Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)


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sabato 13 febbraio 2016

Testimonianze sul compianto Cardinale Siri

Pubblico un'interessante e-mail di un gentilissimo lettore del blog. Le seguenti testimonianze sfatano l'immagine di uomo freddo e arcigno, come ingiustamente il grande Cardinale Giuseppe Siri veniva spesso dipinto dai media progressisti.


Carissimo fratello in Cristo,
                                                    scusami se ti scrivo a puntate, tipo soap opera, ma cerco di sfruttare i momenti liberi. Volevo riportare due testimonianze indirette sul card. Siri. 

Faccio parte di un' associazione di appassionati di tram storici, e durante una gita a Bergamo (per visitare la nuova tranvia interurbana) mi son trovato sul bus vicino a due soci, una signora ed un signore, entrambi originari di una zona del basso Piemonte in provincia di Alessandria ma in diocesi di Genova. Il discorso dopo un po' è finito sul card. Siri e il signore ricordava da bambino come tanto solenne e ieratico era in chiesa il Cardinale, tanto era dolce ed affettuoso come un nonno con i bambini cresimandi che aveva voluto conoscere ed incontrare uno per uno in parrocchia.

La signora invece ha raccontato che essendo amica di una parente di Siri, una volta recandosi a casa dell'amica e trovandovi il Cardinale in visita ai parenti, era impaurita e confusa, ma lui l'ha salutata con calore e le ha detto: "Guarda che nella dieta che mi ha prescritto il dottore non ci sono le ragazzine!".

Poi la signora ha aggiunto che Siri con i parenti era amabile, affettuoso, scherzoso e per nulla altero. 

[...]

In J et M.

(Lettera firmata)

Un blog sempre più “comunitario”

Pubblico un brano tratto da una e-mail di Eleonoram (pseudonimo di una collaboratrice del blog).



Sai che questa collaborazione mi sta aiutando anche a riflettere su me stessa? Il fatto di esser uscita da me stessa - come raccomandava il mio amatissimo Benedetto XVI - cioè di essermi decentrata e venuta allo scoperto tramite Eleonoram, e quindi il fatto di misurarmi pure con il mondo (nel senso giovanneo) e con il prossimo, con questa modalità dello scrivere che mi è così consona e così difficile al tempo stesso, mi suscita delle reazioni e dei pensieri che sto affrontando in preghiera.



Cara sorella in Cristo,
                                       sono contento che diverse persone abbiano accettato il mio invito a collaborare col blog. Grazie alle vostre e-mail e alle interviste mi state aiutando tantissimo a rendere il blog più vario e interessante. Inoltre mi state aiutando da un punto di vista morale, perché la vostra amicizia spirituale mi è di grande conforto e mi incoraggia a proseguire con entusiasmo. 

Grazie di cuore!

Cordialiter

Pensiero del giorno

L'inferno e il mondo attualmente dicono: tutto senza Gesù Cristo. Essi vogliono scacciarlo dai cuori, dalle famiglie e dalle nazioni. Noi invece dobbiamo rispondere come la Chiesa e con la Chiesa: Tutto per Gesù Cristo. Noi, Figlie del Cuore di Gesù, offriamo incessantemente alla SS. Trinità il Sangue prezioso di Gesù Cristo per ottenere l'esaltazione della Santa Chiesa, il trionfo dei sacri interessi di Dio nel mondo, l'estinzione delle società segrete e la conversione dei loro membri, la perfezione e la santità sempre maggiore del Sacerdozio cattolico e degli Ordini religiosi.

(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

venerdì 12 febbraio 2016

La donna è stata creata da Dio per aiutare l'uomo a salvarsi l'anima

Dagli scritti del Beato Giacomo Alberione.



Il Bougaud (...) esclama: «Initium et finis mulier»: in ogni cosa grande vi trovate come principio e fine la donna. E Tacito: «Inesse in eis quid divinum»: la donna ha in sé una orma della potenza di Dio. Ma perché mai questo Dio, che fa bene ogni cosa, che tutto rettamente dispone in peso e misura, secondo i suoi altissimi fini, perché questo Dio fu così largo colla donna? Non vi ha dubbio sulla risposta: perché l’aveva destinata ad una nobilissima vocazione: i doni fatti alla donna sono nulla più che mezzi necessari alla sua missione.

Rifacciamoci all’origine del mondo: là apparirà la verità di questa asserzione. Quando Dio ebbe creato l’uomo, dice la Sacra Scrittura, egli guardò a lui e, tocco il cuore di compassione alla vista della sua solitudine, pronunciò questa parola, una delle più tenere uscite dal suo labbro: Non è bene che l’uomo sia solo: facciamogli una compagna simile a lui che gli serva d’aiuto. E creò la donna per aiuto dell’uomo. Ed aiutarlo in che? Nei suoi lavori, nelle sue angosce: è così acerbo il dolore quando si soffre da soli! Nelle gioie, nei sogni di felicità: si gode sì poco, quando si gode soli! E siccome l’uomo non è creato per la terra, ma pel cielo, siccome Dio collocò in lui speranze celesti, slanci e desideri sublimi, siccome il mondo è l’esilio, il cielo invece la patria: sorreggere l’uomo in questo cammino, condurlo all’eternità, andarvi con lui forma l’altissima missione della donna: adiutorium simile sibi. L’uomo curvo sulla terra che doveva lavorare, avrebbe spesso perduto di vista il cielo: e Dio gli diede un angelo, un apostolo, un amico intimo, persuasivo, amabile che doveva conservargli la luce ed il gusto del cielo.

(...)

Eva, è vero, si valse di questo dolce ascendente su Adamo per trascinarlo seco nella colpa: ma Dio, punendolo, non cambiò la missione della donna: l’uomo caduto ne abbisognava ancor più. (...) Maria fu l’alto tipo della donna cristiana: Essa compì il suo ufficio di sollevare l’uomo, di distaccarlo dalla terra, di condurlo al cielo. La donna riabilitata da Gesù Cristo venne con paziente lavoro riammessa al suo posto primitivo. Dopo diciannove secoli la donna cristiana gode di nuovo quel santo ed universale rispetto, quel tenero e religioso amore, quegli onori e quei riguardi pieni di delicatezza che rendono possibile la sua missione. Quel certo spirito di cavalleria, che, non ostante le naturali esagerazioni, dominò tanto nel medio evo ed oggi ancora forma come l’incanto ed il profumo della società civile, è tutto uno spirito ed un portato delle dottrine cristiane sulla donna. Di nuovo in essa troviamo quella purezza, quell’aureola di modestia, quella bellezza grave, quell’amabile libertà, quella virtù generosa e quel desiderio intenso di attrarre il cuore dell’uomo per innalzarlo al cielo e là seco condurlo.

Quanti uomini, specialmente nel turbinio presente della vita, dimenticherebbero forse Dio, l’anima, l’eternità, se non avessero una sorella, una sposa, una madre, una figlia! Sono misteri questi che ci si riveleranno solo nell’eternità.

L’uomo (...) in mezzo agli affari ed alle occupazioni del presente e del caduco, facilmente dimentica l’idea del futuro: il visibile lo soffoca, il suo volto si abbassa. (...) Ciò che l’uomo dimentica è precisamente quanto la donna più facilmente ricorda, perché lo sente sempre vivo. Ella non cura tanto la logica, ma se si tratta delle cose spirituali meglio le intuisce, meglio le gusta, più facilmente vi si inclina. Qualcuno ha detto: la religione è per le donne. Non è per le donne nel senso di escludere gli uomini; ma è per le donne nel senso che la donna naturalmente è più religiosa. Anche la Chiesa, disse il papa alle donne cattoliche, vi rende questo onore, chiamandovi il sesso devoto. E voi dovete colla religione e per la religione essere l’aiuto dell’uomo.

Chi mette la donna fuori di tal missione, la mette fuori di vocazione: la rende una spostata. La donna che non fa questo è inutile, se non dannosa, nel mondo. Alla donna che si insuperbisce o si lamenta di dover lavorare alla conversione del marito si potrebbe dire: non fai che compire il tuo dovere.

(...) la donna può esercitare un’influenza decisiva sullo spirito religioso del marito. Noi sappiamo che fu Eva a trascinare nella colpa Adamo: noi sappiamo che Cecilia convertì lo sposo Valeriano, (...) noi abbiamo nelle lettere di san Paolo che l’uomo infedele viene santificato dalla donna fedele.

Non è qui il luogo di insistere perché si abbia occhio, nella scelta del compagno della vita, alla sua religione, alle sue pratiche, ai suoi costumi. Questa cosa non è mai abbastanza detta e capita per la spensieratezza giovanile. Ma comunque sia stata la cosa: se il giovane sposo è buon cristiano, alla donna sarà più facile il conservarlo tale: se invece è indifferente o avverso alla religione, alla donna sarà più meritorio il convertirlo.

 

(Brano tratto da "La donna associata allo zelo sacerdotale", di Don Giacomo Alberione, Edizioni San Paolo)

Pensiero del giorno

Il santo Rosario è un'arma potente. Impiegala con fiducia e ti meraviglierai del risultato. 


(San Josemaría Escrivá de Balaguer)

giovedì 11 febbraio 2016

Morte di un massone

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli.


Era prossimo a morire un commendatore, che era massone. Avrebbe potuto rimettersi nell'amicizia dei Signore, almeno al termine dei suoi giorni!

Io corsi ad assisterlo; ma il figlio, un avvocato, me lo impedì. Rimasi nell'anticamera.

- Perchè non volete che io assista vostro padre?

- Ha la piena conoscenza. Ha detto il medico che ha solo degli istanti di vita. Vedere il Prete vuol dire la fine.

Sopraggiunse un altro Sacerdote, amico di famiglia; neppure lui fu ammesso al capezzale dell'ammalato. Andai a chiamare un terzo Sacerdote... Eravamo tre Ministri di Dio disposti a salvare quella anima... e non fu possibile! Il commendatore morì, come un cane!...

Dove sarà andata l'anima del massone? Forse a quest'ora sarà tormentata nell'inferno, per colpa del figlio... per la sua pietà crudele!...

Quando, dopo venti anni, andai a visitare il Cimitero ed entrai nella Cappella del commendatore, a vedere anche la tomba del figlio, dell'avvocato... pietoso..., mi fermai pensieroso e triste: Come ti sarai trovato, o avvocato, al tribunale di Dio?... Sei salvo?... Non fu tua la colpa se tuo padre morì lontano da Dio? A che cosa giova questa Cappella ed i suffragi che si fanno a te ed a tuo padre?...

Quanti di questi dolorosi esempi potrei narrare!


L'ultima malattia

L'ultima malattia suole essere una grazia che Iddio concede nella sua misericordia, per purificare i buoni e per richiamare i traviati.

A Gesù interessa che le anime si salvino, perchè per esse è morto; interessa pure che giungano in Cielo ricche di meriti e che stiano in Purgatorio il meno possibile. Per ottenere ciò si serve delle malattie, specialmente dell'ultima, che d'ordinario è la più dolorosa.

Un giorno Gesù disse a Josefa Menendez: Ti lascio la mia Croce. Ho bisogno che tu soffra per un'anima.

- E' qualche peccatore?

- No, è un'anima a me tanto cara. E' nelle ultime ore di vita e sto intensificando le sue sofferenze per purificarla di certe colpe leggere e per aumentare i suoi meriti per l'eternità. -

L'esempio fa comprendere l'amoroso lavorìo ed interessamento di Gesù per i moribondi.

Ai fedeli si presentano ora dei suggerimenti, per assistere con frutto gli ammalati gravi. Quanti sono sfuggiti all'inferno, per opera di pie persone che li hanno saputi assistere in punto di morte!


I buoni sul letto di morte

Quando stanno per morire quelli che son vissuti nel timore di Dio, è facile parlare a loro per suggerire buoni pensieri, però senza stancarli.

A questa categoria di anime si raccomandi di fare, almeno con il pensiero, atti di amor di Dio, di rassegnazione completa alla divina volontà, di pensare a Gesù in Croce ed alla Vergine Addolorata.

Si preghi per essi, perchè il demonio suole sferrare degli attacchi terribili in quel momento, nella speranza di vincerli o con la disperazione o con la superbia. Sappiamo che le persone più sante sono state le più assalite dal demonio nell'ora della morte. Però la Madonna assiste i suoi figli; e chi l'ha onorata in vita, si accorge subito della sua protezione.

Versare dell'Acqua Benedetta sul letto degli agonizzanti ed accendere la candela della Candelora, serve a tener lontano il demonio.

Un assalto diabolico terribile ebbe una mia parente intima; aveva trascorso gli ottanta e più anni nel servizio del Signore e nella verginità. Parecchi demoni le si presentarono per tentarla ed allora implorò aiuto. I presenti aspersero l'ambiente con l'Acqua Santa, posero sul letto una immagine della Madonna e pregarono. Sparirono i brutti ceffi. La morente, raccogliendo un po' di fiato, disse: Vi ringrazio! Se ne sono andati! Il più grande favore che io abbia ricevuto in vita mia, è stato l'aiuto che ora mi avete dato!


Come comportarsi in certi casi

Tante famiglie vivono nell'indifferenza e nell'ignoranza religiosa. In caso di grave malattia, non si danno pensiero di chiamare il Sacerdote; però se qualcuno dicesse una buona parola e raccomandasse di aiutare l'infermo spiritualmente, cederebbero con facilità.

Quando perciò si viene a conoscenza di un ammalato grave, o parente, o amico, o vicino di casa, si faccia una visita di convenienza e poi si dica: Il Signore in casa non viene per male! Se l'ammalato si comunica, può anche ricevere la grazia della salute. Chiamate il Sacerdote, che pregherà per lui. Noi non siamo dei pagani; abbiamo la fede in Dio! -

Dopo tali ragionamenti, è facile far ricevere i Conforti Religiosi.

Può avvenire che l'infermo voglia il Sacerdote e che qualche familiare si opponga. In tal caso ci vuole prudenza e carità. Conviene avvisare segretamente il Parroco o altro zelante Sacerdote, affinchè trovi la via per giungere all'infermo.

Anni or sono una donna mi disse: Nella vicina gampagna c'è una vecchietta in gravi condizioni; alcuni della famiglia non vogliono chiamare il Prete. -

Senza mettere tempo in mezzo, mi avviai a quella campagna, con la scusa di una passeggiata. Feci una sosta davanti all’abitazione dell'inferma e chiesi ad una donna che stava sulla soglia: Sapreste indicarmi la via che porta a quella data contrada? - Dopo mi fermai a chiacchierare di altre cose, finchè entrai in casa.

- Se permettete, vorrei riposarmi un poco! -

Mi fu concesso. Dopo qualche istante potei entrare nella stanza dell'ammalata. Domandai ed ottenni di poterla confessare.

- Sì, Reverendo; è difficile avere qui un Prete! Voglio approfittare di questa combinazione! -

Diedi l'assoluzione, il Viatico e l'Olio Santo. Quando stavo per lasciare l'inferma, sopraggiunse la nuora. Mi diede uno sguardo felino e chiese sottovoce ai familiari: Chi ha chiamato questo Prete?... Come ha fatto a sapere che la suocera sta per morire?... Chi avrà avuto il prurito di interessarsi?... -

Io finsi di non sentire e conclusi: Permettetemi che continui la mia via! - La stessa notte la vecchietta era cadavere.

Se quella pia donna non mi avesse informato del caso, dove sarebbe a quest'ora l'anima di quella defunta?...


[Brani tratti da "I nostri morti - La casa di tutti", di Don Giuseppe Tomaselli]

Pensiero del giorno

L'inutilità delle sofferenze di Gesù per i peccatori ostinati (...); l'inutilità del suo Sangue sparso a fiotti, la perdita delle anime nonostante la sua morte dolorosa; il disprezzo dei suoi prediletti, malgrado le sue agonie: ecco il martirio dei martirii per nostro Signore. E siamo noi che glielo abbiamo inflitto. Rifiutare una grazia è calpestare una goccia del Sangue di Gesù, è disprezzare le tenerezze del suo amore. Per questo, vedendo Egli anticipatamente il triste spettacolo delle nostre ingratitudini, delle nostre infedeltà, disprezzi e apatie, la sua anima fu triste fino alla morte.

(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

mercoledì 10 febbraio 2016

Torna la Messa tridentina a Ferrara

Si comunica che la celebrazione delle Messe in forma straordinaria riprenderà regolarmente, per la diocesi ferrarese, Domenica prossima 14 febbraio, prima di Quaresima. La Messa sarà celebrata alle 18 nella chiesa di Santa Chiara (Ferrara, corso Giovecca 79).




















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Cresce a Milano l'interesse per la Liturgia tradizionale

Nonostante l'accanita opposizione degli anziani miliziani modernisti, la Liturgia tradizionale continua ad attrarre innumerevoli anime, soprattutto tra i giovani. Per sapere qual è la situazione a Milano, ho pensato di rivolgere alcune domande a Maristella, "corrispondente" del blog dal capoluogo lombardo.


- So che frequenti la Messa domenicale in Rito Ambrosiano antico, la quale a Milano si celebra nella bella chiesa di Santa Maria della Consolazione, nei pressi del Castello Sforzesco. In genere sono numerosi i fedeli che partecipano a questa Messa?

- La chiesa è sempre piena. Ci sono persone di tutte le età: quello che mi riscalda il cuore è notare famiglie con bambini e ragazzi e un buon numero di giovani. Sono grata anche al parroco, monsignor Paolo Cortesi, per la squisita accoglienza e la preziosa collaborazione. 

- Qualche anno fa la Messa in Rito Ambrosiano antico veniva celebrata nella chiesa di San Rocco al Gentilino. Hai notato un incremento di fedeli da quando vi siete trasferiti nella chiesa di Santa Maria della Consolazione?

- Sì, il numero dei fedeli è sicuramente aumentato anche per la presenza di turisti stranieri. Ricordo un gruppo di ragazze orientali, con i loro veli sul capo e le corone del Rosario in mano; turisti tedeschi con lo zaino e il messale. Chi è abituato al Rito antico lo cerca anche all’estero, perché poi si trova come “a casa” . Io stessa, a Dublino, avevo cercato con internet dove si tenesse la Messa tradizionale. Santa Maria della Consolazione si trova a due passi dal Duomo, davanti al Castello sforzesco, a pochi metri da una fermata della metro e si inserisce bene in un itinerario milanese. Il trasferimento dalla chiesa del Gentilino, più grande ma piuttosto decentrata, si era reso necessario per motivi di sicurezza: cadevano pezzi di intonaco dal soffitto.

- Sai se tra i fedeli che frequentano in maniera più assidua la Messa in Rito Ambrosiano antico sia nata qualche forma di aggregazione o di collaborazione?

- Molti si conoscono bene tra loro, perché è circa da 30 anni che viene celebrata. Quando io sono arrivata la prima volta alcuni di loro mi hanno aiutata a seguire la Messa, che è molto diversa da quella del novus ordo. Ci sono persone che si occupano stabilmente degli arredi liturgici, altre del servizio all’altare. E’ presente un coro che esegue i meravigliosi canti della tradizione.

- So che dopo la Messa rimani in chiesa per ringraziare nel tuo cuore Gesù per essersi unito a te mediante il Santissimo Sacramento. Il Grande Papa Pio XII nella splendida Encicica "Mediator Dei" esorta i fedeli a fare il ringraziamento dopo la Messa. Oltre a te, anche altri fedeli al termine della celebrazione rimangono in chiesa a ringraziare il Redentore Divino?

- Dopo la Messa, circa una decina di persone resta in Chiesa raccolta in preghiera personale. Io resto al mio posto inginocchiata. Poi mi fermo a contemplare la statua di Gesù crocifisso. Faccio la mia ultima genuflessione ed esco.

- All'incirca per quanti minuti rimani in chiesa dopo la Messa per ringraziare, adorare e amare da cuore a Cuore l'amatissimo Gesù?

- Attendo con gioia la domenica e i giorni di precetto. Mi sveglio presto e arrivo in Chiesa in tempo per poter recitare il Rosario in latino con gli altri fedeli. In me c’è una vivissima commozione, veramente una preghiera da cuore a Cuore. Quando inizia il Canone non riesco a trattenere le lacrime. Dopo l’Eucarestia inizio il ringraziamento, che poi proseguo dopo la Messa. Se fosse per me resterei per delle ore. Mi trattengo in chiesa per circa quindici-venti minuti, poi esco perché inizia la celebrazione successiva.

- La prima volta che sei andata a una Messa in rito antico, ti sei trovata subito a tuo agio, oppure sei rimasta un po' "spaesata"?

- La prima volta che ho partecipato a una Messa in rito antico ho provato una fortissima emozione: il mio cuore batteva forte, temevo che chiunque potesse sentirlo. Non capivo, non mi raccapezzavo ma dentro di me c’era una gioia incontenibile. Come se avessi trovato qualcosa che la mia anima attendeva da sempre… come pioggia su un terreno arido. Lì ho percepito la Presenza del Signore: Lui si sacrificava per me, per tutti noi. Lui era vicino, tanto vicino. Nel silenzio profondo di alcuni momenti, nei gesti misurati e colmi di significato, nella riverenza, nella bellezza struggente dei canti, nell’incenso che si diffondeva mi sembrava di poter toccare con mano il Sacro. Poco dopo ho iniziato a frequentare costantemente la Messa ambrosiana vetus ordo ed ho compreso di essere giunta a un “punto di non ritorno”. Ho imparato a portare sempre il velo: credo che per noi donne sia importante. Cela le nostre chiome, è un efficace rimedio alla vanità. 

- Sei mai andata alla Messa in Rito Romano antico che a Milano viene celebrata qualche volta al mese presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore?

- Sì, la prima Messa in Rito antico l’ho seguita proprio lì, accompagnata da un amico. Poi sono andata anche altre volte, purtroppo non riesco a partecipare con costanza (ma numerose persone della Messa domenicale lo fanno).

- Se a Milano nascesse qualche forma di aggregazione per fedeli laici legati alla Liturgia tradizionale e desiderosi di praticare con fervore le virtù cristiane e di progredire nel camino di perfezione, saresti interessata a prendere parte all'iniziativa?

- Io sarei molto interessata: tutto ciò che può aiutarmi a fare la volontà del Signore per me ha un grandissimo valore!

Pensiero del giorno

Nei pericoli, nelle angosce, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria.


(San Bernardo)

martedì 9 febbraio 2016

I difensori dei cristiani in Siria

La guerra civile siriana mi ricorda quella spagnola (1936-1939): mentre nei territori liberati dalle truppe nazionali veniva rispettata la libertà religiosa dei cattolici, nei territori occupati dai miliziani “rossi” (comunisti, anarchici, trotzkisti, ecc.) i cattolici venivano perseguitati e uccisi. Una cosa del genere sta avvenendo nella martoriata Siria: nei territori controllati dall'esercito i cristiani vengono rispettati, invece nei territori controllati dalle varie milizie islamiste le chiese vengono devastate e i cristiani vengono spesso derubati, torturati e assassinati. Dunque, da che parte dobbiamo stare: con quelli che difendono i cristiani oppure con quelli che li perseguitano? Ecco perché dobbiamo pregare affinché l'esercito siriano (nelle foto a lato) riesca a vincere la guerra.

I manuali di Teologia Morale insegnano che è lecito combattere una guerra giusta: “Perché sia permessa, la guerra deve essere dichiarata dalla legittima autorità dietro giusto motivo e condotta con modi legittimi. Un motivo giusto per indire una guerra può essere: il respingere una ribellione, una grave ingiustizia, un'aggressione, difendere la religione, ecc.” (citazione tratta da "Teologia Morale: prontuario di morale cattolica per sacerdoti e laici", di Padre Teodoro da Torre del Greco, O.F.M. Cap., Edizioni Paoline, 1964).

Dunque il legittimo governo siriano fa benissimo a combattere i jihadisti, perché ha il dovere di tutelare l'ordine pubblico e il bene comune del popolo. I gruppi “ribelli” che operano in Siria sono quasi tutti islamisti. Ci sono anche dei ribelli “laici”, ma sono una piccola minoranza, e comunque in genere sono alleati dei jihadisti. Sono numerosi i gruppi islamisti che operano in Siria: Isis, Fronte al-Nusra, Aḥrār al-Shām, Ṣuqūr al-Shām, Jaysh al-Islām, e tanti altri. Una vera e propria galassia jihadista! 

Gli islamisti stanno compiendo innumerevoli crimini contro l'umanità. La cosa assurda è che i mezzi d'informazione del regime culturale progressista presente in Europa e negli USA scodellano le notizie in modo favorevole agli jihadisti, nascondendo il più possibile le devastazioni delle chiese e le altre nefandezze operate dai ribelli contro i cristiani.

Visto che i media del regime culturale nascondono le notizie che a loro non conviene divulgare, ho deciso di usare il blog per informare spesso i lettori sull'andamento della guerra civile. Dobbiamo essere grati ai soldati dell'esercito siriano che stanno lottando valorosamente sui campi di battaglia per tenere alto non solo il vessillo della propria Patria, ma anche la bandiera della civiltà contro la barbarie della tirannide jihadista.

Se gli islamisti conquistassero tutta la Siria, successivamente potrebbero invadere altri Stati limitrofi e giungere prima o poi anche in Europa. Quindi dobbiamo sperare che l'esercito siriano riesca a sconfiggere i jihadisti (migliaia dei quali non sono nemmeno siriani, si tratta di gente pagata profumatamente proveniente da Cecenia, Marocco, Arabia Saudita, Giordania, Egitto, e tanti altri Stati, anche europei).

Intanto dal fronte continuano a giungere buone notizie. A Deir el-Zor, una popolosa città sul fiume Eufrate assediata da molti mesi dai miliziani del Califfato islamico, i valorosi soldati della 104esima Brigata Paracadutisti della Guardia Repubblicana, con l'ausilio della NDF (National Defence Forces) e di altre forze filo-governative, stanno riuscendo a rintuzzare i rabbiosi e continui assalti dei nemici.

A nord di Aleppo continua l'avanzata dell'esercito siriano che ha recentemente liberato alcune cittadine assediate dai ribelli. La gente è scesa per strada per accogliere trionfalmente i liberatori. Si segnalano importanti vittorie anche nella provincia di Lakatia (nord-ovest) e di Daraa (sud), grazie anche al supporto aereo del corpo di spedizione russo, che continua a martellare le postazioni dei jihadisti. 

Aiutiamo con la preghiera i combattenti delle Forze Armate siriane, affinché con l'aiuto di Dio possano liberare presto la propria Patria dai gruppi terroristici e consentire ai cristiani di tornare a vivere tranquillamente nelle proprie case!


Pensiero del giorno

Vi è la milizia di Dio che combatte con la parola e l'azione prorompente... Noi siamo di quell'altra milizia di Dio, umile e nascosta, ma ugualmente apostolica, che combatte con la preghiera e il sacrificio, e che versa goccia a goccia il sangue del cuore... Amare, cantare, acclamare, sì, la folla lo sa fare davanti a questo Cuore che brucia d'amore per gli uomini. Pregare, compatire, offrire, riparare e soffrire per Lui che ha conosciuto tutte le agonie e tutti i dolori è la missione degli amici privilegiati. Buttiamoci ardenti in quest'opera di riparazione, nonostante la nostra piccolezza.


(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

lunedì 8 febbraio 2016

Portare le anime a Cristo


La carissima lettrice di Madrid mi ha scritto una breve e-mail che pubblico volentieri.




Caro fratello,
                     non sai quanto mi ha fatto bene la lettera di Maristella e la tua risposta che hai pubblicato sul blog! Da molto tempo mi preoccupano grandemente i problemi della Chiesa e del mondo, e prego il Signore di farmi sapere come aiutarlo perché non si perdano le anime, la mia per prima. […] Ho capito che l'uso della ragione può diventare un pericolo se non viene fondato sull'amore di Dio. La pietà e l'adorazione, i consigli di tanti santi e i loro esempi d'umiltà sono il principio su cui tutto questo glorioso edificio della Tradizione ha sempre portato le anime a Dio. Non smettere di regalarci i tuoi blog, fai molto bene alle anime e alla Chiesa.

Uniti in preghiera,

(lettera firmata)



Querida hermana en Cristo,
                                             le tue lettere, quelle di Maristella e di tante altre persone spirituali che seguono regolarmente il blog, mi sono di grande incoraggiamento. Grazie di cuore!

Noi fedeli legati alla Tradizione Cattolica dobbiamo lottare contro due pericoli: da una parte il progressismo e il rilassamento, dall'altra l'estremismo e il rigorismo spietato. Non sempre è facile seguire la strada giusta ed equilibrata. Alcuni si ergono a difensori della Dottrina e della Sacra Liturgia, ma poi si comportano in maniera mondana, ad esempio andando in discoteca, vedendo al cinema film “poco edificanti”, frequentando senza giustificazione cattive compagnie, ecc. (mi riferisco ai tradizionalisti con tendenze “liberal”). Altri ancora (adesso mi riferisco a coloro che hanno posizioni estremiste) hanno spesso un comportamento “poco cristiano” che allontana le anime dalla Religione; ad esempio hanno atteggiamenti aspri, arcigni, severi, rigoristi, poi stanno sempre a piagnucolare sulle avversità che stiamo vivendo, seminano sconforto, rabbia, tristezza, e col prossimo hanno comportamenti “poco caritatevoli”. Chi segue costoro difficilmente riuscirà ad avere la serenità interiore necessaria per praticare con profitto la vita devota.

Il mio blog è rivolto alle anime interessate al cammino ascetico di perfezione cristiana e che desiderano praticare un'intensa vita spirituale impegnandosi a vivere in maniera profonda gli intramontabili insegnamenti del Redentore Divino. Certo, anche noi abbiamo dei difetti, ma sono convinto che la via ascetica che abbiamo deciso di seguire sia quella giusta. L'eresia modernista è il morbo pestilenziale che sta uccidendo innumerevoli anime, ma questa piaga non si combatte con le chiacchiere, bensì con la pratica fervorosa delle virtù cristiane. 

Ogni settimana il blog riceve migliaia di visite dall'Italia e da altri Paesi del mondo. Sarebbe meraviglioso se vivessimo tutti assieme in una “cittadella cristiana” simile alle reducciones (le comunità cristiane che tra il XVI e il XVII secolo gli eroici gesuiti eressero nelle foreste del Sud America). Purtroppo, per diversi motivi, questo sogno non è al momento realizzabile (almeno non da tutti), pertanto dobbiamo continuare a vivere lontano gli uni dagli altri. Per questo motivo vorrei che il blog diventasse una sorta di “luogo di aggregazione virtuale” che consenta a tutti noi di sentirci uniti, di incoraggiarci a vicenda nel combattimento spirituale, di approfondire la Dottrina Cattolica, di fare letture edificanti, ecc. Non è mia intenzione comportarmi da “solista”, infatti sto cercando di coinvolgere altre persone al fine di rendere il blog più “partecipato”, più “comunitario” (la “comunità virtuale” dei cattolici fedeli alla Tradizione e attratti dalla vita ascetica). Ad alcune persone che seguono con particolare interesse il blog ho chiesto di scegliersi uno pseudonimo con cui pubblicare gli scritti che gentilmente mi inviano.

Dobbiamo rigettare la tentazione di vivere il cristianesimo in modo aspro, accigliato e rigorista, infatti se vogliamo davvero fare del bene alle anime e avvicinarle a Cristo, unico Salvatore del genere umano, dobbiamo seguire l'esempio di San Francesco di Sales, il santo della dolcezza. Chi ama Gesù ama la dolcezza. Lo spirito di dolcezza è proprio di Dio. L'anima che ama Dio ama anche tutti coloro che sono amati da Dio, pertanto cerca volentieri di soccorrere, consolare e contentare tutti, per quanto gli è possibile. Dice San Francesco di Sales: “L'umile dolcezza è la virtù delle virtù che Dio tanto ci ha raccomandata; perciò bisogna praticarla sempre e dappertutto.” Questa dolcezza bisogna praticarla specialmente con le persone sofferenti e abbandonate, le quali ordinariamente sono trattate aspramente dal mondo. Non vi è cosa che tanto edifichi il prossimo quanto la caritatevole benignità nel trattare. I santi ordinariamente avevano il sorriso sulle labbra e il loro volto spirava benignità, accompagnata dalle parole e dai gesti. Oh quanto si ottiene più con la dolcezza che con l'asprezza! L'affabilità, l'amore e l'umiltà catturano i cuori delle persone.

Ma per portare avanti questo progetto del “blog comunitario” bisogna dedicare diverse ore al giorno (non tanto per pubblicare i post, quanto per rispondere alle numerose e-mail, alle telefonate, e ad intessere una fitta rete di contatti e di amicizie necessarie per rendere il blog sempre più “comunitario”). Pertanto ringrazio di cuore tutti coloro che fino ad ora hanno supportato questo progetto inviandomi un libero contributo economico per consentirmi di continuare a dedicarmi quasi a tempo pieno alla “comunità virtuale” del blog. Senza l'aiuto di questi lettori e lettrici, penso che avrei dovuto smettere già da tempo.

In altro i cuori!

Cordialiter

Avviso da Napoli

Si comunica che il prossimo 10 febbraio 2016, Mercoledì delle Ceneri, sarà celebrata una S. Messa cantata in Rito Romano antico, alle ore 18:00, presso la Chiesa dell’Arciconfraternita di S. Maria del Soccorso all’Arenella (P.tta Giacinto Gigante - Napoli). Celebrante: Don Giorgio Lenzi IBP. 




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Pensiero del giorno

Preghiera di un padre spirituale

O Dio misericordioso, ti prego per questi tuoi figli.
Mi spinge la missione paterna che mi hai affidato,
mi inclina l'affetto, mi incoraggia la tua bontà.
Tu sai che posto occupano nel mio cuore.

Tu sai, mio Signore,
che non comando loro con durezza né con violenza,
che preferisco giovare loro con la carità che dominarli,
che vorrei nell'umiltà sottomettermi a loro.

Ascoltami dunque, o Signore mio Dio, ascoltami:
affinché i tuoi occhi siano aperti su di loro giorno e notte.

Apri, o piissimo, le tue ali e proteggili,
stendi la tua destra e benedicili,
infondi nei loro cuori il tuo Santo Spirito,
che li conservi nell'unità e nel vincolo della pace,
nella castità del corpo e nell'umiltà dell'anima.

La speranza li sollevi, il timore li renda umili,
la carità li renda ardenti.

Rimani in mezzo a loro secondo la tua fedele promessa;
e poiché tu sai ciò di cui hanno bisogno,
ti supplico di considerare ciò che in loro è debole,
di non rigettare ciò che è fiacco.

Perseverando ottengano la vita eterna:
con il tuo soccorso, o dolcissimo Signore. Amen


(Sant'Alfredo di Rievalaulx)



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domenica 7 febbraio 2016

Evitare i siti web che seminano sconforto

Pubblico un'interessante lettera di Maristella (pseudonimo di una cordiale collaboratrice e generosa finanziatrice del blog).  


Caro fratello in Cristo, 
                                        ti ringrazio di cuore per le belle parole che mi hai dedicato sul blog, mi hanno veramente commossa. Ringraziamo il Signore!

Nelle Sue infinite bontà e misericordia il Signore Gesù mi sta facendo incontrare fratelli che camminano insieme a me sulla strada stretta verso il Regno. Non sono sola, non sono mai stata sola, ma solo da poco tempo me ne rendo conto...

Proprio un altro “fratellino” mi aveva consigliato, in un momento in cui io ero preoccupata, di restare tranquilla e di cercare di fare ogni azione, ogni cosa nella mia giornata, per il Signore. Miracolosamente i piccoli gesti, anche azioni minime, diventano preghiera e rendimento di grazie. Mi piace immaginarli come il profumo dell'incenso che sale verso il cielo, o un cestino di piccoli fiori donato a Gesù, alla Mamma celeste, a tutti i Santi e agli Angeli che dal cielo ci proteggono, ci amano e ci ispirano desideri di bene.

Così io cerco di restare concentrata su questo pensiero, e quando mi capita di distrarmi, di dimenticare, di sbagliare, mi impegno subito a recuperare. Chiedo perdono e  riprendo con il mio "lavoro", con il mio itinerario. Il Signore si fa incontro a me attraverso i volti amici (e talvolta indifferenti o nemici) delle persone che pone accanto a me sul cammino.

Così cerco di rendere la mia vita gradita al Signore, in modo da essere sempre pronta. Un giorno Lui mi chiamerà a Sè e io desidero andare incontro a Lui nel migliore dei modi per poter vivere per sempre nella Sua luce, nel Suo amore. Qui sono in esilio, lontana dalla mia vera casa ... un giorno tornerò, il Signore verrà a prendermi.

Grazie fratellino per il tuo blog che diffonde luce e speranza, un vero sollievo e riposo per l'anima, sempre pieno di letizia. Davvero, io leggo molto e mi piace seguire argomenti spirituali, però trovo che molti siti che cercano di difendere la Tradizione purtroppo siano imbevuti di rancore, pessimismo e trasmettano un senso di tristezza. Noi non dobbiamo rattristarci ma combattere ogni giorno la buona battaglia seguendo l'esortazione del santo Apostolo Paolo. Non dobbiamo dimenticare che il nostro Signore Gesù Cristo ci ha rassicurato "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,20) e pregare per la Santa Chiesa con serenità perché "le porte degli inferi non prevarranno" (Mt 16,18).

Grazie per la pazienza, Dio ti benedica oggi e sempre.

Ti ricordo sempre nelle preghiere

Maristella 



Cara sorella in Cristo,
                                  ti sono sinceramente grato per le edificanti lettere che mi scrivi.

Ti confesso che diverse volte ho avuto il pensiero di “chiudere” il blog (quanto tempo assorbe!), ma poi non me la sono sentita di abbandonare i numerosi lettori che lo frequentano, molti dei quali mi hanno confidato di sentirsi edificare l'animo nel leggerlo. In effetti il mio scopo non è tanto quello di “fare informazione”, quanto quello di “fare del bene alle anime”. Lo so benissimo che tante cose stanno andando storte nel mondo e anche nell'orbe cattolico, tuttavia c'è modo e modo di denunciare il male, non bisogna far cadere nello sconforto i lettori, infatti il cristiano anche nei momenti bui deve sempre esercitare la virtù della speranza.

Purtroppo, come tu stessa hai notato, ci sono altri siti internet che pur definendosi cattolici, in realtà fanno il gioco del demonio, infatti col loro modo di fare seminano sconforto, delusione, amarezza e rabbia. Demoralizzano le anime dei visitatori e in questo modo aiutano il diavolo, perché per lui è molto più facile allontanare dalla pratica delle virtù cristiane le persone che sono scoraggiate. Pertanto sconsiglio vivamente di frequentare i siti che seminano sconforto e raffreddano il fervore necessario per continuare il cammino di perfezione cristiana.

Se qualcuno dovesse risentirsi per questo post, dimostrerebbe di avere la coda di paglia. Infatti, se una persona sa di non aver commesso nulla di male, non dovrebbe sentirsi chiamata in causa.

Carissima in Cristo, il mio blog non è indirizzato alle persone interessate ai discorsi petulanti e alle polemiche rancorose, ma ad anime come la tua, cioè innamorate della vita devota e desiderose di praticare con ardore le virtù cristiane. Fin quando il blog sarà frequentato da anime devote farò il possibile per aggiornarlo quotidianamente e rispondere alle vostre e-mail.  

In Corde Matris,

Cordialiter

Pensiero del giorno

L'anima si fa grande nella prova. Agonie, tristezze, noie: quanta attrattiva avete per la mia anima quando vi vedo passare per il Cuore del mio dilettissimo Gesù per arrivare al mio! Vi ha accolte e amate per me! Venite vi accolgo e vi amo per Lui! Mi apparite intrise del suo Sangue, bagnate dalle lacrime di sua Madre, e mi siete inviate per rendermi almeno un po', conforme al mio Sposo Crocifisso. Venite e compite l'opera vostra. Voglio che ogni mio dolore sia una goccia di balsamo sui dolori del Cuore di Gesù.

(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

sabato 6 febbraio 2016

Come ottenere la scienza necessaria alla direzione delle anime

Riporto un interessante scritto che potrebbe interessare molto i numerosi sacerdoti e seminaristi che seguono il blog.


Per acquistare la scienza necessaria alla direzione delle anime si richiedono tre condizioni: un Manuale, la lettura dei grandi maestri, la pratica.

A) Lo studio d'un Manuale [di ascetica, ndr]. Le letture spirituali che si fanno in un seminario, la pratica della direzione, e specialmente l'acquisto progressivo delle virtù aiutano certamente molto il seminarista a formarsi alla direzione delle anime. Ma pure ci vuole anche lo studio d'un buon Manuale. 1) Le letture spirituali sono anzitutto un esercizio di pietà, una serie d'istruzioni, di consigli e d'esortazioni sulla vita spirituale, ed è ben raro che vi si trattino in modo metodico e completo tutte le questioni di spiritualità. 2) In ogni caso, se i seminaristi non hanno un Manuale, a cui possano logicamente riferire i vari consigli che lor si danno, e che possano rileggere di quando in quando, presto dimenticheranno ciò che hanno inteso e mancheranno della competente scienza. Ora questa scienza è una di quelle che il giovane clero deve acquistare in Seminario, come ben disse Pio X: "Scientiam pietatis et officiorum quam asceticam vocant". 39-1

40.   B) Lo studio approfondito dei Maestri spirituali, specialmente degli autori canonizzati, o di quelli, che senza essere tali, sono vissuti da santi. a) Al loro contatto, infatti, il cuore si riscalda, l'intelligenza, illuminata dalla fede, percepisce più chiaramente e gusta meglio che in un libro didattico i grandi principii della vita spirituale, e la volontà, sorretta dalla grazia, è stimolata alla pratica delle virtù così vivamente descritte da coloro che vi si sono valorosamente esercitati. Aggiungendovi la lettura delle vite dei santi, si capirà anche meglio perchè e come si devono imitare, e l'irresistibile efficacia dei loro esempi darà nuova forza ai loro insegnamenti: "Verba movent, exempla trahunt".

b) Questo studio, cominciato in Seminario, dovrà continuare e perfezionarsi nel ministero: la direzione delle anime lo renderà più pratico; come un buon medico non cessa di perfezionare i suoi studi con la pratica dell'arte e l'arte con nuovi studi, così un savio direttore darà compimento alle sue cognizioni teoriche con la direzione delle anime, e all'arte della direzione con nuovi studi riguardanti i bisogni speciali delle anime a lui affidate.

41.   C) La pratica delle virtù cristiane e sacerdotali sono sotto il savio stimolo d'un direttore. Per ben capire la varie tappe della perfezione, non c'è mezzo più efficace che percorrerle da sè stesso; infatti, la miglior guida attraverso le montagne non è forse colui che le ha percorse egli stesso in tutti i sensi? E quando si è stati ben diretti, si è, a parità di condizioni, più atti a dirigere gli altri, perchè si è visto per esperienza come si applicano le regole nei casi particolari.

Combinando queste tre condizioni, si studierà la Teologia ascetica con molto profitto per sè e per gli altri.

42.   Soluzione di alcune difficoltà. A) Si rimprovera talvolta all'Ascetica di falsare le coscienze, mostrandosi molto più esigente della Morale e chiedendo alle anime una perfezione inattuabile. Questo rimprovero sarebbe fondato se essa non distinguesse tra precetto e consiglio, tra le anime chiamate ad un'alta perfezione e quelle che non lo sono. Ora non è così: pur spingendo le anime elette verso altezze inaccessibili ai cristiani ordinari, non dimentica la differenza che passa tra precetto e consiglio, tra le condizioni essenziali per salvarsi e quelle che sono richieste per la perfezione; ma sa pure che, per osservar bene i comandamenti, bisogna osservare pure alcuni consigli.

43.   B) Viene accusata di favorire l'egoismo, a tutto anteponendo la propria santificazione. -- Ma Nostro Signore stesso c'insegna che la salvezza dell'anima nostra dev'essere il nostro primo pensiero: Quid enim prodest homini si mundum universum lucretur, animæ vero suæ detrimentum patiatur? 43-1 Nulla v'è d'egoistico in questo; perchè una delle condizioni essenziali per salvarsi è la carità verso il prossimo, la quale si manifesta tanto con le opere corporali quanto con le spirituali; e la perfezione vuole che si ami il prossimo al punto da sacrificarsi per lui, come fece Gesù per noi. Se questo è egoismo, è un egoismo poco temibile.

C) Si insiste: l'Ascetica spinge le anime alla contemplazione e quindi le distoglie dalla vita attiva. -- Bisogna assolutamente ignorare la storia, per affermare che la contemplazione nuoce all'azione: "I veri mistici, dice il signor De Montmorand, sono persone di pratica e di azione, non di ragionamento e di teoria. Hanno il senso dell'organizzazione, il dono del comando, e si palesano pieni di ottime doti per gli affari. Le opere che essi fondano sono vitali e durevoli; nella concezione e nella direzione delle loro imprese, danno prova di prudenza e di arditezza, e di quella giusta stima delle possibilità che costituisce il buon senso. Difatti sembra appunto che il buon senso sia la loro dote principale: un buon senso che non è turbato da alcuna esaltazione morbosa nè da alcuna immaginazione disordinata, al quale s'aggiunge anzi una rara potenza di discernimento." Non abbiamo forse visto, leggendo la storia della Chiesa, che la maggior parte dei santi che hanno scritto intorno alla vita spirituale erano nello stesso tempo uomini di scienza e d'azione? [...] La contemplazione non soltanto non è di ostacolo all'azione, ma la illumina anzi e la dirige.

Nulla dunque è più nobile, più importante, più utile della Teologia ascetica ben compresa.


(Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928) 

Pensiero del giorno

Quando sarete tentati...gettatevi prontamente fra le braccia della Madre di Dio, reclamando la sua protezione. Allora sarete sicuri di riuscire vittoriosi sopra i vostri nemici e li vedrete ben presto coperti di confusione.


(Santo Curato d'Ars)

venerdì 5 febbraio 2016

Circa il grave dovere di educare cristianamente i bambini

Dagli scritti di Fratel Candido delle Scuole Cristiane.


È grave dovere di ogni educatore aprire la mente e il cuore dei bambini a Dio e formarli alla preghiera. insegniamo loro ad ammirarlo anche nella natura. Mostriamo come si parla con Dio nelle gioie e nei dolori, nella riconoscenza e nella richiesta di aiuto. Ci sentano manifestare al Signore il nostro nulla, la nostra debolezza, ma anche la nostra lode alla sua grandezza e la nostra fiducia in Lui.

Quando portiamo il bambino in Chiesa, indichiamogli il Tabernacolo dove si trova Gesù. Sentendo come noi parliamo ai Signore, imparerà anche lui il linguaggio della fede e dell'amore.


GENITORI... EDUCATORI...

... il Signore vi ha consegnato i bambini perché glieli teniate un momento, li conserviate per Lui, e glieli rendiate a suo tempo... proprio come fareste voi genitori se affidaste a una baby-sitter i vostri figli. Se vi accorgeste che questa distoglie i bambini dall'amore verso di voi non glieli affidereste più. Mamme, papà, educatori, cercate che Dio trovi in voi quella corrispondenza che vuole da voi come custodi dei suoi figli prediletti!

Nell'Antico Testamento i genitori offrivano a Dio nel tempio i loro primogeniti e, per riaverli, li riscattavano con un'offerta. Ogni bambino è prima di tutto di Dio, e il Signore vuole che il papà e la mamma glielo offrano. Ricordatevi che è da Dio che avete ricevuto i vostri figli: ve li ha affidati perché, con un'opera intelligente, attenta e generosa di educazione alla fede e all'amore, li prepariate come fiori destinati ad abbellire il suo giardino eterno: il paradiso.

Pregate per i vostri bambini prima ancora che sboccino alla vita e poi accompagnateli sempre con la vostra preghiera.

Le grazie che potete attirare su di loro con le vostre preghiere sono il più bel patrimonio che potete lasciare ad essi in eredità, per la vita terrena e per la vita eterna.

Tra le prime parole da far pronunciare al bambino ci siano i santi nomi di Gesù e di Maria.

Nel Battesimo Dio ha dato al bambino la sua stessa vita e la tendenza al soprannaturale. Da quel giorno Dio lo attira a sé, vuole per sé quel piccolo cuore; ma è necessario che noi aiutiamo e guidiamo il bambino ad andare al Signore.

Come il bambino non può imparare le normali cose della vita se non c'è chi lo aiuti, così nella vita dell'anima non saprà mai come fare a mettersi in contatto col Signore se i suoi educatori (soprattutto voi genitori) non formano quella "istintiva" capacità che ha, grazie al Battesimo, di tendere a Dio e di comunicare con Lui. Dio vuole che facciamo tutto il possibile per portare a Lui queste sue creature predilette. Non deludiamo il Signore e non danneggiamo il bambino con la nostra indifferenza o superficialità.

Fioriranno allora attorno a noi dei bambini che ci stupiranno per la precocità in ogni virtù e ci sarà facile, e bello, e utile guardare a loro come ai nostri migliori maestri di sensibilità e di innocenza.

Questi bambini, aiutati a prendere coscienza della dimensione soprannaturale della vita, crescendo in età, non saranno solo degli esperti operatori nelle cose terrene, ma in ogni situazione faranno risaltare la loro profonda identità di figli di Dio nella generosa offerta di se stessi.




[Brano tratto da "Lasciate che i fanciulli vengano a Me", di Fratel Candido delle Scuole Cristiane, titolo originale: "Formiamo il bimbo al soprannaturale", "L.I.C.E."]

Pensiero del giorno

La nostra pietà deve essere dolce, affettuosa, premurosa, attraente. Bisogna dimostrare che l'egoismo e la pietà non possono stare insieme. Vivere soli, rinchiusi nel proprio guscio, lasciar gli altri nell'impaccio... Certo sarebbe più comodo, ma, finché resti in famiglia devi far consistere la tua virtù a non trascurare alcuno dei tuoi doveri verso di essa, pur dando al Signore i tuoi esercizi di pietà e il ricordo costante del tuo cuore.

(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

giovedì 4 febbraio 2016

Avviso da Piacenza

Chantal mi ha segnalato che mercoledì 10 febbraio (Sacre Ceneri) verrà celebrata una Santa Messa in rito romano tradizionale presso la chiesa di San Giorgino, alle ore 18. 

Inoltre, venerdì 19, alle ore 16, nei locali di San Giorgino, a cura dell’Associazione “Convegni di Maria Cristina”, Ivo Musajio Somma terrà una conferenza sul Beato Imperatore Carlo d’Asburgo e l’Imperatrice Zita.






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Avviso da Prato

1) Venerdì 5 febbraio alle ore 21Primo Venerdì del Mese, nella chiesa del Sacro Cuore a Prato, il parroco Mons. Vittorio Aiazzi celebrerà la consueta Messa Votiva in rito antico del Sacro Cuore.

2) Per la prima volta dopo 50 anni la Messa in rito antico in Latino e l'imposizione delle ceneri saranno celebrati appunto il giorno del Mercoledì delle Ceneri 10 febbraio sempre alle ore 21 nella chiesa del Sacro Cuore a Prato.






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La Madonna assiste i suoi devoti nell'ora dell'ultima agonia

I mondani pensano a vivere nelle agiatezze e ad accumulare più ricchezze possibili, le quali sono un grosso pericolo per l'anima. Al contrario, coloro che vivono in umiltà hanno maggiori possibilità di salvarsi.

Sentite questo fatto narrato da Sant'Alfonso Maria de Liguori ne “Le Glorie di Maria”. Un parroco andò ad assistere un moribondo che possedeva servi e ricchezze. Quando entrò nella lussuosa casa vide che nella stanza del malato agonizzante vi erano dei demoni sotto le sembianze di orribili cagnacci che fremevano in attesa della morte del ricco per prendersi la sua anima e portarsela all'inferno, poiché era in stato di peccato mortale. Intanto anche una pia e povera donna era moribonda e desiderava ricevere gli ultimi sacramenti prima di presentarsi innanzi al cospetto di Cristo Giudice per ricevere la sentenza eterna. Ma essendo il parroco già occupato ad assistere l'anima del ricco per tentare di salvarlo, inviò dalla povera donna un altro sacerdote, il quale prese la pisside col Santissimo Sacramento e andò da lei per portarle in quell'ora estrema della sua vita il Santo Viatico e aiutarla a lasciare questa terra in stato di grazia. Entrato nell'umile casa della moribonda, rimase sorpreso nel vedere prima una gran luce e poi la Madonna che stava vicino al capezzale di quella donna agonizzante per consolarla e asciugarle con un panno il sudore provocato dall'agonia che la stava portando alla morte. Il sacerdote, vedendo Maria Santissima, non ebbe coraggio di entrare nella stanza, ma la Vergine gli fece cenno di entrare e gli prese lo sgabello per farlo sedere e ascoltare la confessione della moribonda, la quale, dopo aver ricevuto l'assoluzione sacramentale, si comunicò con molta devozione e infine spirò felicemente l'anima tra le braccia della Madonna. Invece il ricco morì senza pentimento e si dannò eternamente, senza più speranza di redenzione.

Questo fatto deve infondere molta speranza, infatti è consolante il pensiero che Maria assiste nell'ora della morte i suoi servi fedeli che l'hanno onorata durante la vita. Ma deve anche far riflettere sulla pericolosità delle ricchezze: a che serve all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'anima sua? È meglio vivere poveramente e salvarsi l'anima, anziché vivere tra piaceri mondani e ricchezze smodate ma andare all'inferno.

Pensiero del giorno

Donarsi, sacrificarsi, lasciarsi immolare dal beneplacito del Cuore di Gesù: ecco il desiderio delle nostre anime. Moriamo anche, pur di accontentare l'Amatissimo divino. Egli sì che è morto consumato dalle fiamme del suo Cuore ardente di zelo e di amore: è morto con questa divina sete non spenta sulle labbra e ancor più nel Cuore arso di carità. E noi non vorremmo lavorare, soffrire, consumarci per poi morire, come Lui, nell'abbandono, nel silenzio e con la sua sete divorante?


(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

mercoledì 3 febbraio 2016

Intervista a una lettrice spagnola

Da qualche tempo mi scrive una gentilissima lettrice di Madrid. All'inizio pensavo che fosse solamente una delle tante lettrici del blog vocazionale in spagnolo (curo vari blog vocazionali in lingue estere, i cui post sono stati tradotti in gran parte da diverse volontarie), poi però mi ha detto che segue anche il blog “Cordialiter” e ama la liturgia tradizionale. Allora ne ho subito approfittato per farle alcune domande da pubblicare sul blog...


- Sei sempre stata una cattolica praticante, oppure sei una convertita?

- Sono nata in una famiglia cattolica e i miei genitori ci hanno dato a tutti un’educazione cattolica a casa e a scuola. Quando ho cominciato l’università, gli amici diversi, il lavoro, mi sono allontanata dalla Chiesa e di conseguenza anche da Dio. Ho lasciato completamente i sacramenti e la mia vita era come quella di tantissimi oggi: vivevo senza Dio e ho dimenticato tutti i valori cristiani, senza però arrivare ad essere una nemica della Chiesa, ero semplicemente indifferente. Poi poco a poco sono ritornata alla messa, ma piuttosto per rispetto sociale e familiare che per convinzione. Fino al giorno in cui, per studi di letteratura, ho dovuto leggere qualche scritto di Santa Teresa d’Avila. Grazie, Dio, per questa grande Santa! Dopo gli esami ho divorato le sue opere. Grazie a lei mi sono resa conto che mai nella mia vita avevo amato Dio come si deve, cioè con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta la volontà, fino a che ho capito la grandezza dell’Incarnazione, della Passione, del suo immenso amore. È il suo amore per me, individualmente, la sua redenzione fatta e sofferta per me, la sua voglia di esser amato da me, di parlare con me. C’è un poema di questa santa che mi travolge e dice “Tua sono perché mi hai creata, perché mi hai riscattata… perché mi hai aspettata, perché non mi sono persa”. Mi è sembrato come se fosse stato scritto solo per me: tanti anni che Dio era paziente ad aspettarmi! Ed io non volevo sentirlo perché avevo paura che dopo aver ammesso questo amore, avrei dovuto assumere un obbligo nei confronti di Dio. Ma che stupida che ero! Infatti poi ho capito che è un obbligo che fa felice perché “Signore ci hai creati per Te e il nostro cuore è inquieto finché non si riposa in Te” (S. Agostino).

- Perché ti piace molto la Messa tridentina?

- Alla messa tridentina adoro Dio in un modo più perfetto. La messa è la rinnovazione del sacrificio di Cristo sulla croce. Il nuovo rito sfortunatamente è celebrato spesso in un senso soltanto umano e a volte sembra il ricordo di una cena e basta. La messa è anche “cena” (perché ci nutriamo di Gesù) ma è essenzialmente il sacrificio perfetto che si offre a Dio. Poi la comunione nella messa tradizionale è sempre in ginocchio e mai sulla mano, così si evita il rischio che possano cadere per terra dei frammenti di Ostia e il Corpo di Cristo venga calpestato, e anche il rischio di vere profanazioni. Ne abbiamo avuto un tristissimo esempio in Spagna a Pamplona nel novembre scorso.

- So che stai riflettendo sulla vocazione religiosa. Che cosa ti affascina della vita consacrata?

- L’unica vita che mi sembra di meritare di essere vissuta è quella passata con Dio. E di conseguenza attirare i miei fratelli, tutti gli uomini, a questa gioia di sapersi amati da Dio. Ci sono tante necessità, tanto dolore, tante bugie, tanta insicurezza sulle istituzioni che dovrebbero curare le anime, le famiglie, i bambini, tante minacce circa la nostra civiltà, tanti che si perdono nella schiavitù credendo che il peccato è la libertà. Non sapevo come o dove agire per “aiutare il mio Signore”, da dove cominciare. Sono tempi di crisi nel cristianesimo, e una crisi grave che sembra minacciare la sua distruzione. In tempi simili (per esempio arianesimo, protestantesimo, ecc.) il Signore ha inviato santi che hanno fatto molto con le mani (vita attiva e apostolica) e grandi santi che hanno fatto molto con la preghiera. Quello che manca di più nel mondo di oggi sono la preghiera e l’adorazione. Vorrei pregare ed adorarlo per me stessa, per coloro che non sanno come farlo, per coloro che sanno e non vogliono, per coloro che rischiano non saperne perché sono piccoli oggi e non sono istruiti da nessuno, per coloro che lo cacciano… “perché il Signore invii operai nella sua vigna”.

- In Italia quasi tutti i libri di storia insegnano che durante la Guerra Civile Spagnola (1936-1939) i "buoni" erano i "rossi", cioè quelli che uccidevano i preti e incendiavano le chiese, mentre i "cattivi" erano quelli che rispettavano la Chiesa Cattolica. Anche in Spagna quasi tutti i libri di storia insegnano lo stesso?

- Posso dire che è anche peggio in Spagna. In questo tempo penso che viviamo il comunismo ideologico in tutto l’Occidente, tutto si basa sull'idea del materialismo dialettico. La sola differenza con il comunismo di un secolo fa è che noi abbiamo la pancia piena e che, al posto di imprigionare o uccidere, se non sei d’accordo con il sistema, sei ridicolizzato fino a la “morte civile”, nessuno ti prende sul serio e non esisti anche se sei vivo. Allora non è sorprendente che le bugie siano la versione ufficiale per giustificare il sistema attuale. Si potrebbe parlarne per giorni ma farò soltanto un esempio: il leader comunista Santiago Carrillo, che è stato uno dei responsabili del massacro di Paracuellos (Madrid) nel 1936, è adesso considerato un eroe della democrazia. In questo massacro almeno 5.000 persone tra i 14 e gli 80 anni sono stati fucilati senza processo come nemici della rivoluzione per essere seminaristi, preti, avvocati, giudici, marchesi, pompieri, lavoratori, studenti o commercianti appartenenti all'Azione Cattolica, o semplicemente per essere stati visti andare a messa.

- Madrid fu una delle ultime città ad essere liberate dalla tirannide rossa. Tra i tuoi parenti ci sono stati alcuni che vennero perseguitati dagli anarchici, dai comunisti e dagli altri miliziani rossi?

- La guerra scoppiò nel mese di luglio e i miei nonni erano in vacanza fuori Madrid, in città che sin dall'inizio vennero liberate dall'oppressione dei rossi. Le case dei miei nonni (paterni e materni) a Madrid furono requisite dai comunisti ma recuperate alla fine della guerra. Nessuno della mia famiglia aveva un’attività politica ma ciò non era una garanzia di sicurezza: uno zio di mio padre fu ammazzato solo perché era avvocato. Non parlo di coloro vennero processati e giustiziati, quello accadde in tutte e due le Spagne (quella “rossa” e quella “nazionale”), ma di coloro che vennero uccisi senza processo, solo per odio alla religione. Numerosi consacrati vennero perseguitati e massacrati. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI ne hanno canonizzati centinaia. Io non posso che ringraziare tutti questi martiri perché grazie a loro la generazione dei miei genitori e la mia hanno potuto conoscere Cristo e la Chiesa. Ed è grazie al sacrificio di molti se il mio paese non divenne un satellite dell’Unione Sovietica.

- Ho letto con molto interesse la biografia di Santa María Maravillas de Jesús, fondatrice di numerosi monasteri di "Stretta osservanza" di Carmelitane Scalze. Anche lei soffrì molto a causa della persecuzione dei rossi durante la "Guerra Civil". Vorrei sapere se questa santa è molto conosciuta e amata in Spagna. Purtroppo, in Italia la conoscono in pochi.

- Sì, Santa Maravillas è molto conosciuta in Spagna, non da tutti, ma certamente da tutti i cattolici. Durante la guerra soffrì la distruzione della sua prima fondazione, nel centro geografico della Spagna, dove era stato eretto un monumento al Sacro Cuore di Gesù. Il re Alfonso XIII aveva fatto lì la consacrazione della nazione al Sacro Cuore e Madre Maravillas volle fondare un monastero di carmelitane scalze presso il monumento per fargli compagnia nel nome di tutta la Spagna. Nel 1936 i rossi hanno prima fucilato la statua del Sacro Cuore e dopo l’hanno demolita con esplosivi. Una volta finita la guerra, sia il monumento al Sacro Cuore sia il monastero sono stati ricostruiti e oggi sono ancora un luogo di preghiera permanente e anche di pellegrinaggi. Ma la sua fama di santità si è diffusa sopratutto perché è stata una vera figlia di Santa Teresa. Finita la guerra c’è stata un'esplosione di vocazioni e Santa Maravillas ha saputo rispondere a quella domanda con le fondazioni nello stesso modo e con le stesse condizioni della Santa d’Avila. Scelgo due frasi sue per sintetizzare la sua spiritualità: “Quello che Lui vuole, quando Lui lo vuole, come Lui lo vuole” e “Se tu Li lasci agire…”

- In Catalogna c'è un forte movimento indipendentista. Secondo te c'è il rischio che possa scoppiare una guerra civile di secessione come avvenne nella ex Jugoslavia?

- No, secondo me non c’è il rischio di una guerra. Benché la Catalogna si è già dichiarata stato indipendente nel 1934, le cose sono differenti adesso: ne i secessionisti ne gli unionisti vorrebbero spostarsi delle proprie comodità. Questo processo illegale si è sviluppato già da almeno 10 anni e nessuno ha fatto qualcosa per fermarlo, benché la legge ha numerosi strumenti che non sono stati usati. Il dispiacere per quello che succede in questa regione è una delle poche cose che adesso unisce tanti spagnoli, inclusa la metà dei catalani.

- Fino al 1975 la Spagna era considerata una delle Nazioni più cattoliche del mondo. Poi è iniziato un veloce processo di secolarizzazione che ha portato all'approvazione di leggi inique come il divorzio, l'aborto, il matrimonio omosessuale, eccetera. Quali altre leggi contrarie alla Dottrina Cattolica vorrebbero approvare i laicisti spagnoli?

- È stato facile: il partito che ha assorbito la destra ha ottenuto negli ultimi 40 anni il voto dei cattolici. All'inizio sembrava difendere questi valori ma stava all'opposizione quando queste leggi sono approvate: il divorzio nel 1981, l’aborto nel 1985, il matrimonio omosessuale nel 2005, l’aborto libero e senza consenso dei genitori per le minorenni nel 2010. Poi questo centro-destra promette nel suo programma la soppressione o l'ammorbidimento di queste leggi… e quando arriva al potere non cambia niente. Neanche la volta scorsa (2011) quando aveva sul programma la modifica della legge sull'aborto e ha ottenuto la maggioranza più ampia dal 1978. Non so quali altre leggi i laicisti hanno in tasca per il futuro ma immagino che verranno dalla parte del femminismo feroce e fanatico e dall'ideologia gender.

- La Madonna a Fatima ha promesso che un giorno il suo Cuore Immacolato trionferà. Hai fiducia in questa promessa della Beata Vergine Maria?

- Sì, dopo questo panorama che ho descritto se non abbiamo fede non si puo far niente! Ce ne sono cose buone anche in Spagna, sopratutto se si guardano le persone e non le questioni pubbliche. Ma tornando a Fatima, io mi sento sicura. La Vergine Maria non ha detto niente che Nostro Signore non abbia detto prima: “Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”. A Fatima ha usato una parola bellica: “trionferà”. Nel mondo in ogni tempo e in ognuna delle anime accade la lotta fra San Michele Arcangelo e il demonio. Noi non siamo diversi da coloro che ci hanno preceduto, pertanto se essi hanno potuto vincere il male anche noi potremo se useremo le stesse armi, armi spirituale senza le quali ogni lotta è inutile. Bisogna pregare molto affinché venga il Suo regno, frequentare i sacramenti con devozione, essere svegli per non farsi ingannare dai falsi profeti, non smettere di annunziare il Vangelo nella vita quotidiana, e agire sempre secondo la volontà di Dio.





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