerdote depositò l'Ostia Santa sulle mani del comunicando, che la prese e se la portò alla bocca.
Ma un frammento rimase sulla mano di questo fedele, il quale non se accorse, ma invece il sacerdote, molto attento e vigilante, vide tutto. Allora il Nostro richiamò con garbo il fedele avvertendolo che sulla sua mano era rimasto un frammento dell'Ostia Santa. Il fedele fu preso da stupore e non sapeva più che fare. Il Sacerdote prontamente prese quel frammento dalle mani del fedele, glielo appoggiò sulla lingua, in modo che non andasse disperso e calpestato.
 
Poi, avendo dovuto sporcarsi le mani con la saliva del fedele per introdurre nella sua bocca il piccolo frammento con la certezza che non cadesse e che vi entrasse davvero, sospese per un momento la distribuzione della Comunione, andò a purificarsi le mani secondo il modo canonico e quindi riprese la distribuzione.
 
Preghiamo affinché il Signore ci faccia dono di tanti sacerdoti con questa sensibilità Eucaristica! Ringraziamo questo nostro amico per l'esempio che ha dato, e continuiamo a diffondere la verità circa il modo migliore di ricevere l'Eucaristia. Il modo santo della Tradizione: in ginocchio ed in bocca, secondo l'inequivocabile insegnamento di Benedetto XVI e di due millenni di storia della S. Chiesa Cattolica. Ricordiamolo sempre, facendo eco alle titolo del libro di Mons. Schneider, anche il più piccolo frammento: Dominus est!
 
Dio benedica Don XXXX!

martedì 22 luglio 2014

Amare la dolcezza

Lo spirito di dolcezza è proprio di Dio. L'anima che ama Dio ama anche tutti coloro che sono amati da Dio, pertanto cerca volentieri di soccorrere, consolare e contentare tutti, per quanto gli è possibile. Dice San Francesco di Sales: “L'umile dolcezza è la virtù delle virtù che Dio tanto ci ha raccomandata; perciò bisogna praticarla sempre e dappertutto.”

Questa dolcezza bisogna praticarla specialmente coi poveri, i quali ordinariamente, poiché son poveri, son trattati aspramente dagli uomini. Bisogna praticarla particolarmente anche con le persone ammalate, le quali si trovano affitte dall'infermità, e per lo più sono poco assistite dagli altri. In maniera speciale bisogna adoperare la dolcezza nei confronti dei nemici. Vince in bono malum (Rom. XII, 21). Bisogna vincer l'odio con l'amore, e la persecuzione con la dolcezza; così han fatto i santi.

Non vi è cosa che tanto edifichi il prossimo, quanto la caritatevole benignità nel trattare. I santi ordinariamente avevano il sorriso sulle labbra e il loro volto spirava benignità, accompagnata dalle parole e dai gesti.

Il superiore deve usare tutta la benignità possibile con i suoi subordinati. Diceva San Vincenzo de' Paoli che per i superiori non vi è modo migliore per esser ubbiditi che utilizzando la dolcezza. Anche nel riprendere i difetti, il superiore deve utilizzare parole benigne. Un conto è il riprendere con fortezza, altro conto il riprendere con asprezza; bisogna talvolta riprendere con fortezza, quando il difetto è grave, e specialmente quando il colpevole è recidivo, ma bisogna evitare di avere asprezza ed ira, perché chi riprende con ira fa più danno che profitto. Se mai in qualche caso raro bisognasse dire qualche parola aspra per indurre il prossimo a comprendere la gravità del suo difetto, tuttavia bisogna sempre lasciarlo con la “bocca dolce”, con qualche parola benigna. E quando capita che la persona che necessita di esser corretta è adirata, bisogna tralasciare momentaneamente la riprensione ed aspettare che cessi la sua collera, altrimenti la si provocherebbe a sdegnarsi maggiormente.

Oh quanto si ottiene più con la dolcezza che con l'amarezza! L'affabilità, l'amore e l'umiltà catturano i cuori delle persone.

lunedì 21 luglio 2014

Un seminario "poco ascetico"

Alcuni si domandano come si fa a "diventare prete". Oltre ad avere la vocazione è necessario trovare un buon luogo in cui ricevere la formazione sacerdotale. Tempo fa, un altro ragazzo mi ha scritto per dirmi di voler uscire dal seminario "poco ascetico" che stava frequentando. Aveva in mente di entrare in un buon ordine religioso...

Gentile Cordialiter,
                                sono un tuo lettore da anni, ma questa è la prima volta che ti scrivo. Mi chiamo [...], ho 27 anni e sono un seminarista [...]. Pur essendo al secondo anno di filosofia, e quindi avere già ben definito un certo percorso, in realtà non mi sento felice dove mi trovo. Inoltre, come potrai immaginare, diversi punti mi lasciano perplesso: sia in termini di formazione spirituale che scolastica, trovo che non siano assolutamente adeguati ad educare al meglio dei futuri preti. Per non parlare poi di pettegolezzi e cattiverie che di certo non aiutano a conservare la serenità interiore. Conoscendo anche certi modi di ragionare che possono condizionarmi negativamente, sono giunto alla conclusione che probabilmente è meglio cambiare aria, anche se in tanti mi vogliono convincere del contrario. [...] Volevo un tuo parere in merito, oltre ad un consiglio per non rischiare di perdere la vocazione. Grazie.

In Corde Matris,
(Lettera firmata)

Carissimo in Cristo,
                                 ti confesso che ho ricevuto varie e-mail da parte di seminaristi delusi dal clima "poco ascetico" che si respira in certi seminari. Ci sono dei problemi anche da un punto di vista dottrinale, infatti certi teologi affermano delle vere e proprie eresie, ad esempio negano la Risurrezione di Cristo, la Presenza Reale di Gesù nell'Eucaristia, l'essenza sacrificale della Messa, la perpetua verginità della Madonna, il peccato originale, l'esistenza del purgatorio, l'esistenza del diavolo, l'eternità dell'inferno, l'inerranza della Sacra Scrittura, l'infallibilità del Papa quando definisce un dogma, l'invalidità delle ordinazioni sacerdotali delle donne, l'immoralità della fornicazione, ecc.

Che fare? Se in seminario c'è qualche pericolo per l'anima (ad esempio l'insegnamento basato sugli scritti dei teologi modernisti), si è più che giustificati ad andarsene via per trovare un posto migliore, anche contro il parere del direttore spirituale (i manuali di ascetica insegnano che quando una guida spirituale dà dei consigli cattivi, bisogna lasciarlo). Infatti in un seminario del genere c'è il rischio di diventare come i modernisti.

Sono contento che vuoi passare in un ordine religioso fervoroso e osservante (come consigliava S. Alfonso Maria de Liguori). Lì potrai facilmente vivere il cristianesimo in maniera profonda e devota, oltre a ricevere una buona preparazione dottrinale. Inoltre potrai anche trovare un nuovo direttore spirituale, qualora tu ritenga necessario sostituire quello attuale.

Fai attenzione a non farti “nemici” tra gli attuali superiori del seminario. Se decidi di andartene, non dire che te ne vai per il pessimo clima del seminario, devi dire soltanto che ti senti attratto dalla vita religiosa, altrimenti potresti avere dei “problemi”, come è capitato ad altri ragazzi.

Coraggio, anche altri ex seminaristi hanno fatto ciò che hai in mente di fare tu, e adesso sono felici!

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

domenica 20 luglio 2014

La Messa di San Pio da Pietrelcina

La Messa di San Pio V era anche la Messa di San Pio da Pietrelcina il quale fu un suo strenuo sostenitore. Il suo modo di celebrarla fu esemplare. Padre Stefano Maria Manelli ebbe la grazia di servirgli varie volte la Messa, era impressionante il sentirgli pronunciare con sofferenza le parole della Consacrazione, sembrava che Padre Pio venisse crocifisso. Ecco alcune belle foto.

Messa celebrata il 5 maggio 1956, sotto le colonne del pronao dell'ospedale "Casa sollievo della sofferenza" nel giorno dell'inaugurazione.



Messa servita da Padre Stefano Maria Manelli.


Altre foto varie.



Pregare per la conversione dei "colonnelli" modernisti

Tutti ci ricordiamo dei gravi delitti commessi in Libia ai tempi del raìs di Tripoli, il Colonnello Gheddafi, ma io vorrei che si parlasse (almeno tra i cattolici) anche dei gravi crimini che stanno compiendo i colonnelli modernisti. Se è grave sopprimere indiscriminatamente la vita umana della gente per strada, ancor più grave è assassinare le anime dei fedeli. Ovviamente non dobbiamo odiare i modernisti, bensì le loro tesi eretiche che avvelenano le coscienze.

Se vedessimo soprannaturalmente quello che accade tra i fedeli al passaggio dei modernisti, vedremmo morti, feriti, devastazioni e macerie, come ai tempi della guerra civile spagnola nelle zone infestate dai rossi.

Ma come fanno i miliziani modernisti ad uccidere le anime? Semplice, spargendo i nuovi dogmi della nuova religione "politically correct" che hanno inventato. Per la Dottrina Cattolica di sempre, noi siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio su questa terra, per poi poterlo godere in eterno in Paradiso. Da ciò ne deriva che per salvarsi l'anima bisogna impegnarsi a combattere contro le cattive inclinazioni, le tentazioni e i vizi. I modernisti invece narcotizzano le anime distogliendole dalla battaglia per la salvezza eterna e le trascinano nel combattimento per la realizzazione di un paradiso sulla terra, così come pretendono di fare i loro amichetti marxisti e tutti i materialisti. Per tranquillizzare le anime, i modernisti le illudono affermando che Dio alla fine perdona tutti, che l'inferno è solo un luogo di purificazione in attesa del paradiso, che per non commettere peccato mortale è sufficiente avere l'opzione preferenziale per il bene, che il demonio non esiste o perlomeno è un innocuo yorkshire, che i rapporti sessuali fuori dal matrimonio sono piccoli peccatucci veniali, che non è necessario confessare i peccati mortali poiché tanto Dio li conosce già, che l'Ostia Consacrata è solo un simbolo di Gesù e che sarebbe idolatria adorarla, che non bisogna pregare troppo la Madonna altrimenti si cade nella superstizione, che divorzio, sodomia e aborto sono diritti civili democraticamente sanciti, che tutte le religioni sono uguali, eccetera, eccetera. È chiaro che chi si lascia abbindolare dai pifferai modernisti rischia seriamente di allontanarsi dalla vera Religione e di morire spiritualmente.

Dopo la caduta del Colonnello Gheddafi, speriamo che possano essere sconfitti presto anche i "colonnelli" modernisti, cioè tutti coloro che uccidono le anime con le eresie moderniste. Preghiamo per la conversione di questi pericolosissimi nemici della Chiesa.

sabato 19 luglio 2014

San Pio X contro i teologi modernisti nei seminari

Ma qui già siamo agli artifici con che i modernisti spacciano la loro merce. Che non tentano essi mai per moltiplicare gli adepti? Nei Seminari e nelle Università cercano di ottenere cattedre da mutare insensibilmente in cattedre di pestilenza. Inculcano le loro dottrine, benché forse velatamente, predicando nelle chiese; le annunciano più aperte nei congressi: le introducono e le magnificano nei sociali istituti. Col nome proprio o di altri pubblicano libri, giornali, periodici. Uno stesso e solo scrittore fa uso talora di molti nomi, perché gli incauti sieno tratti in inganno dalla simulata moltitudine degli autori. Insomma coll'azione, colla parola, colla stampa tutto tentano, da sembrar quasi colti da frenesia. E tutto ciò con qual esito? Piangiamo pur troppo gran numero di giovani di speranze egregie e che ottimi servigi renderebbero alla Chiesa, usciti fuori dal retto cammino. Piangiamo moltissimi, che, sebbene non giunti tant'oltre, pure, respirata un'aria corrotta, sogliono pensare, parlare, scrivere più liberamente che non si convenga a cattolici. Si contano costoro fra i laici, si contano fra i sacerdoti; e chi lo crederebbe? si contano altresì nelle stesse famiglie dei Religiosi. Trattano la Scrittura secondo le leggi dei modernisti. Scrivono storia e sotto specie di dir tutta la verità, tutto ciò che sembri gettare ombra sulla Chiesa lo pongono diligentissimamente in luce con voluttà mal repressa. Le pie tradizioni popolari, seguendo un certo apriorismo, cercano a tutta possa di cancellare. Ostentano disprezzo per sacre Reliquie raccomandate dalla loro vetustà. Insomma li punge la vana bramosia che il mondo parli di loro; il che si persuadono che non sarà, se dicono soltanto quello che sempre e da tutti fu detto. Intanto si dànno forse a credere di prestare ossequio a Dio ed alla Chiesa; ma in realtà gravissimamente li offendono, non tanto per quel che fanno, quanto per l'intenzione con cui operano e per l'aiuto che prestano utilissimo agli ardimenti dei modernisti.

[Brano tratto dall'Enciclica "Pascendi Dominici gregis" di San Pio X]

Sei anni di battaglie per la promozione della Tradizione

Ho aperto il blog nel 2008, da allora sono passati sei anni di intenso lavoro che hanno portato alla nascita anche di altri blog (in italiano e in diverse lingue estere) per promuovere la vita religiosa nei conventi e monasteri “fervorosi e osservanti”. Sono oltre un milione e trecentomila le visite che hanno ricevuto i miei blog da tutti i continenti; si tratta di un risultato che è costato molta fatica, ma i fedeli legati alla Tradizione Cattolica sono pronti ad ogni rinuncia e ad ogni sacrificio pur di continuare la buona battaglia della fede. È consolante sapere che molti lettori e lettrici hanno abbandonato il mondo traditore per abbracciare la vita consacrata. Inoltre molta gente mi ha confidato di trovare conforto e incoraggiamento nel leggere i miei blog. Non ho intenzione di chiudere tutto e sparire dalla circolazione (se mollassi tutto, chissà come sarebbero contenti modernisti, massoni e progressisti di tutte le risme!), tuttavia questo impegno assorbe molto tempo che sono costretto a sottrarre ad altre occupazioni. Non è in sé per sé la gestione dei blog ad assorbire il tempo, quanto piuttosto il rispondere alle numerosissime e-mail che ricevo quotidianamente. Ogni mese rispondo ad almeno 200 e-mail, e ogni giorno devo impiegare circa un paio d'ore per smaltire la corrispondenza. Soprattutto coloro che frequentano il blog vocazionale sanno che spesso non si tratta di risposte di due righe, ma di lettere abbastanza impegnative, che la maggioranza delle volte lasciano molto soddisfatte le persone che le ricevono (me lo dicono loro).

Non sono un monaco (come hanno pensato alcuni), sono un giovane fedele laico. Per diverse ragioni preferisco non inserire banner pubblicitari, ma non voglio nemmeno chiudere i blog a causa del tempo che devo sottrarre ad altre occupazioni (che tra l'altro mi stanno dando magri risultati principalmente per colpa della crisi economica che flagella l'Europa), pertanto lancio un appello ai lettori che apprezzano il lavoro svolto in questi anni, chiedendo di valutare l'opportunità di supportare “Cordialiter” con una donazione. Ovviamente studenti, cassintegrati, licenziati, pensionati, imprenditori in crisi, e tutti coloro che sono in difficoltà economiche, non voglio che si sacrifichino per me inviandomi una donazione. Il loro supporto è l'affetto che mi testimoniano in mille occasioni. Coloro che invece grazie a Dio non possono lamentarsi, e vogliono supportare “Cordialiter”, possono farlo inviando una donazione tramite Paypal.


Oppure tramite un bonifico bancario intestato a mio nome.

IBAN    IT10Y0316501600000110210306 (causale: donazione).

Per ulteriori informazioni: cordialiter@gmail.com

Ringrazio tutti di cuore!

venerdì 18 luglio 2014

Un bambino in lacrime per una Confessione negata

Mi trovavo a cena con alcuni sacerdoti stranieri. Uno di loro, un parroco portoghese, ci raccontò che un bambino di un'altra parrocchia era venuto a trovarlo in sacrestia chiedendo di potersi confessare, e tra le lacrime gli disse che il giorno dopo avrebbe dovuto ricevere la Prima Comunione, ma il suo parroco non voleva confessare i bambini comunicandi.

Questa pratica di rimandare il sacramento della Confessione a dopo la Prima Comunione, è un'assurdità pastorale. Le norme emanate dalla Santa Sede impongono che la Prima Comunione venga impartita dopo aver ricevuto il sacramento della Confessione (come è logico che sia), pertanto non è lecito ai parroci stabilire il contrario. Non si tratta solo di obbedire ad una legge ecclesiastica, ma anche di impedire che la Prima Comunione con Gesù, si trasformi nel primo sacrilegio della vita. Poveri bambini che hanno come parroco un prete con idee lassiste! Che rovina! Don Bosco diceva che "un prete o in paradiso o all'inferno non va mai solo: vanno sempre con lui un gran numero di anime, o salvate col suo santo ministero e col suo buon esempio, o perdute con la sua negligenza nell'adempimento dei propri doveri e col suo cattivo esempio".

Che altro dire? La Chiesa ha davvero urgente bisogno di numerosi e santi sacerdoti!

giovedì 17 luglio 2014

Nuovo movimento liturgico

Anni fa l'abbé Claude Barthe rilasciò un'intervista alla combattiva associazione "Paix Liturgique", nella quale affermò che la Messa tradizionale non può sperare di reinserirsi massicciamente nelle parrocchie ordinarie senza la rinascita di un ambiente favorevole, alimentato dal vitale sostegno della riforma della riforma. A tal proposito auspicava che il rito di Paolo VI possa essere celebrato nel modo più tradizionale possibile (versus Deum, Comunione in ginocchio, Canone Romano, gregoriano, ecc.), creando in questo modo un ambiente favorevole al passaggio alla Messa tridentina.

Sono d'accordo con l'abbé Barthe, perché l'esperienza dimostra che coloro che in passato celebravano devotamente col Messale di Paolo VI, dopo il Motu Proprio "Summorum Pontificum" hanno aderito alla forma straordinaria del rito romano. Pensiamo ai vari don Alfredo Morselli, don Nicola Bux, padre Stefano Manelli, e tanti altri. Insomma, se tutti i sacerdoti avessero celebrato la Messa nuova in modo tradizionale, oggi la Messa tridentina sarebbe la forma "ordinaria" del rito romano. Del resto, senza un miracolo, sarebbe impensabile che un prete abituato a straziare la liturgia con irriverenze e abusi vari, improvvisamente decidesse di passare alla Messa tradizionale.

mercoledì 16 luglio 2014

Papa Francesco e lo sdoganamento della FSSPX

In questi primi anni di pontificato Papa Francesco ha ribadito che Gesù è l'unico Salvatore del genere umano, che la Chiesa Cattolica senza la croce di Cristo diventerebbe come una sorta di ONG, che dobbiamo fare attenzione alle tentazioni del diavolo, che bisogna evangelizzare tutto il mondo, ecc. Si tratta di argomenti dei quali non si sente parlare spesso in certe parrocchie. Inoltre è interessante constatare la sua spiccata devozione alla Madonna (dovrebbe essere una cosa scontata per un cattolico, ma in questi tempi di confusione non tutti sono devoti alla Beata Vergine). Non mi stupirei se fosse proprio questo Papa a trovare una soluzione per "sdoganare" la Fraternità San Pio X. Non si tratta di una pura illusione, infatti l'allora Arcivescovo di Buenos Aires ha incontrato varie volte il Superiore del distretto latino-americano della FSSPX e l'ha sempre accolto con amabilità. Inoltre c'è un altro vantaggio rispetto al passato. Se Benedetto XVI avesse sdoganato la Fraternità ci sarebbe stata una sollevazione popolare dei modernisti fomentata dai media gestiti dai progressisti di tutte le risme, i quali lo avrebbero accusato di essere un traditore filo-lefebvriano. Invece Papa Francesco gode di molta popolarità, quindi se sdoganasse la FSSPX non verrebbe accusato di essere un “Papa lefebvriano”, ma verrebbe “assolto” facilmente, giustificando il suo gesto come una semplice risoluzione di una questione tra preti.

Insomma, bisogna sfruttare la popolarità del Papa per far passare provvedimenti “impopolari” (impopolari per i progressisti). E bisogna sperare che tutto ciò avvenga presto, prima che i progressisti comincino ad innervosirsi a causa delle mancate "riforme" sperate da loro: legalizzazione del sacerdozio femminile, abolizione del celibato sacerdotale, benedizione dei matrimoni gay, abolizione del peccato di aborto,  abolizione di diversi dogmi cattolici (la divina maternità della Madonna, la Presenza Reale di Cristo nell'Eucarestia, l'essenza sacrificale della Messa, eccetera), benedizione delle convivenze prematrimoniali, "decanonizzazione" di San Pio X, e tante altre cose che vorrebbero i modernisti. Quindi prima o poi i seguaci della "sintesi di tutte le eresie" potrebbero innervosirsi e accusare il Papa di "tradimento" (come fecero con Paolo VI, dal quale non ottennero la liberalizzazione degli anticoncezionali e l'abolizione del celibato ecclesiastico).

Non sono un lefebvriano e non condivido certe posizioni della Fraternità San Pio X, tuttavia spero che una pacificazione tra Roma e Menzingen (sede del quartier generale dello stato maggiore della FSSPX) possa avvenire presto. Secondo me ci sarebbero vantaggi per tutti. Negli ambienti tradizionali si parla di un possibile "riconoscimento di tolleranza" da parte della Santa Sede per consentire alla Fraternità di operare senza ostacoli. Vedremo quel che accadrà. Sperare non ci costa nulla.

martedì 15 luglio 2014

Formazione liturgica

Riporto la risposta che ho inviato a una giovanissima lettrice del blog, la quale vorrebbe che nella sua parrocchia venisse fatta un po' di formazione liturgica per rendere più devota la partecipazione alla Santa Messa che è essenzialmente la rinnovazione incruenta del Santo Sacrificio della Messa.

Carissima in Cristo,
                               apprezzo molto il tuo desiderio di voler vedere una partecipazione più devota e consapevole dei fedeli alla Sacra Liturgia.

Ecco le mie considerazioni in proposito:

Innanzitutto il Codice di Diritto Canonico afferma che è un diritto dei fedeli il poter esprimere i propri desideri alle autorità ecclesiastiche, quindi non ci vedo nulla di male nella tua iniziativa.

Diceva San Pio da Pietrelcina che è più facile che il mondo sopravviva senza il sole che senza la Santa Messa. Purtroppo, come tu stessa hai notato, spesso nelle chiese si vede poco raccoglimento, poca devozione e poca serietà, e i frutti di questi atteggiamenti non possono essere che marci.

Mi domando in che modo possano essere attuati i corsi di formazione liturgica. Bisogna riflettere attentamente su questo aspetto. Se infatti il vescovo decidesse di far tenere il corso a uno di quei preti che in queste settimane sta sostituendo il tuo parroco, cioè uno di quelli che cambia le parole del messale o combina altri abusi liturgici, il corso non solo sarebbe inutile per le anime, ma anche dannoso. Ci sono preti infatti che fanno disinformazione, e ad esempio costringono i fedeli a restare in piedi durante la Consacrazione, obbligano i comunicandi a ricevere la Comunione sulle mani, proibiscono il canto gregoriano, e altre cose di questo genere.

Se invece il corso fosse tenuto da qualche persona di sicura fede, in questo caso penso possa essere molto utile ai fedeli, però bisognerebbe saperli convincere a partecipare in massa, poiché alcuni potrebbero erroneamente pensare che la formazione liturgica sia una cosa noiosa.

Dunque che fare? Potresti tentare di inviare al vescovo la lettera che mi hai fatto leggere (se vuoi posso suggerirti dei miglioramenti) e vedere cosa succede, nella speranza che il corso non sia effettuato da un fautore degli abusi liturgici.

In alternativa potresti vagliare altre possibilità. Ad esempio, dalle tue precedenti lettere ho compreso che sei una persona impegnata in parrocchia e in qualche associazione cattolica. All'interno di questi gruppi si potrebbe pensare di fare qualcosa, ad esempio leggendo e discutendo sul libro “Introduzione allo spirito della liturgia” dell'allora Cardinale Joseph Ratzinger. Oppure si potrebbe invitare per un convegno sulla liturgia qualche sacerdote di sicura fede come Don [...] o uno dei preti dell'[...].

Io penso che riflettendo e valutando bene ogni aspetto, sia possibile organizzare qualcosa di interessante e benefico per le anime.

Da parte mia ti incoraggio a proseguire nel tuo impegno di “promozione cristiana” che ti sforzi di compiere in parrocchia. Apprezzo molto l'entusiasmo di quelle persone che non si limitano a lamentarsi della situazione disastrosa, ma si impegnano concretamente per migliorare le cose.

Ovviamente sono sempre disponibile a discutere con te su questo tema e su altri argomenti riguardanti il cattolicesimo.

In Corde Matris

Cordialiter

lunedì 14 luglio 2014

Crociata per cristianizzare la cultura


Ripubblico un'interessante e-mail che tempo fa mi scrisse una regista teatrale impegnata nel tentativo di evangelizzare il mondo della cultura realizzando delle opere teatrali di stampo cattolico.


Caro fratello in Cristo,
                                     ti ringrazio per la tua bella risposta; è molto importante quello che hai scritto. Sì, è decisamente indispensabile avanzare su tutti i fronti!  Vivere da buoni cristiani e far trionfare, ognuno secondo i propri mezzi, i diritti di Dio su tutta la terra! Continua così!

Nel mio piccolo, dato che l'unica cosa che so fare è far teatro [...] ho cominciato da qualche tempo a lavorare alla stesura di un progetto per la realizzazione della rinascita di un teatro cattolico tradizionale in Italia. Ho cominciato dai testi, raccogliendo del materiale adattabile ad una trasposizione drammatica (tratto esclusivamente dalla tradizione cattolica, con l'aiuto di una persona pia provvista di una buona biblioteca), da utilizzare per la stesura di testi teatrali in lingua italiana.  Per ora ho iniziato con i Novissimi. Poi cercherò di costituire una compagnia stabile per sviluppare il progetto.

L'ispirazione mi è venuta qualche tempo fa, dopo aver letto la trascrisione del bellissimo discorso che fece Pio XII agli autori, registi ed attori nel 1945:  "...   Quale magnifico campo di attività si offre pertanto a voi, autori drammatici, a voi, registi, a voi, critici teatrali! Spetta a voi di ristabilire il contatto fra il pubblico e le belle ed alte creazioni del genio umano, di lavorare alla rieducazione del buon gusto e alla onestà dei sentimenti, d'insegnare agli spettatori a scoprire essi stessi e a gustare i capolavori degni di tal nome, che presentate alla loro ammirazione.  Quanto a voi, attori ed attrici, è ben naturale, è ben comprensibile l'emozione intensa di gioia e di fierezza che invade l'animo vostro dinanzi a quel pubblico, tutto teso verso di voi, anelante, plaudente, fremente. Voi lo vedete soggiogato dall'arte vostra, voi sentite tutta la potenza della vostra azione sulle menti e sui cuori. Onore a quelli e a quelle che consapevoli della loro grave responsabilità, consci della nobiltà della loro missione, non scorgono nel loro influsso sulle anime che un mezzo per elevarle al di sopra della terra e farle salire verso l'ideale. Tali sono quegli attori e quelle attrici che non entrano in scena senza aver innalzato il loro pensiero e la loro intenzione a Dio, e non reca più sorpresa di vedere talvolta Cristo scegliere fra le vostre file spiriti superiori che Egli illumina e guida verso le altezze mistiche di una vita di perfezione.     ..."   Roma, San Pietro in Vaticano, 26 agosto 1945. S.S. Papa Pio XII  (Fonte: Osservatore Romano n. 197 del 27-28 agosto 1945).

E chissà, forse un giorno rinascerà anche in Italia un teatro cattolico tradizionale, magari sia per gli adulti che per i bambini. E sono proprio i bambini, per mia esperienza diretta, ad esser maggiormente portati per l'arte drammatica. Per esempio: ho saputo che in una scuola cattolica, in Inghilterra, gli studenti, oltre alle materie fondamentali, hanno in programma diverse attività ricreative, tra cui la realizzazione di spettacoli teatrali fatti dagli allievi della scuola con il supporto di professionisti del settore.  Inoltre, sempre in Inghilterra, si è stabilita da qualche anno una compagnia di teatro cattolico tradizionale, formata da artisti cattolici di buona volontà.  Hanno pure realizzato e pubblicato diversi video. Per ora ho preso contatto con uno di loro, il quale mi sta passando del materiale da visionare, per poi magari tradurre alcuni lavori in italiano. Altro piccolo progettino a cui sto lavorando, sempre in lingua italiana, è la realizzazione di un video, fatto montando immagini della Santa Messa, con l'aggiunta di un audio contenente una voce recitante fuori campo che rappresenta la lente di una fedele (registrato da un attrice professionista e che ho poi montato).  L'intenzione è di mostrare in maniera semplice, con l'esempio, come noi cattolici tradizionali ascoltiamo la Santa Messa di sempre, soprattutto meditando la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.  L'idea l'ho avuta dopo aver discusso con molte persone, con cui mi sono trovata a parlare della Santa Messa di sempre. A detta loro, non riescono proprio a capire quale sia la differenza effettiva tra il partecipare al Novus Ordo e l'ascolto orante e la meditazione che noi cattolici tradizionali facciamo durante la Santa Messa di sempre, dato che molti di loro, purtroppo erroneamente, la trovano troppo distante e noiosa.  

Ecco, vorrei riuscire a riempire quel vuoto, Deo adiuvante.

Un saluto in Gesù, Maria e Giuseppe,

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    l'idea di realizzare delle opere teatrali di stampo cattolico è semplicemente splendida! Proprio pochi giorni fa stavo leggendo un articolo apparso sul numero di aprile del 1884 del Bollettino Salesiano (Don Bosco era ancora vivente), nel quale un missionario descriveva il suo apostolato in Patagonia, e poi chiedeva ai suoi confratelli di inviargli dall'Italia i testi di alcune “piccole commedie”, aggiungendo che “Noi le tradurremo in lingua spagnuola, e le faremo recitare dai nostri ragazzi. Con ciò addestreremo gli uni alla declamazione, educheremo gli altri alla virtù, e nell'un modo e nell'altro faremo il miglior bene possibile, dimostrando nel tempo stesso che la cristiana religione non condanna punto la onesta allegria, anzi la promuove.”

Ho apprezzato molto la citazione di un discorso del grande Pio XII agli artisti del mondo dello spettacolo. I suoi insegnamenti e le sue esortazioni sono sempre attuali! Era davvero un uomo straordinario. Ti confesso che appena ho letto qualche riga della tua e-mail, molto prima che tu citassi Pio XII, mi è venuto subito in mente l'amatissimo Pastor Angelicus, il quale sferrò una vasta offensiva apostolica per tentare di cristianizzare la società: dallo sport al cinema, dalla stampa alla radio, dalla scuola alla medicina, ecc. Fu una specie di crociata spirituale che produsse molti risalutati, basti pensare alle opere nel campo dello sport (e non solo) realizzate da Luigi Gedda, fedelissimo collaboratore di Papa Pacelli.

Non dobbiamo lasciare il mondo dell'arte e della cultura nelle mani dei nemici di Gesù, che con le loro opere artistiche immorali e diseducative, causano la morte di innumerevoli anime, per le quali il Redentore Divino si immolò sulla croce del Golgota. Ti incoraggio a continuare questa battaglia per la maggior gloria di Dio. Spero che qualche facoltoso lettore del blog possa esprimere il desiderio di mettersi in contatto con te per conoscere meglio i tuoi progetti e magari donarti un contributo economico che ti aiuti a finanziare la realizzazione di opere teatrali cattoliche. 

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

sabato 12 luglio 2014

Da carabiniere a sacerdote

Tempo fa un militare dell'Arma dei Carabinieri mi ha scritto per chiedere preghiere. Ecco la sua lettera:

Carissimo, 
                  Le riscrivo dopo aver letto l'articolo pubblicato sul Suo sito ed intitolato "Vocazione religiosa di militari", che di fatto mi tocca in prima persona. Ho ventinove anni e dopo aver trascorso tre anni nell'Esercito Italiano mi trovo ad essere da cinque un Carabiniere. Ma da sempre, sin dall'infanzia, nel mio cuore alberga un desiderio profondo: DIVENTARE SACERDOTE! Ed al solo pensiero il mio cuore, come quello di un fanciullo, si ridesta come da un sonno profondo e si rallegra sorridente a questa grande chiamata. Ma la cosa più bella e più sublime sta nel fatto che nonostante le mie numerosissime infedeltà, il Buon Dio non molla la presa. Ad oggi sono fidanzato con una ragazza magnifica, che mi ama all'inverosimile stravadendo in tutto per me […]. Ma è inevitabile considerare anche le situazioni terrene, le conseguenze per gli altri di una scelta così radicale. Ho paura, non sfiducia in Dio, ma paura perché so che questa scelta che prima o poi dovrò compiere, porterà molto dolore, molto smarrimento nelle persone a me vicine. Ricordo alcune righe di Sant'Alfonso quando parla "dell'uccellino legato ad una zampetta con un filo....", mai un esempio così appropriato poteva rappresentare meglio questa mia situazione. […] Onestamente sento che una vita coniugale, per quanto magnifica e spiritualmente regale, non mi completerebbe affatto, ma mi relegherebbe per sempre ad una perpetua insoddisfazione. 

Ed allora voglio cogliere questa opportunità per rivolgermi a Lei e ai suoi lettori per chiedere una preghiera particolare per la mia situazione, sperando che la Vergine Maria possa sapientemente e delicatamente sciogliere quel nodo e possa permettere a questo suo piccolo ed inutile uccellino verso quel Sole che lo attira come una calamita il metallo.

[…] In attesa di una Sua gentile risposta e vicinanza nella preghiera, Cordialmente Saluto.

(lettera firmata)

Carissimo,
                   è davvero edificante sapere che un ragazzo con un lavoro sicuro e una fidanzata affettuosissima, sia disposto ad abbandonare tutto per abbracciare il sacerdozio cattolico.

Io spero con tutto il cuore che sia fatta la volontà di Dio, qualunque essa sia. Può darsi che la sua sia vera vocazione, ma a volte capita che ci siano persone che si sentono chiamate a donarsi a Dio, ma in realtà il Signore vuole qualcosa di diverso. Una cosa del genere capitò ai beati Zelia Guérin e Luigi Martin, i quali tentarono di abbracciare la vita religiosa, ma vennero respinti dai superiori. Rimasti nel mondo, si conobbero e si sposarono. Dalla loro santa unione nacquero nove figli, dei quali quattro volarono in Cielo in tenera età, e le altre cinque figlie (tra le quali Santa Teresa di Lisieux) abbracciarono la vita religiosa.

Adesso per lei è giunta l'ora delle scelte cruciali della vita, ed è di fondamentale importanza fare la scelta giusta, ossia quello che vuole Sua Maestà il Re dell'Universo. Come fare a capirlo? Io le consiglio vivamente di fare un ritiro spirituale in qualche monastero di stretta osservanza. Immerso nel silenzio e nella preghiera, le sarà facile raccogliersi interiormente e ascoltare quel che Dio le sussurra nel cuore. Una volta deliberato lo stato di vita, lo elegga senza esitazioni, e vada avanti senza tornare più sulla scelta presa. Quando il comandante della caserma dà un ordine, i soldati devono obbedire immediatamente e senza fiatare. Allo stesso modo, quando Dio manifesta la propria volontà, bisogna obbedirgli prontamente come dei militi.

La Chiesa Cattolica che è il Corpo Mistico di Cristo, ha urgentemente bisogno di numerosi e santi sacerdoti che zelino il bene delle anime per la maggior gloria di Dio. Se il Signore la chiama allo stato sacerdotale, le chiedo di fare attenzione a scegliere un istituto che le garantisca una buona preparazione dottrinale e ascetica. Purtroppo, a tal proposito alcuni lettori mi hanno confidato delle cose spiacevoli, pertanto raccomando la massima prudenza.

Pregherò volentieri per lei la Virgo Fidelis e chiedo ai lettori del blog di fare altrettanto. La incoraggio ad effettuare il discernimento vocazionale e la saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter

Sub Christi Regis vexíllis militáre gloriámur!

venerdì 11 luglio 2014

Domande spinose

Una lettrice mi ha fatto delle domande su alcuni problemi che affliggono la Chiesa. Ecco la mia risposta.

Cara sorella in Cristo,
                                          ho letto le tue domande “spinose”, spero di poter chiarire i tuoi dubbi.

Cosa pensa Gesù della Chiesa? Innanzitutto devo dirti che la Chiesa Cattolica è il Corpo Mistico di Cristo, cioè tutti noi cattolici formiamo un solo Corpo, di cui Cristo è il capo mentre noi siamo le membra. Siamo fratelli in Cristo. Detto questo, è necessario che ci sia una gerarchia, altrimenti regnerebbe l'anarchia nella Chiesa. Pensiamo ad esempio se non avessimo il Papa, come faremmo a sapere chi ha ragione e chi torto nelle dispute teologiche? In alcuni casi il Papa è infallibile (ad esempio quando proclama un dogma o canonizza un santo), negli altri casi bisogna seguire i suoi insegnamenti per obbedienza, a meno che non stia parlando come “privato dottore”. È giusto che noi gli obbediamo, altrimenti ognuno seguirebbe le dottrine che gli piacciono di più e ci sarebbe divisione tra i fedeli. Dalle rivelazioni dei santi appare chiaro che Gesù non è molto contento della situazione. Ad esempio a San Francesco il Signore gli chiese di riparare la Chiesa perché era in rovina. Santa Caterina da Siena nel suo celebre “Dialogo con la Divina Provvidenza” scrive che il Signore è dispiaciuto dal comportamento di molti preti e vescovi, però ci sono anche dei buoni religiosi che zelano la maggior gloria di Dio. Sant'Alfonso in una lettera privata si lamentò del poco zelo della maggioranza dei vescovi. In un altro scritto si lamentò del rilassamento dei religiosi. Padre Pio in una visione vide che Gesù era disgustato dal comportamento di molti prelati. Eccetera, eccetera.

Dunque, come tu stessa hai compreso, la situazione ecclesiale è molto difficile. I problemi non riguardano solo il clero, ma anche i fedeli laici. Che fare? Alcuni cadono nella tentazione di abbandonare la Chiesa e aderire all'ateismo, altri passano ad altre religioni, altri rimangono nella Chiesa cattolica, ma si ribellano agli insegnamenti del Magistero. Queste cose sono sbagliate. Noi dobbiamo imitare San Francesco e gli altri santi. Anche ai loro tempi la situazione era difficile, ma restarono all'interno della Chiesa e si impegnarono a migliorarla dal di dentro. Questa è la battaglia da combattere anche oggi.

Cosa farebbe Gesù ai nostri giorni? Io penso che farebbe le stesse cose che fece 2000 anni fa, cioè andrebbe nei villaggi e nelle città ad evangelizzare la gente, ad insegnare la sua meravigliosa dottrina fondata sull'amore (quello vero, cioè quello che nasce da Lui). All'occorrenza farebbe anche dei miracoli per guarire gli ammalati e liberare gli indemoniati.

Mi chiedi perché parlo contro certi peccati (omosessualità, contraccezione, rapporti prematrimoniali, ecc.), mentre evito di parlare della pedofilia? Sul blog “Cordialiter” (quello sulla Tradizione Cattolica), tempo fa ho parlato anche della pedofilia, mentre sul blog vocazionale non ne ho parlato nemmeno una volta. Innanzitutto penso che questo problema vada risolto alla radice, e cioè bisogna vagliare con maggiore attenzione i seminaristi onde evitare che qualche ragazzo che non vive in totale castità possa essere ordinato sacerdote. Anche Sant'Alfonso diceva che bisogna cacciare dal seminario coloro che non vivono in castità. Inoltre diceva che i vescovi devono rendere conto a Dio delle ordinazioni sacerdotali che effettuano. Devono ordinare solo persone ben preparate e dalla vita virtuosa.

Insomma, lo stesso Sant'Alfonso diceva che principalmente dai vescovi dipende la vita cristiana tra i fedeli. Se il vescovo è zelante, darà una buona formazione dottrinale e ascetica ai seminaristi, e ordinerà sacerdoti solo coloro che ne sono degni, i quali a loro volta saranno zelanti nel lavorare per la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio. Se invece il vescovo è una persona poco zelante, i risultati saranno disastrosi.

Sul blog preferisco parlare di altri peccati, sia perché sono più diffusi, sia perché si sta diffondendo una mentalità che tende a giustificarli. Omosessualità, contraccezione e rapporti prematrimoniali, sono questioni serie che riguardano tante persone. L'omosessualità non l'ho mai approvata, invece la contraccezione e i rapporti tra fidanzati, in passato pensavo che non fossero peccati. In seguito mi sono accorto che sbagliavo e che il Magistero della Chiesa aveva ragione. Del resto, anche tutti i santi (San Francesco, Don Bosco, Padre Pio, Madre Teresa, ecc.) hanno sempre seguito il Magistero della Chiesa. Spesso si pensa erroneamente che i peccati riguardanti la sessualità siano colpe leggere, invece sono delle colpe gravi. San Remigio diceva che dei cristiani adulti, pochi si salvano, tutti gli altri si dannano per colpa dei peccati impuri, cioè quelli che riguardano la sessualità. La Madonna a Fatima fece vedere ai tre pastorelli l'inferno con i demoni e i dannati che bruciavano in un oceano di fuoco. Giacinta (la più piccola dei tre), disse che i peccati impuri sono quelli che trascinano più anime all'inferno. Eppure a quei tempi la maggioranza degli sposi arrivava vergine al matrimonio, l'adulterio era più difficile da praticare, l'omosessualità era quasi inesistente. Un'altra cosa che mi ha colpito molto degli insegnamenti della Madonna di Fatima, è che preannunciò che sarebbero venute mode che avrebbero offeso molto Nostro Signore. A qui tempi nessuno poteva immaginare l'arrivo delle minigonne e degli altri abiti immorali.

Io presumo che in percentuale siano pochi coloro che sono schiavi della pedofilia, mentre sono molti di più coloro che praticano la contraccezione e i rapporti prematrimoniali. Ecco perché parlo più spesso di queste cose.

Purtroppo, noi laici possiamo fare ben poco per contrastare la piaga della pedofilia nel clero. I vescovi invece hanno la grave responsabilità di vigilare sul seminario e cacciare coloro che sono indegni di ricevere il sacerdozio. A dir la verità una cosa possiamo farla: dobbiamo supplicare con le lacrime agli occhi il Signore di inviarci dei vescovi santi, fervorosi e zelanti come lo furono San Francesco di Sales, Sant'Alfonso Maria de Liguori, Sant'Ambrogio, Sant'Antonio Maria Gianelli e tanti altri degnissimi successori degli Apostoli.

Bene, spero di averti risposto in maniera soddisfacente.

Cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

giovedì 10 luglio 2014

La Madonna contro la massoneria

Tra il 1582 e il 1634 la Beata Vergine Maria apparve a Quito (Ecuador) a Madre Mariana de Jesús Torres, una monaca di clausura. La Madonna preannunciò le devastazioni che la massoneria avrebbe causato nel XX secolo in Ecuador. Purtroppo, gli stessi mali hanno flagellato anche l'Italia e tanti altri Stati. Ecco un estratto delle rivelazioni.


...Durante questo periodo, poiché in questo povero paese mancherà lo spirito Cristiano, il Sacramento dell’Estrema Unzione sarà poco considerato. Molte persone moriranno senza riceverlo – sia a causa della negligenza delle loro famiglie o per i loro falsi sentimenti che cercano di proteggere gli ammalati dal vedere la gravità della loro situazione, oppure perché si ribelleranno contro lo spirito della Chiesa Cattolica, spinti dalla malizia del diavolo. Così molte anime saranno private di innumerevoli grazie, consolazioni e della forza di cui hanno bisogno per fare il grande salto dal tempo all’eternità…

Come per il Sacramento del Matrimonio, che simboleggia l’unione di Cristo con la Sua Chiesa, esso verrà attaccato e profanato nel pieno senso della parola.

La massoneria, che in quel tempo sarà al potere, emanerà leggi inique con l’obbiettivo di abolire questo Sacramento, rendendo facile per tutti vivere nel peccato, incoraggiando la procreazione di figli illegittimi nati senza la benedizione della Chiesa. Lo spirito cristiano verrà meno rapidamente, spegnendo la preziosa luce della Fede finché non si arriverà al punto che ci sarà una quasi totale e generale degenerazione dei costumi…

Aumenteranno gli effetti dell’educazione secolare, che sarà una delle ragioni della mancanza di vocazioni sacerdotali e religiose...Il Sacro Sacramento dei Santi Ordini sarà deriso, oppresso e disprezzato…Il demonio cercherà di perseguitare i Ministri del Signore in ogni maniera possibile e agirà con crudele e sottile astuzia per sviarli dallo spirito delle loro vocazioni, corrompendo molti di loro. Questi sacerdoti corrotti, che saranno motivo di scandalo per i cristiani, faranno sì che l’odio dei cattivi cristiani e dei nemici della Chiesa Cattolica e Apostolica Romana ricada su tutti i sacerdoti…

Questo apparente trionfo di Satana porterà enormi sofferenze ai buoni Pastori della Chiesa… Non ci sarà quasi più innocenza nei bambini, né pudicizia nelle donne, e in questo momento di grande miseria della Chiesa quelli che dovrebbero parlare rimarranno in silenzio.

Ma Sappi, amata figlia, che quando nel ventesimo secolo il tuo nome sarà fatto conoscere, ci saranno molti che non crederanno, affermando che questa devozione non è gradita a Dio…

Il Clero secolare lascerà molto a desiderare perché i sacerdoti diventeranno negligenti nei loro sacri doveri. Non avendo la bussola divina essi si allontaneranno dalla strada tracciata da Dio per i ministero sacerdotale e saranno attaccati ai beni e alle ricchezze…Quanto soffrirà la Chiesa durante questa notte buia! Mancando un Prelato e Padre che li guidi con amore paterno, dolcezza, fortezza, saggezza e prudenza, molti sacerdoti perderanno il loro spirito, ponendo le proprie anime in grande pericolo. Questo segnerà l’arrivo della Mia ora"

Attraverso l’acquisizione del controllo su tutte le classi sociali, le sette tenderanno a penetrare con grande astuzia nel cuore delle famiglie e distruggeranno persino i bambini. Il diavolo si farà gloria di nutrirsi con perfidia dei cuori dei bambini. L’innocenza dell’infanzia quasi scomparirà. Così si perderanno le vocazioni dei religiosi. E questo sarà un vero disastro. I religiosi abbandoneranno i loro doveri sacri e si allontaneranno dalla via segnata per loro da Dio...

Satana avrà il controllo di questa terra attraverso gli errori di uomini senza fede i quali, come una nuvola nera, oscureranno il cielo della repubblica consacrata al Sacro Cuore del Mio divino Figlio.

mercoledì 9 luglio 2014

Perché spesso le persone malvagie hanno successo?

Molta gente si domanda per quale motivo le persone che compiono il male, spesso vivono “allegramente” nella prosperità materiale, mentre le persone fedeli al Signore vivono tra tribolazioni e persecuzioni. Ecco la risposta che ho dato a una ragazza su questo importante argomento.

Cara sorella in Cristo,
                                    rispondo molto volentieri alla tua ultima lettera. Innanzitutto ho avuto la conferma di quel che avevo già compreso, e cioè che tu, oltre ad essere intelligente, sei anche una persona profonda e spirituale. Infatti hai intuito da sola delle cose che io invece ho imparato solo sui libri. Ecco quel che insegna il mio amatissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori al riguardo dei temi su cui stai riflettendo. Sì, Dio castiga quelli che ama, così come un buon padre mette in castigo il suo bambino che combina marachelle. Immagina un papà che vede suo figlio di 5 anni giocare coi fiammiferi o fare altre cose pericolose. Se gli vuole davvero bene, deve rimproverarlo bonariamente e togliergli quei “giochi” pericolosi. E se il bambino si mette a piangere perché vuole insistere a fare quei giochi pericolosi, il babbo non deve impietosirsi, ma per educarlo deve “castigarlo”, ad esempio non dandogli il consueto cioccolatino, non comprandogli un giocattolo, ecc. Ciò non è segno di odio, ma è segno di amore, lo rimprovera e lo castiga perché gli vuole bene e non vuole che gli capiti qualcosa di brutto giocando coi fiammiferi.

La stessa cosa avviene tra Dio e gli uomini. Il Signore è amore infinito, ma è anche giustizia infinita. Ognuno di noi ha delle imperfezioni più o meno gravi di cui emendarsi, e i castighi di Dio sono un potente mezzo di purificazione. Quanta gente si è convertita in seguito ad una grave malattia o a qualche altra sciagura! Ma Dio non “castiga” solo i peccatori che vuole convertire, ma anche i buoni per farli diventare ancora più santi. L'esempio classico da raccontare è la storia del Santo Giobbe, il quale pur essendo una persona pia e devota, tuttavia venne messa alla prova dal Signore, permettendo che venisse travagliato da una schiera di sciagure, tra cui lutti, furti, malattie, incomprensioni, ecc. Invece di bestemmiare Dio, pronunciò delle celebri parole di rassegnazione e sottomissione alla divina volontà. Dio non volle il male, per esempio che Giobbe subisse il furto delle greggi di animali, ma tollerò che ciò avvenisse, poiché sperava di trarne un bene maggiore. È troppo facile amare la Santissima Trinità quando tutto va bene, ma è nei momenti di difficoltà che si vede se una persona ama davvero il Signore. Giobbe rimase fedele e guadagnò enormi gradi di gloria per il Cielo. Un conto è salvarsi l'anima per un soffio, altro conto è salvarsi coi meriti di un Giobbe, di un san Francesco o di una Santa Teresa di Lisieux, i quali soffrirono molto su questa terra. Lo Spirito Santo nella lettera di San Paolo Apostolo agli ebrei (capitolo 12, versetto 6) afferma: “Quem enim diligit Dominus castigat”. È proprio così, Dio corregge e purifica con le tribolazioni coloro che ama e che vuole salvare.

Adesso ti parlo di un'altra cosa molto importante. Spesso vediamo che certe persone che fanno il male e vivono lontano da Dio, prosperano “allegramente”. Hanno tutto: soldi, salute, successo, piaceri, divertimenti, ecc. Perché avviene ciò? Dio è rimuneratore, premia il bene e punisce il male. È “costretto” a fare ciò perché è infinitamente giusto. Su questa terra anche le persone più malvagie e peccatrici ogni tanto compiono qualche azione buona, almeno nei confronti dei parenti e degli amici. Il Signore retribuisce in qualche modo anche quel poco di buono che essi hanno compiuto. In genere cerca di donare soprattutto le grazie necessarie alla salvezza eterna, ma quando vede che un'anima indurisce il cuore, soffoca i rimorsi della coscienza, rifiuta ostinatamente la misericordia di Dio, spreca tutti i lumi e le grazie che lo Spirito Santo gli concede per convertirla, a quel punto diventa inutile ricompensarla con le grazie spirituali, poiché andrebbero inesorabilmente perse e l'anima sarebbe ancora più colpevole, allora a quel punto il Signore “abbandona” quella persona, cioè non gli concede più grazie spirituali, ma solo benefici materiali (soldi, salute, ecc.) per ricompensare il poco di buono che ha compiuto su questa terra, mentre dopo la morte verrà condannata all'inferno eterno per le sue iniquità. Non si tratta di un abbandono “totale”, poiché la grazia sufficiente rimane disponibile fino all'ultimo istante di vita, ma senza le grazie speciali sarà moralmente impossibile che quell'anima si salvi. Ecco perché spesso si vedono che le persone che compiono il male, prosperano negli affari, godono di buona salute, ridono e si divertono, mentre le anime fedeli al Signore (pensiamo alla vita dei santi) spesso soffrono la povertà, le malattie, le persecuzioni e in certi casi addirittura il martirio. I cattivi che prosperano non sono da invidiare ma sono da compiangere, poiché la loro prosperità è segno che il Signore le sta ricompensando di qualche bene compiuto, mentre per l'eternità gli riserva il terribile castigo dell'inferno, dal quale non c'è più nessuna speranza di uscire. Invece, quando vediamo una persona compiere il bene e ricevere in cambio delle tribolazioni, è segno che il Signore la vuole salva (Dio castiga quelli che ama), la sta purificando delle imperfezioni commesse e le sta facendo guadagnare grandi meriti spirituali (se soffre con rassegnazione) in attesa di darle la ricompensa eterna del Paradiso. Ovviamente bisogna precisare che i cattivi, anche se immersi nelle ricchezze e nei divertimenti sfrenati, in realtà sono infelici poiché non hanno la pace interiore. Invece i buoni, pur immersi nel dolore e schiacciati dal peso della croce, vivono con la pace della coscienza e sono felici al solo pensiero che dopo il breve esilio in questa valle di lacrime potranno finalmente incontrare Dio nella Patria Celeste, per amarlo con tutte le proprie forze, per tutta l'eternità, in compagnia degli angeli e dei santi. Sant'Alfonso spiega mirabilmente questa dottrina della prosperità dei cattivi induriti nel male e delle sofferenze dei buoni nel libro “Apparecchio alla morte” e in altri scritti spirituali.

Ti saluto cordialmente in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter