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venerdì 19 dicembre 2014

Versus populum


[Dagli scritti di Mons. Klaus Gamber]

L'idea che il sacerdote stia di fronte alla comunità risale senza dubbio a Martin Lutero. […] Prima di Lutero l'idea che il sacerdote quando celebra la messa stia di fronte alla comunità non si trova in nessun testo letterario, né è possibile utilizzare per suffragarla i risultati della ricerca archeologica. […] Dal punto di vista cattolico, invero, carattere sacrificale e conviviale della messa non sono mai stati in contrasto. Cena e sacrificio sono due elementi della medesima celebrazione. Certo col mutare dei tempi non sempre essi sono stati espressi con pari forza. […] Se al giorno d'oggi si desidera dare un rilievo maggiore al carattere di convito della celebrazione eucaristica, va detto che nella celebrazione versus populum questo non è che appaia con la forza che spesso si crede e si vorrebbe. Infatti soltanto il "presidente" della cena sta effettivamente al tavolo, mentre tutti gli altri convitati siedono giù nella navata, nei posti destinati agli "spettatori", senza poter avere alcun rapporto diretto col tavolo della Cena. Il modo migliore per rivendicare il carattere sacrificale della messa è dato dall'atto di volgersi tutti insieme col sacerdote (verso oriente, vale a dire) nella medesima direzione durante la preghiera eucaristica, nel corso della quale viene offerto realmente il santo sacrificio. Il carattere conviviale potrebbe essere invece sottolineato maggiormente nel rito della comunione […]. Secondo la concezione cattolica la messa è ben di più di una comunità riunita per la cena in memoria di Gesù di Nazareth: ciò che è determinante non è realizzare l'esperienza comunitaria, sebbene anche questa non sia da trascurare (cfr. 1Cor 10,17), ma è invece il culto che la comunità rende a Dio. Il punto di riferimento deve essere sempre Dio e non l'uomo, e per questa ragione fin dalle origini nella preghiera cristiana tutti si rivolgono verso di Lui, sacerdote e comunità non possono stare di fronte. Da tutto ciò dobbiamo trarre le dovute conseguenze: la celebrazione versus populum va considerata per quello che in realtà è, una novità, una invenzione di Martin Lutero.

[Mons. Klaus Gamber, "Instaurare omnia in Christo", 2/1990]

giovedì 18 dicembre 2014

Sante Messe Tridentine della IV Domenica di Avvento, 21 Dicembre 2014 – Delta Padano

Rovigo

Chiesa dell’Ospedale Civile di Rovigo – ore 11.
Celebra il Sig. Cappellano dell’Ospedale Rev.do Don Camillo Magarotto



Ferrara

 Chiesa di Santa Chiara (corso Giovecca 179) – ore 16.

Celebra il M.to Rev.do Prof. Don Enrico Peverada, incaricato Arcivescovile per la S.Messa in Forma Extraordinaria



Mezz’ora prima della S.Messa, recita del S. Rosario.


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I modernisti non sono più buoni di Dio!

Se la superbia è la madre di tutte le eresie, a maggior ragione lo è anche del modernismo, che è la sintesi di tutti gli errori dottrinali. Gli effetti della peste modernista sono devastanti, poiché producono una desertificazione spirituale, allontanando le anime dalla vera pratica religiosa. Quando una persona è accecata dalla superbia può commettere qualsiasi crimine, anche credersi al di sopra di Dio. 

Noi sappiamo che la Santissima Trinità, unico Dio, è un essere infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Se ci ha proibito di commettere gli atti impuri (fornicazione, adulterio, rapporti sessuali contro natura, ecc.) lo ha fatto per il nostro bene. Non possiamo dubitare del suo amore per noi, perché se non ci avesse amato non avrebbe inviato il Redentore Divino ad immolarsi sulla croce per espiare al posto nostro la pena eterna meritata dai nostri peccati.

Secondo la Legge Eterna stabilita da Dio, i peccati impuri, se compiuti con piena avvertenza e deliberato consenso, sono peccati mortali, che per essere perdonati dalla Santissima Trinità è necessario che il peccatore sia sinceramente pentito e abbia il fermo proposito di non peccare più in avvenire. Ma i modernisti, pieni di superbia, vogliono concedere l'assoluzione sacramentale e la Comunione anche a coloro che non sono pentiti di aver commesso adulterio e non hanno intenzione di interrompere le relazioni “more uxorio” con persone con le quali non sono legittimamente sposate. Ma come possono permettersi di voler rendere legittimo ciò che Dio ha espressamente proibito? Sono forse più saggi e più misericordiosi di Dio? Solo una persona accecata dalla superbia può pensare di esserlo! Le prime parole che il Signore disse a un uomo furono: “Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris”. Queste parole servono a farci rimanere umili ricordandoci che un giorno dovremo morire e il nostro corpo andrà in putrefazione. Siamo solo delle piccole creature al cospetto di Dio, il nostro vero scopo su questa terra è di conoscere, amare e servire il Signore osservando la sua santa Legge, nella speranza di salvarci l'anima. Non siamo noi che possiamo stabilire ciò che è bene e ciò che è male, noi dobbiamo solamente uniformarci a ciò che è stato stabilito Dio nella sua infinita sapienza. È Lui l'autore della Legge Eterna. Guai a chi osa mettersi al di sopra di Dio! 

Gli imperi non fondati sulla Legge del Signore non sono benedetti da Lui, anzi sono destinati ad essere abbattuti come Napoleone. Quanti potenti sono stati rovesciati dai troni nel corso dei secoli! Dio rovescerà presto anche i “napoleoni” del modernismo che vorrebbero che venga cambiato il Magistero perenne della Chiesa su adulterio e omosessualità. Guai a chi osa sfidare l'Onnipotente! 

mercoledì 17 dicembre 2014

Ringrazio tutti i sostenitori del blog

Ammetto che in certe occasioni mi è venuto in mente il pensiero di “chiudere” i miei blog, sia a causa delle innumerevoli ore che richiedono per la gestione (soprattutto per rispondere a circa 200 e-mail al mese), sia per le incomprensioni e le critiche che ogni tanto subisco. Però poi penso che dopo che i miei blog hanno totalizzato oltre un milione e mezzo di visite, non è semplice dire “addio” ai numerosi lettori che dall'Italia e dall'estero leggono con interesse ciò che pubblico. Ma ciò che mi incoraggia ad andare avanti è principalmente il sapere che i miei blog sono di aiuto spirituale a tante persone. Sono gli stessi lettori a dirmelo. Ad esempio, ecco cosa mi ha scritto un ragazzo:

Carissimo D.,
                      sono io che devo ringraziare te per il tuo lavoro ed il tuo esempio. Ti prego continua. Solo in Paradiso vedrai i frutti del tuo meraviglioso lavoro. I tuoi blog sono "ispirational" per moltissimi. Ti prego non smettere. [...] Ti ringrazio cordialmente.

Ma c'è anche un altro importante motivo per cui non me la sento di chiudere i miei blog: in questi mesi diversi lettori e lettrici mi hanno liberamente inviato dei contributi economici per sostenere il mio impegno, pertanto sarebbe scorretto da parte mia se decidessi di arrendermi, perché farei la parte di quello che prima intasca i soldi e poi fugge via. No, non voglio fare una figuraccia del genere! Sarebbe un'ingratitudine troppo grande nei confronti dei sostenitori del blog, i quali sono da encomiare per ciò che hanno fatto per me, sono stati davvero generosi e li ringrazio tutti di cuore. A tal proposito voglio raccontarvi un aneddoto: un giorno mi è arrivata una piccola donazione (di gran lunga inferiore rispetto a quelle che in genere mi inviano gli altri sostenitori) da parte di un ragazzo che non conoscevo. Gli ho scritto per ringraziarlo, e poco dopo mi ha risposto: 

Figurati, è un piacere! Sono solo un ragazzo di 21 anni, ma appena ho avuto qualche soldo sulla PostePay ne ho condiviso un po' con te per incoraggiarti nella tua (e nostra) lotta. Leggo quotidianamente il tuo blog, ormai fonte di conforto ed ispirazione per me, grazie di tutto! Che Dio ti ricopra della Sua Grazia! 

Vi confesso che ho apprezzato molto il suo gesto nei miei confronti, perché pur essendo quasi “al verde”, ha voluto condividere con me quel poco che aveva. È bello sapere che esiste ancora gente del genere in questo mondo!

Per esprimere la mia gratitudine nei confronti di coloro che liberamente hanno deciso di sostenere i miei blog, penso che sia doveroso da parte mia continuare a impegnarmi a realizzare un servizio che edifichi le anime di tutti i lettori. La mia “linea editoriale” ormai è nota: promuovere la Tradizione Cattolica cercando di infondere speranza e coraggio ai lettori. Non ho mai detto che la crisi ecclesiale causata dal modernismo è terminata e che adesso tutto va bene: affermare una cosa del genere sarebbe una vera e propria menzogna. Tuttavia, c'è modo e modo di denunciare i misfatti dei modernisti. Io penso che quando si parla di cose spiacevoli bisogna farlo in maniera da non demoralizzare i lettori, altrimenti si rischia di arrendersi o persino di cadere in depressione.  :-)

Anche Sant'Alfonso Maria de Liguori nei suoi scritti si lamentava della situazione ecclesiale del suo tempo (vescovi poco zelanti, sacerdoti e religiosi rilassati, fedeli laici che vivevano come pagani, ecc.), tuttavia riusciva ad infondere coraggio ai suoi lettori, perché la sua speranza era fondata in Dio.

Oggi la situazione è semplicemente drammatica a causa della confusione seminata da coloro che hanno lo spirito modernistico, ma non dobbiamo disperarci: noi abbiamo la buona dottrina del Magistero perenne della Chiesa, pertanto possiamo confidare di salvarci l'anima se le resteremo fedeli sino alla morte. Certamente Gesù non ci abbandonerà mai, ci darà sempre i mezzi necessari per salvarci. Ci ha riscattato a caro prezzo sulla croce del Golgota, troppo grande è il suo amore per noi, non può abbandonarci nella tempesta modernista. La nostra speranza nella vittoria non è autoillusione, infatti non si fonda sulle nostre forze, ma sulla fede nel glorioso Redentore Divino: Haec est victoria quae vincit mundum, fides nostra (Epistula I Ioannis 5,4). 

Lo scopo dei miei blog è di farvi elevare l'animo alle cose celesti, di incoraggiarvi nel combattimento spirituale, di animarvi a continuare la buona battaglia contro la peste modernista. Voglio che dopo aver letto i miei post vi sentiate rincuorati, consolati e confortati, non demoralizzati e scoraggiati. Sì, scrivere post e rispondere alle e-mail mi costa tempo e fatica, ma voglio continuare a farlo per il bene spirituale dei numerosi lettori che apprezzano ciò che faccio.

Un grande grazie a tutti i “lettori-sostenitori” che con la propria generosità mi consentono di poter continuare a scrivere per la maggior gloria di Dio! 

martedì 16 dicembre 2014

Basta con Babbo Natale!

Ripubblico una lettera che mi ha scritto una signora dispiaciuta per la paganizzazione del Natale.


Carissimo,
                  se permette vorrei sollevare un problema che mi pare nessuno oppure pochi stanno vedendo. Ci hanno rubato il Natale! - Come? - dirà lei - Non mi sembra. - Eppure è proprio così. Il Natale se l'è portato via la Coca-Cola con quel ridicolo pancione vestito di rosso. Poveri noi cristianucci da quattro soldi che abbiamo barattato Dio con un rosso pagliaccio che non è mai esistito e che non esiste se non nel cervello di un furbacchione di diciamo di un "creativo" della Coca-Cola qualche annetto fa, nel 1931. Troviamo Babbi Natale (mi dà fastidio perfino la parola ) dappertutto, su per i balconi, nei negozi, nelle case, per le strade, nei tombini e logicamente nei comignoli da cui scende per adagiarsi su di un morbido panettone. Il povero Gesù che viene al freddo e al gelo per nostro amore, non ci piace più. Noi cristiani lo abbiamo spodestato, non lo riconosciamo più. Per trovarlo andiamo nei mercatini, ci fiondiamo nelle nostre macchine o nei pullman e partiamo con il sorriso sulla faccia e tutti soddisfatti ci infiliamo in code interminabili e andiamo a cercare lo spirito del Natale tra luci e lustrini finti tra musiche che con il Natale di nostro Signore non hanno nulla a che fare, e poi dopo che in questi mercatini ci hanno pelati ben bene diciamo anche con voce soddisfatta - Qui si che si sente il vero spirito del Natale!!!!!! - Non piangiamo più aspettando il nostro adorato Bambinello, la tenerezza in noi è scomparsa, il nostro cuore non batte più per Gesù, il nostro cuore è finito a preparare cene su cene, magre all'avvento logicamente, con pesci prelibatissimi e abbuffata della vigilia, e poi il giorno dopo quando è “nato” Babbo Natale con stracrapule da infarto. E apriamo sotto gli alberi i regali che ci sono costati corse pazze in tutti i negozi, e speso soldi per cose inutili, e ci facciamo gli auguri mezzi ubriachi. E a Lui, il neonato nostro amore, gettiamo due briciole di sguardo, perché sì in effetti, noi cristiani facciamo ancora il presepio, ma non con la gioia e la gratitudine che Iddio si merita, ma solo per tradizione perché “lo ha fatto la nonna per tanti anni, e poi lo faccio solo per i bambini !!! Se no, che noia, mi ci vuole un sacco di tempo”. Carissimo, mi scusi lo sfogo, ma alle volte non ne posso proprio più di tanto ciarpame pagano che avvolge il Santo Natale. Alziamo un pochino la voce noi poveri cristiani, e diciamo no, non voglio più passare un altro Natale con Babbo Natale, ma voglio passarlo solo con la Sacra Famiglia, voglio stare con il mio Gesù, voglio stare accoccolato ai suoi piedi ad adorarlo, e voglio piangere lacrime d'amore e di tenerezza adorando la sua bontà, non voglio più perdermi nei mercatini tra le false luci dei neon, ma voglio volare a Betlemme con il mio cuore, e nel silenzio cantare a Lui inni d'amore.

Ho scritto a lei queste mie riflessioni perchè penso che possa capirmi. Le auguro che il nostro santissimo Gesù sia per lei la luce che inondi tutto l'anno nuovo, sia per lei un Natale d'amore.

Con stima e affetto fraterno, in Corde Matris
Auguri di Santo Natale.
(Lettera firmata)


Carissima,
                 anche io sono amareggiato dalla paganizzazione delle feste religiose. Purtroppo molti bambini credono che il 25 dicembre sia la festa di Babbo Natale e il 6 gennaio la festa della Befana. É tristissimo!

Tempo fa al telegiornale hanno intervistato dei bambini per sapere cosa hanno chiesto a Babbo Natale. Una bambina gli ha chiesto di proteggere la mamma e il papà, e altre cose del genere, sembrava una preghiera. Queste cose bisogna chiederle a Dio, non a Babbo Natale!

A Natale e all'Epifania, consiglio ai lettori del blog con bambini piccoli di dir loro che i regali li avete fatti voi, non befane o buffi pupazzi della Coca-Cola.

Fraterni saluti in Gesù e Maria
Cordialiter

lunedì 15 dicembre 2014

"Salesianizzare" il movimento tradizionale


Per attrarre le anime verso la Tradizione Cattolica è necessario che i militanti del "movimento tradizionale" aumentino gli sforzi per imitare lo stile apostolico di San Francesco di Sales basato sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo.

Purtroppo, ci sono non pochi tradizionalisti che hanno un comportamento aspro, acido e troppo severo che allontana le anime dalla Tradizione. Per esempio, mi è stato riferito che certe monache legate alla Messa tridentina erano molto critiche nei confronti della loro ex priora, poiché costei aveva un atteggiamento misericordioso nei confronti dei peccatori. La vera misericordia non è quella dei modernisti, i quali giustificano gli atti peccaminosi, bensì è quella dei veri seguaci di Gesù Cristo, come San Francesco di Sales e San Leopoldo Mandic, i quali con dolcezza e carità fraterna riuscivano a convincere le anime a staccarsi dal peccato e a riconciliarsi con Dio. Se avessero usato metodi aspri e "poco caritatevoli", difficilmente avrebbero convertito tante anime.

Lo spirito di dolcezza è proprio di Dio. L'anima che ama Dio ama anche tutti coloro che sono amati da Dio, pertanto cerca volentieri di soccorrere, consolare e contentare tutti, per quanto gli è possibile. Dice San Francesco di Sales: “L'umile dolcezza è la virtù delle virtù che Dio tanto ci ha raccomandata; perciò bisogna praticarla sempre e dappertutto.”

Questa dolcezza bisogna praticarla specialmente coi poveri, i quali ordinariamente, poiché son poveri, son trattati aspramente dagli uomini. Bisogna praticarla anche con le persone ammalate, le quali si trovano afflitte dall'infermità, e per lo più sono poco assistite dagli altri. In maniera speciale bisogna adoperare la dolcezza nei confronti dei nemici. Vince in bono malum (Rom. XII, 21). Bisogna vincer l'odio con l'amore, e la persecuzione con la dolcezza; così han fatto i santi. Non vi è cosa che tanto edifichi il prossimo, quanto la caritatevole benignità nel trattare. I santi ordinariamente avevano il sorriso sulle labbra e il loro volto spirava benignità, accompagnata dalle parole e dai gesti.

Il superiore deve usare tutta la benignità possibile con i suoi subordinati. Diceva San Vincenzo de' Paoli che per i superiori non vi è modo migliore per esser ubbiditi che utilizzando la dolcezza. Anche nel riprendere i difetti, il superiore deve utilizzare parole benigne. Un conto è il riprendere con fortezza, altro conto il riprendere con asprezza; bisogna talvolta riprendere con fortezza, quando il difetto è grave, e specialmente quando il colpevole è recidivo, ma bisogna evitare di avere asprezza ed ira, perché chi riprende con ira fa più danno che profitto. Se mai in qualche caso raro bisognasse dire qualche parola aspra per indurre il prossimo a comprendere la gravità del suo difetto, tuttavia bisogna sempre lasciarlo con la “bocca dolce”, con qualche parola benigna. E quando capita che la persona che necessita di esser corretta è adirata, bisogna tralasciare momentaneamente la riprensione ed aspettare che cessi la sua collera, altrimenti la si provocherebbe a sdegnarsi maggiormente.

Oh quanto si ottiene più con la dolcezza che con l'amarezza! L'affabilità, l'amore e l'umiltà catturano i cuori delle persone.

domenica 14 dicembre 2014

Bramare uno stile di vita davvero evangelico

Riporto una vecchia lettera di un ragazzo attratto dalla vita radicalmente evangelica.


Buongiorno caro curatore del blog! […] mi chiamo [...] sono un ragazzo di 23 anni. Ormai da un anno e mezzo mi faccio seguire da un padre spirituale […] nel cammino di discernimento vocazionale.

Mi sono imbattuto "per caso" nel tuo blog e ti devo confessare che mi ha colpito nel profondo! a volte mentre leggevo le testimonianze o gli articoli mi si infiammava il cuore di ardore e di amore per la vita consacrata! (cosa tra l'altro che non mi è nuova né estranea) siccome è un tarlo che già mi rode da tempo nel profondo e "penso", ma più che un pensiero è un desiderio del mio cuore, che il Signore mi stia chiamando per questa strada, e dato che sono umbro volevo un consiglio da te su un "buon" convento di […], poiché come molti altri lettori del blog, e conoscendo altri ordini religiosi diciamo più "rilassati", sento proprio il bisogno di austerità, solitudine, radicalità di vita che si avvicini a ciò che il Serafico Padre Francesco ha vissuto.

Ti chiedo gentilmente, l'indirizzo il numero di telefono del convento da contattare, perché vorrei andarci il più presto possibile, visto che ho pochi giorni di ferie proprio ora per Natale, e come dice San Paolo "l'amore di Cristo ci spinge" Caritas Christi Urget Nos!

Un abbraccio in Cristo Signore, e grazie del prezioso aiuto che fornisci con il servizio di questo Santo Blog!

A presto!

(lettera firmata)


Carissimo lettore,
                             per me non è un disturbo, anzi è un grande piacere poter fornire informazioni al riguardo di conventi e monasteri. In privato ti ho inviato alcuni indirizzi e numeri di telefono di conventi dell'ordine religioso di stretta osservanza per il quale ti senti attratto.

In questa risposta pubblica voglio complimentarmi con te per lo zelo che stai dimostrando nel rispondere alla vocazione religiosa. Ma c'è un'altra cosa che mi ha fatto piacere leggere. È la tua brama per una vita austera, povera e radicalmente evangelica. Questi discorsi mi piacciono assai! Si entra in convento per fare vita eroica di penitenza, non una vita comoda e rilassata! La vita religiosa è bella solo se vissuta in maniera autentica, come l'hanno vissuta i grandi santi fondatori di ordini religiosi. Diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori che se un giovane vuole entrare in un monastero rilassato, è meglio che rimanga a casa propria, altrimenti si farà trascinare dal cattivo esempio degli altri religiosi e vivrà anche lui in maniera rilassata, come dimostra l'esperienza.

Bene caro amico, ti incoraggio a perseverare su questa strada, e spero tanto di avere presto la bella notizia che sei stato accolto in qualche ordine religioso osservante.

Cordialiter

sabato 13 dicembre 2014

Gli ultimi preti pacelliani

Alcuni anni fa ho trascorso le "vacanze di Natale" in una casa di villeggiatura immersa tra le montagne, a mille chilometri di distanza da dove risiedo. Ero ospite di un lettore del blog che mi ha gentilmente invitato nella sua seconda casa per poter passare alcuni giorni di riposo, meditazione e preghiera in solitudine (alcuni giorni sono rimasto completamente solo come un eremita).

Ad alcuni chilometri di distanza c'è un piccolo paesino nel quale nei giorni festivi viene celebrata una Messa. Una domenica è venuto a celebrare un anziano prete. Che edificazione! Era uno di quei preti vecchio stampo, formatosi ai tempi del grande Papa Pio XII. Nella mia diocesi i preti diocesani che usavano abitualmente la talare penso che ormai siano morti tutti. Dunque mi ha fatto piacere rivedere un prete diocesano vestito con il tradizionale abito ecclesiastico. Tra l'altro lo portava con decoro, ad esempio senza che i pantaloni sbucassero da sotto la veste talare. Anche il modo di celebrare era dignitoso, pronunciava le parole con tono grave e solenne come si conviene per un rito sacro. Mi è piaciuta molto la sua omelia incentrata sul tema della famiglia cristiana (era la domenica della Sacra Famiglia). Il suo gergo era tipicamente pacelliano, energico, combattivo, da vero cristiano militante, era un piacere ascoltarlo. Altro che le noiose e inconcludenti omelie "politicamente corrette" che vanno di moda in tante parrocchie italiane!

Ormai ne sono rimasti pochi di questi "preti di una volta". Prima di uscire di chiesa ho dato un ultimo sguardo fugace in sacrestia per "immortalare" nella mia mente quel prete edificante. Chissà se mi capiterà di incontrare ancora un anziano prete pacelliano.

venerdì 12 dicembre 2014

Lettera di una mamma di una Francescana dell'Immacolata

La mamma di una suora Francescana dell'Immacolata mi ha chiesto di pubblicare una "lettera aperta" alla figlia.


Caro D., vorrei augurare e te e alla tua famiglia tanta gioia e felicità nel santo Natale, e che l'anno del Signore che verrà sia per te pieno di santità. Vorrei anche, se mi permetti, scrivere attraverso il tuo sito una lettera a mia figlia, che come sai è suora. Grazie.

Figlia mia carissima, ti scrivo questa lettera per dirti che ti vogliamo tanto bene. Sono ormai più di 10 anni che tu sei stata chiamata da Gesù per essere sua sposa, io e il papà siamo quasi vecchi, i tuoi fratelli ormai sono degli uomini. Tanta acqua è passata sotto i ponti, ma l'amore per te non è diminuito anzi, ogni giorno va aumentando, i nostri pensieri vanno spesso a te, e ci chiediamo: come starà, avrà freddo, mangerà, si vorranno bene tra sorelline? Tanti pensieri affollano la nostra mente, ma uno solo prende il sopravvento su tutti: fatti santa figlia mia, sii degna sposa del tuo Signore, abbraccia la croce come Lui l'abbracciò, non scansarla, non sfuggirla, ma amala come l'hanno amata i bambini di Fatima, ricordi? “Volete accettare tutte le sofferenze che il Buon Dio vorrà mandarvi per riparare le offese che gli uomini gli fanno e per la conversione dei poveri peccatori?” I piccoli risposero “Sì, lo vogliamo”. Ecco figlia mia anche tu e le tue consorelle con il  vostro Fiat in questo momento particolare e doloroso per l'istituto santo dove sei stata chiamata da Gesù sarai, anzi sarete, come Francesco, Giacinta e Lucia, tre pastorelli, per salvare le pecorelle del Signore. Questo “Natale di passione” sia la porta per il Paradiso per tutte Voi e per tante anime. Ti abbracciamo, anzi Vi abbracciamo tutte e tutti con le Sante braccia della Vergine Immacolata. Santo Natale figlia benedetta. 

La tua mamma e il tuo papà.

giovedì 11 dicembre 2014

Inno a Brama

È da anni che vado dicendo che è in corso la "paganizzazione" della festa del Natale, grazie anche alla collaborazione dei modernisti. A tal proposito riporto un estratto di un'e-mail di un gentile lettore del blog. Ho l'impressione che ormai siamo alle comiche finali...



Caro Cordialiter,
                                [...] sono maestro di un coro popolare [...]. In alcuni concerti natalizi ne ho sentite di tutti i colori, come recentemente l'esecuzione di un "Inno a Brama", la divinità indù, eseguito un una rassegna del Natale in una chiesa della mia diocesi. [...]

Approfitto per farti i più cari auguri per un Santo Natale sereno e un Felice Anno.

(Lettera firmata)

Avviso da Torino



Sante messe cantate in rito domenicano tradizionale in lingua latina e canto gregoriano

14 dicembre 2014, ore 21: S. Messa cantata (III Domenica di Avvento)
21 dicembre 2014, ore 21: S. Messa cantata (IV Domenica di Avvento)


Chiesa di S. Domenico
Via San Domenico ang. Via Milano,
Torino


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Direzione spirituale

Ieri un lettore mi ha chiesto dove ho pubblicato i consigli su come scegliere il direttore spirituale.


Caro D.,
                  leggo la tua bella intervista al cattolico di Londra e mi chiedo dove sono i 'consigli' per la scelta di un direttore spirituale: me li puoi indicare per favore? E magari anche aggiungere un link all'interno dell'articolo :-) 

Grazie e buon e santo Avvento!

(Lettera firmata)


Carissimo in Cristo, 
                                   visto che si tratta di un argomento molto importante, ripropongo volentieri il testo che mi hai richiesto. Penso che possa essere utile soprattutto la parte in cui spiego come fare a capire quando la direzione spirituale diventa inutile o addirittura dannosa. Ci tengo a precisare che nel testo c'è ben poca "farina del mio sacco", essendomi praticamente limitato ad esporre con parole mie ciò che ho letto su qualche vecchio manuale di ascetica.

Ecco il link: http://cordialiter.blogspot.it/2014/06/direzione-spirituale.html

In Corde Matris,

Cordialiter


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Il Vescovo di Verona celebrerà i Vespri Pontificali


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mercoledì 10 dicembre 2014

La Messa tridentina sfonda anche in Inghilterra

Ogni tanto mi scrive un carissimo lettore (e sostenitore) del blog, il quale vive in Inghilterra per motivi di lavoro. Ho approfittato della sua squisita gentilezza per fargli alcune domande sulla situazione della Tradizione nel Regno Unito.


- Come è nato il tuo amore per la Messa tradizionale?

- Sono stato invitato per la prima volta ad una Messa tradizionale da due mie amiche italiane, conosciute all’interno di un gruppo carismatico italiano presente a Londra. Esse furono subito entusiaste, io invece le prime volte la trovavo molto strana tanto che sentivo l’esigenza di ascoltare un’altra Messa Novus Ordo per ‘compensare’. Il loro entusiasmo e le omelie di un bravissimo sacerdote che diceva delle cose che non avevo mai sentito dire (per esempio di pregare il Rosario quotidianamente) mi ha spronato a continuare a frequentarla e partecipare anche ad altre iniziative come la “Sodality of the five Holy Wounds”, serie di incontri mensili con un allocutio su un tema spirituale, momento sociale a seguire e tour alla National Gallery con la guida di un sacerdote che ci spiegava il messaggio spirituale dell’opera. Di seguito mi sono allontanato per un periodo dalla Messa per poi ritornare dopo aver letto un articolo che citava una testimonianza di Padre Amorth.

- È interessante sapere che le tue amiche che ti hanno fatto conoscere Messa tridentina sono “carismatiche”. Ciò conferma che la liturgia tradizionale sta sfondando anche in ambienti distanti da quelli storicamente legati al rito antico. So che a Londra frequenti il celebre Brompton Oratory, appartenente alla Congregazione dei seguaci di San Filippo Neri. Viene molta gente alla Messa tradizionale?

- Dio mi benedice perché mi dà l’opportunità di frequentare la Messa tradizionale quotidianamente prima di cominciare il lavoro. Questa è una grande grazia. Alla Messa quotidiana nei giorni infra settimanali è frequentata da alcune decine di persone. Il numero lievita nelle feste comandate. Alla Messa domenicale invece ho la grazia di andare a St. Bede Clapham Park, dove settimanalmente si celebra la Messa cantata (Sung Mass) e una volta al mese si ha la possibilitá di ascoltare un coro di cantori professionisti. Spero ciò possa continuare anche in futuro e chiedo le preghiere dei lettori per questa mia intenzione.

- Tra voi fedeli c'è uno spirito di collaborazione? Vi incontrate solo alla Messa domenicale, oppure vi vedete anche in settimana per partecipare alle attività parrocchiali?

- In Inghilterra è tradizione che dopo la Messa domenicale ci si riunisce per un momento conviviale, generalmente in un locale adiacente la Chiesa. In questa occasione c’è l'opportunità di parlare ed approfondire la propria fede e coltivare rapporti di amicizia. L’Oratory ha diverse attività che non sono direttamente legate alla Messa Tradizionale.

- I sacerdoti del Brompton Oratory, oltre che a celebrare devotamente il Santo Sacrificio della Messa, sono bravi anche a confessare e a dirigere spiritualmente le anime?

- Grazie alla lettura del blog Cordialiter ho messo in pratica il consiglio su come scegliere il direttore spirituale. Dopo esser rimasto colpito dal modo di celebrare il Santo Sacrificio da parte di un giovanissimo prete, ho chiesto di confessarmi e gli ho fatto delle domande su dei problemi che mi stavano a cuore ed ho valutato l’efficacia dei suggerimenti ricevuti.

- Che tu sappia, ci sono altri italiani che frequentano il  Brompton Oratory?

- Immagino che qualche italiano frequenta il Brompton Oratory forse la domenica. Io non ne ho mai conosciuti. Se qualche italiano che ama la Messa Tridentina si trova a Londra di domenica consiglio di partecipare alla Messa a St. Bede, Clapham Park.

- Sei mai andato a Messa in una chiesa dell'Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham, cioè degli ex anglicani passati alla Chiesa Cattolica ai tempi di Benedetto XVI?

- No, non sono mai andato. 

- La società inglese ti sembra più secolarizzata di quella italiana?

- In Inghilterra si percepisce di non vivere in un paese cattolico, la maggior parte delle persone non si pone la domanda su Dio ma tutto è molto orientato al business. Però in ambienti cattolici si rimane molto edificati per l'ardore per la Tradizione che caratterizza gli inglesi. Prima di venire in Inghilterra vivevo nel Sud Italia dove le Messe tradizionali sono rare. Se non fossi venuto a Londra forse non avrei mai conosciuto questa straordinaria Messa. Ho trovato qui in Inghilterra una società che ha a cuore le tradizioni, anche la Messa Novus Ordo conserva delle cose che in Italia non avevo mai visto (velare le statue durante l’ultima settimana di Quaresima, l’uso del campanello alla Consacrazione che suona per tre volte come nella Messa Tradizionale, anche se nella Novus Ordo non si capisce bene il perché, la giusta traduzione della formula della Consacrazione del vino […”versato per voi e per molti” / non “per tutti”] e la Comunione in ginocchio alla balaustra [anche se nel Novus Ordo c’è la possibilitá di prenderla nella mano]).

- Ritieni che l'esperienza della Tradizione (cioè la “pastorale tradizionale”) possa essere efficace anche in un Paese secolarizzato come il Regno Unito?

- Io penso che la Tradizione sarà la forza che convertirà il Regno Unito al cattolicesimo facendolo ritornare di nuovo la dote della Madonna (la devozione dell’Inghilterra alla Madonna in passato era molto forte, Ella era vista come la protettrice della nazione – esiste anche una pala d’altare che mostra Riccardo II in ginocchio di fronte alla Madonna che Le dona un globo e si può leggere l’iscrizione Dos tua Virgo pia hæc est). Moltissimi giovani si stanno avvicinando alla Messa tradizionale. Di certo la pastorale tradizionale unisce persone di varia estrazione sociale ed offre un valido aiuto nella lotta al relativismo e nel cammino verso la verità. Abbiamo bisogno di credere che la verità esiste ed è immutabile e di imparare la strada per raggiungerla.

martedì 9 dicembre 2014

Sopportare pazientemente le avversità della vita

Un gentile lettore mi ha chiesto un consiglio circa i fioretti che si possono fare durante l'Avvento.


Carissimo D.,
                            [...] mi piacerebbe ricevere dei consigli su come vivere bene questo meraviglioso tempo di Avvento, consigli su fioretti che si possono fare, devozioni speciali e cose che mi portano più vicino a Gesù buono.

In Cordibus Iesu et Mariae,

(lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                                     […]. Per quanto riguarda l'Avvento, penso che il fioretto più bello è di accettare con pace le cose spiacevoli che ci accadono. Quante incomprensioni, contrasti, diffidenze, gelosie, persecuzioni, ecc., dobbiamo subire da parte di altre altra gente! Magari anche da parte di persone che sembravano nostre amiche e che invece ci hanno fatto soffrire col loro comportamento freddo, aspro, o troppo severo. Accettando serenamente tutte queste cose che ci fanno soffrire interiormente e offrendole a Dio per dargli gusto, si fanno enormi passi avanti nella vita spirituale, molto più che facendo delle penitenze corporali come i digiuni, le flagellazioni, e cose di questo genere. Alcuni magari usano il cilicio, e poi non sanno sopportare con pazienza un'incomprensione da parte di un loro amico, o delle parole ingiuriose da parte di un persecutore. 

Nella vita spirituale si procede per gradi: prima bisogna imparare ad accettare in pace le “penitenze involontarie” (cioè le avversità della vita che ci capitano senza che noi le abbiamo cercate), successivamente si può passare alle penitenze corporali scelte da noi stessi, anche se in questo campo ci vuole molta prudenza, onde evitare di farsi del male, pertanto conviene parlarne prima con la propria guida spirituale.

Rinnovandoti la mia gratitudine ti saluto cordialmente in Corde Matris,

Cordialiter

I demolitori della Chiesa hanno fatto il loro tempo

La pastorale non è l’arte del compromesso e del cedimento: è l’arte della cura delle anime nella verità. Quando questo è stato detto tutti hanno capito: anche, e soprattutto, quelli che hanno deformato o criticato. Il linguaggio del buon pastore è all’opposto di quello che dicono alcuni teologi del momento. Non credo a possibilità scismatiche. Coloro che usano della loro funzione ecclesiastica per sovvertire la Chiesa contano, in realtà, innanzi agli occhi del mondo solo perché esiste quella Chiesa che essi intendono demolire in nome della «Chiesa futura umanità». Poi ci sono tanti segni, soprattutto fuori d’Europa, che indicano che i demolitori della Chiesa hanno fatto il loro tempo.


[Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla rivista "Renovatio", VI, 1970]

lunedì 8 dicembre 2014

Una bella notizia

Tra le lacrime di amici e parenti, oggi c'è stata la cerimonia di ingresso ufficiale in monastero di una mia amica e lettrice del blog vocazionale. Sono molto contento che sia riuscita a trovare il coraggio di abbandonare il mondo traditore e abbracciare lo stato di vita più perfetto in un monastero di clausura. Nel mondo avrebbe potuto fare carriera e avere successo visto che ha 3 lauree, tra cui una in architettura, ma ha preferito lasciare tutto per seguire la chiamata di Cristo. Preghiamo per lei affinché possa perseverare sino alla morte.

Anche i barcaioli ferraresi scelgono la Messa tridentina

Sabato 6 Dicembre, festività di S. Nicola di Bari, protettore dei barcaioli, l’associazione Storico-Sportiva I barcàr ad Puatel (I barcaioli del Po di Primaro), che tiene viva la tradizione delle tipiche imbarcazioni fluviali ferraresi a fondo piatto, ha fatto celebrare la S. Messa in onore del Suo Patrono, S. Nicola di Bari, in Rito Romano antico, presso la Chiesa di S. Maria dei Servi, in uso alla Comunità Cattolica Ucraina di Rito Bizantino. 

Il Movimento Liturgico rivolge un particolare ringraziamento a Don Alessandro, parroco della Comunità Cattolica Bizantina Ucraina, per la concessione della magnifica Chiesa, e a tutta la stessa Comunità Ucraina per l’accoglienza dei fratelli che seguono il Rito Romano Antico.


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Corso di Canto Gregoriano a Cremona

L'Accademia Corale "Teleion", che da tempo si adopera insieme al maestro Fulvio Rampi - gregorianista di chiara fama e direttore del prestigioso ensemble "Cantori Gregoriani" - per lo studio e la divulgazione del Canto Gregoriano, organizza e promuove la Scuola di Canto Gregoriano a Cremona.

Tale iniziativa, che ha già ricevuto numerose iscrizioni da città di tutto il Nord e Centro Italia, consiste in cinque incontri mensili di sabato pomeriggio, da gennaio a maggio 2015, presso la parrocchia di Sant'Abbondio in Cremona. Durante questo primo anno di Scuola, le lezioni saranno tenute da Fulvio Rampi il quale affronterà, in modo sistematico e rigoroso, le antiche fonti manoscritte del Canto Gregoriano; grande spazio sarà inoltre riservato alla prassi esecutiva. 

Questa nuova proposta, che vanta patrocini prestigiosi (tra cui annoveriamo il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra, l'Associazione Italiana Santa Cecilia e l'Unione Società Corali della Lombardia), è rivolta in modo particolare a direttori di coro, organisti, cantori, liturgisti e a tutti coloro che desiderano approfondire il vastissimo repertorio gregoriano, risorsa attuale e inesauribile per la Liturgia della Chiesa Cattolica. Per conoscere il calendario con le date, i costi di partecipazione e le modalità di iscrizione, è possibile contattare il numero 3703153785 (lun-ven, 18-20).

Devoti pensieri mariani


Riporto alcuni pensieri mariani tratti dagli scritti di quel grande devoto della Madonna che fu Sant'Alfonso Maria de Liguori:


* Oh quanti beati non vi sarebbero ora in Cielo, se Maria con la sua potente intercessione non ve li avesse condotti!

* s. Bernardo ci assicura della divina grazia e della salvezza eterna, se noi siamo perseveranti nella devozione a Maria

* la devozione verso la santa Vergine non solo è utile, ma anche moralmente necessaria.

* molto si deve temere della salvezza di taluno che poco stima la devozione verso la Beata Vergine e trascura di procurarsi la sua intercessione; poiché costui, secondo il sentimento di s. Bernardo, si chiude il canale delle grazie alla sua salvezza necessarie

* non v'è alcuno, quantunque scellerato, che Maria non possa salvarlo con la sua intercessione

* oh che morte felice fanno specialmente i devoti della Madre di Dio! Il p. Binetti narrava che essendo andato ad assistere ad un moribondo che era stato devoto della Beata Vergine, egli gli disse: «Padre, non potete credere la consolazione che porta in morte il ricordarsi di aver servito alla Madonna. Ah padre mio, se sapeste qual contento io provo per aver servito a questa madre mia! Io non so spiegarlo».

* Rivelò la stessa Beata Vergine a Santa Brigida non trovarsi al mondo peccatore così nemico di Dio, che se a lei ricorra ed invochi il suo aiuto, non ritorni a Dio e recuperi la sua grazia.

* E' difficilissimo che un'anima perseveri in grazia di Dio e si salvi senza una special devozione alla Madre di Dio; che perciò ella si chiama la Madre della perseveranza.

* Chi ama veramente la Madonna è sicuro del paradiso, come se già fosse in paradiso

domenica 7 dicembre 2014

Decomposizione del protestantesimo nella Patria di Lutero

La mentalità generale che prevale in Occidente prende sempre più le distanze dalla fede della Chiesa. E' un fatto. C’è da notare che quando si attacca la “Dominus Iesus” come fosse una espressione di intolleranza, la verità è proprio il contrario: non si tollera più che la Chiesa cattolica possa esprimersi sulla propria identità e sulla propria fede, che essa non impone a nessuno, ma che esprime e difende. [...] Non si sentirebbe il bisogno di attaccare la Chiesa, né la fede, se fossero considerate come delle realtà trapassate o sul punto di esserlo. Si può dire, dunque, che questi attacchi sono anche un segno della vitalità della fede e della forza che essa conserva nel mondo spirituale. Aggiungerei che questa emarginazione della Chiesa non è così forte in tutte le regioni d'Europa, né in tutte le parti del mondo. Così possiamo vedere che in Germania è in atto una paganizzazione, soprattutto nelle zone che prima erano comuniste, e comunque nel nord del paese, in cui il protestantesimo si decompone e lascia il posto ad un paganesimo che non ha più bisogno di attaccare la Chiesa, perché la fede è diventata talmente assente che non si sente più il bisogno di aggredirla. Ma vi sono anche delle situazioni del tutto diverse. Ai giorni nostri si possono constatare delle nuove manifestazioni di fede: vi sono tra i giovani dei movimenti molto forti che dimostrano la realtà sempre presente di bisogno di assoluto, con una riscoperta della bellezza della fede e del sacro. Questo desiderio del sacro, di recupero di tutte le bellezze perdute, è molto presente presso la nuova generazione. [...] La Chiesa è destinata certamente a vivere in una situazione di minoranza nel nostro continente, ma rafforzandosi spiritualmente e interiormente, tanto da diventare una speranza per molti uomini.

[Riflessioni del Cardinale Joseph Ratzinger tratte dall'intervista rilasciata alla rivista “Spectacle du monde” n° 464, gennaio 2001].

sabato 6 dicembre 2014

Avviso da Rovigo

Domenica 21 dicembre, alle ore 11, presso la cappella dell'ospedale civile di Rovigo, Don Camillo Magarotto (cappellano dell'ospedale) celebrerà il Santo Sacrificio della Messa nell'antico e venerabile Rito Romano, secondo quando stabilito dal Motu Proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI. Al termine procederà alla benedizione dei Bambinelli.

venerdì 5 dicembre 2014

L'abito del clero progressista

Nel Clero la tessera del progressismo è l’abito, borghese naturalmente, o camuffato in modo tale da crearne la impressione. La norma italiana permette il clergyman, ma ha chiaramente detto che l’abito «normale» è la talare. Forma e colore: due cose che per l’Italia sono ben poco rispettate. Chi porta la talare sta fuori del progresso. Invece la talare, «difesa dalla norma di Legge come abito normale», permette di non perdersi mai nella massa, di restare in evidenza, di costituire una testimonianza di sacralità e di coraggio. Su questo punto credo dovrò ritornare. Infatti in questo momento il pericolo più grave per il clero è quello di SCOMPARIRE. Sta scomparendo, perché tutto ormai non s’accorge nel mondo ufficiale, della cultura, della politica, dell’arte che ci siamo anche noi. Tra noi si arriva anche al punto di proclamare che non c’è più il «cristianesimo». Forse che non è indicativo il Referendum sul divorzio? Ho la impressione che quasi nessuno si sia provato a studiare il nesso tra l’esito del Referendum e l’abito del prete, tra il Referendum e la pratica distruzione in gran parte d’Italia della Azione Cattolica. So benissimo che il popolo ha ancora la Fede nel fondo del suo cuore e la rinverdisce ad ogni spinta, ma tutto il livore anticlericale e massonico che si è impadronito di quasi tutti i mezzi di espressione fa credere il contrario, agisce come se la Chiesa fosse morta (il che è tutt’altro che vero!); ma sono molti di casa nostra che danno mano a tutto questo. Amare la promiscuità, tinteggiarsi di mondanità, discutere la legittima Autorità e Cristo che l’ha costituita, costituisce BENEMERENZA PROGRESSISTA. Andare a Taizé invece che a Lourdes o a Roma costituisce progressismo, mentre si va ad uno dei più grandi equivoci religiosi del secolo.

[Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla "Rivista Diocesana Genovese" del gennaio 1975]

giovedì 4 dicembre 2014

Aumentare gli sforzi per abbattere la tirannide modernista

Il periodo che stiamo vivendo è davvero molto difficile, non solo a causa della secolarizzazione della società, ma anche per la devastante opera dei modernisti all'interno della Chiesa, basti pensare al tentativo di sdoganare il concubinato e il vizio nefando contro natura. Fortunatamente noi sappiamo che il Diritto Naturale e il Diritto Divino (che costituiscono la cosiddetta “Legge Eterna”) non possono essere modificati da nessuna creatura, quindi continuiamo a “tirare dritto”, cioè a seguire il Magistero perenne della Chiesa. Il problema è che molta gente ha una conoscenza superficiale della Dottrina Cattolica, e quindi si lascia facilmente abbindolare dalle menzogne strombazzate dalla sfacciata propaganda modernista. Insomma, il mio timore è che molte persone possano pensare che siccome diversi teologi sostengono certe tesi, allora determinati atti umani non sono più peccaminosi, o perlomeno non sono più proibiti “sub gravi” (sotto pena di colpa grave), e quindi si lascino andare a comportamenti licenziosi che conducono all'inferno. Insomma, la situazione generale assomiglia a quella dei tempi di Noè prima del diluvio, o a quella di Sodoma prima della distruzione. Prima o poi il “castigone” arriverà davvero. Ma nonostante le numerose tribolazioni che stiamo patendo, continuiamo a confidare in Dio, il quale un giorno ci libererà dalla “schiavitù” dei numerosi “faraoni egiziani” che tiranneggiano nel mondo.

Purtroppo, ho il timore che tanta gente si stia allontanando dalla fede a causa del caos fomentato negli ultimi tempi da parte di coloro che hanno lo spirito modernistico. Insomma, viste le immani macerie spirituali causate dai novatori, la tentazione per molti è quella di abbandonare la buona battaglia e tuffarsi nella vita spensierata e peccaminosa praticata dai mondani. Bisogna “vaccinarsi” dagli errori modernisti intensificando le buone letture, le quali fortificano l'anima. Leggere gli scritti del Magistero perenne della Chiesa aiuta a non farsi travolgere dalla mentalità relativista ed edonista che dilaga nel mondo. Consiglio soprattutto la lettura del Magistero di Pio XII, il quale oltre a “confermare nella fede”, infonde molto coraggio grazie al suo battagliero modo di esprimersi.

Inoltre bisogna cercare di evitare di leggere gli scritti di coloro che sono stati contagiati del morbo dello “spirito modernistico”, i quali seminano dubbi e confusione, avvelenando in maniera più o meno subdola le anime degli inesperti. Ma come fare a riconoscere i propagatori del pestilenziale “spirito modernistico”? Ce lo spiega Papa Benedetto XV (1924-1922) nell'Enciclica “Ad Beatissimi Apostolorum Principis”: "Né soltanto desideriamo che i cattolici rifuggano dagli errori dei Modernisti, ma anche dalle tendenze dei medesimi, e dal cosiddetto spirito modernistico; dal quale chi rimane infetto, subito respinge con nausea tutto ciò che sappia di antico, e si fa avido e cercatore di novità in ogni singola cosa, nel modo di parlare delle cose divine, nella celebrazione del sacro culto, nelle istituzioni cattoliche e perfino nell'esercizio privato della pietà."  

Quella che stiamo vivendo è un'ora grave, drammatica e decisiva della storia della Chiesa. L'orbe cattolico è stato gettato nel caos da una banda di volponi modernisti che stanno causando gravi danni alle anime. Ma il popolo della Tradizione non ha nessuna intenzione di deporre le armi spirituali (preghiera, penitenza, apostolato, ecc.) e di arrendersi ai nemici del Corpo Mistico di Cristo. La gioiosa macchina da guerra modernista deve essere fermata ad ogni costo. I militanti del movimento tradizionale, corazzati da un'indomita volontà e da una dogmatica fede, devono dare l'esempio e aumentare gli sforzi per infondere tra i cattolici l'atmosfera e l'ansia della riscossa!

mercoledì 3 dicembre 2014

Avviso da Correggio

A Correggio (Reggio Emilia), Venerdì 5 dicembre alle ore 19, la Santa Messa sarà celebrata, in via del tutto eccezionale, presso la chiesa di Santa Chiara del Monastero delle Clarisse Cappuccine di Correggio (Piazzetta delle Suore, centro storico). A partire dal 2 gennaio la celebrazione tornerà regolarmente, sempre ogni primo venerdì del mese, presso il santuario della Madonna della Rosa.

martedì 2 dicembre 2014

Abbiamo trovato il terreno!

Diversi mesi fa avevo pubblicato un post sul blog per parlare della necessità di un posto dove poter condurre uno stile di vita "alternativo" alla stressante e degradante vita che spesso si conduce nelle città moderne. Purtroppo, è sempre più difficile vivere cristianamente in questa società paganizzata, materialista ed edonista. Se un fedele desidera fare “vita devota” nel mondo, è costretto a stare in contatto con tanti scandali e con tanta gente che vive come se Dio non ci fosse, pertanto non è facile conservare il raccoglimento interiore ed evitare di intiepidire il fervore della vita cristiana.

C'è grande bisogno di un posto isolato dove poter vivere quasi in maniera eremitica, dedicandosi alla preghiera e alla meditazione, ma anche a lavori agricoli e a dare ospitalità a persone desiderose di trascorrere alcuni giorni di riposo e riflessione silenziosa. Una lettrice del blog ha ereditato un terreno e ha deciso di metterlo a disposizione per realizzare qualcosa per la maggior gloria di Dio. L'idea è di aprire una sorta di “oasi della Tradizione” per accogliere sia persone desiderose di vivere da eremiti, sia fedeli laici (anche sposati e con bambini) che desiderano vivere in maniera simile alle prime comunità cristiane. Coloro che per qualche motivo non possono lasciare il mondo e unirsi stabilmente alla comunità, potranno tuttavia essere accolti per trascorrere le proprie vacanze in maniera alternativa e spirituale. Sarebbe bello poter accogliere stabilmente anche qualche anziano sacerdote in pensione disposto a celebrare ogni giorno la Messa tridentina per la comunità.

Il terreno si trova in una zona isolata a circa 7 km da una città capoluogo di provincia dove ogni domenica si celebra la Messa tradizionale. I bambini dei fedeli laici potrebbero ricevere istruzione didattica in modalità “homeschooling”. Tra alcune settimane la padrona del terreno (che attualmente vive da anacoreta in un'altra regione) farà un sopralluogo sul posto per constatare la situazione (mi ha invitato ad andare con lei) e vedere in che modo poter utilizzarlo.

I membri del “villaggio tradizionale” dovranno condurre uno stile di vita sobrio (per non dire austero) ed “ecocompatibile”, evitando lo spreco di denaro e di risorse materiali. Il progetto è fattibile? Io so che in Italia esistono delle comunità simili, le quali riescono ad autogestirsi e ad avere un reddito sufficiente per poter continuare a mantenere in vita il progetto. Dunque, se ci riescono loro, possono riuscirci anche i cattolici. Sarebbe splendido poter condurre uno stile di vita raccolto e devoto, lontano dai “rumori” e dalle immoralità che dilagano nell'attuale società secolarizzata e scristianizzata. Non si tratta di fondare una comunità religiosa, ma una piccola comunità di fedeli laici che desiderano allontanarsi dalla corruzione morale del mondo, per poter praticare uno stile di vita più cristiano, nel silenzio, per raccogliersi interiormente e vivere “alla presenza di Dio”, cioè col cuore costantemente rivolto al Signore.

In passato diverse persone mi hanno detto di essere interessate al progetto e penso che il loro numero aumenterà man mano che dalla fase progettuale si passerà alla messa in opera. Personalmente sono entusiasta di questa nuova avventura che immagino attirerà l'interesse di molti lettori e lettrici del blog. Quando ci saranno novità, vi aggiornerò.

lunedì 1 dicembre 2014

Il canto liturgico

Dobbiamo rivolgere ogni nostra cura e studio per far rifiorire nelle chiese e tra il popolo il sacro canto che si denomina da Ambrogio, così come nella Chiesa Universale rifioriscono le caste ed angeliche melodie che tolgono il nome dal Magno Gregorio. Punto non dubitiamo di quello che tante volte è stato affermato dagli antichi padri: che è stato, cioè, lo stesso Spirito Santo quello che ha ispirato alla Chiesa il suo canto liturgico, canto che, se viene eseguito con quella pietà e squisitezza di magistero che si richiede, possiede come una virtù arcana per commuovere i cuori, per sollevare gli animi, per sublimare le menti sino a Dio. Ben lo sa Agostino, il quale, divenuto già Vescovo d'Ippona, soleva ricordare le pie lagrime da lui versate a Milano [Confess. IX, 6], quando nei giorni del suo catecumenato, assisteva ai sacri riti ed ascoltava i nostri canti Ambrosiani, eseguiti a pieno coro da tutto il popolo. La Chiesa non potrebbe mai disinteressarsi d'un patrimonio così sacro, com'è questo del canto liturgico; non potrebbe trascurare un mezzo così efficace di santificazione delle anime, com'è quello delle nostre caste melodie; non le sarebbe davvero lecito di disinteressarsi d'una cosa così intimamente connessa col Divin Culto e colla gloria di Dio, come è la soave salmodia e l'armonioso canto degli inni sacri nelle diverse Ore dell'Ufficio Divino.

[Brano del Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster tratto da “La Sacra Liturgia - Il cuore della Chiesa orante”, Piemme].

I Santi sono i più grandi benefattori dell'umana società

Riporto un brano tratto dall'Enciclica "Divini illius Magistri" del Sommo Pontefice Pio XI.



Pertanto il vero cristiano, nonché rinunziare alle opere della vita terrena o menomare le sue facoltà naturali, le svolge anzi e le perfeziona coordinandole alla vita soprannaturale, per modo da nobilitare la vita stessa naturale e da procurarle più efficace giovamento, non solo di ordine spirituale ed eterno, ma anche materiale e temporale.

Ciò è dimostrato da tutta la storia del Cristianesimo e delle sue istituzioni, che si identifica con la storia della vera civiltà e del genuino progresso sino ai nostri giorni; e particolarmente dai Santi, ond'è fecondissima la Chiesa, e soltanto essa, i quali hanno raggiunto, in grado perfettissimo, lo scopo dell'educazione cristiana, ed hanno nobilitato e avvantaggiato l'umana convivenza in ogni genere di beni. Infatti i Santi sono stati, sono e saranno sempre i più grandi benefattori dell'umana società, come anche i modelli più perfetti in ogni classe e professione, in ogni stato e condizione di vita: dal campagnuolo, semplice e rusticano, allo scienziato e letterato, dall'umile artigiano al condottiero di eserciti, dal privato padre di famiglia al monarca reggitore di popoli e nazioni, dalle semplici fanciulle e donne del recinto domestico alle regine e imperatrici. E che dire dell'immensa opera, anche a pro del benessere temporale, dei missionari evangelici, che insieme con la luce della Fede hanno portato e portano ai popoli barbari i beni della civiltà; degli istitutori di molteplici opere di carità e di assistenza sociale e della interminabile schiera di santi educatori e sante educatrici, che hanno perpetuato e moltiplicato la loro opera nelle loro feconde istituzioni di educazione cristiana in aiuto delle famiglie e a beneficio inestimabile delle nazioni?

Questi sono i frutti, benefici in ogni materia, dell'educazione cristiana, appunto per via e virtù soprannaturale in Cristo, che essa svolge e forma nell'uomo; giacché Cristo Signor nostro, Maestro Divino, è altresì fonte e datore di tale vita e virtù, ed insieme modello universale ed accessibile a tutte le condizioni dell'umana progenie, con il Suo esempio, particolarmente alla gioventù, nel periodo della Sua vita nascosta, laboriosa, ubbidiente, adorna di tutte le virtù individuali, domestiche e sociali, dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini.

[...] Alziamo, o Venerabili Fratelli, i cuori e le mani supplici al Cielo, "al Pastore e Vescovo delle anime nostre" (I Petr. 11, 25), al Re Divino "che dà legge ai governanti" affinché Egli con la Sua virtù onnipotente faccia sì che questi splendidi frutti dell’educazione cristiana si raccolgano "in tutto il mondo" sempre più a vantaggio degli individui e delle nazioni.

domenica 30 novembre 2014

Molte vocazioni per le Adoratrici di Gricigliano

Chantal (una collaboratrice del blog), col suo solito entusiasmo, mi ha inviato un post sulle nuove postulanti entrate tra le Adoratrici del Cuore Regale di Gesù Cristo Sommo Sacerdote: http://vocazione-religiosa.blogspot.it/2014/11/molte-vocazioni-per-gli-istituti-di.html










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Promuovere le scuole cattoliche

Riporto un brano tratto dall'Enciclica "Divini illius Magistri" del Sommo Pontefice Pio XI.


Tutto quanto si fa dai fedeli per promuovere e difendere la scuola cattolica per i loro figli è opera genuinamente religiosa, e perciò compito principalissimo dell'Azione Cattolica; onde sono particolarmente care al Nostro cuore paterno e degne di alta lode tutte quelle associazioni speciali che in varie nazioni attendono con tanto zelo ad opera così necessaria.

Col procurare la scuola cattolica per i loro figli - sia proclamato altamente, e sia bene inteso e riconosciuto da tutti - i cattolici di qualsiasi nazione al mondo non fanno opera politica di partito, ma opera religiosa indispensabile alla loro coscienza; e non intendono già di separare i loro figli dal corpo e dallo spirito nazionale, ma anzi di educarveli nel modo più perfetto e meglio ordinato alla prosperità della nazione, poiché il buon cittadino cattolico, appunto in virtù della dottrina cattolica, è perciò stesso il miglior cittadino, amante della sua patria e lealmente sottomesso all'autorità civile e costituita, in qualsiasi legittima forma di governo.

In questa scuola, in armonia con la Chiesa e con la famiglia cristiana, non avverrà che nei vari insegnamenti si contraddica, con evidente danno dell'educazione, a quello che gli alunni apprendono nell'istruzione religiosa; e se sarà necessario far loro conoscere, per scrupolosa coscienza di magistero, le opere erronee da confutare, ciò verrà fatto con tale preparazione e con tale antidoto di sana dottrina, che non nocumento, ma giovamento ne abbia la formazione cristiana della gioventù.

In questa scuola, similmente, lo studio della patria lingua e delle classiche lettere non sarà mai a scapito della santità dei costumi; giacché il maestro cristiano seguirà l’esempio delle api, le quali prendono la parte più pura dei fiori e lasciano il resto, come insegna San Basilio nel suo discorso agli adolescenti sulla lettura dei classici (R G., t. 31-570). Questa necessaria cautela, suggerita anche dal pagano Quintiliano (Inst. Or. 1, 8), non impedisce per nulla che il maestro cristiano accolga e metta a profitto quanto di veramente buono, nelle discipline e nei metodi, portano i tempi nostri, memore di quel che dice l'Apostolo: "Provate tutto, tenete ciò che è buono" (I Thess. V, 21). E perciò, nell'accogliere il nuovo, egli si guarderà dall'abbandonare corrivamente l'antico, comprovato buono ed efficace dall'esperienza di più secoli, segnatamente nello studio della latinità, che vediamo sempre più decadere ai nostri giorni, appunto per l'ingiustificato abbandono dei metodi così fruttuosamente usati dal sano umanesimo, venuto in gran fiore particolarmente nelle scuole della Chiesa. Queste nobili tradizioni richiedono che la gioventù affidata alle scuole cattoliche venga bensì istruita nelle lettere e nelle scienze pienamente secondo le esigenze dei nostri tempi, ma insieme e solidamente e profondamente, in ispecie nella sana filosofia, lungi alla farraginosa superficialità di coloro, che "forse avrebbero trovato il necessario se non avessero cercato il superfluo" (Seneca, Epist. 45). Ogni maestro cristiano deve tener presente quanto dice Leone XIII in compendiosa sentenza: "Con maggiore alacrità bisogna sforzarsi a che non soltanto si applichi un metodo d'insegnamento adatto e solido, ma più ancora a che l'insegnamento stesso e nelle lettere e nelle scienze sia in tutto conforme alla fede cattolica, massime poi nella filosofia, dalla quale in gran parte dipende il retto indirizzo delle altre scienze" (Leone XIII, Enc. Inscrutabili, 21-4-1878).